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Un libro di fotografie.

@sonofattaperpochepersone---

"Mi giudicano come un libro di fotografie, dai colori, come se avessero dimenticato come si fa a leggere"
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Abbiam perso troppe albe e tramonti, e troppe volte abbiam visto cieli spenti. Eppure bastava guardarci per dipingere insieme tutto ciò che avevamo perso nei nostri sguardi ormai troppo trasparenti

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Oh dio, mi rispecchia. Questa è pura poesia

(via albeperse)

*-*

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Io amo questa ragazza

Nei nostri sguardi ormai troppo trasparenti

Estate 2014

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“Vivo per i Ti amo improvvisi e per i gesti impercettibili che mi fanno sentire importante: una mano che mi sposta i capelli dagli occhi, un braccio che mi ferma perché ad attraversare la strada non sono mai prudente, due occhi che mi guardano anche in mezzo alla gente, in mezzo agli amici. Due occhi che mi scelgono continuamente.”

Susanna Casciani (via chesintomihalafelicita)

Che mi scelgono continuamente

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dellrey

Lana Del Rey on Ultraviolence It’s so good, it made me forget about the last record. I have that romantic feeling about it. […] I feel like it has a narrative; it starts with my favorite song from the record, called ‘Cruel World,’ with these heavy guitars and I like that because it’s symbolically referencing the West Coast, and from there we move into parts of Brooklyn, sonically.

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autarkeiia

Non abbiamo nulla da perdere, nulla da guadagnare, nulla da desiderare ormai a parte rendere le nostre vite un capolavoro.

- Lana del Rey

Non abbiamo nulla da perdere, nulla da guadagnare, nulla da desiderare ormai a parte rendere le nostre vite un capolavoro.

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Il sistema non sistema”"Diffida dai libri, Leggi sui muri”"Non accettate sogni dagli sconosciuti""AttentiSono ancora vivo.”"È vent’anni ‘he mi sembra di parlà ‘oi muri""Non prendere la vita troppo sul serio tanto non ne uscirai vivo""Non è mai troppo tardi per farsi un’infanzia felice""E tu che cazzo fai in pratica?""Sfruttate l’erezione mattutina""Il tempo fugge, ma ‘ndo cazzo va? ""Voi ridete perché sono diverso, ma io rido perché siete tutti uguali""Siamo pazzi, arrendetevi""Ho messo la testa a posto ma non ricordo dov’è" "Le cose belle della vita non sono cose""Se rubate i nostri sogniDiverremo il vostro incubo”" the light at the end of the tunnel is a train.""Se non riesci a uscire dal tunnel arredalo""E anche stasera si scopa domani""Sto molto bene""C’ho rime nella testaNel core ‘na tempesta.”"Voi mi odiate io per dispetto vi amo tutti""Non c’è tempo per il tempo"

Murales del videoclip Siamo chi siamo, Ligabue (via lebestemmie-adentistretti)

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"-Io e te tre metri sopra il cielo. -Accussi poi ti jettu e sutta = così poi ti butto di sotto .” AHAHAHAHAHAHAHAAHAHAH

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C’erano una volta tre fratelli che viaggiavano lungo una strada tortuosa e solitaria al calar del sole. Dopo qualche tempo, i fratelli giunsero a un fiume troppo profondo per guadarlo e troppo pericoloso per attraversarlo a nuoto. Tuttavia erano versati nelle arti magiche, e così bastò loro agitare le bacchette per far comparire un ponte sopra le acque infide. Ne avevano percorso metà quando si trovarono il passo sbarrato da una figura incappucciata. E la Morte parlò a loro. Era arrabbiata perché tre nuove vittime l’avevano appena imbrogliata: di solito i viaggiatori annegavano nel fiume. Ma la Morte era astuta. Finse di congratularsi con i tre fratelli per la loro magia e disse che ciascuno di loro meritava un premio per essere stato tanto abile da sfuggirle. Così, il fratello maggiore, che era un uomo bellicoso, chiese una bacchetta più potente di qualunque altra al mondo: una bacchetta che facesse vincere al suo possessore ogni duello, una bacchetta degna di un mago che aveva battuto la Morte! Così la Morte si avvicinò a un albero di sambuco sulla riva del fiume, prese un ramo e ne fece una bacchetta, che diede al fratello maggiore. Il secondo fratello, che era un uomo arrogante, decise che voleva umiliare ancora di più la Morte e chiese il potere di richiamare altri dalla Morte. Così la Morte raccolse un sasso dalla riva del fiume e lo diede al secondo fratello, dicendogli che quel sasso aveva il potere di riportare in vita i morti. Infine la Morte chiese al terzo fratello, il minore, che cosa desiderava. Il fratello più giovane era il più umile e anche il più saggio dei tre, e non si fidava della Morte. Perciò chiese qualcosa che gli permettesse di andarsene senza essere seguito da lei. E la Morte, con estrema riluttanza, gli consegnò il proprio Mantello dell’Invisibilità. Poi la Morte si scansò e consentì ai tre fratelli di continuare il loro cammino, e così essi fecero, discutendo con meraviglia dell’avventura che avevano vissuto e ammirando i premi che la Morte aveva loro elargito. A tempo debito i fratelli si separarono e ognuno andò per la sua strada. Il primo fratello viaggiò per un’altra settimana o più, e quando ebbe raggiunto un lontano villaggio andò a cercare un altro mago con cui aveva da tempo una disputa. Armato della Bacchetta di Sambuco, non poté mancare di vincere il duello che seguì. Lasciò il nemico a terra, morto, ed entrò in una locanda, dove si vantò a gran voce della potente bacchetta che aveva sottratto alla Morte in persona e di come essa l’aveva reso invincibile. Quella stessa notte, un altro mago si avvicinò furtivo al giaciglio dove dormiva il primo fratello, ubriaco fradicio. Il ladro rubò la bacchetta e per buona misura tagliò la gola al fratello più anziano. E fu così che la Morte chiamò a sé il primo fratello. Nel frattempo, il secondo fratello era tornato a casa propria, dove viveva solo. Estrasse la pietra che aveva il potere di richiamare in vita i defunti e la girò tre volte nella mano. Con sua gioia e stupore, la figura della fanciulla che, aveva sperato di sposare prima della di lei prematura morte, gli apparve subito davanti. Ma era triste e fredda, separata da lui come da un velo. Anche se era tornata nel mondo dei mortali, non ne faceva veramente parte e soffriva. Alla fine il secondo fratello, reso folle dal suo disperato desiderio, si tolse la vita per potersi davvero riunire a lei. E fu così che la Morte chiamò a sé il secondo fratello. Ma sebbene la Morte avesse cercato il terzo fratello per molti anni, non riuscì mai a trovarlo. Fu solo quando ebbe raggiunto una veneranda età che il fratello più giovane si tolse infine il Mantello dell’Invisibilità e lo regalò a suo figlio. Dopodiché salutò la Morte come una vecchia amica e andò lieto con lei, da pari a pari, congedandosi da questa vita.

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