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State Of Mind

@unlungoinvernoinme-blog

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Trova una persona

che sia per te

il posto migliore

dove stare.

—Marco Polani

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«Ed io che invece vorrei solo averti più vicino.»

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Mi hai lasciato da solo davanti al cielo
E non so leggere, vienimi a prendere
[…]Mi riconosci ho le scarpe piene di passi
La faccia piena di schiaffi
Il cuore pieno di battiti
E gli occhi pieni di te

-Le tasche piene di sassi-Jovanotti

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Tu mi guardavi,

Come si guarda il vuoto,

Perché in qualche modo

Sapevi che ce l'avevo dentro.

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Ed io lo vedo se non sei felice che in quegli occhi verdi cambia un po’ la luce e non posso far nulla se non ne vuoi parlare ma sei ancora più bella quando ti fai odiare.

cit. pioggia-di-parole ☂Michele Giorgi (via pioggia-di-parole)

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“Ti va di andare al mare?” le scrissi per messaggio. “Quando adesso? Ahaha” rispose come se la stessi prendendo in giro. “No, domani mattina scema.. Passo a prenderti e ti porto al mare” “Va bene, ma cosa dico ai miei?” “Che finita scuola vai a casa di una tua amica a mangiare e poi studiate insieme, dai domani alle 8 sono da te.. Notte” risposi e andai a dormire. La mattina dopo, come ogni ragazza, non era per nulla puntuale, l'aspettai per circa un quarto d'ora e poi le sue braccia strinsero le mie costole e capii che era arrivata. “Colazione e poi partiamo?” annuì e andammo a fare colazione. Arrivammo a destinazione nemmeno dopo un'ora e non erano ancora le nove di mattina. Mi resi conto che di solito a quell'ora mi trovavo in classe con la solita e pallosa lezione di matematica, invece, in quel momento, mi trovavo dentro una macchina, con di fronte la sabbia e poco più là le onde del mare. “Cosa hai intenzione di fare?” mi chiese guardando il mare, la sabbia e il nulla, perchè effettivamente non c'era nient'altro e nessun'altro. Dopo qualche secondo di silenzio le chiesi: “Guarda il mare e dimmi: a cosa pensi?” Si mise a guardarlo e si prese il suo tempo per pensarci e feci lo stesso anche io nel caso mi facesse la stessa domanda. “Non ti aspettare paroloni o frasi assurde.. e per favore non ridere..” disse quasi come se dovesse dire una cosa sciocca e poi riprese “..Penso ai bambini e alla loro ingenuità..” e concluse con un sorriso sentendosi quasi sciocca anche se non lo era affatto. “Perchè?” chiesi senza giudicarla. “Perchè se ci pensi i bambini hanno la semplicità negli occhi e non pensano che da grandi potranno star male per qualche amore o per qualche stupida delusione, loro sanno vivere e sanno essere ingenui nel modo più giusto..” questa volta non si sentì sciocca, anzi, lo disse con serietà e con tono deciso, quasi come se li vedesse quei bambini sulla riva. “Tu, invece.. tu a cosa pensi?” disse guardandomi. Non so perchè, ma anche io, nonostante mi fossi già preparato la risposta, mi fermai. Si, mi fermai, ma sui suoi occhi. Dopo qualche secondo tornai con lo sguardo sul mare e dissi con tristezza: “Alla vita”. “Perchè alla vita?” “Guardalo..” e feci cenno con la testa verso il mare “..la marea cambia sempre ed è come ognuno di noi. Noi siamo persone che stanno bene e che delle volte soffrono, ed è esattamente come il mare. Il mare va a momenti,  potrebbe esserci l'alta marea come la bassa, potrebbe esserci così tanto vento da formare un uragano e noi siamo così, delle volte siamo così pieni che esplodiamo in qualcosa di indefinito” dissi fissando quel vuoto più in fondo del mare. “Si, si.. se hai finito con la tua storiella, io vorrei andare a fare una passeggiata sulla riva” disse facendomi tornare alla realtà. “Andiamo allora.. facciamo una gara? A chi arriva prima” chiesi e lei mi sorrise, il che era un sì. Lasciammo le scarpe, con i calzini in macchina e poi cominciammo a correre. “Hai perso!” disse con il fiatone, ma orgogliosa. “Ti ho lasciato vincere è diverso” “Certo, certo" ribatté sempre con il fiato pesante. “Ora li vedi i bambini?” le chiesi, quasi prendendola in giro. “Si, ne ho uno davanti” e rise. Rise così tanto che aveva già capito che l'avrei rincorsa, così mi precedette e iniziò a scappare da me. Questa volta, non la feci vincere, ma la presi. La presi in braccio e dato che stavamo correndo, cademmo sulla sabbia. La spiaggia era tutta per noi, il mare era per noi, la sabbia era per noi e non so perchè, forse per i suoi occhi che erano di nuovo fissi sui miei, lei era per me. Ci guardammo come se quei bambini, di cui lei parlava, fossero cresciuti e come se la marea fosse diventata un uragano, ma un uragano pieno di emozioni che non sapeva decidersi. Forse è stata quella la prima volta in cui io m'innamorai di lei.

ricordounbacio (via ricordounbacio)

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La guardavo dormire, era mattina presto, saranno state le sei o poco più, e lei se ne stava tutta rannicchiata mentre abbracciava un cuscino. Mi sentivo l'uomo più felice del mondo, perchè avevo la persona della mia vita accanto a me. C'era silenzio, i primi raggi di sole accarezzavano le tende e c'era la luce giusta che mi permetteva di vederla. “Principessa” dissi sottovoce, cercando di non farmi sentire. Tornai a stendermi sul letto e il soffitto mi guardava e io guardavo lui. “Se non ci fosse lei, ora, dove sarei?” mi domandai e insieme al soffitto, di quel bianco calmo, provai a trovare una risposta. “Torniamo indietro, torniamo a quando c'eravamo mollati la prima volta, cosa è successo dopo?” pensavo e nel mentre davo qualche sguardo alla ragazza più bella del mondo, che dormiva, accanto a me. “Ricordo quel momento buio, ricordo di aver iniziato a distrarmi con il nuoto, ma non funzionava, non mi soddisfa va abbastanza come ci riusciva lei.” “Ho provato con il bere alcolici, ma ogni volta finivo con il pensare a lei ed ero sempre pronto nel scriverle, anche se non potevo e non dovevo” Venni distratto da un suo piccolo russio, risi e tornai a guardarla per qualche minuto, poi continuai con i miei pensieri. “Ho provato a fumarmi delle canne e quelle, a differenza dell'alcol, riuscivano a farmi rilassare, eccome se ci riuscivano. Mi facevano lo stesso effetto che riusciva a farmi lei quando eravamo assieme, riusciva a colmare i miei dolori. Io, da solo, con una canna e lei con un sorriso, questa era la differenza” Ci pensai e mi resi conto che, col tempo, non mi limitai a della semplice erba, ma avevo bisogno di qualcosa in più, così passai alla cocaina. Tutto questo avvenne quando scoprì che lei era riuscita a rifarsi una vita ed aveva trovato un nuovo moroso. La mia possibilità di ritrovare la felicità sparì in un lampo e dovetti adattarmi in un'altra maniera, con solo la droga. “Cosa è successo poi?” dissi ad alta voce, svegliandola. “Amore… Buongiorno” mi disse stiracchiandosi e abbracciandomi. Tolsi la sua mano che mi accarezzava il petto, la guardai e, non so con che coraggio, trovai la forza di dirle la verità, dopo un anno e mezzo di silenzio. “Sai quando morì tua nonna?” le chiesi. “Si, è successo un anno e mezzo fa, ma cosa c'entra ora?“ ribatté, ancora addormentata. “Quando lo seppi avrei voluto chiederti come stavi, perchè so che eri molto legata a lei e io avevo bisogno di te. Per un momento ho anche pensato che avremmo potuto compensare il bisogno l'uno dell'altro, ma poi mi ripensai al fatto che tu eri già fidanzata e che sarei stato solo un peso in più. Così il giorno dopo il funerale, comprai un mazzo di fiori, compreso il tuo preferito, che feci mettere in mezzo, e andai al cimitero.” Rimase in silenzio, ma aggiunsi solo un'altra frase: “Ho parlato per quasi un'ora con tua nonna, ho parlato della mia situazione, ho pensato a come fosse lei,  dato che non mi hai mai fatto conoscere, e di te, soprattutto di te.” “Feci una promessa a tua nonna, che solo ora ricordo: se mai fossi riuscito a riavere la mia principessa avrei smesso con tutta quella merda. Ora che ci penso, quando ti sei mollata con il tuo ex, avevo paura di te, ma quando sei stata tu a cercarmi… Beh, ho smesso di drogarmi, perchè non ne sentivo più l'esigenza” Mi guardò con occhi pieni di lacrime e non so per quale motivo. Infine dissi un'ultima cosa che non feci nemmeno in tempo di finire, perchè lei mi fece star zitto con un bacio, che si trasformò in amore. “Sei tu la mia droga principes..”

ricordounbacio (via ricordounbacio)

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lionsweet
“Volevo dirti che sto bene in ogni posto ma non sono al posto giusto se non ci sei tu. Che ti regalerei anche i momenti estremi in cui ho bisogno di scappare dal mondo, quelli che sono aria per me, esigenza. E se ci perderemo, non ti perderò e non mi perderai. Perché alla fine io lo so e tu lo sai. Ci sono tramonti che non tramontano mai.”
- Massimo Bisotti

ci sono tramonti che non tramontano mai

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Portami via dalla convinzione di non essere abbastanza forte

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Non ho smesso di pensarti, vorrei tanto dirtelo. Vorrei scriverti che mi piacerebbe tornare, che mi manchi e che ti penso. Ma non ti cerco. Non ti scrivo neppure ciao. Non so come stai. E mi manca saperlo. Hai progetti? Hai sorriso oggi? Cos’hai sognato? Esci? Dove vai? Hai dei sogni? Hai mangiato? Mi piacerebbe riuscire a cercarti. Ma non ne ho la forza. E neanche tu ne hai. Ed allora restiamo ad aspettarci invano. E pensiamoci. E ricordami. E ricordati che ti penso, che non lo sai ma ti vivo ogni giorno, che scrivo di te. E ricordati che cercare e pensare son due cose diverse. Ed io ti penso ma non ti cerco.

Charles Bukowski (via pioggia-di-parole)

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