volpy

anonymous asked:

Ti manca?

Londra mi manca da morire!
La pizza “carnoso” da Zizzi, il bicchiere di vino bianco nel locale Boheme, il locale vietnamita nella zona Gay, Soho.

I musei gratis ovunque e stupendi ogni volta, perfetti per le giornate libere e/o di pioggia.

L’infinità di gente nella strada della moda a tutte le ore di tutti i giorni.

Le volpi che ti accompagnano fino a casa la sera o nei cimiteri, gli scoiattoli che ti attaccano nei parchi, solo per un boccone di cibo; i pavoni nel Kyoto Garden.

Greenwich! Cazzo! La vista dal parco di Greenwich su tutta Londra.

La metro!
La folla infinita nella metro, il rumore fastidioso dei freni di ogni fermata.
Il “Mind the door, mind the gap” alla chiusura e apertura delle porte della metro.

L’odio delle persone nei tuoi confronti che ti fa crescere.

Le offerte di qualsiasi cosa, dai panini al mac, al biglietto aereo a 2 euro.

Camden Town! Cazzo se mi manca Camden e i matti che ci stanno.

Poi c’era casa mia, quella con una vista altrettanto stupenda al quinto piano sui palazzi della City!

Casa mia..

Dio quanto mi manca Londra e tutta la sua magia.
Ci tornerò quest’anno, anche se per un ciao, anche se per un week-end! Lo prometto a me stesso. 

Però mi piacerebbe tornarci con qualcuno in particolare, così da mostrare la bellezza di quella stupenda città, che io ho chiamato casa.

Che cosa vuol dire ‘addomesticare’?“
«È una cosa da molto dimenticata. Vuol dire ‘creare dei legami'…»
“Creare dei legami?”
«Certo», disse la volpe. «Tu, fino a ora, per me, non sei che un ragazzino uguale a centomila ragazzini. E non ho bisogno di te. E neppure tu hai bisogno di me. Io non sono per te che una volpe uguale a centomila volpi. Ma se tu mi addomestichi, noi avremo bisogno l'uno dell'altro. Tu sarai per me unico al mondo, e io sarò per te unica al mondo. Non si conoscono che le cose che si addomesticano. Gli uomini non hanno più tempo per conoscere nulla. Comprano dai mercanti le cose già fatte. Ma siccome non esistono mercanti di amici, gli uomini non hanno più amici. Se tu vuoi un amico addomesticami!»
“Che bisogna fare?” domandò il piccolo principe.
«Bisogna essere molto pazienti», rispose la volpe. «In principio tu ti sederai un po’ lontano da me, così, nell'erba. Io ti guarderò con la coda dell'occhio e tu non dirai nulla. Le parole sono una fonte di malintesi. Ma ogni giorno tu potrai sederti un po’ più vicino…»
Il piccolo principe ritornò l'indomani.
«Sarebbe stato meglio ritornare alla stessa ora», disse la volpe. «Se tu vieni, per esempio, tutti i pomeriggi alle quattro, dalle tre io comincerò ad essere felice. Col passare dell'ora aumenterà la mia felicità. Quando saranno le quattro, incomincerò ad agitarmi e ad inquietarmi; scoprirò il prezzo della felicità! Ma se tu vieni non si sa quando, io non saprò mai a che ora prepararmi il cuore…»
—  Antoine de Saint-Exupèry
the boy who got left behind

Fandom: Miraculous Ladybug

Summary:  What’s worse than having three friends that are superheroes? Not knowing about it. A collection of short stories out of the life of Nino Lahiffe - the boy who got left behind.

Chapter: 1/?

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Chapter 1 - Nino Lahiffe and the struggles of working for the Ladyblog


Life had never been hard on Nino Lahiffe.

Okay, sometimes his parents were nosy and didn’t respect his private life but all in all it was going quite well. He was currently pulling an (more or less) all-nighter editing some videos for Alya’s blog. Ever since the new superheroes Volpina and Queen Bee had shown up, the girl had less time to focus on cutting videos. She spent most of her time editing headcanons about Paris’s favorite foursome and writing protocols about every akuma attack that editing videos or even filming were hard things to do.

But Nino didn’t mind helping out if it meant that he was going to get praised by his long time crush. And he was sure his work for the Ladyblog would help him in his future career.  Since he found out that what he could do with a camera, his dream of being a cameraman had grown. But that hobby was expensive and for now, he could only work with his mother’s old digital camera and his phone.

“Damn, it’s late,” Nino cursed and rubbed his eyes. He took another sip from his energy drink before placing the can next to his keyboard, where he just stared at it tiredly. He and Alya had gone on one date, right after the Animan-incident. After that, it was just casual meetings to study or just hang out. They’d never really discussed the topic feelings or going out. Sometimes he thought Alya didn’t even think about their date as a real date. But again, he didn’t complain, as long as they stayed together as friends.

A small window popped up on his desktop, drawing his attention back to the task at hand. A new mail. “Dude, it’s almost three in the morning,” he dumbfounded at the opening mail. Who could that be? Well, it was Alya.
“Of course,” he muttered and started to read.


From: ladynoirfan13@ladyblog.com
To: DJ_material@ladyblog.com
About: I KNOW YOU’RE ONLINE SUPER IMPORTANT!!

NINOOOOO,

my boy,

check out this super rad interview I got with volpi.
edit and upload by tomorrow? <3<br>Pleeeease!!!!! still gotta do the science assignment for tomorrow
K? thx!

See u @ school!

Alya xoxo

Attached: [asdfd_volpina.mp4]


Nino sighed. The original video he had been editing was almost done – still had to save, though. He’d planned on catching at least two hours of sleep. But that was obviously going down the gutter. He downloaded the attachment and watched a good few seconds of the video before opening it with the editing program. Volpina seemed to be IN Alya’s room. He had never seen a video like this before. The usual interviews he or Alya had gotten were a few words after an akuma attack, but they were always outside. This was different. How did Alya even get this footage? Was she some kind of hero-guru? ‘Maybe she kidnapped her to get an interview,’ he thought with a chuckle. ‘Alya would definitely be the kind of crazy to do that.’

Nino sighed again after cracking open another can of energy drink and taking a good sip. ‘Goodbye sleep,’ he thought as the caffeine kicked in.
Life has never been hard on Nino Lahiffe but it hasn’t been exactly easy on him either.

“Back to work, it is then.”


UP NEXT: Nino Lahiffe and the struggles of keeping your damn study group together

Ecco il mio segreto
Anto feat. The Little Prince
Ecco il mio segreto

“Buongiorno…“
"Buongiorno!”
“Sono qui. Sotto al melo.”
“Chi sei? Sei molto carino…”
“Sono una volpe.”
“Vieni a giocare con me. Sono cosí triste…”
“Non posso giocare con te. Non sono addomesticata.”
“Ah! scusa. Che cosa vuol dire addomesticare?”
“Non sei di queste parti, tu. Che cosa cerchi?”
“Cerco gli uomini. Che cosa vuol dire addomesticare?”
“Gli uomini hanno dei fucili e cacciano. É molto noioso! Allevano anche delle galline. É il loro solo interesse. Tu cerchi delle galline?”
“No. Cerco degli amici. Che cosa vuol dire addomesticare?”
“É una cosa da molto dimenticata. Vuol dire creare dei legami.”
“Creare dei legami?”
“Certo. Tu, fino ad ora, per me, non sei che un ragazzino uguale a centomila ragazzini. E non ho bisogno di te. E neppure tu hai bisogno di me. Io non sono per te che una volpe uguale a centomila volpi. Ma se tu mi addomestichi, noi avremo bisogno l'uno dell'altro. Tu sarai per me unico al mondo, e io saró per te unica al mondo. La mia vita é monotona. Io dó la caccia alle galline, e gli uomini danno la caccia a me. Tutte le galline si assomigliano, e tutti gli uomini si assomigliano. E io mi annoio perció. Ma se tu mi addomestichi, la mia vita sará illuminata. Conosceró un rumore di passi che sará diverso da tutti gli altri. Gli altri passi mi fanno nascondere sotto terra. Il tuo, mi fará uscire dalla tana, come una musica. E poi, guarda! Vedi, laggiú in fondo, dei campi di grano? Io non mangio il pane e il grano, per me é inutile. I campi di grano non mi ricordano nulla. E questo é triste! Ma tu hai dei capelli color dell'oro. Allora sará meraviglioso quando mi avrai addomesticato. Il grano, che é dorato, mi fará pensare a te. E ameró il rumore del vento nel grano… Per favore… addomesticami!”

*

“Piangeró…” 
"La colpa é tua. io, non ti volevo far del male, ma tu hai voluto che ti addomesticassi…”
“É vero.”
"Ma piangerai!”
“É certo.”
“Ma allora che ci guadagni?”
“Ci guadagno… il colore del grano. Va’ a rivedere le rose. Capirai che la tua é unica al mondo. Quando ritornerai a dirmi addio, ti regaleró un segreto.”

*

"Voi non siete per niente simili alla mia rosa, voi non siete ancora niente. Nessuno vi ha addomesticato, e voi non avete addomesticato nessuno. Voi siete come era la mia volpe. Non era che una volpe uguale a centomila altre. Ma ne ho fatto il mio amico ed ora é per me unica al mondo. Voi siete belle, ma siete vuote. Non si puó morire per voi. Certamente, un qualsiasi passante crederebbe che la mia rosa vi rassomigli, ma lei, lei sola, é piú importante di tutte voi, perché é lei che ho innaffiata. Perché é lei che ho messa sotto la campana di vetro. Perché é lei che ho riparata col paravento. Perché su di lei ho uccisi i bruchi (salvo i due o tre per le farfalle). Perché é lei che ho ascoltato lamentarsi o vantarsi, o anche qualche volta tacere. Perché é la mia rosa.”

*

"Ecco il mio segreto… É molto semplice: non si vede bene che col cuore. L'essenziale é invisibile agli occhi.” 
"L'essenziale é invisibile agli occhi…”
“É il tempo che tu hai perduto per la tua rosa che ha fatto la tua rosa cosí importante.” 
"É il tempo che ho perduto per la mia rosa…”
“Gli uomini hanno dimenticato questa veritá. Ma tu non la devi dimenticare. Tu diventi responsabile per sempre di quello che hai addomesticato. Tu sei responsabile della tua rosa.”
“Io sono responsabile della mia rosa…”

( to my family, with love )

Pensa che si muore
e che prima di morire tutti hanno diritto
a un attimo di bene.
Ascolta con clemenza.
Guarda con ammirazione le volpi,
le poiane, il vento, il grano.
Impara a chinarti su un mendicante,
coltiva il tuo rigore e lotta
fino a rimanere senza fiato.
Non limitarti a galleggiare,
scendi verso il fondo
anche a rischio di annegare.
Sorridi di questa umanità
che si aggroviglia su se stessa.
Cedi la strada agli alberi.
—  Franco Arminio, L'entroterra degli occhi.