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SENZATENONVIVO

@unitidaunsolosorriso

• HO PAURA DI VIVERE SENZA DI TE•
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Parole dette il primo giorno a Londra: “thank you”, “bye”.

Però cavolo quant’è bella.

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Quando ti ho conosciuto pensavo non mi mancasse nulla: ero all’ultimo anno di superiori certa del fatto che sarei partita, avevo una migliore amica, un migliore amico, un fidanzato, tante amiche un po’ sparse e pensavo che fosse quella lì la felicità. Quando abbiamo iniziato a parlare ogni giorno però, mi sono resa conto che c’erano tante cose che mi erano mancate da sempre. Il parlare anche della più piccola sciocchezza con te mi sembrava una cosa dolcissima, perché sapevo che mi ascoltavi per davvero. Il reciproco cercarsi perennemente era diventato un sentimento così forte per me che lo cercavo di annullare a tutti i costi, perché non capivo nemmeno cosa fosse. Poi sono successi i casini, le discussioni, ci siamo allontanati e io sono partita. Ho perso tante persone, tantissimi amici, mi sono allontanata da tutto quello che faceva parte della mia vita qui in Italia quasi come fosse un dovere.. e quando sono tornata, come se nulla fosse, ho ritrovato te. Non ti sarò mai grata abbastanza per non esserti mai arreso con me, perché non so che cosa sarei adesso se non ti avessi al mio fianco. Da quando stai con me la mia vita è diventata meravigliosa, ho imparato ad amare davvero per la prima volta ed è un sentimento che non riuscirò mai a descriverti. Anni fa pensavo che la felicità fosse essere circondata da tante persone, mentre ora capisco che me ne sarebbe bastata solo una: Tu. Io con te la mia vita la sento completa, perché se mi immagino tra 10 anni o tra 50, riesco ancora a vedermi col sorriso e piena d’amore. Voglio ringraziarti, amore, per sopportare la persona che sono. Per riuscire ad amarmi nonostante i mille difetti e i mille sbagli, per impuntarti e cercare di fare la pace ogni singola volta. So che è una lotta continua cercare di far combaciare i caratteri che ci ritroviamo ma quando mi abbracci sento tutto scivolare via. Sento di appartenerti completamente, di poterti raccontare ogni singola cosa, che sia dalla più minima sciocchezza che sogno la notte fino alle mie paure più grandi, ai miei ricordi, ai miei desideri. Tutto. Non è vero che non voglio più sfogarmi con te, l’ho detto da arrabbiata e voglio ricordartelo. Sei l’unica persona che mi trasmette così tanta sicurezza, non mi sono mai sentita così protetta e voluta e so che per qualsiasi cosa, è da te che devo e voglio correre ogni volta. Scusa se mi dilungo sempre e ti ripeto sempre le stesse cose, ma io ti amo Simone, tutto quello che fa parte di te io lo amo.

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“Sei la mia sindrome di Stendhal personale. Nota: La sindrome di Stendhal, detta anche sindrome di Firenze (città in cui si è spesso manifestata), è una affezione psicosomatica che provoca tachicardia, capogiro, vertigini, confusione e allucinazioni in soggetti messi al cospetto di opere d'arte di straordinaria bellezza.”
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“Tutti noi siamo persone, non tasti di pianoforte. Nessuno può trattarci come se fossimo tasti di pianoforte. Nessuno può schiacciarci per suonare la musica che piace a loro.”

- Fedor Dostoevskij

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ultimaluna

ho scoperto che le cose belle appassiscono e che i sogni dentro ai cassetti marciscono e che la gente non crede mai troppo e le parole trovano il tempo che possono, che non puoi morire due volte di seguito e che se fuori piove io dentro nevico

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Tu sapevi di non amarmi e hai lasciato che io, al contrario, mi innamorassi perdutamente di te. Hai sempre cercato ciò che ti mancava nelle persone che ti stavano accanto, fino a prosciugarle dei loro stessi sentimenti. Hai preso sempre, e non hai mai dato nulla indietro.

Irene Marasca (via ilconfinediunattimo01)