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Distance

@siamoinfinitocomeloceano

“Siamo adolescenti. Vogliamo il messaggio della buona notte. E quello del buongiorno. Vogliamo gli abbracci improvvisi, i baci di notte nei vicoli. Vogliamo le risate fino alle lacrime. Vogliamo l’alcool e le sigarette. E le droghe. Vogliamo trasgredire. Vogliamo le scritte sotto casa. Vogliamo gli amici che si tagliano e quelli che scontano la propria pena in carcere. Vogliamo sentire i brividi dietro la schiena. Vogliamo l’amicizia. E anche la solitudine. Vogliamo le dimostrazioni di affetto. Vogliamo ballare, vogliamo gli after. Vogliamo qualcuno a cui dire ” ti voglio bene”. Vogliamo le discoteche e i pub dove poterci ubriacare. Vogliamo l’ansia prima di un appuntamento. Vogliamo passare le giornate in presidenza per fare capire che siamo ribelli. Vogliamo i nostri compagni di classe, nonostante la scuola faccia schifo. Vogliamo gli amori e le delusioni. Il solletico. Le corse sotto la pioggia. Vogliamo urlare. Vogliamo la musica a palla nelle orecchie. I concerti. Le foto. Vogliamo le cazzate. Le serate nei parchetti. La prima volta di tutto. Vogliamo essere adolescenti.”
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Ho lasciato perdere ti ho lasciato andare ho capito che non era destino che tu non avresti mai potuto darmi quello che volevo e che io avrei voluto darti tutto quello che potevo solo che tu non lo volevi, ho capito che per quanto forte mi battesse il cuore alla sola idea di lasciarti andare dovevo proprio farlo perché tu stessi meglio, perché io stessi meglio. Ho lasciato perdere non ti cerco più, visto? Non ti chiamo più e tu non mi trovi più, non sei più tra le cose da raccontare ad un amico al bar, ho cancellato le tue foto sul cellulare e non vado mai nei posti in cui ti potrei incontrare ho lasciato perdere ma questo non vorrà mai dire che non mi importa più che ti ho dimenticato che non sia incredibilmente faticoso stare senza te. Ti ho lasciato andare e l'ho fatto sul serio questa volta ma questo non vuol dire che ogni sera non mi venga una disperata voglia di venirti a cercare di sapere come stai se stai bene e se pensi mai a me questo non vuol dire che non ti cerchi dentro a tutte le persone, mi sono arresa: ho lasciato perdere, non ti cerco più non ti scrivo più non ti guardo più ma questo non significa che io abbia smesso di amarti non significa che io non sarei qui ancora qui se tu tornassi non significa che io nel profondo di me in un angolo del mio cuore sperduto che nessuno può vedere non stia aspettando ancora te.

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Ieri Virginia mi ha chiesto: “Papà, ma se tu e la mamma vi lasciate chi è che tiene due figlie e chi una?” Ero in cucina che stavo affettando le cipolle, la domanda mi ha colto di sorpresa. “In che senso, Virginia?”, ho detto. “Siamo tre sorelle”, ha detto, “la terza sorella non potete mica dividerla a metà!” Mi è venuto da ridere. Stavo per risponderle: “Non ti preoccupare, amore, la mamma ed io non ci lasceremo mai”, ma non volevo mentirle, perché so che ogni relazione s'inventa ogni giorno, e il torto più grande che puoi fare a te stesso, e agli altri, è proprio quello di crederti invincibile. “Virginia”, ho detto, “se per caso la mamma ed io un giorno ci separassimo vi vedremmo tutte e tre, un po’ io e un po’ la mamma, non ti preoccupare.” “Ma in Mrs. Doubtfire il papà vedeva i bambini solo il sabato”, ha detto. “Virginia, certe volte quando due genitori si lasciano possono succedere delle cose”, ho detto. “Magari non si sono lasciati bene, ma litigando. Ma la mamma ed io siamo stati sempre d'accordo che, se anche ci lasciassimo, voi verreste sempre prima di tutto. Hai capito? Sempre.” Mi ha fissato in silenzio. “Papà”, ha detto d'un tratto. “Ma l'amore può finire?” Ci ho pensato un attimo prima di rispondere. “L'amore non finisce”, ho detto, “sono le persone che cambiano.” “Le persone?”, ha detto. “Virginia”, ho detto, “anche gli adulti crescono, sai? Tu adesso sei una bambina grande, sette anni fa eri una bambina piccola. Funziona un pochino così anche per le mamme e i papà. Io quando ho conosciuto la mamma ero una persona diversa, lo era anche lei. L'importante, quando due persone si amano, è riuscire a cambiare insieme o rispettare i cambiamenti dell'altro. I genitori, con i propri figli, fanno proprio quella cosa lì, invece fra loro certe volte non ci riescono. E’ per quello che l'amore per i figli è l'unico che non finisce mai mai.” “Ma tu”, ha detto, “quando hai incontrato la mamma, come hai fatto a sapere che era la mamma?” “Non ho capito”, ho detto. “Come hai fatto a capire che volevi amarla?”, ha detto. “Ah, quello”, ho detto. “L'ho capito dopo circa dieci minuti.” “E da cosa?”, ha detto. “Quando ci siamo incontrati la prima volta, si è sollevata i capelli dietro la nuca, sopra la testa, e si è fatta uno chignon senza neanche un elastico, solo annodandoli”, ho detto. “E allora?”, ha detto. “E allora lì ho capito che lei aveva disperatamente bisogno di un elastico”, ho detto. “E io dei suoi capelli.” “E tu ce l'avevi, l'elastico?”, ha detto. “No”, ho detto, “ma quando la mamma lo ha scoperto ormai mi voleva già bene.” “Papà!”, ha detto, “ma allora l'hai imbrogliata.” “Forse un pochino”, ho detto, “ma il punto è che la mamma è stata la prima che mi abbia mai fatto venire voglia di cercare un elastico, capisci che intendo?” Mi ha guardato per qualche secondo. “Tieni papà”, mi ha detto, sfilandosi l'elastico che le teneva su i capelli. “Così tu e la mamma non vi lasciate.” Lei ha riso, io per fortuna stavo affettando le cipolle.

Matteo Bussola.

Oddio, i brividi

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marika-pap

“Qualunque cosa ci avesse riservato il destino, mi immaginavo sdraiato a letto al suo fianco alla fine della giornata, mentre parlavamo e ridevamo stretti tra le braccia l'uno dell'altra. Non è chiedere troppo, giusto? Quando due persone si amano davvero. Lo pensavo anch'io.”

- Dear John (via marika-pap)

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Ho voglia di stare a letto con te, delle ore, con le coperte ormai troppo calde, decisamente troppo stropicciate. E voglio guardarti mentre mi guardi, osservare ogni tuo dettaglio che, conosco a memoria.

Conoscevo.

Sto imparando a conoscere

[..]e voglio guardarti mentre mi guardi,      osservare ogni tuo dettaglio che,     si sta sbiadendo.

Ah..

Sticazzi!

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Quei due erano un continuo litigare. Un continuo tenersi testa. Si scannavano senza mai risparmiarsi. Si distruggevano a vicenda. Ma si amavano, si amavano tanto. Erano strani quei due, si, a vederli sembravano pazzi. Di pazzia ne avevano tanta infatti. Così tanta da odiarsi. L’eterna lotta tra odio e amore. Parole fatte di odio e occhi, cuore ed anima stracolmi d’amore. Erano tipo: “Non ti voglio, ma se te ne vai vengo con te”.

M. Cacace (via wearefuckinyounglove)

🌹

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ti piaceva dormire da me, perché il letto era piccolo ed eri costretta ad abbracciarmi. dimenticavi sempre il pigiama, perché amavi frugare tra le mie maglie, ‘che non tornavano mai. credevi di non essere vista ma io lo sapevo che la sveglia la disattivavi tu e non era un “difetto del telefono”. le nostre assenze a scuola erano le stesse, come i pullman che perdevamo per stare insieme ancora un po’. ma le assenze non sono più le stesse, il letto non è più così piccolo, le maglie non spariscono, le sveglie suonano, i pullman non si perdono e io non sono lo stesso

(via toshiver)

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“Se ne stava lì, in piedi sulla porta della camera d'ospedale. Lo guardava e le sembrava una scena assurda: non si vedevano da anni e adesso lei era lì, a osservarlo in quella stanza bianca e anonima. -Ehi. Lui si girò e la vide. -Sei proprio tu. Lo raggiunse:-Sono proprio io. -Non pensavo che saresti venuta. -Ma smettila, certo che lo sapevi. Quando mai non mi sono presentata a un appuntamento? Si sedette sul letto, accanto a lui, a contatto con il suo corpo. La sedia accanto rimase vuota: era quella che usava la sua nuova ragazza. Si sedeva lì e gli stringeva la mano. Lui notò subito la differenza. Il suo primo amore non aveva esitato a sedersi così vicino, mentre la donna della sua vita gli stringeva la mano tenendosi leggermente a distanza. Erano due modi così diversi di amare. La osservò. Sembrava più magra, e aveva i capelli più chiari. -Ti trovo in forma. -Vorrei poter dire lo stesso di te. -Non sono al massimo delle mie capacità di seduzione. -Non lo sei mai stato, no? Rise. -Mi trovavi bello una volta. -Non volevo ammettere i miei problemi di vista. Si misero a ridere. -Sul serio, non pensavo che saresti venuta. -Lei mi ha chiamato disperata. Ha detto che avevi bisogno di me. -Sì, beh… Ho sempre avuto bisogno di te. -Non fare il sentimentale. Non è il momento. Devi pensare a riprenderti. Così poi mi spieghi perché sono qui. -Mi sei mancata. -La tua ragazza è di là. L'hai costretta a chiamare me. Ti sembra una cosa normale? E lei sta lì, a subire tutto questo. Deve amarti tantissimo. Non osare lasciarla andare. -Mi stai facendo tornare in mente il motivo per cui mi sono innamorato di te. Lo sguardo della ragazza era interrogativo. -Hai sempre visto l'amore negli altri senza bisogno di far primeggiare il tuo. -Ora invece ti ricordo il motivo per cui non mi hai amato più. -Cioè? -Ero una bambina che non sapeva niente dell'amore. -Io non sono stato capace di insegnartelo. -No, infatti. Un cattivo maestro e una pessima allieva. Cosa poteva uscire di buono? -Noi due. Finalmente lei gli sorrise dolcemente e gli accarezzò i capelli. -Io però sono migliorata adesso. Ho trovato un ottimo insegnante. E anche tu. -Davvero, la amo. -Lo so. -È solo che… -Lo so. -Tu eri… -Sarò sempre con te. Ma non sono io quella a dover stare qui a rassicurarti. -Però sei l'unica che ci riesce. -Lei può farlo. Devi solo lasciarglielo fare. -Non voglio lasciarglielo fare. Non voglio nessuno a rassicurarmi tranne te. Non voglio che esci da questa stanza. Non voglio che torni da lui. Non voglio non sentire più il tuo peso su questo letto. Non voglio vederti oltrepassare quella porta e sapere che non tornerai domani. -Hai la febbre. -Ti amo. -Tu non sai quello che dici. -Non andare via. Lei si abbassò e gli lasciò un bacio sulla fronte. -Pensa a rimetterti. Pensa a stare bene e a stringerle la mano. E portami sempre con te come io ti porto con me. Sai quanti posti ti sto facendo vedere? Ti porto ovunque nella mia vita. -Sei bellissima. -Amore mio. Lo baciò e una lacrima cadde involontariamente sulle sue labbra. -Non posso restare. E sai perché? -Perché? -Non perché io non ti ami. Non perché io stia con lui. Non posso restare perché non stiamo bene insieme. Non lo vedi? Riusciamo ad amarci solo quando stiamo male. Noi la felicità non la sappiamo costruire, figurati se la sappiamo vivere. Tu starai bene. E quando starai bene non sarò io quella che vorrai. Sarà lei. Perché io e te sappiamo amarci solo nelle lacrime. E non esiste un amore così. -Esistiamo noi. Lei rimase per un po’ appoggiata a lui, le loro labbra vicine senza toccarsi. E alla fine sorrise. -Sì, amore. Esistiamo noi. Esisteremo sempre.”

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“Quando fai il tuo show, sai per quale tipo di folla andiamo là fuori. Tutti sanno che la folla degli One Direction è ‘pazza’. Così, è un po’ come costruire te stesso piuttosto di dire: ‘Che senso ha essere nervosi?’ Perchè come Louis ha detto, i fans staranno dalla nostra parte, non importa quello che facciamo là fuori.”

-One direction (via sorrisinfranti)

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-Promettimi che ci sarai.

-Sempre? Anche quando avrò cent'anni?

-Quanti anni avrò io?

-Novantanove

-Lo prometto.

Questi erano cartoni, questi erano quelli che ti trasmettevano dei significati, adesso c'è Peppa Pig a riempire la mente dei bambini…(meno male che ai miei faccio vedere l'orsetto Pooh xD)

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Nessuno è libero di scegliere la propria famiglia ma può scegliere i propri amici. E in un mondo governato da ipocriti legali e conti bancari un buon amico è una grande ricchezza. E anche se a volte capita che gli amici ci fanno saltare i nervi bisogna ammettere che saremo un po’ meno ricchi senza di loro.

Gossip Girl (via ineverneverforget)