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Vivrò

@talitapink18-blog

Sono Sola e Sola Morirò
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"Vorrei Dirti Un Sacco Di Cose Adesso"

E' come quando vuoi dormire ma non dovresti farlo e chiudi gli occhi ma le gambe hanno un brivido, un impulso, uno scatto che ti fà svegliare. Così allo stesso modo ti amo ma non dovrei farlo e cerco un movimento brusco che mi faccia svegliare. Ma trovo allora la tua mano sulla mia pancia sazia che mi chiede di non svegliarmi adesso, che mi implora di non svegliarmi anche se dovrei farlo...

E' come quando vuoi mangiare ma non dovresti farlo e fissi il piatto di chi ti sta accanto e attendi un invito ad assaggiarne un pò. Così allo stesso modo ti voglio ma non dovrei volerlo e cerco di posare i miei pensieri su qualcosa di diverso. Ma sento allora i tuoi occhi sulle mie guance calde che mi chiedono di voltarmi verso loro e mi implorano di voltarmi ad incontrarli. E se mi volto , non distogli mai lo sguardo, non hai paura del mio sguardo? Non hai vergogna del mio sguardo? Vorrei dirti un sacco di cose, adesso.

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C'è sempre qualcosa che mi fa ricordare.. ricordare di te, di me con te, ricordare di noi.. io non so. Ma in qualunque posto ,ricordati.. che il mio pensiero va sempre a te. In qualsiasi momento della mia giornata. L altro giorno mamma mi diceva, vedi che stai lavorando di più? Penso che la nonna sia contenta che hai preso in affitto la casa dove stavate. Penso che ti stia portando fortuna... Ancora oggi pesa parlare di te che non ci sei più. Pesa guardare in giro nonni che abbracciano i propri nipoti. Pesa le pubblicità dove sono rappresentati le feste in famiglia compresi i nonni.. pesa parlare e lavorare su persone anziane che fanno pensare a te.. Penso proprio che non festeggerò nessun compleanno. Ne' Natale e né altre feste.. Perché per me senza te non sarà come sempre. crescendo ho notato che la gioia tipo il festeggiare il Natale, non fosse più come gli anni passati. Ogni anno era diverso. Ogni anno con meno persone. Ogni anno era troppo vuoto. Troppo spento. Ogni anno ti guardavo e mi dicevo... sarà sempre con me.. speravo di averti in un domani al mio matrimonio. Ma niente.. ti sei portata un gran pezzo di me... grande come l'infinito. Dove ogni giorno mi alzo e faccio la cosa che amo fare, il mio lavoro. Mi riempio le giornate proprio per non pensare. Ma arriva il momento che ti metti a letto... ed é li che ti frega...

VERSO L'INFINITO E OLTRE...

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“Hai un amico in me, un grande amico in me! Se la strada, non è dritta e ci sono duemila pericoli.. Ti basta solo ricordare che, che c'è un grande amico in me..!”

-toy story

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Non sai quanto vorrei averti qui con me.. manchi terribilmente. Troppo. Come continuerò andare avanti?.. Cerco di essere forte. Dura.. Ma sono troppo cambiata...

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Mi sento così sola...

Non riesco più a uscire la sera.. A stare in compagnia. Stare in mezzo alla confusione. Ho il corpo, la mente, l anima così stanca.. stanca.. riesco solo a lavorare, andare ai corsi. Ma già se devo uscire. Andare a qualche pub, discoteca o altri posti. Mi sale l'ansia... Mi sento così sola... Non dico niente a nessuno. Non parlo. Non piango davanti alle persone. Cerco di essere presente per quelle poche persone amiche... Ma è come se io facessi 100 passi e loro per me.. 10..

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Oggi mi manca l aria. Non so come dovrei lavorare qui. Dove mi ricorda tutto di te. Scapperei ovunque

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E oggi a fine messa ho letto la mia lettera per te mia dolce nonna.

Ciao nonnì

Ciao allanpiccola; fragile mano che in questi ultimi mesi, giorni ha combattuto tante ferite , a questa maledetta malattia.. Che porta via la dignità, porta via la vita, i sogni , la serenità mentale, fisica.

Ciao a quei teneri occhi stanchi... Che queste ultime settimane tenevi più chiusi che aperti. Ti avrei portata a mare... è vero telo avevo promesso.. adesso ripenso al bene che ti voglio e che forse non ti ho mai detto a voce. Penso alla tua voce che anno dopo anno è diventata più affannosa mentre penso ai giorni passati insieme in cui facevo la scema e ti facevo ridere. In cui mi rendevi felice con la tua risata. Mentre scrivo questa lettera mi scendono le lacrime che mi accarezzano il viso. Mentre il silenzio mi divora e la tristezza mi avvolge il cuore mi sussurra che è meglio così... perché finalmente non dovrai più soffrire vedrai da lassù il vuoto che hai lasciato a tutte le persone che sono qui oggi. Nonostante stiamo cercando di offrire conforto. Perché spesso il dolore che abbiamo non vogliamo condividerlo, facendoci abituare alla malinconia. Ci sarà sempre dentro di noi uno spazio vuoto. Dove i ricordi non aumentano più. Mia nonna andandosene si è portata un pezzo di noi. Voglio dirti Grazie, che mi hai insegnata tante cose. Mi ricorderò la tua pazzia alla guida. Quando fumavi quando mettevi quelle scarpe marroni con il tacco , che io tanto adoravo indossare. Mi ricorderò la merenda con pane acqua e zucchero. Ricorderò tutto quello che abbiamo fatto insieme. Mi ricorderò purtroppo anche questi ultimi giorni insieme. Mi ricorderò la tua mano sul mio viso. Mi ricorderò di te sempre. Mi resterà nel mio cuore sempre. Mi hai lasciata. Ma almeno non dovrai più soffrire. E noi con dolore piano piano capiremo che finalmente hai smesso di soffrire. La tua nipote pazza ...

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Con lei si poteva andare ovunque. Sia nei posti ignoranti, anche un po’ squallidi, sia nei posti eleganti. Senza nessun problema. Aveva la capacità di scendere e salire dai tacchi, entrare e uscire da abiti e jeans senza mai essere diversa. Era sempre lei in qualsiasi situazione. Tutto talmente delicato, potente e bello da far paura.

- Labellezzadellepiccolecose - (via labellezzadellepiccolecose.)

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“-Ehi. 

-Ehi.

-È un po’ che non ci sentiamo, eh? 

-Già. 

-Come vanno le cose? 

-Oh, bene. A te? 

-Al solito, lo sai.

-E con lei, come va? 

-Bene. Oserei dire molto bene. 

-Ti rende felice? 

-Oh, sì. 

-Più di quanto facessi io? 

-Più di quanto facessi tu.

-Quasi mi dispiace sentirtelo dire. 

-Quasi mi dispiace dirlo. 

-Perché? 

-Nulla. 

-Quanto tempo è passato ormai? 

-Perché lo chiedi a me? 

-Perché fra i due sei sempre stata te quella precisa. 

-Beh, sono passati quasi quattro anni. 

-quattro anni. Sembrava un'eternità. 

-Da un certo punto di vista lo è. 

-Mi mancava. 

-Cosa? 

-Questo: la tua attenzione. 

-Non ti è mai mancata. 

-Non mi ero mai accorto di averne bisogno. 

-Già. Mi dispiace che le cose ora siano diverse. 

-Non sembra che ti dispiaccia, so quanto volevi vendicarti. 

-Non sono vendicativo, lo sai. 

-Lo so. Era solo più semplice vederla così. 

-“Vederla così”? 

-Sì. Più semplice che accettare che non mi ami più. 

-Ah, sì, non ti amo più. 

-Ma ora almeno sei felice. 

-Sì. 

-Più di quanto lo saresti stata con me. 

-Sì. 

-Sì? 

-Perché lo chiedi? 

-Perché oltre a non essere vendicativo tu non rispondi mai a monosillabi, eccetto se c'è qualcosa che non va. 

-Oh. Dunque? 

-Dunque, è possibile che mi ami ancora? 

-Quale sarebbe l'esito se dicessi di sì? 

-Tu dì di sì. 

-No. 

-È semplice. 

-Non esisti solo tu. 

-Prima era così. Non lo è più? 

-A quanto pare. 

-Sceglieresti lei? 

-Non credo sia il caso… 

-Dimmi, sceglieresti lei? Perché se è così scomparirò all'istante. 

-Non voglio che tu scompaia. 

-Allora rispondimi. 

-Diamine, sceglierei te. Avrei sempre scelto te.”