visti la

Buca.

Stamattina avevo messo la sveglia presto, ero pronto dieci minuti prima del nostro appuntamento. Dopo mezzora che l’aspettavo, misto fra il deluso e il preoccupato, l’ho chiamata, mi ha risposto distrattamente che si era dimenticata di dirmi che era sopraggiunto un altro impegno. Così sorpreso le ho chiesto se ci saremmo visti almeno la settimana dopo, e lei in maniera sfuggente mi ha accennato un sì.

La signora delle pulizie però un cavolo di messaggino per avvertirmi dell’otorino me lo poteva mandare, mi ha fatto pure arrivare tardi a lavoro. 

Il mio amore a distanza.

In molte mi avete chiesto tante volte di raccontarvi la mia storia a distanza, l'ho fatto tante volte, ma i post sono troppo vecchi, quindi l'ho riscritta qua come l'ho inviata ad una ragazza.

Io e Domenico ci siamo conosciuti nell'estate del 2009 su un gioco online, l'8 Settembre del 2009 abbiamo deciso di metterci insieme. Nessuno credeva in noi, eravamo troppo lontani, Sicilia-Campania, 610 chilometri. Ci siamo visti per la prima volta l'uno Luglio del 2010, per sole due ore, quel giorno ci sono stati solo tanti abbracci perchè per me era il primo ragazzo e mi vergognavo tantissimo, non avevo mai baciato nessuno. Dopo un anno e un mese ci siamo rivisti, il 14 Agosto del 2011 ci siamo baciati per la prima volta, è stato tutto bellissimo. Quando il 27 l'ho riaccompagnato a casa sua, ho pianto, ha pianto pure lui, ci siamo rivisti 3 mesi dopo per il suo compleanno, quando io ho deciso di fargli una sorpresa. Da allora ci siamo visti ogni 4 mesi, era durissima ed ogni volta la nostalgia, la tristezza e tutto il resto cresceva sempre di più. Dopo 4 anni riuscivamo a vederci ogni 2 mesi, io ho compiuto 18 anni, mi sono diplomata e riuscivo a partire da sola. Prendere l'aereo, lasciare la propria città e viaggiare da sola, anche se solo per un'ora, mi ha fatta crescere, ma soprattutto mi ha fatta innamorare di lui ancora di più, forse perchè finalmente ho capito i sacrifici che lui ha fatto per 4 anni. Non riuscivo nemmeno più a piangere, ormai sapevo che i giorni passati insieme erano limitati e dovevo viverli a pieno. Il 15 Aprile del 2015 lui ha deciso di trasferirsi da me dopo 5 anni e 7 mesi, ha lasciato tutto per me, e per questo non potrò mai ringraziarlo abbastanza. Da quel giorno sono passati 9 mesi, e passare insieme il nostro anniversario, i compleanni, tristezze, gioie e ogni minima cosa, è stupendo. Dormire vicino a lui e svegliarmi sapendo che c'è mi rende la ragazza più felice del mondo. Per questo bisogna lottare contro tutto per realizzare i propri sogni. Non arrendetevi mai, soprattutto quando ne vale la pena.

anonymous asked:

I capelli così ti stanno tremendamente bene, ti invidio, io sembrerei un fungo ahah

Grazie mille, però li hai visti solo dopo la piega del parrucchiere……
io in realtà sono riccia, quindi sembro un triplo fungo subito dopo la doccia e non sapendoli piastrare bene ti lascio immaginare il risultato, forse un po’ me ne sono pentita.

Fulvio, quegl'occhi, quel paio d'occhi che brillavano, sembravano due fari, due torce, e quel sorriso così, così accecante, sembrava, sembrava di vedere il sole quando lei rideva, credimi.
Fulvio, quando un uomo si sente addosso quello sguardo, quell'espressione, ma è inevitabile che gli esploda qualche cosa dentro. Tu pensi che io c'ho avuto soltanto un infarto?! Ma io ce n'ho avuti tre, quattro, non lo so nemmeno io quanti ce n'ho avuti. Il primo sicuramente quando ci siamo visti la prima volta, poi il secondo quando m'ha accarezzato e il terzo quando ci siamo baciati qui. Stavo per rimetterci le penne Fulvio, lo sai, però se qualcuno mi facesse la fatidica domanda “ Ernesto, ne è valsa la pena? "  Io risponderei ” ne è valsa la pena, ne è valsa veramente la pena.
—  Carlo Verdone.
Quegli occhi, quel paio d'occhi che brillavano, sembravano due fari, due torce.
E quel sorriso, così accecante sembrava…sembrava di vedere il sole quando lei rideva, credimi.
Quando un uomo si sente addosso quello sguardo, quell'espressione, ma è inevitabile che gli esploda qualche cosa dentro.
Tu pensi che io c'ho avuto soltanto un infarto?!
Ma io ce ne ho avuti tre, quattro.
Non so nemmeno io quanti ne ho avuti.
Il primo sicuramente quando ci siamo visti la prima volta, poi il secondo quando mi ha accarezzato, e il terzo quando ci siamo baciati, qui.
Stavo per rimetterci le penne, lo sai.
Però, se qualcuno mi facesse la fatidica domanda: “ne è valsa la pena?” Io risponderei: “Ne è valsa la pena. Ne è valsa veramente la pena!
—  Carlo Verdone.
Ho creduto che ce l’avremmo fatta, che non ci saremmo estinti, che l’amore, almeno il nostro, fosse una riserva naturale, lontana dall’asfalto e gli incroci che avrebbero potuto dividerci, per sempre, perché l’ultima volta che ci siamo visti mi ricordavi la ragazza di 2 anni fa, quella che per me avrebbe fatto di tutto, che stupido che sono. Ma nemmeno le Torri Gemelle son crollate insieme. Perché ti amo così tanto?!
—  Antonio Dikele Distefano, Fuori piove, dentro pure, passo a prenderti?
Messaggi ad un estraneo
  • Non ti sei mai innamorato. Non puoi capire cosa significhi esserlo. Condividere tutto con una persona, scoprirsi giorno dopo giorno, avere l'imbarazzo a dare il primo bacio, la paura di sbagliare facendo le prime volte l'amore, mancarsi dopo poche ore essersi visti, scappare la notte pur di vedersi. Addormentarsi assieme e svegliarsi tutti rincoglioniti ma felici, andare le feste ed ubriacarsi, uno dei due che non si regge in piedi ma tiene la mano all'altro,e fare tutte quelle cose cattive come le canne e scappare dai carabinieri perché anche lì c'era il nostro amore. Accarezzargli i capelli mentre vi annoiate sul divano e pensare che più felice di così non puoi stare. Non capirai mai cosa significa amare così tanto da includere in ogni piano futuro l'altra persona. E quando tutto ciò finisce, il dolore non lo puoi immaginare. E quando lascia il posto alla rabbia e la rabbia alla nostalgia e alla fine vai avanti pur tenendolo nel tuo cuore sei pronta ad una nuova relazione. Ma sei più consapevole di cosa vuoi, e cosa deve superare la nuova persona per stare con te.
Quegli occhi, quel paio d'occhi che brillavano, sembravano due fari, due torce.. E quel sorriso, così accencante…sembrava..sembrava di vedere il sole quando lei rideva, credimi. Quando un uomo si sente addosso quello sguardo, quell'espressione…ma è inevitabile che gli esploda qualche cosa dentro. Tu pensi che io c'ho avuto soltanto un infarto?! Ma io ce ne ho avuti tre, quattro..non so nemmeno io quanti ne ho avuti! Il primo sicuramente quando ci siamo visti la prima volta, poi il secondo quando mi ha accarezzato, e il terzo quando ci siamo baciati, qui. Stavo per rimetterci le penne Fulvio, lo sai…però, se qualcuno mi facesse la fatidica domanda: “Ernesto ne è valsa la pena?” Io risponderei: “Ne è valsa la pena…NE E’ VALSA VERAMENTE LA PENA!”
—  manuale d’amore 2
Quegli occhi,quel paio d’occhi che brillavano sebravano due fari,due torce e quel sorriso così,così accecante, sembrava..sembrava di vedere il sole quando lei rideva,credimi. Quando un uomo si sente addosso quello sguardo,quell’espressione, è inevitabile che gli esploda qualcosa dentro.
Tu pensi che io ho avuto soltanto un infarto? Ma io ce n’ho avuti tre..quattro,non lo so nemmeno io quanti ce ne ho avuti.
Il primo sicuramente quando ci siamo visti la prima volta,poi il secondo quando m’ha accarezzato e il terzo quando ci siamo baciati qui.
Stavo per rimetterci le penne fulvio,lo sai?
Però se qualcuno mi facesse la fatidica domanda: “Ernesto, ne è valsa la pena?” io risponderei: “Ne è valsa la pena. Ne è valsa veramente la pena!”

E’ un po’ di giorni che vorrei prendere il mio quaderno e scrivere di te, di quello che abbiamo passato insieme e dei miei sentimenti. Ma la verità è che tu mi hai fatto troppo male, talmente tanto che nemmeno pensavo si potesse soffrire così per amore e, quindi, mi riesce poco scrivere di quanto ho sofferto. Finirei per chiudere tutto e non terminare la scrittura. Io voglio ricordare solo il meglio di noi ed il bene che mi hai fatto (anche se non sarà mai paragonabile al male). Voglio ricordarmi della sera in cui ci siamo visti per la prima volta, entrambi con un bicchiere pieno in mano, tu che eri con quella bruttona, io che ero con il tuo amico che ci provava. Voglio ricordarmi della sera in cui mi hai scritto per la prima volta mentre ero a vedere “Braccialetti rossi”, la sera prima che partissi per Praga. Voglio ricordarmi la gita a Praga che mi sono goduta appieno, ma ricordo anche che aspettavo la sera per arrivare in hotel con la wifi per poter parlare con te. Voglio ricordarmi te che ti incazzi con me perché all’inizio non riuscivamo a vederci e tu ci tenevi troppo a vedermi, voglio ricordarmi di te che mi chiedevi scusa quando non mi scrivevi il pomeriggio perché eri a studiare. Voglio ricordarmi della prima uscita, del nostro imbarazzo, del tuo sorriso, della tua simpatia, dei tuoi libri, della tua casa, dei tuoi baci, del tuo odore, della mia testa appoggiata sul tuo petto, dei nostri abbracci, dei nostri sguardi dopo ogni bacio, delle stazioni, dei nostri rari ma importanti momenti di dolcezza, delle tue scuse e della tua sincerità. Al male che mi hai fatto ci penso troppo spesso e non ci tengo a scriverlo, è ben fisso nella mia testa. A volte, però, mi dimentico dei momenti felici con te, ed è anche per questo che scrivo di noi: per ricordarmi, ogni tanto, che qualcosa di buono insieme l’abbiamo passato.

Quegli occhi, quel paio d'occhi che brillavano sembravano due fari, due torce.
E quel sorriso così accecante sembrava di vedere il Sole quando lei rideva, credimi. Fulvio, quando un uomo si sente addosso quello sguardo, quell'espressione, è inevitabile che gli esploda qualcosa dentro; tu pensi che io c'ho avuto soltanto un infarto? Ma io ce n'ho avuti tre, quattro, non lo so nemmeno io quanti ce n'ho avuti.
Il primo sicuramente quando ci siamo visti la prima volta, poi il secondo quando m'ha accarezzato e il terzo quando ci siamo baciati, qui.
Stavo per rimetterci le penne Fulvio, lo sai? Però se qualcuno mi facesse la fatidica domanda “Ernesto, ne è valsa la pena?” Io risponderei: Ne è valsa la pena, ne è valsa veramente la pena!
—  Carlo Verdone, dal film “Manuale d'amore 2”.
Quegli occhi, quel paio d'occhi che brillavano, sembravano due fari, due torce.. E quel sorriso, così accencante…sembrava..sembrava di vedere il sole quando lei rideva, credimi. Quando un uomo si sente addosso quello sguardo, quell'espressione…ma è inevitabile che gli esploda qualche cosa dentro. Tu pensi che io c'ho avuto soltanto un infarto?! Ma io ce ne ho avuti tre, quattro..non so nemmeno io quanti ne ho avuti! Il primo sicuramente quando ci siamo visti la prima volta, poi il secondo quando mi ha accarezzato, e il terzo quando ci siamo baciati, qui. Stavo per rimetterci le penne Fulvio, lo sai…però, se qualcuno mi facesse la fatidica domanda: “Ernesto, ne è valsa la pena?” Io risponderei: “Ne è valsa la pena…NE E’ VALSA VERAMENTE LA PENA!”
—  Carlo Verdone
Ne è valsa la pena
  • Ne è valsa la pena
  • Manuale d'amore 2
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Quegli occhi, quel paio d'occhi che brillavano,
sembravano due fari, due torce.
E quel sorriso, così accecante, sembrava,
sembrava di vedere il sole quando lei rideva, credimi.
Quando un uomo si sente addosso quello sguardo,
quell'espressione, ma è inevitabile che gli esploda qualche cosa dentro.
Tu pensi che io c'ho avuto soltanto un infarto?!
Ma io ce ne ho avuti tre, quattro,
non so nemmeno io quanti ne ho avuti!
Il primo sicuramente quando ci siamo visti la prima volta,
poi il secondo quando mi ha accarezzato,
e il terzo quando ci siamo baciati, qui.
Stavo per rimetterci le penne Fulvio,
lo sai, però, se qualcuno mi facesse la fatidica domanda:
“Ernesto, ne è valsa la pena?”
Io risponderei: “Ne è valsa la pena, ne è valsa veramente la pena!”

Quegli occhi, quel paio d'occhi che brillavano, sembravano due fari, due torce.. E quel sorriso, così accencante…sembrava..sembrava di vedere il sole quando lei rideva, credimi. Quando un uomo si sente addosso quello sguardo, quell'espressione…ma è inevitabile che gli esploda qualche cosa dentro. Tu pensi che io c'ho avuto soltanto un infarto?! Ma io ce ne ho avuti tre, quattro..non so nemmeno io quanti ne ho avuti! Il primo sicuramente quando ci siamo visti la prima volta, poi il secondo quando mi ha accarezzato, e il terzo quando ci siamo baciati, qui. Stavo per rimetterci le penne Fulvio, lo sai…però, se qualcuno mi facesse la fatidica domanda: “Ernesto, ne è valsa la pena?” Io risponderei: “Ne è valsa la pena…NE E’ VALSA VERAMENTE LA PENA!”i
—  Manuale d'amore (heleriainfinity)