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Perfacilis descensus Averni

@sogni-senza-futuro

Mi hai sfiorata E hai disegnato sul corpo Posti nuovi che nessuno Ha mai visto O mai scoperto. Mi hai baciata E mi hai scritto sulla bocca poesia.
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“Non è stato facile capire di essere innamorata,non è stato facile capirlo per niente. Quando ti piace qualcuno sei subito pronta a dire che lo ami,ma non è sempre la verità. C'è una differenza tra ‘piacere una persona’ ‘amare una persona’. Io ho capito di amarlo quando sono riuscita a superare tutte le mie paure,le mie debolezze,quando sono diventata meno timida del solito. L'ho capito quando lo guardavo ed era tutto ciò che volevo,quando sorrideva io ero felice e quando stava male lo ero anche io. L'ho capito quando mentre stavo con lui tremavo e allo stesso tempo mi sentivo a casa. Come se lo conoscessi da anni e avevo una certa confidenza. Non lo so come l'ho capito,so soltanto che quando c'era mi batteva forte il cuore e quando non c'era mi sentivo sola.
Anche quando ci salutavamo perché dovevamo andare a casa,ecco, in quell'istante già mi mancava. Ecco l'amore è così.
Hai presente quando sei arrabbiata con lui,così arrabbiata che l'unica cosa che vorresti fare è dargli un pugno in pieno viso? 
Ecco. Capisci di essere innamorata quando lo guardi negli occhi e l'unica cosa che ti viene da fare è ridere.”
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Come quella sera che mi hai detto “devi trovare uno che ti renda felice e non uno come me” ed io ti ho risposto di non voler nessuno mentre avrei voluto dirti che non mi importava dei -tuoi ed i miei- problemi, delle continue litigate, dei modi poco romantici e delle nostre continue guerre, non m'importava perché “uno come te” io l'avrei voluto. E invece sono stata zitta ho accartocciato quelle parole, insieme alle altre che non ti ho detto e che non avresti comunque voluto sentire, ogni tanto vado a riprenderle e ogni volta si ammaccano sempre un po’ di più, eppure ci sono, resistono, proprio come me e te.

-M. Auriemma

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E che il bene non può giustificare ogni cosa. Non si possono giustificare i “sì” e subito dopo i “no” sbattuti in faccia.
Non si può giustificare chi prima decide di starti accanto e dopo si lamenta di come sei fatto.
Non si può.

NON SI PUÒ’!