Paolo Genovese (Supereroi,2021)
Ho pensato tanto a tutte le cose per cui ti vorrei chiedere scusa, a tutto il male che ci siamo fatti, a tutto quello di cui ti ho accusata, a tutto ciò che avevo bisogno che tu fossi o dicessi. Ti chiedo perdono. Ti amerò sempre perchè siamo cresciuti insieme e mi hai aiutato ad essere chi sono. Voglio che tu sappia che ci sarà sempre un po’ di te dentro di me. E ti sono grato per questo.
Chiunque tu sia diventata, in qualunque parte del mondo tu sia, ti mando il mio amore.
"Her" (Spike Jonze, 2013).
Ti auguro di piangere. Poco. Ma di farlo, qualche volta, perché non dobbiamo sempre essere felici a tutti i costi.
Ti auguro di essere gentile, sempre. Ama, ma cerca di non ferire, ascolta, ma non giudicare, capisci, ma soprattutto comprendi.
Ti auguro di essere irripetibile. Non per tutti, ma per una persona sola. Non abbiamo bisogno di essere amati da chiunque, ma solo da chi è capace di farlo. Chiediti sempre: ne vale la pena? E se senti che è così, allora lasciati andare.
Ti auguro di poter sempre amare senza freni e paure, di saper lottare per ciò che tieni vicino al cuore, e di riuscire a dire addio quando sentirai che è giusto farlo. Saper dare inizio a qualcosa è un miracolo, ma saper dire basta qualche volta salva la vita.
Ti auguro di avere giornate per sentirti persa, di smarrire la strada e di conoscere posti nuovi, ma di non scordare mai che i posti più belli non sono luoghi.
Ti auguro di saper riconoscere i tuoi limiti, e le tue fragilità, e le insicurezze che sai nascondere così bene, e ti auguro di farli diventare la tua forza, e di non desiderare mai un amore perfetto, ma sempre un amore vero.
Ti auguro di essere gelosa, non troppo, solo quel che serve per sentire che ami ancora, e ti auguro di sbagliare, non sempre, ma quando ne hai bisogno per non dimenticarti mai della magia delle cose esatte.
E di sentirti libera, e di ribellarti a chi fa in modo che tu non lo sia.
E di prendere un treno a caso, un giorno, che a volte sono gli imprevisti quelli che ti portano al mare.
~Martha Medeiros~
“L’arte da imparare in questa vita non è quella di essere invincibili e perfetti, ma quella di saper essere come si è, invincibilmente fragili e imperfetti.”
— Alessandro D’Avenia, “L’arte di essere fragili”

“Siamo anche le storie che abbiamo sentito, le favole con cui ci hanno addormentato da bambini, i libri che abbiamo letto, la musica che abbiamo ascoltato e le emozioni che un quadro, una statua, una poesia ci hanno dato.”
— Tiziano Terzani
“We do not remember days. We remember moments.”
— Cesare Pavese
Carpe diem. Seize the day, boys. Make your lives extraordinary.
Massimo Bisotti
“Vivi, lascia vivere ma soprattutto… nun te fa pijà per culo!!”
(Gigi Proietti)
Non volevo il mondo, mi bastavi tu.
- Gué Pequeno
“Don’t cry because it’s over, smile because it happened.”
— Dr. Seuss (via naturaekos)
Si va via un po’ alla volta, mica un giorno qualunque che ci si sveglia e si decide che è finita. Si va via pur amando ancora, pur volendo rimanere, perché il cuore non può fare sempre quello che gli pare, certe volte deve fare il suo dovere e il suo dovere è portarci in salvo, aiutarci a dire di no quando più di ogni altra cosa al mondo vorremmo dire di sì. Si va via un po’ alla volta, un “no” alla volta. No, non vengo a fare l’amore con te anche se non mi ami più. No, non ti chiamo solo per sentire la tua voce e poi riattaccare. No, non ti mando un messaggio per augurarti la buonanotte. Non stasera, almeno. Giorno dopo giorno, a piccoli passi, ci si allontana. No, non passo davanti casa tua per vedere se c’è la luce accesa. No, non controllo i tuoi profili su qualsiasi social network esistente più spesso di quanto non controlli i miei. Non oggi, almeno. Magari domani, ma oggi no. No, non chiedo alle stelle cadenti che tu torni. A loro chiedo una bella sorpresa, un bel viaggio, la forza di ricominciare. No, non rileggo i tuoi messaggi chiedendo anche agli sconosciuti “come può lasciarti alla mercé del mondo uno che scriveva certe cose?”. Può, succede, e oggi non è il giorno giusto per recriminare. Ok? Oggi è il giorno giusto per chiamare un’amica, per comprare un libro, per iniziare a camminare, a tenere un diario, a riascoltare le parole delle canzoni senza piangere. No, oggi non piango. Perché per uscire da certe stanze buie bisogna anche impegnarsi, bisogna darsi da fare, bisogna scegliere la luce. Le finestre non si aprono da fuori, le finestre si aprono da dentro. Tocca a noi, da un certo punto in poi. No, oggi non ci sono. Oggi vado al mare, mi dispiace molto, ma sai che c’è? Forse nemmeno troppo.
- Susanna Casciani




