La guardavo dormire, era mattina presto, saranno state le sei o poco più, e lei se ne stava tutta rannicchiata mentre abbracciava un cuscino.
Mi sentivo l'uomo più felice del mondo, perchè avevo la persona della mia vita accanto a me.
C'era silenzio, i primi raggi di sole accarezzavano le tende e c'era la luce giusta che mi permetteva di vederla.
“Principessa” dissi sottovoce, cercando di non farmi sentire.
Tornai a stendermi sul letto e il soffitto mi guardava e io guardavo lui.
“Se non ci fosse lei, ora, dove sarei?” mi domandai e insieme al soffitto, di quel bianco calmo, provai a trovare una risposta.
“Torniamo indietro, torniamo a quando c'eravamo mollati la prima volta, cosa è successo dopo?” pensavo e nel mentre davo qualche sguardo alla ragazza più bella del mondo, che dormiva, accanto a me.
“Ricordo quel momento buio, ricordo di aver iniziato a distrarmi con il nuoto, ma non funzionava, non mi soddisfa va abbastanza come ci riusciva lei.”
“Ho provato con il bere alcolici, ma ogni volta finivo con il pensare a lei ed ero sempre pronto nel scriverle, anche se non potevo e non dovevo”
Venni distratto da un suo piccolo russio, risi e tornai a guardarla per qualche minuto, poi continuai con i miei pensieri.
“Ho provato a fumarmi delle canne e quelle, a differenza dell'alcol, riuscivano a farmi rilassare, eccome se ci riuscivano. Mi facevano lo stesso effetto che riusciva a farmi lei quando eravamo assieme, riusciva a colmare i miei dolori. Io, da solo, con una canna e lei con un sorriso, questa era la differenza”
Ci pensai e mi resi conto che, col tempo, non mi limitai a della semplice erba, ma avevo bisogno di qualcosa in più, così passai alla cocaina.
Tutto questo avvenne quando scoprì che lei era riuscita a rifarsi una vita ed aveva trovato un nuovo moroso.
La mia possibilità di ritrovare la felicità sparì in un lampo e dovetti adattarmi in un'altra maniera, con solo la droga.
“Cosa è successo poi?” dissi ad alta voce, svegliandola.
“Amore… Buongiorno” mi disse stiracchiandosi e abbracciandomi.
Tolsi la sua mano che mi accarezzava il petto, la guardai e, non so con che coraggio, trovai la forza di dirle la verità, dopo un anno e mezzo di silenzio.
“Sai quando morì tua nonna?” le chiesi.
“Si, è successo un anno e mezzo fa, ma cosa c'entra ora?“ ribatté, ancora addormentata.
“Quando lo seppi avrei voluto chiederti come stavi, perchè so che eri molto legata a lei e io avevo bisogno di te. Per un momento ho anche pensato che avremmo potuto compensare il bisogno l'uno dell'altro, ma poi mi ripensai al fatto che tu eri già fidanzata e che sarei stato solo un peso in più. Così il giorno dopo il funerale, comprai un mazzo di fiori, compreso il tuo preferito, che feci mettere in mezzo, e andai al cimitero.”
Rimase in silenzio, ma aggiunsi solo un'altra frase: “Ho parlato per quasi un'ora con tua nonna, ho parlato della mia situazione, ho pensato a come fosse lei, dato che non mi hai mai fatto conoscere, e di te, soprattutto di te.”
“Feci una promessa a tua nonna, che solo ora ricordo: se mai fossi riuscito a riavere la mia principessa avrei smesso con tutta quella merda. Ora che ci penso, quando ti sei mollata con il tuo ex, avevo paura di te, ma quando sei stata tu a cercarmi… Beh, ho smesso di drogarmi, perchè non ne sentivo più l'esigenza”
Mi guardò con occhi pieni di lacrime e non so per quale motivo.
Infine dissi un'ultima cosa che non feci nemmeno in tempo di finire, perchè lei mi fece star zitto con un bacio, che si trasformò in amore.
“Sei tu la mia droga principes..”