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LUSSURIOSE FIGLIE DI EVA

Ora avete anche voi la pink pill of happiness.

Visto che i maschietti hanno goduto per molti anni di un farmaco che prometteva granitiche erezioni e trombate epocali, il grido femministanile è stato ascoltato dalla Food&Drugs Administration che con una schiacciante maggioranza ha approvato l’immissione in commercio del 

FLIBANSERIN

(sembra che per adesso non ci sia un nome commerciale definitivo ma io propongo Squirtanil o Spasmoclit)

Se siete donne in premenopausa, eterosessuali, senza gravidanze recenti o patologie della sfera dell’umore (tale è stata il campione di volontarie) prendendo questo farmaco ogni giorno, anche se trombate una volta al mese, avete la strabiliante probabilità del 15% di provare qualcosa alle latitudini basse.

Volevate il Viagra rosa da prendere mezz’ora prima del dolce su e giù?
No.

Volevate un elisir che vi ammollasse la figa e vi facesse fremere come un nerd il primo giorno del San Diego Comicon?
No.

Volevate un farmaco che avesse gli stessi effetti del Viagra?
Eccheccazzo.

Sapevate che il principio attivo del pillolone blu agisce solo ed esclusivamente come vasodilatatore dei corpi cavernosi del pene e che non ha minimamente effetto sulla sensibilità o sulla percezione del piacere? Che nella donna gli stessi effetti di dubbi utilità si otterrebbero con un peperoncino ficcato laggiù?

Dopo aver esaurito le considerazioni di ordine farmacologico (intendiamoci, non che sulla più grossa azione di marketing del secolo che è stato il Viagra fossi più entusiasta), mi piacerebbe spendere due parole su cosa possa voler significare la ricerca della ‘normalità’ del piacere sessuale femminile a tutti i costi.

Gli ometti funzionano in maniera piuttosto schematica sia a livello ormonale che a livello meccanico, quindi corretto l’eventuale livello basso di testosterone e pompato un po’ di borgogna nella sanguisuga, riescono più o meno a portare a termine la sacra eiaculazione. Il raggiungimento dell’orgasmo maschile (con tutti i suoi meccanismi) sta a quello femminile come piantare un chiodo sta a costruire un castello di carte alto tre metri mentre ci sono le finestre aperte che fanno corrente e il coinquilino tiene a balla i subwoofer.
Quindi ridurre tutto a una questione farmacologica, con l’assunzione ad aeternum di un principio attivo non certo privo di effetti collaterali (ed oltretutto un cazzo efficace) credo che sia una sconfitta epocale per tutte quelle donne, per le quali, ancora una volta, la parità viene fatta passare per la strada del ribasso di un atto così complesso, soddisfacente e importante.

Not cool story, sistas.

(Volevo ringraziare feathers per avermi fatto leggere, in merito, il pensiero di una femminista di quelle non pretestuosamente cerebrospaesate, Emiliy Nagosky)

La ‪‎Musica Classica‬ migliora le funzioni ‪‎cerebrali‬, potenziando i geni responsabili dell’apprendimento e della memoria.
Ciò è sostenuto da alcuni ricercatori dell'Università di Helsinki, che hanno fatto ascoltare a dei volontari un brano di ‪Mozart‬.
I partecipanti sono stati divisi in due gruppi: uno composto da appassionati di musica classica e l'altro da soggetti inesperti in tale ambito musicale.
I ricercatori hanno analizzato il modo in cui la musica influenzava i profili di espressione genica nel loro ‪‎cervello‬.
Nel primo gruppo non ci sono stati cambiamenti, nel secondo, invece, hanno osservato l'attivazione di ‪‎geni‬ cerebrali coinvolti nella secrezione e nel trasporto della ‪‎dopamina‬, nella neurotrasmissione sinaptica, nell'‪‎apprendimento‬ e nella ‪memoria‬.

Credit by https://peerj.com/articles/830/

Aug 13th

Oggi è stata la giornata più intensa di sempre.
Dopo una fantastica colazione con donuts e un'intera mattinata a parlare con volontari di intercultura e a fare amicizia con loro e con gli altri exchange students abbiamo incontrato le famiglie, ed è stato bellissimo! La mia famiglia aveva un fantastico cartellone “welcome to Chicago Silvia!”, ci siamo visti e ci siamo abbracciati subito. Passando in macchina ho visto la skyline di Chicago e wow, è tutto così bello. In America tutto è grande, enorme! Gli edifici, i supermercati, la pizza. A proposito di pizza, mi hanno portata a mangiare questo particolare tipo di pizza di Chicago, che ha la pasta della pizza, poi uno strato di salsiccia (in una, nell'altra c'erano gli spinaci ahaha) un enorme strato di formaggio (e poi ci si chiede perché in America il tasso di obesità sia alto) e il pomodoro sopra. Devo dire che era buona! Decisamente diversa ovviamente da quella italiana, ma molto buona, anche se una fetta ti basta per pranzo e cena.
La mia host family è davvero meravigliosa. Ho un sacco di cose in comune con i miei host siblings, e i miei host parents sono troppo carini, e fanno tutti un sacco ridere. Sono salutari nonostante mangino agli orari più assurdi, gli piace cucinare e hanno un bellissimo cane.
Siamo arrivati a casa nel pomeriggio, e anche la casa è davvero bella!

Oggi è il giorno in cui mi sono resa sul serio conto che starò via di casa per un anno, che tutto questo è reale. Mi si contorce lo stomaco ogni volta che ci penso, per la felicità, per la nostalgia, per la paura ma soprattutto per l'eccitazione. E sto sentendo e parlando così tanto inglese che già ora mi fa quasi strano scrivere in italiano. Magari comincerò a farlo in inglese tra un po’, vedremo.

A.V.I.S. and Agap: I’d like to tell you a useless story...

Hi guys. Don’t worry, I’m not going to tell you I have a disease.

These four letters up there have a great importance to me as for a lot of people in Italy, because they stand for “Associazione Volontari Italiani Sangue”; meaning “Association of Italian Volunteers for Blood”.

In other words, AVIS is the national association that collects donation of blood in the whole country, the one which analyzes them and then send them to the hospitals to allow transfusions. Pretty sure everybody already knows about blood donations, so let me skip on this part.

To clear one thing, I’m pretty proud of that “V”, “Volunteers”. In some States, donations of blood are paid: you donate that much blood, you receive that much money. I know it looks good and all, but it isn’t most of the time, because due to this a lot of people who live in difficult conditions go to donate as an “easy” way to get some money. The number of drug-addicted who did these in the past years was scary high. But that means that the blood that’s collected is infected and can’t be used. If this happens today, the sacks are just thrown away; but in the past, when the check-ups weren’t so thigh, it had happened that the blood was used anyway.

I’m not trying to say “my Country is better”, really. In fact, the last scandal touched us too.

In 1995, Italy suffered of a lack of blood for transfusion. To face the crisis, we imported blood from other countries, some of which used the method of paying for the donations. Some sacks were later on founded contaminated with Hepatitis, but some of them had already been used. I’m talking about this, because a lot of people DIED due to that accident. My uncle had leukemia and he had to undergo a lot of transfusions, but he was given “bad” blood and his body didn’t have the strength to fight Hepatitis too.

Since then, the importing of blood has been highly reduced and the AVIS started a different approach: today, volunteers are invited in the high-schools to talk to teenagers about the importance of donations, they do advertising during festivals and such.

And here’s the story…

At the twenty of February of my eighteenth birthday there was a new emergency of lack of blood. Back then, mostly because of what happened to my uncle and because my grandfather -who had just passed away- was a great donor - I had just started collecting informations and had a blood exam to see if I was fitting for donations. On that day, I received a mail, asking me if I could, please, go to the closest center and have my first donation. They told me they were sorry to ask me since I was so new and I could have been scared, I was even one of the youngest donors -you have to be eighteen to donate, so I was barely in the gap for doing so-, but they needed the most that they could gather in such a short time.

I went and donate on the twenty first of February, because I felt I needed to do it for my uncle, because it was my way to remember my grandpa -and not just bringing freaking flowers to a grave- and because those people remembered me, who I was, the questions I made and the fact that I told them that I was Hemophobic.

Hemophoby is the Fear of Blood. Yep.

I’ve never been so scared and yet so excited my whole life. I stood there waiting for my turn as the head of the center came to me and started talking, he said how he remembered me from the meeting in my high school, how grateful he was that I came so fast, how I didn’t have to be scared and how good the cookies they would have given me later were. I laughed and nodded and thought of my grandpa: he had receive a crux made of gold for he had reached the 100 donations in his life.

Please, remember that a woman is allowed to donate only twice a year and a man thrice: it means it takes fifty years for a female and thirty-four for a male to reach that level. It’s not like everybody.

When I had the needle -the biggest I’ve ever seen- entering my arm, I just stared, thinking “I’ve been freaking terrified of this for my whole life, why am I even here and why the heck am I not scared anymore?”. I watched the blood entering the sack the whole time and chatted with the doctor about my future, university, how was his daughter - that I’ve never even met, but that didn’t matter - and then it was finished.

I felt replenished, I don’t even know why. Maybe it was because I felt like I had done something for my family, maybe because I had overcome my fear, maybe because I knew that blood was going to help someone else, probably even save a life. I was so eager that I tried to stand up immediately and I got the doctor and the head of the center to scold me because they almost had an heart attack.

You should rest for a bit more! Eat the cookie, drink the…juice or coffe?, but with sugar, definitely, you can’t argue on this… Let’s make two cookies to make sure, okay? Don’t get up, yet! I said don’t! Want some sugar more in your coffe? We have a lot, really! Okay, girl, now, really… STOP TRYING TO GET UP, FOR JESUS’ SAKE!” I’m sure I was the only one who found it funny.

When I finally get to leave I had my mother beside me and she told me it was a bit creepy the way I kept on smiling for the whole day. Literally: “You look high, please, stop before they’ll ask us to take a drug-test.”

I’m not telling you all should donate. I’m telling you to think about it, because you could save a life, okay? And that’s a feeling that no drug in this world can reach.

So, hi, guys. I’m Agap. I used to be Hemophobic, I’m today a blood-donor for type A-.

[ Fucecchio ] Cispia Party: il primo raduno dei Fucecchiesi in Piazza Montanelli

[ Fucecchio ] Cispia Party: il primo raduno dei Fucecchiesi in Piazza Montanelli

La locandina Appuntamento venerdì 4 settembre in Piazza Montanelli a Fucecchio la prima festa raduno dei Fucecchiesi, organizzata da volontari e dalla Pro Loco Fucecchio. Di seguito il comunicato che arriva direttamente dai volontari: “Io parteciperò al Cispia Party il 4 settembre in Piazza Montanelli perché…Perché è una buona idea quella di unire coloro che si sentono fucecchiesi a cena nella…

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Dov’è la giustizia?

Il peso delle tue mani l’ho avverto anche quando non sei sopra di me.
Io soffoco
per una giustizia che non c’è.
Le mie facce tumefatte sono diventate una cartolina da esporre, una pubblicità su di un muro, nient’altro.
Ma tu non sei chiuso dentro una cella.

Non vedo aiuto da parte dello Stato,
mille volontari non riusciranno a fermarti.
Bisogna fare qualcosa.
La terra trema, e anche le mie mani.
Ma le tue no, colpiscono il mio viso,
il dolore mi sta uccidendo dentro.
Basta.
Dovrò cavarmela da sola.
Un giorno qualcuno poserà un fiore sulla tua tomba, ma non sarò io, sono stata arrestata per difendermi da te.
Saremo sempre sole, ma il sole non dovrebbe illuminare la terra per rendere tutto incantevole, non è il nostro caso.
Dov’è la giustizia?

Allarme in città: polpette trappola per cani e gatti, un micio trovato morto

Allarme in città: polpette trappola per cani e gatti, un micio trovato morto

IL BORGHIGIANO Fonte Il Resto del Carlino – Macerata, 25 agosto 2015 – L’associazione Argo ed il gruppo di volontari che gestisce la pagina facebook Zampamicia denunciano la presenza di polpette-trappola per cani e gatti nella zona Pace di Macerata, in particolare nell’area delle cosiddette ex-case popolari. L’allarme è scattato con il ritrovamento del corpo, ormai senza vita, di un gatto nero di…

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Ci sono fogli bianchi su cui scrivere, spazi bianchi da colorare, menti e memorie “bianche” da riempire di nozioni, cultura e ricordi.
Il nostro spazio vuoto e bianco, in contrada Luna, oggi diventa un #laboratoriorurale. #Innovazione e #tradizione e #terra sono le tre parole chiave, tra loro nessuna virgola ma congiunzioni e pari livello di importanza.
Luna_laboratorio rurale è un luogo in trasformazione: con l’aiuto di tanti volontari amici stiamo lavorando alla definizione di un’identità.
Ecco i risultati di questo importante lavoro, bello no?

 

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Finti profughi tornano a lavorare alla festa dell'unita: pagati con i soldi TUOI?

Ieri sera i 30 finti profughi gestiti dalla famigerata coop sociale Dimora d’Abramo sono tornati alla festa dell’Unità di Reggio. Quindi, dopo la denuncia della Lega e gli esposti dei 5 stelle, il PD non molla i ‘volontari’.

Per Costa, segretario PD, che i 30 lavorino da noi stipendiati alla festa del suo partito, è un fatto di “inserimento sociale per i 30 nigeriani”, e accusa la Lega di “razzismo”. A proposito, sarebbe interessante sapere dal ‘caporale’ Costa, quale guerra c’è in Nigeria. Questa mattina in diretta televisiva dalla trasmissione Agorà, sulla piddina Rai3, ha annunciato “che i profughi (finti) da stasera riprenderanno il servizio”. O servizietto.

A stretto giro di posta la replica della Lega, che attraverso una nota del segretario provinciale, Gianluca Vinci, alza il tiro della polemica e minaccia di denunciare i dirigenti dell’Ausl. “Pochi istanti dopo aver avuto notizia della decisione del segretario reggiano del Pd di riportare i profughi a Festareggio – spiega Vinci – abbiamo predisposto e depositato in Regione , una richiesta di accesso agli atti per sapere se la Ausl di Reggio Emilia ha effettuato visite ispettive alla Festa provinciale del Pd negli ultimi 10 anni e se ha elevato verbali”.

“L’Ausl infatti – spiega Vinci, che è anche avvocato – oltre che occuparsi dei controlli sanitari ha tra i propri compiti anche quello di verificare “a sorpresa” il rispetto delle normative antinfortunistiche su tutti i luoghi di lavoro e quindi l’utilizzo dei dispositivi individuali di sicurezza, guanti, occhiali, scarpe antinfortunistica, tute a strappo, il possesso di patentini ecc”. “E qualora l’Ausl di Reggio continuasse a rimanere inerte rispetto ai controlli cui è tenuta, procederemo a depositare senza indugio una Denuncia nei confronti dei Dirigenti dell’Ausl di Reggio per Omissione di atti d’ufficio” promette il segretario leghista.

Fonte: Qui

Aug 12th

Sveglia al mattino presto con la bellezza di due volontari perché ci vogliono così bene che vengono due volte a chiederci un sorriso! Colazione, maglie gialle, bagagli, aeroporto.
Dalle 8.30 del mattino in aeroporto con 11 ore di volo totale passate tra cibi improponibili, film bellissimi e depressione perché le poltrone della prima classe non erano i posti destinati a noi!
Arrivati a Chicago, non è finita la giornata! Due ore passate in aeroporto tra controllori dell'aeroporto che mi danno della super modella (poi soprattutto dopo tutte quelle ore di volo), valigie perse (non la mia per fortuna) (“Eh a Fiumicino è così, qualche valigia non parte, qualche pineta prende fuoco” cit), e documenti sbagliati. Riusciamo ad uscire dall'aeroporto, ma deve ancora arrivare la scena più comica! Pian piano salutiamo tutti quelli che prendono pullman, finché non rimaniamo soltanto noi con host family a Chicago città. Fanno salire me, Virginia (@chicagotail) e Fulvio su una macchina con una volontaria tanto simpatica quanto un po’ svampita! Chiacchierando del più e del meno e ammirando ogni cosa che trovavamo per strada (abbiamo pure detto un “wow” per dei bidoni della spazzatura) finisce che la volontaria sbaglia strada tre volte finché non decide di tornare all'aeroporto e ricominciare. Arriviamo in hotel alle 10.45 pm di Chicago, cioè alle 5.45 italiane, finalmente! Facciamo cena, arriviamo a 24 ore sveglie e poi andiamo a dormire, io e Virgi insieme, ridendo come matte per non svegliare altre due ragazze straniere vicino a noi.

Anche se con qualche difficoltà, sono in America, dio mio!

Immigrati, prefetto Palermo: Colpisce ripetitività sbarchi morti

Palermo, 27 ago. (askanews) - “In una settimana, da giovedì a giovedì, siamo al terzo sbarco, e nonostante questo la cura e l'attenzione che poniamo in questi casi non va mai a diminuire, anzi ad incrementare. Vorrei segnalare la presenza massiccia di volontari sia della Protezione civile, che della Croce rossa, che della Caritas, e questo credo sia una delle testimonianze più importanti nella tradizione secolare dell'accoglienza”. Lo ha detto il prefetto di Palermo, Francesca Cannizzo, sul molo del porto del capoluogo siciliano dove è atteso lo sbarco delle 52 salme dell'ultima tragedia del Canale di Sicilia.
“E’ uno sbarco particolare. Non che i numeri facciano la differenza - ha detto Cannizzo -, avevamo avuto poco tempo fa 25 salme, oggi 52 morti. Più del numero colpisce la ripetitività di questi fatti”.
Quindi, a chi chiede dove saranno sepolti questi migranti, il prefetto di Palermo ha detto: “Parlare di sepoltura è prematuro. Dai colloqui avuti con l'autorità giudiziaria bisogna prima effettuare accertamenti, e poi si parlerà di dare la giusta sepoltura”.
Sulla situazione sanitaria, infine, Cannizzo ha osservato: “Non abbiamo avuto alcuna segnalazione che faccia pensare a casi di gravità. Sono persone che affrontano un viaggio lungo e arrivano in condizione di stress o simile, ma nessun picco o rilevanza sanitaria”.

Un volontario in Bosnia Tarragona Scientologist

C.R. Ventura: “ci sono ancora molte case che devono essere demolite dopo gli effetti delle inondazioni” A. C. Ventura, è un Terraconense membro ministri volontari di Scientology, che è andato in Bosnia, il 2 luglio per aiuto dopo le disastrose inondazioni cui Mali ancora bisogno di riparazione e volontario aiuto settimane dopo l'acqua cominciò a…

Un volontario in Bosnia Tarragona Scientologist was originally published on

Esodo. World Music Recital (6 settembre)

«Accovacciati sulla coperta, presso le scale, con i piatti tra le gambe, e il pezzo di pane tra i piedi…ognuno può immaginarsi che cosa sia una coperta di piroscafo sballottato dal mare, sul quale si rovesciano tutte le immondizie volontarie ed involontarie di quella popolazione viaggiante…“navi di Lazzaro”, erano definite queste “carrette del mare”, dove si viveva in condizioni incredibili di sovraffollamento, che dava inevitabilmente luogo a epidemie, con i naufragi all’ordine del giorno…» Questo testo sembra raccontare una storia recente, consumata il più delle volte nel Mar Mediterraneo, con un picco altissimo, di approdi e non-approdi, raggiunto nell’ultimo anno. E, invece no. Questo testo è tratto da un libro del 1988, ormai fuori catalogo, quasi introvabile, che si intitola “Le navi di Lazzaro” di Augusta Molinari, parla dell’Oceano Atlantico e dei barconi della speranza carichi di italiani, quasi 300.000 l’anno, che hanno fatto avanti indietro tra il 1876 e il 1976, periodo chiamato il secolo del grande esodo. La storia dunque si ripete, ma la memoria, non aiutata dai media, sembra perdersene un grande pezzo, portandoci a considerare in modo pericolosamente dispregiativo esseri umani che, in fondo, stanno vivendo ciò che ha vissuto il nostro popolo fino a poco più di 30 anni fa. Esodo vuole raccontare pezzi di questa storia, utilizzando l’approccio viscerale che musica e danza riescono a trasmettere, arrivando prima al cuore che alla mente. Attraverso danza e canti dell’Italia, dell’Africa e di altre società soggette nei secoli a grandi emigrazioni, si cercherà di divertire, appassionare, ma anche di riportare alla memoria un senso comune di civiltà. Nello specifico, lo spettacolo unisce strumenti della tradizione musicale sud italiana, con strumenti della tradizione musicale dell’Africa occidentale, così come unisce le danze di derivazione africana con tarantelle, pizziche e tammurriate, in una rielaborazione coreografica. Esiste un profondo e antichissimo legame, radicato alle fondamenta di culture millenarie, che unisce fra di loro i paesi che si affacciano sul Mediterraneo, raggiungendo il Medio Oriente e l’Africa nera. Ma questo legame non è solo storia, vive ora più che mai nella nostra realtà contemporanea, nella nostra vita quotidiana e nella nostra società, che è già multiculturale. Attraverso un sincretismo musicale, che nasce dalla ricerca delle affinità sociali, rituali, stilistiche e creative proprie delle forme coreutiche e musicali di diverse culture e, attraverso un meticciato naturale, di cui io sono esponente umano, vorrei che portare alla luce la bellezza, che l’incontro fra due strade che ne generano una terza, può generare.