visoe

E così torno ad assistere allo spettacolo del mondo
lo spettacolo sempre sempre uguale.
  Vita vita tremenda
che mi agitavi in un dolore ardente
e mi sconvolgevi nel cuore
ogni goccia di sangue,
in una pienezza indicibile,
che mi mutava il colore la voce e fin gli ultimi gesti
ad ogni apparire leggero
dei suoi occhi profondi,
scuri cupi,
perduti
nel viso pallido triste
sotto la lieve nuvola bionda,
fragile come il suo corpo,
dei tenui capelli evanescenti:
vita vita di sogno
perché ti sei spenta
così nel mio cuore?
—  Cesare Pavese, [Al lento vacillare stanco]

anonymous asked:

Racconteresti il vostro primo bacio?

Stavolta non stava ne a Roma ne a Milano ma a Venezia. Ero appena arrivato con .italo, erano le 17 e poco più, dopo 20 minuti di ritardo. Lui mi stava aspettando respirando i gas tossici della stazione di Mestre. Arrivai la, scesi dal treno, iniziai a cercalo. Il suo viso era l’unica cosa che riuscivo a vedere nella folla. Eravamo al telefono in quel momento, gli dissi di andare più avanti, volevo fargli una sorpresa. Gli andai dietro, “Hey tu” e lui “Porco dio!” (il mio ragazzo finissimo). Ci abbracciammo forte. Non ci baciammo in stazione, non vogliamo e mai lo faremo. Non abbiamo bisogno di un bacio di arrivo ne di un bacio di “arrivederci”. Questo perché la nostra non l’abbiamo mai vista come una relazione a distanza, mai. Sai, ho visto persone baciarsi tutti i giorni ed essere molto più lontane di noi. Alcuni si vedono con alternanza giorno-notte, il nostro giorno dura 10 giorni e la nostra notte magari qualche settimana, il tempo è qualcosa di relativo. Noi magari per il 2015 ci vedremo solo 4/5 volte, ma nel 2016 le cose saranno molto diverse perché verrà molto più spesso a Roma. Comunque tornando alla scena: ero appena arrivato, presi la mia valigia, ci recammo in macchina e ci baciammo li. Mi fermai da lui per 10 giorni quella volta, altri 10 li farò tra poco.

Oggi ho imparato che bisogna lasciare che la vita ci spettini, e ho deciso di vivere la vita con maggiore intensità.
Il mondo è pazzo. Decisamente pazzo… Le cose buone, ingrassano. Le cose belle, costano. Il sole che ti illumina il viso, fa venire le rughe. E tutte le cose veramente belle di questa vita, spettinano…

• Fare l'amore, spettina.
• Ridere a crepapelle, spettina.
• Viaggiare, volare, correre, tuffarti in mare, spettina.
• Toglierti i vestiti, spettina.
• Baciare la persona che ami, spettina.
• Giocare, spettina.
• Cantare fino a restare senza fiato, spettina.
• Ballare fino a farti venire il dubbio se sia stata una buona idea metterti i tacchi alti stanotte, ti lascia i capelli irriconoscibili…

Quindi, ogni volta che ci vedremo, avrò sempre i capelli spettinati…
Tuttavia, non dubitare che io stia vivendo il momento più felice della mia vita. È la legge della vita: sarà sempre più spettinata la donna che scelga il primo vagoncino sulle montagne russe di quella che scelga di non salire…
Può essere che mi senta tentata di essere una donna impeccabile, pettinata ed elegante dentro e fuori.
Questo mondo esige bella presenza: pettinati, mettiti, togliti, compra, corri, dimagrisci, mangia bene, cammina diritta, sii seria!
Forse dovrei seguire le istruzioni però… quando mi ordineranno di essere felice?
Forse non si rendono conto che per risplendere di bellezza, mi devo sentire bella… la persona più bella che possa essere!
L'unica cosa che veramente importa è che quando mi guardo allo specchio, vedo la donna che devo essere.

Perciò, ecco la mia raccomandazione a tutte le donne:
Abbandonati
Mangia le cose più buone
Bacia
Abbraccia
Balla
Innamorati
Rilassati
Viaggia
Salta
Vai a dormire tardi
Alzati presto
Corri
Vola
Canta
Fatti bella
Mettiti comoda
Ammira il paesaggio
Goditela e…
soprattutto, lascia che la vita ti spettini!!!

Il peggio che può succederti è che, sorridendo di fronte allo specchio, tu…  debba pettinarti di nuovo!

—  Testo di autrice sconosciuta

l'ultima volta che ho visto la psicologa mi ha detto che non devo riprendere a dimagrire perché quando ero tanto sottopeso il viso era sciupato e si vedevano le ossa e gli occhi incavati e ero brutta. io avrei voluto dirle che faccio schifo in ogni caso e mandarla a fanculo

anonymous asked:

Ho letto ciò che hai scritto, cosa è successo?

Nulla anon,
succede che a volte sei costretto ad allontanare delle persone alla quale tenevi molto.
Per la quale avresti dato chissà cosa.
Succede che a volte, devi capire l'altra persona e lasciarla andare, andartene, chiudere la storia per il tuo bene, per il vostro bene.
E, per quanto possa far male, andare semplicemente avanti.
Devi convincerti che quella persona per la quale avresti combattuto sempre, non c'è più, non fa più parte della tua vita. Non l'abbraccerai mai più, non sentirai mai più la sua voce, non toccherai mai più il suo viso, le sue mani. E le sue parole non saranno più per te, fa male si, ma ti ci devi abituare, per forza.
Altrimenti non puoi che stare peggio.
È tutto nella testa, devi convincerti che è così, che dopo tanto tempo è finita, per sempre.
È una merda, lo so bene.
Non sai se ti pensa, non sai se gli manchi almeno un po’, se come te ripensa a quelle cose che vi siete detti, se quando chiude gli occhi, gli capiti lì davanti e non riesce a dormire.
Non sai dov'è, con chi è, se sta bene o se sta male, se ha altro a cui pensare, se ha altre da abbracciare, da guardare, da consolare, da amare.
Dire guardando negli occhi ad una persona alla quale vuoi troppo bene:“ è finita, non ci rivedremo mai più. Questa è l'ultima volta che ci vediamo e non c'è più nulla da fare.”
Ti devasta veramente il cuore e tutto il resto. È da mettersi a letto e piangere ricordando tutti i momenti insieme.
In fin dei conti,
non lo sentivo quasi più.
Però fa così male,
perché il tempo è un bastardo e noi ne abbiamo avuto così poco.
Ci sfuggiva dalle mani ogni volta che provavamo a tenerlo.
L'ho guardato negli occhi e gli ho detto che era finita, e che qualsiasi cosa avesse fatto non sarebbe servita a nulla perché avevamo perso tutto.
Se sapevo veramente che quello era l'ultimo abbraccio, l'avrei stretto più forte, ma so che non sarebbe servito a bastarmi per una vita intera.
Non riesco nemmeno ancora a crederci che è finita e che a lui molto probabilmente non importa.
Non eravamo fidanzati e nemmeno migliori amici, eravamo molto di più,
ma forse lui neanche se ne accorgeva o lo evitava. Posso solo scrivere e ricordare, io non lo avrò mai più e lui non tornerà.
È tutto finito, sparito, perso.
E ancora cerco di convincermi.
E mi consolo
in fin dei conti, non lo sentivo quasi più.

Ecco cosa succede anon, ecco cosa è successo. Ho solo perso un'altra persona e non perché mi abbia abbandonata, ma perché ho scelto io di andarmene, di cacciarla, di mandarla via. Forse ho fatto la cosa giusta o forse no, ma l'ho fatto e indietro non si torna, indietro lui non torna.

《 Boh non so 》 le risponde il ragazzo.
Gli occhi di lei diventano desolati.
《 In che senso non sai cosa pensare di me? 》 chiede insicura.
《 Sei normale 》 dice lui, indifferente.
Normale? Lei sorride tristemente. No, non è per niente normale. E vorrebbe talmente esserlo che darebbe qualsiasi cosa.

Le urla, suo padre le arriva addosso, ha gli occhi vuoti e cattivi. In men che meno un dolore immenso le irrompe sul viso. Si tocca il labbro, sangue. La bottiglia di vodka è sul tavolo quasi vuota. Le lacrime le rigano le guance.
《 Lasciala stare! 》 sua madre. Lei le sorride, cerca di farle vedere che va tutto bene. Ma il dolore trasforma il sorriso in una smorfia.
《 Sta zitta cretina 》risponde il padre.
Mamma taci ti prego, pensa. Ha paura. Un'altra sberla la colpisce sul volto e la fa barcollare. Cade. Cade malamente a terra. Si sente mancare il respiro nei polmoni. Muoio, pensa. E forse lo vorrebbe davvero. Forse è la volta buona. Ma no, i respiri se pur deboli le entrano dal naso e le escono lentamente dalla bocca. Il pavimento freddo è sotto la sua testa fragile. Sua madre urla, ma lei si rifiuta di ascoltare. Vuole solo non esistere più. Mai.

È in camera sua. La gota colpita è gonfia e violacea. Guarda sui suoi appunti le scuse per la scuola. Caduta in bici, fatto. Sbattere contro la portafinestra per sbaglio, fatto. Inciampata sulle scale, fatto. Sospira, sono quasi tutte esaurite e la maestra inizia a insospettirsi. La manica della felpa si è un po’ sollevata, i tagli freschi sui suoi polsi si notano troppo. Gli errori vanno sempre cancellati con una riga rossa, almeno è quello che le hanno insegnato a scuola. Il sangue è rosso.
Si volta e incrocia il proprio sguardo allo specchio. Due occhi stanchi, una pelle troppo pallida, il naso imponente e aquilino, la faccia deforme e grassa. I capelli ispidi. Brutta, è brutta. È anche grassa. Le occhiaie per le notti insonni le pesano sotto agli occhi. Abbozza un sorriso allo specchio con i suoi denti storti. Niente, lei non è niente.  


Ora guarda quel ragazzo così perfetto. Quanto lo ha amato… forse troppo? Era l'unica cosa che la faceva alzare dal letto al mattino. Sorride, un sorriso di chi si è finalmente arreso, dopo troppa lotta. Di chi si abbandona al proprio destino. Di chi ha preso una decisione, qualcosa di troppo triste per essere spiegato. Di chi ha capito la vita.
《 Sai una cosa? Hai ragione. Io sono la persona più normale di questo mondo 》dice. Poi si volta, le lacrime involontarie che le bruciano negli occhi. E se ne va.

Jo šiaip mano blogas ten menas ir viską, bet aš galiu rašyti čia ir savo jausmus, nes šiandien nutiko kažkas ko negalėsiu pamiršti dar ilgai. Taigi, važiavome su šeima apsipirkti į Lenkiją ir kažkokioj parduotuvėj radom Manhattan ledų [taip, tų ledų kur lietuvoj kainuodavo 20lt kibiras] už 8zt kas reiškia maždaug 6-7 pinigus eks valiuta.I mean, prisipirkau tiek ledų, kad visos depresijos kurias kadanors turėjau dingo, the world is a beautifull place and i’m no longer afraid to die or smh.

Non meriti un abbraccio, ne meriti dieci, cento, centomilamigliaiadimiliardi. E perché proprio gli abbracci? Forse perché di quel poco, pochissimo, che riesco a fare, abbracciarti è l'unico modo per poterti dire grazie. Grazie della spensieratezza che mi regali. 
Ed ora vorrei stringerti a me, e non mi frega nulla del caldo, anzi ti stringo ancor più forte. Vorrei sussurrarti qualcosa all'orecchio che magari dirò solo a te in separata sede. Vorrei infilarti le mani nei capelli e avvicinare il tuo viso al mio, non per baciarti, ma per sfiorarti le labbra lentamente, che è ancor più bello. E vorrei accarezzarti il petto con la punta delle dita per lasciarti un brivido e la sua scia, e poi ti stringerei ancor più forte, più di prima. Vorrei mangiarti con gli occhi, un po’ come fai tu coi tuoi, quello spettacolo di occhi che hai, sì, cazzo che spettacolo, e poi vorrei chiuderli per avvicinarmi a te e annusare il dolce profumo della tua pelle, per poi sfiorarti lentamente con la lingua l'incavatura sotto il lobo dell'orecchio. Assaporarti.
Poi ti guarderei ancora negli occhi, cosa che non mi stancherò mai di fare, li osserverei mentre al sole diventano più chiari, lasciando intravedere quelle macchie che proprio oggi ho notato così bene, evidenziando l'iride profonda e la pupilla appuntita. E poi, e poi, e poi farei di tutto pur di tenerti stretto a me ancora per un po’. Ancora per molto. Ancora per sempre.
—  Rinascereininverno
Bellezza non sono i capelli lunghi, le gambe magre, la pelle abbronzata e i denti perfetti. Fidatevi di me. Bellezza è il viso di chi ha pianto e ora sorride, bellezza è la cicatrice sul ginocchio gin da quando sei caduta da bambina, bellezza sono le occhiaie quando l'amore non ti fa dormire, bellezza è l'espressione sulla faccia quando suona la sveglia la mattina, è il trucco colato quando esci dalla doccia, è la risata quando fai una battuta che capisci solo tu, bellezza è incrociare il suo sguardo e smettere di capire, bellezza è il tuo sguardo quando vedi lui, è quando piangi per le tue paranoie, bellezza sono le rughe segnate dal tempo. Bellezza è tutto quello che proviamo dentro e si manifesta al di fuori. Bellezza sono i segni che la vita ci lascia addosso, i pugni e le carezze che i ricordi ci lasciano.
Bellezza è lasciarsi vivere.

anonymous asked:

Vorrei sapere la storia tra te e il tuo ragazzo

Come tutte le grandi storie d'amore, la nostra iniziò nel momento sbagliato.
Da un po’ di tempo, alla fermata del pullman, vedevo un ragazzo che assomigliava tanto al sole. Aveva il viso ricoperto di costellazioni e i capelli mi ricordavano il tramonto. Non gli parlai, forse per orgoglio, forse per timidezza. E lui non mi guardò mai, nemmeno una volta.
Passarono mesi, e dimenticai quel ragazzo. Un giorno io e la mia migliore amica uscimmo prima da scuola, e lei mi costrinse ad uscire con dei suoi amici. Saltai un battito quando vidi il Sole, in mezzo a quei ragazzi. Andammo in un bar, e io non parlai mai. Nemmeno una parola. Io che sono un uragano di parole, me ne stetti zitta. La mia migliore amica capii che mi piaceva, e mi fece uscire con loro più spesso. Lui non sembravo affatto interessato a me, non mi guardava, non mi parlava.
Poi, in una giornata di giugno, restammo tutti insieme in una casa fuori città. C'era anche lui. Mettemmo la musica, quando iniziò good riddance io dissi “amo questa canzone” e lui disse “anch'io”. Così iniziammo a parlare di musica, a scherzare, a ridere. Il giorno dopo gli scrissi io, e uscimmo insieme ogni sera.
Una settimana dopo, il 14 giugno, lui mi suonò “good riddance” alla chitarra. Quel giorno ci mettemmo insieme.
Passammo due mesi fantastici. L'estate più bella della mia vita. Per la prima volta mi sentii amata, amata davvero.
Ad agosto, però, io dovetti andarmene. I miei genitori avevano deciso di ritornare in Albania. Nessuno può immaginare quanto mi fece male quella decisione. Impacchettai la mia vita e me ne andai, con le lacrime agli occhi.
Salutai il mio Luca, la mia migliore amica e alcuni altri amici. Il momento più difficile della mia vita.
Ma i grandi amori non si arrendono subito. Parlavamo ogni giorno, ci sentivamo su Skype. Finché non riuscimmo a vederci di nuovo. La nostra storia continuò ed io imparai ad amarlo da lontano.
Sono passati due anni e ci amiamo ancora, più del primo giorno. Tra una decina di mesi sconfiggeremo la distanza una volta per tutte. Non ci diremo più “addio” ma solo “buonanotte”.

Non conta la distanza, chi ama un modo lo trova.

Evening shadows #3


Urgenza d’urlare

sedare urti scalfiti di sorde derive

- radici sterili

gioie abortite

E’ esigenza di credere

ancora

che esista uno spazio

una stanza

un pensiero fecondo che 

bruci il disordine ai miei desideri

Le mie debolezze i tuoi rancori

queste mie braccia assetate sui sentieri della sera

Arginare i rimpianti

i nostri ieri

credere all'evidenza della tua indifferenza

per non morire

per non più arrendermi alle lusinghe delle illusioni

 Fluire io stesso nell'assenza

nel non averti mai incontrata

cancellando il tuo viso

i tuoi respiri

confondendo i tuoi occhi

con il richiamo della notte



words and photo Gaetano Pezzella

Ti amerò per tutta la vita. Non smetterò mai di farlo. Un giorno quando saremo grandi magari ci rincontreremo, forse non ci riconosceremo, ma capiremo quando ci passeremo accanto e il cuore ci batterà forte. Avremo vite diverse, lontane. Ma ci ameremo per tutta la vita. E se quel giorno ci rincontreremo penseremo a quei giorni che abbiamo vissuto insieme col sorriso sul viso e la tristezza sul cuore.
—  unfruscionelvento
Sei il mio “mi sono innamorato di lei come un coglione”.
Quella sensazione inaspettata quando dormi in un lato del letto e arriva qualcuno ad abbracciarti da dietro.
Sei i legami impossibili da spiegare, quelli che sfidano a viso aperto la distanza e le logiche e non si spezzano mai. Le mie mani sul corrimano quando salgo le scale, l'ultimo scalino dopo sette piani, l'ultimo centesimo che mi permette di farti uno squillo, le storie che cominciano come le fiabe “c'era una volta”. Le ventitré e cinquantanove, le tasche quando ho freddo, l'ultima ora, l'ultimo amore. Sei le luci rosse delle televisioni spente che illuminano le camere dei bambini intimoriti dal buio, l'autobus che passa ogni dieci minuti, l'amore che si prova di domenica per il pisolino dopo pranzo, le macchinette che accettano i nuovi cinque euro, le sette e venticinque quando mi devo svegliare a e trenta, le cose semplici, lo sconosciuto alla cassa che ti lascia il posto perché hai poca roba, i sorrisi spontanei. Sei l'attimo in cui ti giri e ti accorgi che ti stanno già guardando, l'ultimo banco, un biglietto in prima fila.
Il primo bacio del primo amore.
—  Fuori piove, dentro pure, passo a prenderti?
2

Il miglior acquisto dell'estate, in assoluto, è questo vestito. Quando l'ho visto ho pensato subito che doveva essere mio e, frenata un po’ dal prezzo, non sapevo se provarlo ma l'ho provato ugualmente. Per fortuna ho perso, in due/tre mesi, quei 6/7kg che avevo in più da tanto tempo perché altrimenti non l'avrei potuto indossare, visto che le taglie erano tutte piccole. La mia tiroide funziona quando gli va e mi sa che sta contribuendo sul mio peso tantissimo, ha contribuito quando sono aumentata e sta contribuendo nella perdita. Yeah!
Eniuei, ero a fare shopping con mio fratello, il quale non si fa alcun problema a dirmi se una cosa mi sta bene o male, e quando l'ho indossato ha approvato e mi ha spinta ad acquistarlo. Mi piace tantissimo, fa proprio per me, per il mio viso da bambina pur essendo old inside (e non solo). Mi trasmette leggerezza e spensieratezza, mi fa pensare alle gite in bici e ai picnic sull'erba (vedi seconda foto).
Io non lo so com'è questa cosa dello shopping terapeutico, ma funziona davvero. Non so cosa scatta nel cervello di noi donne quando troviamo un capo che ci piace tanto, fatto sta che tutto ciò ha tante cose positive. Per es., di positivo ha che se compriamo qualcosa per noi, se riusciamo a sorridere davanti allo specchio per un vestito che stiamo indossando, vuol dire che in quel momento ci stiamo guardando con gli occhi giusti.
Comunque io sto andando al mare, il flash non rende!