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Wat Phrathat Doi Kham, l’alternativa “local” a Doi Sutep

Vi siete mai chiesti quale sia il confine che separa la fede dalla superstizione? Io molte volte, soprattutto da quando vivo qui in Thailandia e mi confronto quotidianamente con un mondo diverso da quello in cui sono cresciuto.

Se volete smontare qualsiasi convinzione vi siate fatti sull'argomento visitate Wat Phrathat Doi Kham e in men che non si dica vi accorgerete che la religione altro non è se non un insieme elaborato di credenze e pratiche che le altre religioni vedono come semplice superstizione. Altrmenti ditemi voi cosa pensereste vedendo la grande quantità di tailandesi che a Wat Phrathat Doi Kham ci viene per pregare… affinché la fortuna gli faccia vincere la lotteria e li faccia così diventare ricchi? E se per caso vincono per davvero tornano e offrono una quantità di fiori che a San Remo non li producono neppure in 1 anno!


Il Buddha di 17 metri d'altezza simbolo di Wat Phrathat Doi Kham

Detta così può suonare male e si potrebbe decidere di scartare a priori una visita a Doi Kham. Il mio invece vuole essere un invito a salire quassù! Datemi tempo di spiegarmi meglio.

In primo luogo Wat Phrathat Doi Kham è frequentato quasi esclusivamente da tailandesi, quale occasione migliore di sentirsi “local” in questo paese? Chi mi conosce sa che mi piace visitare i posti che visitano quelli del luogo. Gli stranieri che arrivano a Chiang Mai preferiscono solitamente dirigersi al ben più famoso Wat Phrathat Doi Sutep quando in realtà, secondo me, andrebero visti entrambi. In fondo i 2 templi distano poco più di 20 km l'uno dall'altro e, se non ci andate di sabato o domenica, Wat Phrathat Doi Kham è decisamente più tranquillo e meno affollato.


Tailandesi in preghiera dentro l'Ubosot (sala dell'ordinazine)

Oltre a potervi mescolare ai turisti tailandesi, a Wat Phrathat Doi Kham è possibile apprezzare l'arte e architettura “Lanna” con 1300 anni di storia! Se Wat Phra That Doi Suthep venne costruito intorno al 1300, secondo la tradizione il nucleo originale di Wat Phrathat Doi Kham risalirebbe alla fine del 600, oltre mezzo millennio prima! I serpenti dorati (Naga) ai lati dell'ingresso e il tetto su più livelli del tempio dell'ordinazione sono un tipico esempio dello stile Lanna (popolazione originale di questa parte della Thailandia al confine con la Birmania). L'oro dà una luminosità agli edifici che in pochi altri templi della zona è possibile apprezzare.


Naga (“paiana” in tailandese) a guardia dell'Ubosot

I più audaci raggiungono la cima di questo colle attraverso un sentiero fra i boschi che termina con una ripida scalinata fincheggiata dai due lunghi Naga (ve lo dico, io ho fatto a piedi solo la scalinata, in discesa e salita). In ogni caso Wat Phrathat Doi Kham si trova al'interno del Parco Nazionale di Doi Sutep e consente escursioni naturalistiche interessanti. Il nome di questa montagna significa per l'appunto “Montagna d'Oro” ad indicare la ricchezza e rigogliosità della vegetazione che la ricopre.


Scalinata che conduce in cima alla montagna

Se state pensando che di vedere un altro tempio tutto sommato non vi importa molto, spero vi lasciate convincere dal fatto che Doi Kham offre un panorama a 180° sulla vallata dove sorge Chiang Mai, un colpo d'occhio davvero incredibile! Come Doi Sutep anche Wat Phrathat Doi Kham si trova in cima ad una collina/montagna (“Doi” nel dialetto della Thailandia del nord) che sovresta Chiang Mai e il fatto di essere più in basso consente di apprezzare meglio lo sviluppo urbano della seconda città più importante della Thailandia. In questo periodo molto spesso però sembra esserci foschia; a limitare la visuale in realtà ci pensa il fumo prodotto dagli incendi che la gente della zona appicca per ripulire il sottobosco e favorire la crescita di un tipo particolare di fungo molto ricercato per la preparazione di piatti tipici.


Punto panoramico all'interno del tempio - nella foto sembra esserci meno visuale che dal vivo

Non vi ho ancora convinti? A questo punto non mi resta che giocare la carta della fortuna!

Fate come fanno i tailandesi e visitando Wat Phrathat Doi Kham potreste diventare improvvisamente ricchi! Riguardate la foto in alto… tutta questa gente dopo aver pregato in tutti i modi possibili, prima di ridiscendere a valle, si fermerà in uno dei tantissimi chioschi che fiancheggiano il tempio per comprare i biglietti della lotteria. Hanno promesso che se vinceranno tornerranno in pellegrinaggio e porteranno tanti fiori in omaggio - in genere corone profumatissime di boccioli di gelsomino. E a giudicare dal numero di persone con in mano corone di fiori pare propio che la vincita sia quasi garantita da queste parti - io il mio biglietto l'ho preso! Sia mai che oltre a diventare miliardario abbia una scusa per tornare da queste parti…


Vendori davanti al tempio

Nota pratica: noi in 4 abbiamo noleggiato un furgoncino per tutta la giornata che ci ha scarrozzato per la cifra complessiva di 1000 baht portandoci anche a Doi Sutep prima del tramonto.

Essere superstiziosi è da ignoranti, ma non esserlo porta male.
Eduardo De Filippo