Tutto scorre, ma non lo percepisco.
Mi guardo allo specchio. Esisto davvero.
Non riconosco nessun volto. Quell’espressione persa, non mi appartiene.
La forza sta svanendo. Non so di cosa sia composto il mio corpo. Penso sia vuoto. O forse è rimasto solo il dolore, ha preso possesso di ogni mia cellula.
Trionfa con aria goduta sul mio cadavere in movimento. Di chi sto parlando davvero?
La mente intanto urla. Ora più del solito.
Io ascolto, ma la sento lontana.
Ecco adesso una lapide per ogni emozione.
L’angolo più vivo della mia testa: un cimitero di sentimenti.
Tutto scorre, le giornate, i rapporti, la guerra.
Io sto seduta su una poltrona a godermi lo spettacolo. Io, spettatrice della mia stessa vita.
Chi è quindi il protagonista?
Colui che ha prosciugato ogni parte di me.
Il mio bagaglio è abitato da ragni e ragnatele.
Stanno arrivando al mio cuore.
Il veleno scorre nel sangue.
Non c’è più ossigeno, solo tossine.
La ritraumatizzazione tiene vive le tossine.
Nel frattempo io muoio. Dentro.
Le cellule ormai scambiano il veleno per ossigeno.
È davvero sopravvivenza questa?
- seilalucecheilluminalamiavita [pensieri di una vita complicata]