intoxication fascinates me so much bc as hard as i try i can never tolerate the taste of alcohol for long enough to actually get drunk but i wanna know what its like! augh the strug

also if you can name all 6 distillery spirits in here, you’re INCREDIBLE

[🐫Shall we date?: Arabian Dreams #5🌃]

Hi everyone!
I’m Zia. It’s so nice to see you!
I’m the partner of Sindbad.
You figured out who I am right?

I know you’ve been waiting for a long time to see us.
But something happened in the Arabian magical world.

Please be patient and wait for us a bit longer.

Thank you so much for your support and your love.

I can’t wait to see you!

xoxo Zia

Una grande Amicizia

Ieri pomeriggio, sono andata in ospedale con mia zia Francesca. In sala rianimazione c'è la sua più grande amica. Si conoscono da quarantacinque anni. Ieri, su mia richiesta, mi ha raccontato che quando si sono conosciute lei aveva quindici anni, la sua amica qualche anno in più. Andavano al mare insieme con altre amiche, uscivano insieme e facevano tutte le cose che fanno due amiche. Ancora si fanno regali e sono come due sorelle, essendo, tra l'altro, entrambe sole. Quando morì la madre di questa amica, dopo tre giorni morì anche il padre di mia zia (nonché mio nonno). In quell'occasione si unirono nel dolore e riuscirono a superarlo meglio insieme.
Questa donna non ha parenti stretti e l'unico parente scelto che si ritrova nella sua vita è mia zia. Quei pochi parenti che ha vogliono solo i suoi soldi. Infatti, nei giorni precedenti, prima che finisse in rianimazione, non faceva altro che gridare il nome di Francesca, voleva solo lei accanto. Mia zia non aveva il coraggio di vederla nelle condizioni in cui sta adesso. Ieri l'abbiamo convinta ad andarci, per evitare un pentimento futuro, dal momento che solo un miracolo dicono potrebbe salvarla.
Quando è entrata per vederla le ha parlato, l'amica l'ha riconosciuta e i suoi occhi si sono riempiti di lacrime, ma non poteva dire nulla. È in gravissime condizioni e il telefono che squilla sta diventando il peggior nemico di zia. Ogni volta le batte il cuore a mille e teme il peggio.
Mi dispiace tanto per lei, non so come potrebbe reagire di fronte a quella telefonata che tanto teme. Perderà un grande punto di riferimento, perderà un pezzo della sua vita, perderà una casa dove rifugiarsi quando la sua, avvolta nel silenzio, fa troppo rumore.
In quel corridoio di ospedale, ieri, la tristezza che mi stava accompagnando da quando ero sveglia - mentre provavo a tirare le somme su questi primi mesi pensando che non me ne sta andando una bene (ma pure prima) e mi dicevo “ci mancava solo questo” - la mia tristezza, nel guardare mia zia e nel pensare alla sua amica, cresceva a dismisura.
Tante volte mi sono chiesta se le persone che oggi fanno parte della mia vita e che considero davvero amiche, ci saranno anche tra dieci, trenta, quarant'anni. Sto lì ad immaginare come sarà il nostro rapporto, come saranno le nostre vite, se ancora ci faremo regali, se i nostri figli giocheranno insieme, se ci daremo alle rimpatriate. Mi piace pensare di poter crescere e invecchiare con un'amica o un amico di vecchia data, proprio come mia zia. Anche avere un grande amico affianco, una persona su cui poter contare sempre, una persona con cui poter arrivare fino alla fine insieme, è una gran fortuna. Anche in amicizia - quella cosa che sempre più sta perdendo di significato - sarebbe bello un “finché morte non ci separi”.