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Senza titolo

@sololui3-blog

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Con le gambe incrociate su di una panchina al terminal degli autobus, con le cuffiette nelle orecchie e la musica spenta. Un uomo che guarda l’orario e borbotta, un ragazzo che segue una ragazza, una donna che chiede perdono, e poi una bambina che piange, e ancora un anziano con una piccola bombola d’ossigeno a zainetto che respira affannosamente, tre ragazzi che si scambiano preservativi, altri due che bevono una birra, e il tipo delle rose è persino qui. Partenze e arrivi, e paradossalmente nessun ritorno.
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Non lo so cosa provo, davvero, lo giuro. Non ci capisco niente. E’ che la sera io sento di amarti, di amarti forte, di aver bisogno di vivere tra le tue braccia per un tempo che oscilla tra il per sempre e l’eternità. E poi, invece, ci sono dei momenti in cui ti odio, perché io ho così bisogno di te e tu non ci sei, non puoi esserci, e dato che nessuno mi sa spiegare il perché, allora odio te perché amarti è così facile, e odio me, perché dovrei imparare a dimenticarti. Se mi chiedessero di dirti cosa provo per te, penso che prenderei un foglio di carta e sopra scriverei “sono innamorato perso”, poi gli darei fuoco, poi cercherei di spegnere le fiamme, poi lascerei perdere, poi me ne pentirei. Capisci? Io no. Io non so più cosa pensare, perché ci sono dei momenti in cui prego di poterti dimenticare all’istante, altri in cui vorrei poterti ricordare per sempre. A volte mi capita di sognarti, e di svegliarmi con le guance umide di lacrime, e l’unica cosa che mi viene da pensare è che non è giusto, non è giusto, perché con te volevo volare, vedere Parigi, piangere dal ridere, fare l’amore sulla spiaggia, giocare, scherzare, litigare, fare pace, fare pace, fare l’amore, amare, essere amato, e invece no, perché io ti amo e tu, tu non ci sei.

Francesco Roversi (via toutcequirest)

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(via -lecosechenontidico)

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A parte che non è vero che le riconosci le persone che soffrono, non è vero. Ridono ad alta voce, cercano anche di stare in compagnia, danno forza agli altri e si scusano se non sono perfette. Non è vero che le persone che soffrono piangono, a volte neanche piangono più, ti ridono in faccia piuttosto che farti capire come stanno. Sono persone fragili, che neanche capisci se sorridano a te o a sè stesse.
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bicheco

Frasi memorabili

“L’importante è il viaggio non la destinazione”.

Provate a dirlo al controllore quando vi trova senza biglietto e vedete cosa succede.

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Decisioni delle 17.00

Stavo iniziando a piacermi. Ma ieri, quando sono uscita dalla doccia, mi sono guardata e tutto è crollato.

Mi sono sentita “male” e ho capito che dovevo cambiare, fare quel passo azzardato e diventare ciò che ho sempre voluto. Così mi sono accorta che avevo già iniziato a fare quel passo cambiando gli occhiali, ma ora è arrivato il momento di cambiare il resto.

A fine maggio avrò una comunione e mi farò bionda (e questo è certo), ma da oggi fino a quel giorno voglio migliorare anche fisicamente. Mi alleno già 3 volte a settimana, ma ora lo farò ogni giorno. Mangio da sempre sano ma ora starò attenta di più alla quantità. Sto iniziando a vestirmi bene e a truccarmi, ma voglio essere bella anche senza make-up.

Voglio diventare una di quelle ragazze che quando vedi, vorresti essere come loro. E non lo faccio per piacere agli altri, ma per me. Mi hanno sempre sottostimata e sono finta per credere alle loro parole, ma ora BASTA. Voglio essere ciò che ho sempre voluto, sentirmi felice con me stessa e magari, vivere di più.

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Sono quella che nessuno caga sui gruppi di whatsapp, 
Sono quella che nessuno vuole, 
Sono quella a cui nessuno scrive, 
Sono quella che nessuno caga, 
Sono quella che nessuno calcola su tumblr, 
Sono quella che sta sempre a casa, 
Sono quella che è sempre sola, 
Sono quella brutta tra un gruppo di ragazze belle, 
Sono quella che da aiuto ma che non ne riceve, 
Sono quella che vorrebbe non essere tutte quelle cose.
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" Noi siamo la generazione che si sente sola, pur sapendo che l’universo è infinito. Siamo la generazione delle cuffiette, ovunque andiamo una canzone ce la portiamo dentro e l’alleghiamo a quel determinato posto. Siamo la generazione che preferisce provocarsi del male fisico piuttosto di farsi un pianto liberatorio. Siamo la generazione che manda a puttane tutto per l’amore ritrovato. Siamo anche la generazione che preferisce cercare il dolore, fingendo che non lo sia. Noi tutti sbagliamo o abbiamo sbagliato in passato, perché fingere che tutto vada bene quando non è cosí? Noi non siamo la generazione sbagliata, ma bensí quella generazione che vuole essere ascoltata.”

- UltimoViaggio (TuttoResta)