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"Sei tu la mia casa"

@staystongprincess

•||il mare d'inverno,gli abbracci,i libri,Charles Bukowski,le foto,i quadri,la musica,uno splendido disastro,il silenzio,il rumore,il fumo,le vans,john green,i baci,l'amore,l'odio,le urla,gli sguardi,grossman,briga,sei di mattina,gemitaiz,le mani,il suo collo,le cornici,i ricordi,le risate,le lacrime,gli occhi che raccontano,tumblr,giulia carcasi,tre metri sopra il cielo,l'attimo fuggente,one direction,own,i piumoni,ed sheeran,le bic,londra.
le cose che amo sono tutte qui.||14||liguria||alone||•
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mawkisness

(articolo in foto da Corriere.it)

Lo scorso maggio, negli Stati Uniti, una signora stava subendo violenze dal marito ubriaco e chiamò il 911 inventandosi questo metodo tanto strano quanto efficace per non farsi scoprire dal partner.

Sono abbastanza sicuro che se fosse successo in Italia nel 99% dei casi i carabinieri/polizia avrebbero attaccato la chiamata pensando fosse uno scherzo… Questo sia a causa dello scarso inutito delle nostre forze dell’ordine (ammettiamolo) ma anche e soprattutto a causa di tutte quelle persone (non solo ragazzini) che fanno davvero scherzi del genere, compromettendo la serietà dei nostri servizi.

Se subite violenze di qualsiasi tipo, da qualunque persona, non esitate a denunciare. Troppo spesso non si reagisce per paura, ma è la cosa più sbagliata da fare. Non siate complici delle vostre sofferenze.

I brividi.

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Il punto è che quando hai tredici, quindici, diciassette anni puoi fare tutto, puoi permetterti di sbagliare. Ed è bellissimo e nemmeno ce ne rendiamo conto. É l’età del saltare scuola e falsificare la giustifica. I maglioni troppo larghi, i thè sotto le coperte, la domenica pomeriggio con gli amici. Le cicatrici sulle braccia. Le scritte sulle porte dei bagni di scuola. É l’età degli errori, l’età che non torna, l’età che qualsiasi cosa fai puoi sempre rimediare. É l’età dei pianti per cose che non sono niente e sembrano tutto, l’età dei primi amori, i primi baci, il dolore di quando finisce, e i “per sempre” che non lo saranno mai. Ci mettiamo in gabbia per paura della vita senza renderci conto che la vita vera è proprio ora, quella che a trent’anni vorremo poter rivivere. Siamo una generazione dannata, bruciata, andata, spirata. Siamo la generazione di facebook, di twitter, instagram e tumblr. Degli screen delle conversazioni, dei messaggi troppo lunghi, dei compiti infiniti. Dei “Voglio vivere a Londra”, “Voglio vivere a New York”. Delle poesie sui banchi di scuola, i film visti milioni di volte, le amicizie a distanza, le stazioni, i treni, le insicurezze. É bellissimo, è bellissimo, e non ce ne rendiamo conto. Io non me ne rendo conto. É ora di cominciare a gridare, ridere, respirare. Vivere fino a consumarsi la pelle e le ossa. Vivere fino a consumarsi l’anima.