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LOVE IS NOT A CRIME.

@thedarksuicide-blog

Get over it.

I promised Emily once that I would never, ever hurt her again. And when the New York job came up, it didn’t even seem like that big a deal, because… we’re Naomi and Emily. It didn’t matter, because we love each other. And now… now I have to hurt her so much that it might never be okay again.

Ciao, come stai? 
Spero bene, salva, guarita. 
Non lo so, non lo posso sapere, nessuno lo puó sapere. anche tu dici così. Dici che nessuno puó capirti, che se ne fregano lì fuori. E hai ragione. Ma io ci voglio provare.
Perchè? Perchè sto perdendo tempo? Perchè tu sei una persona che merita, sei un piccolo angelo tu.
Magari stai bene, sei felice, hai uno di quegli amori tra le braccia, che ti sorride, ti prende e ti porta via, ti fa dimenticare tutte le lacrime, gli squarci che sentivi. Uno di quegli amori che ti porta via dal buio, ti salva, ti porta al sicuro. Magari hai uno di quei sorrisi luminosi, quella gioia spensierata. 
E brilli e ami, ami e brilli. 
Magari invece no. 
è da un po’ che non stai più bene, hai perso la luce. È da un po’ che vedi alberi accesi, decorazioni natalizie, fuochi d’artificio, ma tu resti spenta. E come fa un angelo a vivere, se non brilla? 
Non hai un posto da chiamare casa, non lo trovi il tuo posto, 
la vita ti scorre addosso, a volte contro, a volte incontro, ma tu non la senti. Vivi da lontano, ogni cosa ti ferisce, ogni cosa ti passa oltre. Attraversi la strada senza guardare, le cuffiette nelle orecchie, poi magari incontri qualcuno, fingi di non vederlo, cambi strada, lo senti ridere. Magari pensi rida di te. Se ti parlano sorridi e annuisci, ma non senti realmente le tue risposte, le loro domande. Prendi l’autobus e non sorridi più quando vedi qualcuno correre da lontano e poi salire. Prendi la metro e non t’importa chi hai davanti, non immagini più le loro vite. Ti limiti ad abbassare gli occhi, pensi “sicuro mi vedono brutta”. 
Mangi senza voglia, vorresti essere magra come quella ragazza di scuola, magari quel ragazzo ti amerebbe. Magari tu stessa
ti ameresti. 
E poi ci sono i tuoi amici, no aspetta, chi sono? Sono quelle facce diverse, sempre fatte, dagli occhi rossi, che fumano per noia, per confondersi, che si fanno due tre ragazze senza sapere il nome, che sono i vestiti che indossano.
chi sono quelle ragazze imbrattate di trucco, che camminano storte sui tacchi, come struzzi, telefoni nuovi più grandi di loro, croci ovunque, nemmeno andassero in chiesa. 
Chi sono tutti loro, con una birra e un pene in mano per moda? Non lo sai. Hai provato a essere come loro, ma non ci riesci. Non sei tu quella. Allora magari gli sorridi, provi, fingi che ti piace e ridi forte, per confonderti, poi torni a casa e ti butti sul letto. 
Magari prendi la lametta, qualcosa che possa ferirti, perchè non ci credi che non vivi più, ti fai del male perchè ti odi, perchè non sei uguale agli altri, perchè non riesci ad accettarti, perché pensi che nessuno ti accetterà mai, perchè non pensi di meritartela questa cazzo di vita, perché non credi di valere la pena, di esserne all’altezza. E ci sono quelle lacrime che ti scuotono tutta e tu tremi, tremi da capo a piedi e urli, quasi urli, con tutti quei singhiozzi e le lacrime ti cadono addosso, come pioggia, come lampi, tuoni e vorresti fermarti, tu vorresti, vorresti spegnerti, addormentarti e invece continui a singhiozzare, a chiedere “Perchè? Perchè? Perchè”. 
A volte piangi urlando un nome, uno solo, magari il suo, e non ti fermi più e la gola, oh, la gola. Quanto brucia la gola. E poi le lacrime, il trucco andato, le macerie sul viso e vorresti nessuno ti vedesse in quelle condizioni, nessuno ti consolasse, non ti fidi di nessuno, perchè ognuno può farti male, ma vorresti allo stesso tempo che arrivasse qualcuno, ti abbracciasse e in silenzio ti raccogliesse da quei cocci. Ma sai cosa, non puoi sempre aspettare, sperare arrivi qualcuno, devi andargli incontro. Devi aprire gli occhi, cercarlo. 
Magari è il tuo vicino di casa che soffre di insonnia e tu non lo sai, magari è la ragazza della metro che si taglia e si nasconde, magari è la ragazza che va nella palestra vicino casa tua, il barista, il bambino piccolo che mangia il gelato, la cameriera di un albergo. Non sei sola. Non sarai mai sola. Fuori da qui, dalla tua casa, ci sono persone esattamente uguali a te.
Non puoi continuare a farti del male, a ferirti, a sputare contro lo specchio, a odiarti. Alzati, come hai sempre fatto, ma alzati senza una lametta in mano. Alzati lentamente, se ti lanci troppo in fretta crolli subito all’indietro, sai, si tratta di gravità. Metti un piede dopo l’altro, aiutati, vai a tentoni se ti serve, ma sempre a testa alta. Alzati con un libro, con una matita nera, un profumo, un diario segreto, un ipod, un paio di calze, un paio di tacchi, un lucida labbra, un sorriso, in mano. 
Alzati, metti la musica, quel cantante che ti salva, corri nella doccia e canta, canta quella canzone, si la tua preferita, canta fino a perdere la voce, asciugati, vestiti bene, vestiti bella, 
i tacchi alti, il tuo vestito preferito o le converse e la maglietta che ti piace tanto. 
Truccati, mettiti il profumo, fatti bella e corri davanti allo specchio. Ecco. La vedi quella ragazza, quella che si è appena rialzata, massi, un attimo fa, quella che non si deve fare del male, la vedi? La vedi com’è bella? Vedi anche tu un angelo? Lo devi vedere per forza. E non lo vedo solo io. Non lo vedi solo tu. Sei bellissima e nessuno vorrebbe vedere sciupata una tale meraviglia. Sorridi. Ora stai ancora meglio. A cosa serve farsi del male, piangere più forte? A nulla. Sei una forza della natura, tu. Sei una ragazza che merita il meglio, quindi vattelo a prendere. Lui non ti ama? Fa male, é vero, ma sei così incredibile che ti basterà voltarti per vedere quante persone ti hanno notato. Ti basterà aprirti, schiuderti a poco a poco. Ti hanno ferita e hai paura, hai così paura, ma cos’è la paura se non qualcosa da superare? Cos’è un ostacolo se non qualcosa da saltare? Riesci a stare in piedi. Sei capace di lottare per te stessa. Sei capace di rialzarti. Sei capace di fare tante cose. 
ad esempio scrivere, ami scrivere, o ascoltare la musica, leggere, chiamare quella persona e dirgli che ti manca da morire, urlarglielo con tutto il fiato, correre fuori e inseguire i tuoi sogni, dipingere, vedere un film, cucinare, dire al tuo professore di filosofia che è un genio, che ami la sua materia. Puoi scappare dalla tua migliore amica e dirle che non la riconosci, che ti senti sola, passare uno di quei pomeriggi che non avevate da tanto. Puoi abbracciare i tuoi genitori, che ti vedono e non ti capiscono, non fanno domande, ma che ti accoglieranno, loro ti amano. Puoi fare davvero un milione di cose, tu, da sola, puoi decidere di alzarti, asciugarti le lacrime e ricominciare. Tu puoi ricominciare. Prendi in mano la tua vita, non una lametta, trascinala in salvo, apri il tuo cuore, anche se hai sofferto, sii capace di abbracciarti, di volerti, di vederti bella. Vai lì fuori e affronta le tue paure, sconfiggile, sconfiggi i demoni, tu ne sei capace, sei un angelo, resisti. Resisti, non cadere e se cadi, rialzati, fatti forza, tu sei forte. Non è mai troppo tardi per prendere in mano la tua vita e portarti in salvo, non è mai troppo tardi per ricominciare, per sperare. Lo sarà, sarà tardi davvero, quando smetterai di crederci. Di sperare. Tu sei una scintilla, sei ancora una piccola scintilla, ma ogni fuoco prima di divampare è stato una piccola scintilla. 
Ricordatelo, ricordati che tu, piccola scintilla, tu vali la pena, vali la pena più di qualunque ragazza omologata lì fuori.

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