What ur favorite position?
“E poi mi pare che volere ciò che non posso avere sta diventando il mio mestiere”
— Gilmar
Non posso più dividermi tra te e il mare. Non posso più sentirmi stanca di aspettare. No, amore no… io non ci sto. O ritorni o resti li… non vivo più, non sogno più. Ho paura. Aiutami. Amore non ti credo più. Ogni volta che vai via mi giuri che è l'ultima. Preferisco dirti addio. -Laura Pausini
Medioevo…e forse molto prima!!!
“Poi toccò a me. Ormai ero terrorizzata. - Quando avremo tolto questo “kintir” (clitoride) tu e tua sorella sarete pure.- Dalle parole della nonna e degli strani gesti che faceva con la mano, sembrava che quell’orribile kintir, il mio clitoride, dovesse un giorno crescere fino a penzolarmi tra le gambe. Mi afferrò e mi bloccò la parte superiore del corpo … Altre due donne mi tennero le gambe divaricate. L’uomo che era un cinconcisore tradizionale appartenente al clan dei fabbri, prese un paio di forbici. Con l’altra mano afferrò quel punto misterioso e cominciò a tirare…Vidi le forbici scendere tra le mie gambe e l’uomo tagliò piccole labbra e clitoride. Sentii il rumore, come un macellaio che rifila il grasso da un pezzo di carne. Un dolore lancinante, indescrivibile e urlai in maniera quasi disumana. Poi vennero i punti: il lungo ago spuntato spinto goffamente nelle mie grandi labbra sanguinanti, le mie grida piene di orrore … Terminata la sutura l’uomo spezzò il filo con i denti…Ricordo le urla strazianti di Haweya, anche se era più piccola, aveva quattro anni, scalciò più di me per cercare di liberarsi dalla presa della nonna, ma servì solo a procurarlo brutti tagli sulle gambe di cui portò le cicatrici tutta la vita. Mi addormentai, credo, perché solo molto più tardi mi resi conto che le mie gambe erano state legate insieme, per impedire i movimenti e facilitare la cicatrizzazione (dato che c’è stata una perdita di sostanza, clitoride e piccole labbra, le gambe legate insieme permettono la cicatrizzazione, ma la cicatrizzazione avviene in retrazione. Non c’è più tutto il tessuto necessario perché le gambe possano essere divaricate completamente. Nessuna farà più la spaccata. Anche dare un calcio a un pallone può essere impossibile, come andare a cavallo o, nei casi più gravi, nuotare a rana. Nei casi più gravi, dove infezioni riducono ulteriormente il tessuto, le donne non possono più divaricare le gambe per accovacciarsi e urinare e, dove non esistono water, devono urinare dalla posizione in piedi con l’orina che scola tra le gambe, scola un filino alla volta, una goccia alla volta.) Era buio e mi scoppiava la vescica, ma sentivo troppo male per fare pipì. Il dolore acuto era ancora lì e le mie gambe erano coperte di sangue. Sudavo ed ero scossa dai brividi. Soltanto il giorno dopo la nonna mi convinse a orinare almeno un pochino. Oramai mi faceva male tutto. Finché ero rimasta sdraiata immobile il dolore aveva continuato a martellare penosamente, ma quando urinai la fitta fu acuta come nel momento in cui mi avevano tagliata. Impiegammo circa due settimane a riprenderci. La nonna accorreva al primo gemito angosciato. Dopo la tortura di ogni minzione ci lavava con cura la ferita con acqua tiepida e la tamponava con un liquido violaceo, poi ci legava di nuovo le gambe e ci raccomandava di restare assolutamente ferme o ci saremmo lacerate e allora avrebbe dovuto chiamare quell’uomo a cucirci di nuovo. Lui venne dopo una settimana per esaminarci. Haweya doveva essere ricucita. Si era lacerata urinando e lottando con la nonna…L’uomo ritornò a togliere il filo dalla mia ferita. Ancora una volta furono atroci dolori per estrarre i punti usò una pinzetta. Li strappò bruscamente mentre di nuovo la nonna e altre due donne mi tenevano ferma. Ma dopo questo anche se avevo una ruvida spessa cicatrice tra le gambe che faceva male se mi muovevo troppo, almeno non fui più costretta a restare sdraiata tutto il giorno con le gambe legate. Haweya dovette attendere un’altra settimana e ci vollero quattro donne per tenerla ferma… Non dimenticherò mai il panico sul suo viso e nella sua voce…Da allora non fu più la stessa…aveva incubi orribili. La mia sorellina un tempo allegra e giocosa cambiò. A volte si limitava a fissare il vuoto per ore. (svilupperà una psicosi) … cominciammo a bagnare il letto dopo la circoncisione.”
- Hirsi Alip
“Lo cercherai ancora, inutile negarlo. E in mezzo alla gente avrai l’ansia di incontrarlo, come la prima volta che l’hai visto. E l’ultima volta che l’hai perso.”
Reblog this within 10 seconds and unexpected extra money will cum to you this week
“Se mi chiedessero cosa mi piace di te penso che non saprei da dove iniziare per formulare una risposta. Inizierei a raccontare del potere dei tuoi occhi di farmi tremare il cuore, passerei alla forza del tuo sorriso che magicamente fa passare ogni male, arriverei alla dolcezza del tuo petto su cui mi appoggio per sentire il tuo cuore e alle tue braccia che ogni volta mi prendono e mi stringono a te. Potrei parlare della delicatezza e allo stesso tempo della forza delle tue mani che curiose vagano sul mio corpo pronte ad allontanare ogni male. O meglio ancora potrei parlare dei tuoi modi di trattarmi che sono tutto quello che ho sempre desiderato,dei tuoi modi di starmi accanto e capirmi o anche di quelli con cui cerchi di farmi ridere per farmi stare bene. Potrei parlare per ore con gli occhi persi nel vuoto ma preferirei stare in silensio per ore stretta a te, perché riuscire a stare in silenzio con una persona senza alcuna vergogna e più intimo di fare l'amore.”
— Restaancoraunpò
e dove vado e vado tengo un posto per te, e lo so che non ci sei ma metti caso un giorno ti svegli e mi raggiungi, un posto c'è.
Gio Evan
Madness.
Goodbye.
“Si volta verso di me. «Come stai?» mi chiede, la voce di nuovo dolce. “Be’, veramente di merda…” Deglutisco. «Se ti dicessi che sto bene, mentirei.» Lui inspira seccamente. «Anch'io» mormora, poi allunga un braccio e mi prende la mano. «Mi manchi» aggiunge.”
— E.L. James
LOTTEREI ANCORA.





