“Ella gli volse uno di quegli sguardi che lo ubriacavano come calici di vino.”
— Il piacere; Gabriele D'Annunzio.

“Ella gli volse uno di quegli sguardi che lo ubriacavano come calici di vino.”
— Il piacere; Gabriele D'Annunzio.
La sindrome di Stendhal, detta anche sindrome di Firenze (città in cui si è spesso manifestata), è una affezione psicosomatica che provoca tachicardia, capogiro, vertigini, confusione e allucinazioni in soggetti messi al cospetto di opere d'arte di straordinaria bellezza, specialmente se esse sono compresse in spazi limitati.
E' vero che la filosofia rende pazzi?
O è la pazzia che rende filosofi?
“Ama mihi cum mererem minus, quoniam erit cum ne egerent.”
Amami quando lo merito meno, perché sarà quando ne avrò più bisogno.
Il primo vento freddo, che annuncia l'inizio dell'inverno.
È quel soffio che ti dice che l'estate è finita, che cominciano i tempi duri.
(Giapponese)
Lies!
· Godeteveli questi giorni tra i banchi di scuola, che sia il vostro ultimo anno, che sia il vostro primo anno, perché una cosa è certa: sono anni che non torneranno. Godetevi quei banchi quei corridoi le paure le ansie le bestemmie i professori stronzi quelli finti buoni e poi i compagni amati, ma anche quelli odiati e godetevi i compiti le interrogazioni, ma, soprattutto, le risate. Godetevi tutto: i cambi, le ricreazioni, i progetti, i corridoi, i due e i quattro i sei strappati per miracolo i minuti contanti per vedere il vostro lui o la vostra lei nel corridoio, le liti, i vaffanculo, perché non tornerà niente. Non abbiate paura di nulla, perché anche quando tremerete di paura perché anche quando penserete ‘Sto morendo’, non sarà vero niente, anzi starete vivendo un sacco, starete vivendo forte. Godeteveli quei banchi e questi giorni in quella scuola che tanto odiate - la vostra. Godetevi i respiri profondi, le risate, essere ragazzi - perché quando uscirete da quel liceo dopo la maturità dopo la notte delle notti dopo la notte prima degli esami che è una notte speciale inizierete ad essere grandi - le volte in cui urlerete ‘Questa volta non ce la faccio’ e ricordatevi che ce la fate sempre, se solo volete, perché l'unico blocco che avete sono quelle quattro parole che vi ripetete 'Non ce la faccio’ e non fatevi convincere di niente: che non siete in grado di superare le vostre paure e i vostri limiti, perché non ne avete. Godetevi questi anni, perché questi anni sono pieni di vita, di paura, di speranza, di voglia, pure se passerete cento giorni con la testa abbassata sulla scrivania, ma ne varrà la pena - credetemi - e se posso darvi un consiglio: studiate sì, ma, soprattutto, divertitevi. Godetevi questi anni e non pensate al voto, perché non siete un voto e certo fa schifo pensare che qualcuno possa classificarvi come un numero, ma voi non vi arrendete: mostrate che siete molto di più - di un voto scritto su un pezzo di carta, perché quello che tu sei vale tanto e tanto di più, vale di più. Non valete quello che un professore giudica: pure se si mostra vostro amico. E ai ragazzi di quinto, che devono affrontare la maturità, voglio dire di non temerla né di odiarla né di convincersi di essere quel voto in centesimi scritto nero su bianco a metà luglio, dato da metà professori sconosciuti, arrivati per dimostrarvi che non valete niente e da un'altra metà che finge di stare dalla vostra parte, ma sa già “quanto valete” e combatte per voi solo per dimostrare che valete tutto e non perché lo pensano davvero ma soltanto per riscattare loro stessi con i membri esterni. Godetevi questi anni e fate tutto quello che dovete fare: in fondo, com'è che si dice? Meglio un rimorso che un rimpianto. Dimostrate chi siete e non abbiate paura e non fatevi ingannare dalle parole. Godetevi questi anni e la vostra scuola, perché in questi anni e in quella scuola resterà una parte della vostra vita, della vostra adolescenza, del vostro insegnamento e del vostro cuore. Godetevi tutto quello che c'è tra quelle mura, tanto odiate quanto amate Date un senso a tutto: a questa vita a questi giorni, a quei banchi a quei libri. Studiate per voi crescete per voi stessi, perché in questa vita tutto quello che facciamo lo dobbiamo fare per noi. Buona fortuna che non so se si dice o se invece porta sfiga, ma tanto quello che conta è essere felice e godersi ogni attimo di ogni momento di ogni anno ed allora buona fortuna e buon anno scolastico. Ad maiora! ·
voglio piangere.
Maturità 2018🌸
“«E non faccio che sognare, ogni giorno, che alla fine, chissà quando, incontrerò qualcuno. Ah, se sapeste quante volte sono stato innamorato in questo modo!» «Ma come dunque, di chi?» «Ma di nessuno, di un ideale, di colei che mi appare in sogno. Io in sogno creo interi romanzi».”
— Fëdor Dostoevskij, Le notti bianche
Love will tear us apart. (Art by Gabriel Picolo)
Sea of Stars, Vaadhoo Island, Maldives by Doug Perrine
“We’re on the same wavelength. We’re connected that way, even if I’m away from her.” ― Haruki Murakami. Drawing by Juan Osorno.
Il primo sguardo dalla finestra al mattino
Il vecchio libro ritrovato
Volti entusiasti
La neve, il cambio delle stagioni
Il giornale
Il cane
La dialettica
Fare la doccia, nuotare
La musica antica
Le scarpe comode
Capire
La musica moderna
Scrivere, curare il giardino
Viaggiare
Cantare
Essere gentili.
- Bertolt Brecht, Piaceri.
dannato e felice
Esiste una parola gallese chiamata Cwtch, che è intraducibile in altre lingue.
Significa l'abbraccio in cui ci sentiamo protetti, il posto sicuro che ci dà la persona che ci vuole bene. È un posto in cui niente ti turba, niente ti ferisce, niente può colpirti. È un posto speciale, un posto unico, che puoi trovare solo tra quelle braccia.
Tu sei il mio Cwtch.