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Pensare di conoscere tutto di una persona è come credere che il mare finisca all'orizzonte. ..
—  Proverbio cinese

Mia madre da quando è in pensione segue una signora malata di Alzheimer. Ogni giorno le porta il quotidiano locale e lei va subito a leggere i necrologi:
-ma come, anche oggi questi qui?? non erano già morti la settimana scorsa?
:D

JOLIET UNION STATION by rrradioman on Flickr.

Caption: “A panoramic view of Joliet in April 1974. Joliet Union Station on the left with UD Tower on the right. A westbound Santa Fe train approaches.”

Joliet, Illinois

April 1974

Photo by Gary Sturm

Oggi, giornata di merda anche per il mio angelo custode.

A shitty day for my guardian angel too

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Si gettano via persone come si fa con gli scontrini: accartocciandole.
Poi ne paghi il prezzo.
—  Gemma.

As a rule, Harry doesn’t get involved. He keeps it light, nothing serious. That is until he meets his match in 24 year old writer Nellie. She’s everything he’s ever wanted but she refused to be his.

Chapter Two. Shelter from the storm.

Chapter One

Keep reading

Un giorno triste

Oggi è un giorno particolare. Due dei miei colleghi, due coi quali ho condiviso tanto nel posto presso il quale presto servizio da otto anni a questa parte, finiscono oggi. Fatica, corse, risate, incazzature (che sul lavoro non mancano mai, ahinoi), stress, frustrazioni e piccole, rarissime soddisfazioni in un ambiente che le ha sempre soffocate. Ebbene, dicevo che oggi finiscono. Purtroppo per loro, non nel senso che se ne vanno in pensione, bensì licenziati. Il contratto a tempo indeterminato si è rivelato carta straccia su tutti i fronti. La mole di lavoro non è affatto diminuita come scritto sulle loro lettere di licenziamento, ma gli incassi a quanto si dice sì. Da più di un mese hanno firmato quel documento che vede “soppressa la posizione professionale” che li inquadrava come facenti parte dell'azienda. Io resto, almeno per ora. La mia, di “posizione professionale”, continua a restare viva o almeno “non soppressa”. Ho un contratto come il loro. Pensavo di stamparlo su carta igienica e pulirmici il culo, visto quel che conta. Sono trasfigurati. Fotocopie sbiadite di quello che erano. Da troppo tempo li vedo deprimersi, sbattersi fra la rabbia e la delusione, fra l’incomprensione e la legittima sensazione di essere stati presi per il culo da qualcuno. Chi? Un po’ tutti, in verità, dal Sistema ai colleghi. Così va il mondo, dicono in tanti. Così vanno le cose. Bé, lasciate che vi dica che le cose vanno da schifo, ok? E che il mondo può anche andarsene affanculo. Lasciate che vi dica che guardare negli occhi gente che è stata bellamente presa per i fondelli non è facile. Non voglio esprimere solidarietà o buoni sentimenti, non adesso. Quel che voglio trasmettere, a loro e a chiunque abbia fatto in modo che le cose andassero così e al netto di ogni antipatia, è soltanto un profondo senso di disillusione. Faceva tutto schifo anche prima, ora ha soltanto un tono di ufficialità che deprime. Va bene anche chiudere un rapporto professionale, ma c’è modo e modo per farlo. Ovviamente nel dubbio si è scelta la strada più sbagliata. Ora non resta che osservare l’ipocrisia manifestarsi sui volti falsi di certi individui e mandare giù il boccone amaro perché di lavorare abbiamo tutti bisogno. Voglia il destino che si materializzi qualche alternativa e quel rospo che oggi sono costretto ad ingoiare, lo richiamerò dallo stomaco per sputarlo ai piedi di tutti quanti. Voglia il destino che io trovi il coraggio che occorre per gettare alle ortiche quanto guadagnato e i sassolini che ho nelle scarpe li getterò alle finestre di chi dorme il sonno tranquillo tipico degli esseri privi di coscienza.

Sono di nuovo a Fiumicino, questa volta non per attendere l'arrivo di qualcuno, ma per tornare in quel posto che porta l'appellativo, in questo periodo quanto più instabile, di casa. Ne ho visti di volti in questi giorni, a volte già uniti da un viaggio comune, altre intenti a scrutare tra la folla nella speranza di riconoscere figure in attesa, la propria. Spesso familiari, ma anche tante coppie che si ricongiungevano: chi delicatamente, riempendo i polmoni e il cuore negli ultimi passi prima di un contatto, chi più istintivamente, correndo correndo per poi perdersi in effusioni perché l'amore è Amore e non si cura delle moltitudini se si è in due e questo basta.
Ed ho pensato a tutte le volte che ti ho visto e rivisto, più alla fine di un binario che agli arrivi di un aeroporto ma poco importa. Quante volte, come l'ultima, tu ti guardavi intorno e non mi trovavi e ti giravi e rigiravi e mi davi le spalle, mentre io ti adocchiavo subito e ti venivo incontro piano piano, senza accelerare il passo ché tanto eri a poche decine di metri e non più a chilometri. Sai, è sempre in quegli ultimi passi che i pensieri scuri scompaiono e in me si concretizza l'idea di essere felice, di vederti lì bello e per me.
Adesso sono all'altro capo di quest'altra piccola storia che abbiamo scritto e vado via, dopo aver visto un'altra coppia salutarsi ai controlli ed aver quasi pianto per la distanza; per loro, per noi.
Aspetto il mio imbarco sperando che il ritorno tra le sponde di un mare senza confini non coincida con una mia nuova chiusura in un riccio di auculei autoconservativo quanto limitante. E mi aggrappo all'idea di un divano, di un letto scomposto, di un tavolo sporco di noi, non più presi in prestito ma nostri; trovo la pace nell'idea di un futuro, con te perché non riesco più ad immaginare altro di più bello e più dolce e più pieno.

TUMBLR’DA YAPAMIYORUM!’a SON!

Evet arkadaşlar bugün bir karar aldım.
Tumblr bloglarınıza eklemekte zorlandığınız eklentiler veya yapamadığınız temalar ve tüm tumblr sorunlarınıza yardımcı olacağımı belirtmek isterim!
İsteyen anonim olarak sorabilir isteyen url ile.
Elimden geldiğince yardımcı olacağım.

C’è questa professoressa che è diventata da un po’ la mia nuova preferita perché oltre che l’unica che ci insegna davvero le cose, è simpatica e amabile. Si chiama Marina figlia di Juri, ci ha consigliato di provare il cocomero col sale ed è rimasta sconvolta quando le abbiamo detto che non ci piace la Smetana nei dolci (che schifo, mettono la Smetana ovunque e rovina tutto). Ovviamente ci riempie sempre di compiti, però! dice, non dovete studiare troppo, riposatevi, viaggiate, uscite! Questo è un posto insolito in cui i professori si meravigliano se studi troppo e ti sgridano pure se gli dici che hai passato il weekend a studiare (per fare i loro compiti) perché “dovete uscire! divertirvi! riposarvi!” “Francesca devi andare qui assolutamente, e in quest’altro posto, perché se non ci vai si può dire che non sei mai stata a Irkutsk, e per favore comprate i biglietti del teatro, del teatro musicale, del teatro accademico e del teatro dillà, e del cinema! Come dimenticare il cinema! Però miraccomando, queste 40 pagine di esercizi, poi queste altre 20 su quest’altra cosa, leggiti i testi, imparali, studia le reggenze a memoria, scrivi una lettera formale e guardati su internet il serial su questo tizio che ha mandato Gagarin nello spazio. C’è anche questo film! Vedilo e poi me lo racconti. Sei mai stata al monumento di Raspuntin? vacci sabato e poi mi dici cosa hai visto. E il teatro non dimenticare, e la transiberiana prendila, e scrivi anche quest’altra cosa, questa ancora e quest’altra. 

Poi mi devo riposare. Tutte ramanzine ai coreani che non fanno sempre gli esercizi come le italiane però “ragazze dovete riposarvi cioè avete rotto che fate sempre i compiti ok? Comunque per domani pagina 25 es. numero 1 2 3 4 5 6 7 8 9 10 11….. Mi raccomando, fateli, per favore, è importante. Da svidania.”

Ngalifourou,  Souveraine intemporelle du Royaume Teke

Toute personne familière à  l’histoire du Moyen Congo vous parlera sans hésitation de Sa Majesté la Reine Ngalifourou. Et pour cause, il s’agit de l’une des personnalités les plus charismatiques de l’histoire du pays, la personnification même de la puissance du Royaume des Teke.
Toutefois, aussi exceptionnelle que fut la Reine des Teke, certains risquent de trouver en elle une excentricité hors norme. Malheureusement pour ces derniers, ces quelques lignes ne suffiront pas à justifier le caractère curieux du personnage, et d’ailleurs, là n’est pas le but de ce récit.
ée en 1864 à Ngabé, cette femme extraordinaire a fait brillé le Royaumedes Teke de mille feux pendant plus d’un demi-siècle. Son nom signifie « la maîtresse du feu ». Fille de Bokapa, elle épousera le Makoko Ngayouo (« makoko » était le titre pour désigner le roi), comme seconde épouse à l’âge de 15 ans . En 1879, on la nomme « gardienne du Nkwe Bali », ce qui fait d’elle l’épouse en chef.  Elle régna en véritable exemple de dignité, de force et d’intégrité. Et à la mort de son époux, Ngalifourou sera choisie pour monter sur le trône à cause de la grande sagesse dont elle faisait preuve. Comme le veut la tradition, elle épousera les différents rois qui se succèderont à  Mbé, la capitale du royaume, mais son attachement sera plus porté sur son second mari l’Onkoo Ngaywo, à tel point que lorsque ce dernier mourut, elle décida d’habiter près de sa tombe à Ngabé. On retient également de  Ngalifourou l’énorme pouvoir et l’influence qu’elle avait sur les rois. Elle exerçait les deux fonctions de reine et de gardienne suprême de l’armée  de Nkwe Mbali. Afin de mieux cerner le pouvoir qui avait été attribué à la Souveraine des Teke, il est essentiel de rappeler le système de couronnement chez les Teke où nul ne devenait roi par sa propre volonté…Reines & Héroïnes d'Afrique