visti la

Scusami, hai una sigaretta?” chiesi immerso nei miei pensieri.
Era una serata tranquilla tra amici e senza saperne nulla, d'un tratto, si presentò anche lei; la conosco ormai da più di quattro anni, conosciuta tra i corridoi di scuola e non sono mai riuscito a dimenticarla.
La guardavo come si guarda una persona che ti manca, ma che non è mai stata tu.
Appena vista, l'ho evitata subito, non volevo che mi notasse impreparato.
Così mi girai, andai dalla parte opposta alla sua e la prima cosa che feci fu chiedere a una ragazza che stava fumando, una sigaretta.
“Scusami, hai una sigaretta?” chiesi.
Tirò fuori il pacchetto di sigarette dalla borsa, ne tirò fuori una e me l'allungò.
Era una Camel, poi, piombò il silenzio.
“Grazie” mi disse lei, con ironia.
“Come scusa?” risposi io.
“Ho, detto “Grazie” … Per la sigaretta che ti ho offerto” ripetè, quasi scocciata.
“Ah.. Si.. Grazie” risposi, sempre immerso nei miei pensieri.
Rimasi fermo con la sigaretta in mano, davanti a questa ragazza che non sapevo nemmeno come si chiamasse e mi sentivo strano.
“Ti serve l'accendino?” mi chiese poi lei, confusa.
“Come?” ripetei.
“Ti serve l'accendino?” disse ancora, con non so quale pazienza.
“Ah, no.. no, grazie. Io non fumo” risposi.
Lei mi guardò, ancora più confusa, ma cominciò a ridere.
“Sembro proprio un pazzo” pensai, tornando nel mondo reale.
“Sembri un pazzo se fai cosi” disse lei dopo una piccola risata.
Ridemmo e le chiesi scusa.
“Piacere di conoscerti” mi disse, tendendo la mano verso la mia.
“Piacere mio” risposi.
“Posso farti una domanda?” mi chiese poi lei.
Annuii.
“Perchè volevi la sigaretta, se non fumi?
“Sembri proprio un coglione, non era ovvia la domanda?” pensai tra me e me.
“Perchè sto scappando dalla ragazza che è dietro di me, quella con il vestito nero, vicino alla sedia di legno.” risposi, ma senza girarmi.
“Quella che sta baciando il ragazzo con il giubot..” non fece in tempo a finire la frase che mi girai di scatto, ma venni fermato prima.
Non riuscii a guardare ciò che stava accadendo, anche se avrei tanto voluto, i miei pensieri cominciarono a intrecciarsi, ma vennero fermati dalla voce della ragazza della sigaretta: “fermati, non ne vale la pena, se ti può ferire.”
Mi fermai e fissai questa ragazza, come se fosse stata una vecchia amica.
“Non rovinarti la serata per un qualcosa che non è più tuo” disse.
“Hai ragione” risposi, ma non molto sicuro.
“Vuoi raccontarmi del perchè è finita tra di voi?” mi chiese.
“Molto brevemente.. Io e lei ci siamo conosciuti a scuola, lei mi guardava come se fossi l'unico e io la guardavo come se fosse già la mia lei.
Ha sempre avuto paura dell'amore, l'ha sempre evitato e, col tempo, ha capito che io sarei stato in grado di riempire quei vuoti. Così è scappata di fronte alle paure.
Io le sono stato dietro, l'ho cercata, rincorsa, pregata, ma poi sono scappato pure io, stanco dei suoi rifiuti.
Sono scappato così lontano che trovai un'altra ragazza, ma ormai io e lei non eravamo più niente.
Mi continuavo a sentire osservato, capii poi che era lei. Da lontano notò che io ero felice e scappò pure lei. Scappo non di paura, ma per rancore, rancore per avermi lasciato andare.” spiegai con tono riflessivo, ripensando alla nostra strana relazione.
“E poi?” domandò.
“E poi, appena lei scappò da me,  mi resi conto che non mi aveva mai lasciato e che il fatto che me ne fossi andato io, le aveva causato un vuoto. Se avessi corso un pochino di più per prenderla, se avessi rischiato ancora un po di più, forse lei non sarebbe scappata da un altro ragazzo.
Lei si trovò un nuovo ragazzo e mi lasciò indietro, mentre raccoglievo i suoi pezzi di cuore infranto.” conclusi.
“Come vi siete lasciati l'ultima volta che vi siete visti?” chiese curiosa la ragazza delle sigarette.
“Ci evitiamo. Come sto facendo in questo momento io e fingiamo che sia tutto normale. Ogni tanto io la guardo, ma lei non se ne accorge mai” conclusi, con tono attonito.
“Sai, probabilmente non ne vale la pena, probabilmente sarete vostri per sempre e probabilmente vi sarete conosciuti in momenti sbagliati, ma sappi che quando è arrivata non ha baciato nessun ragazzo e non ha mai smesso di fissarti.” mi disse sorridendomi.
Mi girai, senza essere fermato da nessuno, ma lei, la mia lei, non c'era più.
—  ricordounbacio

Quegli occhi, quel paio d'occhi che brillavano, sembravano due fari, due torce.. E quel sorriso, così accencante…sembrava..sembrava di vedere il sole quando lei rideva, credimi. Quando un uomo si sente addosso quello sguardo, quell'espressione…ma è inevitabile che gli esploda qualche cosa dentro. Tu pensi che io c'ho avuto soltanto un infarto? Ma io ce ne ho avuti tre, quattro..non so nemmeno io quanti ne ho avuti! Il primo sicuramente quando ci siamo visti la prima volta, poi il secondo quando mi ha accarezzato, e il terzo quando ci siamo baciati, qui. Stavo per rimetterci le penne Fulvio, lo sai…però, se qualcuno mi facesse la fatidica domanda: “Ernesto, ne è valsa la pena?” Io risponderei: “Ne è valsa la pena…NE E’ VALSA VERAMENTE LA PENA!”

-Carlo Verdone

Amore mio, voglio ripartire dal giorno in cui ci siamo visti per la prima volta.
Ricordo i giorni che sprecavi per chiamarmi, per sentire la mia voce, eri con i tuoi amici eppure questo non ti causava problemi.
Io, di uscire con te non avevo proprio intenzione, ma tu continuavi ad insistere e a volermi incontrare e beh, alla fine decisi di vederti.
Ero entrata li, in quel centro commerciale alla tua ricerca.
Ti vidi li, seduto su quella piccola panchina, abbracciarti fu l'unica cosa che mi veni in mente in quel momento giusto per rompere un po’ l'imbarazzo.
Uscimmo un po’ fuori e ci sedemmo su delle scale, per parlare un po’ di noi.
Il bacio.
Ci fu un bacio, un bacio che e’ impossibile dimenticarlo anche se siano passati quasi otto mesi da quel giorno…
Non volevo vederti più, volevo stare da sola.
Mi mancavi.
Ma avevo paura che tu pensassi cose assurde su di me,non vere.
Due giorni dopo ci vidimo di nuovo e da lì fecimo pace.
Avevamo deciso di avere una storia proprio quel giorno.
Non mi ero mai sentita in quel modo, così amata, così importante per qualcuno.
Ho cominciato a mettere la mia vita nelle tue mani, a far sì che tu diventassi il mio di sorriso.
Quella persona che mi ha completamente cambiata.
Ho provato a dimostrarti tutto l'amore che provo verso di te, tutto quello che penso su di te, ma non ci sono mai riuscita, ho provato a scriverti delle lettere alla quale non ho avuto una risposta solo dei baci o dei piccoli cuori, ho provato a farti la sorpresa di uno striscione e neanche li ho avuto una risposta, solo bacio.
Ma non e’ questo che mi fa male, ma le tue parole che mi ripeti in continuazione “tu non mi ami, non mi hai dimostrato mai nulla,sai solo rinfacciare le cose” non capisci che con le tue parole ferisci, e anche tanto.
L'inizio eri così diverso, mi facevi sentire così importante per te ma ora, ora no.
Ora mi sento trascurata, invisibile.
Vengo sempre messa in secondo piano.
Vengono sempre loro, i tuoi amici che la tua ragazza.
Non capisci, che vederti mi fa star bene, che ho bisogno di te, che ho bisogno dei tuoi abbracci e dei tuoi baci,che ho bisogno di guardarti negli occhi, che ho bisogno di dirti di quanto ti amo anche se mi e difficile dirtelo.
Non capisci che ho bisogno della tua presenza, delle tue attenzioni, del tuo amore.
Non capisci che sei quella persona che vorrei avere al mio fianco per un bel pò, e perche no, anche per il resto dei miei giorni.
Sei quella persona che rende la mia vita a colori.
Sei la persona più importante e piu bella che ho in questa vita di merda.
E so che litighiamo molto spesso e credimi, ogni volta ho sempre paura che sia l'ultima.
La paura di perderti e’ così tanta,ma essere trascurata dalla persona che amo non e’ che mi fa piacere ma te non capisci.
Non so più come farti capire che sei l'unico uomo che voglio nella mia vita.
Ma che ho bisogno di certezze,dimostrazioni,amore e attenzioni da parte tua.
Ci sarebbe tanto da dire, forse troppo.
Più che una festa, oggi, io oramai
la vedo più come una ricorrenza.
Ricordare che in Italia un giovane su due è disoccupato.
E che l'occupato, sta seguendo un programma
di formazione per diventare un disoccupato professionale.
Rammentare che il 40% dei giovani è senza lavoro.
Ed il restante 60% è senza futuro.
Che un giovane, oggi, con 800 euro al mese
non può ne comprarsi casa ne pensare
di avere una famiglia.
Che un padre di famiglia, con 1200 euro al mese,
una volta pagate le tasse, fa fatica a regalarsi un sorriso.
E di conseguenza a regalarlo ai propri cari.
Che se sei cassaintegrato metalmeccanico
hai l'obbligo di frequentare corsi di cucina e di cucito.
Perché in fondo non si sa mai, se oltre il lavoro,
in futuro, perderai anche tua moglie.
Allora si, potrai dire che quel corso
di cucina o cucito ti è servito.
Senza parlare del Datore di lavoro
che umilia moralmente i propri dipendenti.
Che per paura di perdere il posto di lavoro,
non fanno altro che lasciar passare e stare male, dentro.
Litigare in famiglia, violentarne l'integrità.
Far pesare ciò che non va, a chi ci ama.
Oppure di quei padri di famiglia che si son visti
chiudere la porta in faccia per fallimenti concordati
ed ora sono tagliati fuori dal mondo
del lavoro per la loro età avanzata.
Ricordare che ci sono uomini che si son detti basta.
Esseri umani che non ce l'hanno fatta.
Ricordare oggi che ci sono famiglie distrutte.
Famiglie che avevano un lavoro e se lo sono
visto andato distrutto per via di un terremoto.
Le stesse che dopo quasi un anno, non hanno
avuto nemmeno una risposta certa.
Sul quando, e sul come ricominciare.
Cosa c'è peggio di perdere un lavoro?
Perdere la dignità per mantenerlo.
Grazie Governo,
grazie signori Ministri,
oi che con arroganza
giurate sopra la Costituzione Italiana,
senza conoscerne il valore inciso dei diritti umani
indossando fasce tricolori di un'Italia che non meritate.
—  Matteo Pirro
Ad un omofobo...

Non sai di che colore è fatta la scelta di abbandonare la propria terra per poter essere se stessi. Cominciare a spuntare la lista di tutte le cose rimandate, che farai piano piano nei tempi sbagliati. Come i primi appuntamenti a venticinque anni, quando gli altri già si sposano .
Non sai la sensazione di non avere i mezzi per invaghirti come fanno tutti. Non sai com’è stare in un bar, sorridere a qualcuno in fondo e non potergli lasciare il tuo numero, perché chissà se corrisponde o ti dà a schiaffi. Non sai com’è rinunciare alla spontaneità del caso e agli impulsi genuini, ma dover costringere i propri desideri in un locale a tema o in una chat in cui nessuno ti rivela il proprio nome per paura; Non sai com’è sentirsi privati fin dal principio della libertà d’unione, e non diventare mai adulti per davvero. Non poter rincorrere gli istinti della tradizione umana e biologica, ma ascoltare dai politici e dalle masse che non avrai mai diritto alla felicità in due. Come goccia dopo goccia, che le tue emozioni sono solo frutto di una deformazione.Tu non sai molte cose. Non sai quasi niente. Ma tutti i giorni ti aggrappi al sacrosanto privilegio di dire la tua e mi spezzi il cuore. Non ci siamo neanche mai visti, eppure mi devasti la vita. Incurante, com’è la tua specie e pure la mia. Incurante. Che se tutti smettessimo di esserlo, nei confronti di chi ci vive intorno, non ci resterebbe che la pace.

La nuova ragazza del mio coinquilino vive a Parma e si vedono una volta al mese. Ieri lei compiva 30 anni, lui ha preso una torta, le candeline col 3 e con lo 0, una bottiglia di vino rosso, ha appeso i festoni in camera da letto, e io ho pensato che lei venisse a trovarci, anche se si sono visti la settimana scorsa. Invece niente, hanno festeggiato a distanza in webcam.

Anna guardava i suoi fiori come si guardano i figli,
esposti al sole in via Solgenizzi numero 15,
il suo balcone fra i tigli era un giardino pensile
fitto di gigli ed ortensie, polline e resine dense.
Viveva sola da tempo in un appartamento del centro
di fronte al carcere sorto all'interno al vecchio convento,
da quando il marito s'era spento in inverno,
aveva perso la voglia di guardarsi dentro e sentirsi meglio.
Ora sognava un'altra vita, un'altra aurora,
Anna bello sguardo che ogni giorno perde qualcosa,
sognava un nuovo amore che la portasse altrove
le ridesse ancora la gioia di non morire sola.
Marzio arrivò nell'ora di un pomeriggio di maggio,
tradotto da Regina Coeli nel braccio numero 4,
lei lo vide d'un tratto fu incanto mentre bagnava le dalie,
lui con la chioma amaranto intanto sorrideva alle guardie.
Marzio Febbraro, figlio di un operaio,
era stato fabbro, fioraio e soprattutto ladro,
soprattutto ladro, diceva, di cose e di cuori,
“..i migliori anni io li ho spesi appresso a donne e fiori!”
Anna annaffiava le ginestre
di fronte alla cella corrispondente per seguirne i racconti
lui amava dirle:
“se le case hanno gli occhi nelle finestre
beh.. le tue bella mia piangono tutti i giorni..”

Prendi le viole più belle.. -diceva lui-
..vieni, vieni con me,
Io e te insieme per sempre.. -diceva lui-
..vieni, vieni con me.
Ma quanti sono i fiori? eh.. se ne ho visti
son quanti i cuori soli! eh.. se ne ho visti.

Marzio la incantava intrecciando parole,
pareva un attore in azione, un Adone dietro le sbarre rugginose
e lei che lo ascoltava adorante per ore mentre un sole sornione
allungava l'ombra della prigione fino al balcone
diceva di sé: “tu ti fidi di me? puoi fidarti di me..
si,si.. ho fatto qualche errore ma adesso so cosa voglio”
le chiedeva: “non ti fidi di me? vuoi fidarti di me?
ti porterò con me laddove fiorisce il mondo.
Vedremo tulipani e lavanda fra i vari fiumi d'Olanda
i bulbi rari fra i mulini bianchi della Mancia,
fra i rosai di Samarcanda o di Francia,
le ginestre giganti nei grandi giardini de Bahia Blanca.
Vedremo l'alba tra i gelsi, i rododendri ed incensi intensi,
i mandorli in fiore tra le felci della valle dei templi,
lì gli arcobaleni e gli steli sono accomunati dall'indaco
come i sentieri ai piedi della moschea azzurra di Istanbul..
E nessuno potrà separarci, bella mia,
perché saremo due cuori allo specchio nello stesso momento del tempo
e nessuno potrà liberarti di me perché tu vedi quello che vedo
e adesso senti quello che sento.”

Prendi le viole più belle.. -diceva lui-
..vieni, vieni con me,
Io e te insieme per sempre.. -diceva lui-
..vieni, vieni con me.
Ma quanti sono i fiori? eh.. se ne ho visti
son quanti i cuori soli! eh.. se ne ho visti.

Passò un anno più un anno e Marzio finì di scontare la pena,
era il mese di marzo e fuori già si allungava la sera,
“Aspettami fuori domani sera sarò fuori per cena”,
a lei rideva di gioia la bocca e con gli occhi piangeva.
Anna arrivò puntuale all'orario previsto,
aveva una giacca in misto lino e sul viso un sorriso bellissimo,
attese paziente sotto un fico fiorito in anticipo
ma per quanto attese fece mattino senza averlo visto.
Dopo ore di attesa lei volle capire il destino assurdo
così triste e tesa si rivolse al secondino di turno
gli chiese di Marzio descrivendogli il tipo,
“Signora mia, qui questo Marzio Febbraro non è mai esistito..”

—  Murubutu, Anna e Marzio

anonymous asked:

Mi piace un ragazzo lui è fidanzato.Da quando ci siamo visti la prima volta (gita) trova stupidi pretesti per litigare,si lasciano e si prendono.Lei mi odio,mi indica,parla male di ma anche se è molto più grande di me.Come devo fare?

I ragazzi fidanzati non si guardano… lei probabilmente è gelosa perché ha capito che nutri interesse per il suo moroso.

Ci puoi provare col ragazzo, ma solo dopo che si sarà lasciato.

scrivetemi che ore sono e a che cosa state pensando

Il mio amore a distanza.

In molte mi avete chiesto tante volte di raccontarvi la mia storia a distanza, l'ho fatto tante volte, ma i post sono troppo vecchi, quindi l'ho riscritta qua come l'ho inviata ad una ragazza.

Io e Domenico ci siamo conosciuti nell'estate del 2009 su un gioco online, l'8 Settembre del 2009 abbiamo deciso di metterci insieme. Nessuno credeva in noi, eravamo troppo lontani, Sicilia-Campania, 610 chilometri. Ci siamo visti per la prima volta l'uno Luglio del 2010, per sole due ore, quel giorno ci sono stati solo tanti abbracci perchè per me era il primo ragazzo e mi vergognavo tantissimo, non avevo mai baciato nessuno. Dopo un anno e un mese ci siamo rivisti, il 14 Agosto del 2011 ci siamo baciati per la prima volta, è stato tutto bellissimo. Quando il 27 l'ho riaccompagnato a casa sua, ho pianto, ha pianto pure lui, ci siamo rivisti 3 mesi dopo per il suo compleanno, quando io ho deciso di fargli una sorpresa. Da allora ci siamo visti ogni 4 mesi, era durissima ed ogni volta la nostalgia, la tristezza e tutto il resto cresceva sempre di più. Dopo 4 anni riuscivamo a vederci ogni 2 mesi, io ho compiuto 18 anni, mi sono diplomata e riuscivo a partire da sola. Prendere l'aereo, lasciare la propria città e viaggiare da sola, anche se solo per un'ora, mi ha fatta crescere, ma soprattutto mi ha fatta innamorare di lui ancora di più, forse perchè finalmente ho capito i sacrifici che lui ha fatto per 4 anni. Non riuscivo nemmeno più a piangere, ormai sapevo che i giorni passati insieme erano limitati e dovevo viverli a pieno. Il 15 Aprile del 2015 lui ha deciso di trasferirsi da me dopo 5 anni e 7 mesi, ha lasciato tutto per me, e per questo non potrò mai ringraziarlo abbastanza. Da quel giorno sono passati 9 mesi, e passare insieme il nostro anniversario, i compleanni, tristezze, gioie e ogni minima cosa, è stupendo. Dormire vicino a lui e svegliarmi sapendo che c'è mi rende la ragazza più felice del mondo. Per questo bisogna lottare contro tutto per realizzare i propri sogni. Non arrendetevi mai, soprattutto quando ne vale la pena.

anonymous asked:

Una lettera al tuo papà.

al mio papà? va bene, ora gli scriverò tutto, tanto so che non leggerà.

ehi papà,

ti ricordi il nostro ultimo abbraccio? o l’ultima volta che mi hai preso in braccio dicendomi “ma non ti sembra di essere troppo grande per saltare in braccio al tuo papà?”? te lo ricordi? io no, e mi manca tutto ciò. Ci siamo visti la settimana scorsa, dopo tantissimo tempo, alla mia partita di pallavolo. Io ti guardavo, ero concentrata a giocare ma ti osservavo molto spesso. Guardavo il tuo sorriso quando facevo un bel punto, eri orgoglioso di me ed eri felice di essere lì; e vedevo anche il tuo dispiacere quando sbagliavo qualcosa, sentivo le tue urla che mi incitavano e vedevo che sapevi che avrei potuto farcela. A fine partita abbiamo parlato un attimo e quel mezzo abbraccio che mi hai dato mi ha fatta sorridere. Non abbiamo più un gran rapporto, non parliamo quasi più e non sai quanto mi dispiaccia. Credo che in parte sia colpa mia, in parte tua, ma addossare la colpa a qualcuno di certo non ci ridarà indietro il nostro rapporto. Ti ricordi quando la sera giocavamo in casa con il pallone di gomma piuma? e ti ricordi quando abbiamo rotto un quadretto e lo abbiamo nascosto in garage? sai, la mamma ancora non si è accorta di nulla. Ricordi quando da bambina ti dicevo “papà, apri le braccia e prendimi” e tu mi rispondevi “ma sei un piccolo elefante, corri piano o cadiamo tutti e due”?. E non dimenticherò mai la volta in cui siamo caduti entrambi e abbiamo iniziato a ridere. Mi ricordo tutte le volte in cui da piccina, facevo finta di dormire nel vostro lettone solo per farmi prendere in braccio da te e farmi portare nel mio letto. Abbiamo tanti ricordi belli papà, peccato che ora le cose non vadano più bene come una volta. Ora non saprei che dirti.. non so nemmeno se io abbia più voglia di correre tra le tue braccia e dirti che mi manchi oppure urlarti che siamo due cretini e che abbiamo sbagliato tutto. Forse io non sono riuscita a capire tutto ciò che avresti voluto insegnarmi o forse tu non sei riuscito a capire le mie esigenze. Ti ricordi quando mi hai detto “ma sei una donna forte ormai, poi guarda quanto sei bella”? Hai ragione, io sono forte; tu e la mamma mi avete insegnato ad esserlo. Papà, ti volevo chiedere scusa per tutte quelle volte in cui avrei voluto abbracciarti ed invece l’unica cosa che sono stata in grado di fare, era stare zitta a fissare il pavimento. Scusa se forse non sono stata proprio la miglior figlia che tu abbia mai voluto. Abbiamo sbagliato entrambi, la maggior parte delle volte ci siamo presi a parole e poi subito dopo ci siamo abbracciati a più non posso. Perché noi siamo così, abbiamo lo stesso carattere. Io non mi arrendo mai e nemmeno tu. Almeno, io ti ricordo così ma vedo che adesso stai iniziando ad arrenderti, non lotti più come una volta. Ormai mi sono abituata a non averti sempre con me. Sono cresciuta ed ho conosciuto un sacco di persone fantastiche, persone che mi hanno fatto del bene e altre un po’ meno. Ho imparato a dare ciò che ricevo. Sai, ogni tanto mi dicono “assomigli un po’ al tuo papà” e io non so mai se sorridere o cosa fare. Ora forse non sei più presente come prima, ma quand’ero piccola c’eri e per questo ti dico grazie. A volte dici cose che non capisco, come quando hai detto a mio fratello “mi ha già abbandonata lei, non lo fare anche tu”. Papà, io non ti ho abbandonato. Non l’ho mai fatto e mai lo farò. Non ci siamo quasi mai detti “ti voglio bene”, ma credo che se ora fossi qui te lo direi, dopo essermi tuffata nelle tue braccia. In fondo, mi ripetevi spesso che io rimarrò per sempre la tua bimba, anche quando sarò cresciuta. Ti sei perso un pezzo della mia vita, ma vorrei concludere dicendo che non è mai troppo tardi per ricominciare ad essere ciò che eravamo prima.

Ho creduto che ce l’avremmo fatta, che non ci saremmo estinti, che l’amore, almeno il nostro, fosse una riserva naturale, lontana dall’asfalto e gli incroci che avrebbero potuto dividerci, per sempre, perché l’ultima volta che ci siamo visti mi ricordavi la ragazza di 2 anni fa, quella che per me avrebbe fatto di tutto, che stupido che sono. Ma nemmeno le Torri Gemelle son crollate insieme. Perché ti amo così tanto?!
—  Antonio Dikele Distefano, Fuori piove, dentro pure, passo a prenderti?
Quegli occhi, quel paio d'occhi che brillavano, sembravano due fari, due torce.. E quel sorriso, così accencante…sembrava..sembrava di vedere il sole quando lei rideva, credimi. Quando un uomo si sente addosso quello sguardo, quell'espressione…ma è inevitabile che gli esploda qualche cosa dentro. Tu pensi che io c'ho avuto soltanto un infarto?! Ma io ce ne ho avuti tre, quattro..non so nemmeno io quanti ne ho avuti! Il primo sicuramente quando ci siamo visti la prima volta, poi il secondo quando mi ha accarezzato, e il terzo quando ci siamo baciati, qui. Stavo per rimetterci le penne Fulvio, lo sai…però, se qualcuno mi facesse la fatidica domanda: “Ernesto ne è valsa la pena?” Io risponderei: “Ne è valsa la pena…NE E’ VALSA VERAMENTE LA PENA!”
—  manuale d’amore 2
Quegli occhi, quel paio d'occhi che brillavano, sembravano due fari, due torce.
E quel sorriso, così accecante sembrava…sembrava di vedere il sole quando lei rideva, credimi.
Quando un uomo si sente addosso quello sguardo, quell'espressione, ma è inevitabile che gli esploda qualche cosa dentro.
Tu pensi che io c'ho avuto soltanto un infarto?!
Ma io ce ne ho avuti tre, quattro.
Non so nemmeno io quanti ne ho avuti.
Il primo sicuramente quando ci siamo visti la prima volta, poi il secondo quando mi ha accarezzato, e il terzo quando ci siamo baciati, qui.
Stavo per rimetterci le penne, lo sai.
Però, se qualcuno mi facesse la fatidica domanda: “ne è valsa la pena?” Io risponderei: “Ne è valsa la pena. Ne è valsa veramente la pena!
—  Carlo Verdone.
28 Aprile

Quante cose, rapporti, in un anno cambiano?
Se penso a noi, sorrido amaramente.

Un anno fa, ci siamo visti per la prima volta.
Ci siamo lasciati molte volte per poi riprenderci.
CI siamo odiati.
Ci siamo voluti di nuovo per poi arrivare a qualcosa di ancora più instabile.
Le mie parole dolci miste alle tue carezze.
La mia parte stronza in collisione con il tuo menefreghismo.
Il mio corpo amato, anche se per non molto, da te.
Il tuo addio che ha fatto si che mollassi la presa.


Tutto è iniziato, ed ora tutto è finito. 

Meghan Markle e Harry, bacio alla partita di polo. Aria di ufficialità?

Meghan Markle e il Principe Harry sono stati visti per la prima volta insieme a un evento pubblico (una partita di Polo), a poche ore di distanza dall’annuncio della presenza di lei al matrimonio di Pippa Middleton. Ufficialità in vista? Non fosse così, anche il protocollo degli invitati, che recita il “no ring, no bring”, porterebbe un’eccezione. Il mondo dei reali inglesi, si sa, è sempre molto particolare…

Meghan Markle e il Principe Harry: aria di ufficialità?

La casa reale britannica non cessa mai di conquistare le prime pagine del gossip. Stavolta la notizia riguarda la storia tra Meghan Markle e il principe Harry, che è in corso ma che non è ancora stata resa “ufficiale”.

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Due decisivi passi sono andati in questa direzione. Prima di tutto Meghan e Harry sono stati visti ad Ascot insieme, a un evento “pubblico”, prima volta da quando si parla della loro relazione. Un bacio tra i due è stato paparazzato in modo inequivocabile. (Steve Parsons/PA via AP)

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Secondariamente, dal Telegraph arriva la notizia che Meghan è stata invitata al matrimonio tra Pippa Middleton e il miliardario James Matthews. Un onore che in teoria le sarebbe precluso, in quanto alla cerimonia sono state invitate solamente coppie ufficializzate da matrimoni o fidanzamenti. (Photo by Shaun Botterill/Getty Images)

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Le regole d’invito di Pippa sarebbero però pronte a scansarsi per questa eccezione reale. A meno che entro il 20 maggio non venga formalizzato il fidanzamento. (Photo by Mike McGregor/Getty Images for Cantor Fitzgerald)

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Meghan, che è un’attrice statunitense, e Harry erano stati avvistati per la prima volta assieme al matrimonio in forma privata di un amico di lui, tal Tom ‘Skippy’ Inskip. Lei ha residenza a Toronto, ma sostanzialmente passa molto tempo a Kensington Palace. (Photo by Adrian Dennis – WPA Pool/Getty Images)

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Meghan Markle ha inoltre annunciato l’abbandono del suo blog The Tig, altro segnale di discontinuità con il passato. (Photo by Darren McCollester/Getty Images for REEBOK)

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La statistica è piuttosto chiara: tutte le ultime spose nella famiglia Windsor sono state viste a una partita di Polo prima del fidanzamento o del matrimonio. Diana, Camilla e Kate hanno tutte passato questa forma di “tradizione” non ufficiale… (AP)

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Meghan ha alle spalle un matrimonio e un conseguente divorzio con il produttore Trevor Engelson. (AP)

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Harry è sempre stato visto con amici, con il fratello William o con Kate Middleton nelle ultime apparizioni pubbliche. Al matrimonio di Pippa la sua relazione con Meghan sarà notevolmente esposta per la prima volta. (AP)

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E chissà, come capitò alla stessa Pippa durante il Royal Wedding, stavolta saranno Harry e Meghan a catalizzare l’attenzione! (Photo by Dan Kitwood/Getty Images)

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Sai? Si dice che c’innamoriamo di chi è in grado di tenerci testa, di chi non cede,di chi ci sfida,di chi è misteriosamente affascinante, di chi è in grado di distruggerci,di chi è il nostro degno avversario,quello con cui siamo alla pari per gusti e pensieri.
Ci innamoriamo dell’impossibile,perché siamo fatti così.
In fondo,ci innamoriamo di chi ci assomiglia ma non ha tutti i nostri difetti. O li ha,ma li rende perfetti. Forse è proprio questo che funziona tra di noi…sai pensandoci siamo davvero simili,siamo fuori dal comune…non siamo la solita coppia di opposti che si attraggono,noi siamo una sorta di copia l’uno dell’altra. Insieme ci completiamo,insieme diventiamo perfetti,insieme diventiamo tutto ciò che non siamo,o che almeno non sono, da soli. Insieme diventiamo forti,capaci di attraversare tutto,bene o male che sia,senza mai dividerci.
Mi basta il tempo di un bacio per annullare tutte le mie insicurezze,tutte le mie paure,la rabbia,lo stress che si è accumulato nel tempo in cui ci siamo visti. Stai diventando la mia droga,l’unico posto in cui mi sento al sicuro,l’unico posto per non sentirmi più solo. Non dimenticherò mai la prima volta in cui ci siamo guardati e all’improvviso,in un secondo,mi sentivo già tuo. Tuo soltanto. La stessa volta in cui ho deciso che se ci doveva essere una persona insieme a me ad affrontare i miei giorni,i miei casini,le mie speranze,beh quella persona dovevi essere tu. E l’ho capito subito…dal primo sguardo. Come se tutto fosse scritto. Forse è per questo che ogni volta che provi a tenermi testa,provi a fare l’antipatica,a trattarmi male,ad essere fredda io mi innamoro,ogni volta come la prima volta,ogni volta sempre di più. Forse è per questo che non riesco a starti lontano,stavo sul terrazzo a guardare le stelle,pensando a te,pensando a quanto vorrei starti vicino adesso,a vivere questo momento della serata insieme,il silenzio,il cielo,le stelle,la notte che arriva e porta via tutti i momenti della giornata e rimane solo i ricordi ed è in quel momento che ho cominciato a pensare a noi,a quanto sia bello e perfetto tutto ciò che si sta creando e tutto ciò che si è già creato. Prima di te non mi sono mai sentito di dire davvero “Ti amo” ad una ragazza come me ne sento consapevole adesso,prima di te davvero stavo attento a non amare,con la paura di soffrire,di starci male,questa forse è davvero una cosa bruttissima,è da codardi,cosa che con te non mi è capitata affatto…ecco perché dico che mi completi e soprattutto mi migliori.
—  è così che deve andare.
Fulvio, quegl'occhi, quel paio d'occhi che brillavano, sembravano due fari, due torce, e quel sorriso così, così accecante, sembrava, sembrava di vedere il sole quando lei rideva, credimi.
Fulvio, quando un uomo si sente addosso quello sguardo, quell'espressione, ma è inevitabile che gli esploda qualche cosa dentro. Tu pensi che io c'ho avuto soltanto un infarto?! Ma io ce n'ho avuti tre, quattro, non lo so nemmeno io quanti ce n'ho avuti. Il primo sicuramente quando ci siamo visti la prima volta, poi il secondo quando m'ha accarezzato e il terzo quando ci siamo baciati qui. Stavo per rimetterci le penne Fulvio, lo sai, però se qualcuno mi facesse la fatidica domanda “ Ernesto, ne è valsa la pena? "  Io risponderei ” ne è valsa la pena, ne è valsa veramente la pena.
—  Carlo Verdone.

-Signorina, mi scusi, signorina. SIGNORINA?
-Dice a me?
-A chi altro altrimenti?
-Beh, allora? Mi dica.
-Lo sa che lei ha degli occhi splendidi? Non ne ho mai visti di così belli.
La ragazza tutt’ad un tratto si sentì travolgere da una vampata di calore e arrossì.
-La ringrazio, doveva dirmi questo?
-Sì.. E anche che ha delle labbra favolose.
Passò qualche secondo prima che la ragazza si decidesse a parlare, nel frattempo il giovane rimase lì incantato a contemplare tale bellezza.
-Ancora tante grazie. Ora se non le dispiace, io andrei… Arrivederci.
-Arrivederci
La ragazza si voltò e cominciò a camminare.
1,2,3,4 passi… 5,6 passi..
-Signorina, aspetti un secondo.
Lei si giró di scatto e non disse una parola, ma rimase lí con aria interrogativa come se per dire ”cos’altro c’è ancora?”.
-Mi scusi se le sto facendo perdere del tempo prezioso. Posso chiederle una cosa?
-Certamente.
-Posso darle un bacio?
Lei rise.
-Lo sa che un bacio non si chiede mai? Si dà e basta, che possa essere gradito o meno. Che possa ricevere una sberla in cambio o un altro bacio.
L’uomo non esitó un secondo e percorse quei sei piccoli passi e bació quelle meravigliose labbra.

-Non era un sì la mia risposta.
-L’avevi capito. Ma lei ha detto che un bacio si dà e basta..
-Giusto.
-E allora?
-Allora cosa?
-Le è piaciuto?
-Ma che domande… Lei è uno sconosciuto che non conosce neanche il mio nome che mi si avvicina e mi bacia e mi viene persino a chiedere se mi è piaciuto?
-Mi risponda.
-Non lo so.
-Come non lo sa?
-Non lo so.
-Mhm.. E quindi?
-Quindi cosa?
-Sto aspettando uno schiaffo o un bacio.
-Potrei farle del male.
-Non credo possa farmi male con un bacio!
-Infatti se proprio dovessi risponderle le darei uno schiaffo e non un bacio.
-Ne è sicura?
-Certo, perchè non dovrei esserlo?
-Perché io la ribacerei un altro miliardo di volte. La bacerei per sempre se potessi..
-Lei è folle.
-Forse. Ma che importa? Lei… Lei non mi darebbe un altro bacio?
-No.
-Perché?
-Perché non la conosco.
-Non è vero.
-Sì che è vero..
-No.
-Io la conosco da tanto.
-Ma se è la prima volta che ci incontriamo.
-Lei si sbaglia.O meglio non ricorda.
-Ah, sì? Allora mi faccia ricordare.
-Io e lei ci conosciamo da sempre, solo non fisicamente. Signorina, io la stavo aspettando.
-Lei dà di matto.
-La prego.. mi creda.
-.. non so che dirle.
-Non c’è bisogno di una parola.

-Venga qui.
La ragazza, per non si sà quale ragione lo fece, si avvicinó.

-La ringrazio.

Cominciarono a baciarsi. Si baciarono. Continuarono a baciarsi. Si baciarono per secondi, minuti, ore, giorni, settimane, mesi, anni… Continuarono a baciarsi, per sempre.