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Incostanza

@un-orizzonte-di-carta

E passo il tempo a fare ordine Nella stagione del rumore Evitare le parole sarebbe stato utile Invece di scagliarci come un fulmine Su di me, su di te

Dove sei? Ho preso il coraggio nascosto tra le parti più profonde di me e te l'ho donato Ed io non mostro mai a nessuno il mio coraggio Dove sei? Ho provato a chiamarti ma non hai risposto Dove sei? Ci siamo visti l'altra notte in un sogno È stato bellissimo Dove sei? Dovevamo essere insieme in cima al colosseo a festeggiare i miei diciotto anni Dove sei? Non ti vedo più ridere come hai sempre fatto con me nei nostri viaggi Mi chiedo ancora dove sei Che fai Se mi pensi Se stai fissando anche tu la nostra chat sospesa con lo sguardo perso Se conservi ancora la nostra foto al tramonto Se mi hai sognato anche tu qualche volta Se porti con te dei rimpianti Faresti ancora la valigia? Busseresti ancora alla mia porta per chiedermi il deodorante che puntualmente dimenticavi? Mi consoleresti ancora dopo i miei momenti no seduto sul letto facendomi appoggiare sulla tua spalla destra? Ti manco? Non lo so e forse non lo sai neanche tu Vorrei solo averti accanto e dirti che ti porterò con me per sempre

Cosa stai facendo per te? Hai cura dei tuoi pensieri e delle tue emozioni? Ti fermi mai a chiederti se vivi la vita che desideri? Cammini mai a piedi nudi sull’erba, guardando le nuvole in alto nel cielo? Lo guardi il mondo in cui vivi, o hai smesso di esplorare e scoprire? Ridi? Ti emozioni ancora o corri tra le pieghe dei tuoi impegni fino a sera, sfinita, per poi ricominciare? La vita non è una corsa.

(Oscar Travino, Sette secondi)

“Proprio a te doveva capitare di concentrare tutta la tua vita su un punto, e poi scoprire che tutto puoi fare tranne vivere quel punto.”

— Cesare Pavese, Il mestiere di vivere

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“Verrà la morte e avrà i tuoi occhi questa morte che ci accompagna dal mattino alla sera, insonne, sorda, come un vecchio rimorso o un vizio assurdo. I tuoi occhi saranno una vana parola, un grido taciuto, un silenzio. Così li vedi ogni mattina quando su te sola ti pieghi nello specchio. O cara speranza, quel giorno sapremo anche noi che sei la vita e sei il nulla. Per tutti la morte ha uno sguardo. Verrà la morte e avrà i tuoi occhi. Sarà come smettere un vizio, come vedere nello specchio riemergere un viso morto, come ascoltare un labbro chiuso. Scenderemo nel gorgo muti.”

— Cesare Pavese, Verrà la morte e avrà i tuoi occhi.

ENTROPIA.

Ogni sistema evolve verso il disordine.

Ogni cosa è provvisoria, non si può cercare l'ordine dove non è possibile trovarlo, la nascita di una vita è un sistema ordinato, così come la nascita di un progetto, la creazione di un qualcosa è una sconfitta per l'universo e per l'entropia, perché rappresenta ciò che mette ordine in un contesto disordinato, l'universo si espande sempre verso il disordine e farà di tutto per crearne sempre di più.

L'entropia vince sempre, ognuno di noi è destinato a morire, ogni bene materiale a rompersi è ogni legame affettivo è destinato a sciogliersi.

Il concetto per capire velocemente cosa vuol dire questa parola così affascinante è questo:

Ogni cosa sfocia nel disordine, ogni essere vivente muore, ogni oggetto si rompe, viene dimenticato.. E noi non ci possiamo fare niente, la vita è disordine e nonostante proviamo sempre a mettere un po’ d'ordine tra i nostri pensieri, nella nostra casa, tra i nostri oggetti, non si può evitare che si crei altro disordine.

-tiportolaluna 🌙

“Ogni giorno ripenso alle tue mani, enfatizzate da quel calore candido e bianco, vistosamente innocenti. Io mi chiedo, avranno mai queste dita nobili e lattee, sfiorato o toccato il peccato del piacere, avranno mai conosciuto la voluttà?”

— Io e il mio quadernetto dei pensieri.