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quod tibi deerit, a te ipso mutuare

@sleeeponthefloor

Non so nulla della tua vita, delle persone a te vicine, delle parole che ti proteggono, degli alberi o delle case o dell’azzurro che scorgi dalle tue finestre. Non immagino nulla. Non ho nulla da dirti che tu già non sappia. Se ti scrivo è per non smettere di scrivere, mai, ed è puro canto, pura celebrazione del canto, di questo vibrare dell’aria sul timpano del cuore. È da questa solitudine che ti scrivo, da questo silenzio che misura la nostra uguaglianza come il nostro essere lontani. Il dato inaggirabile della solitudine. La mia. La tua. Solitudine sempre più grande, illimitata.

  • Sovranità del vuoto, Christian Bobin
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amavit

A volte mi chiedo se gli altri si ricordino dei momenti vissuti con me o di alcuni particolari sulla mia persona come succede a me: io mi ricordo di tutto, anche delle cose più insignificanti, anche di persone che ormai non fanno più parte della mia vita da anni