visivo

Stanotte ti ho rivisto, nei miei sogni. Eri perfetto, proprio come ti ricordavo. Ci guardavamo come per sorreggersi, come se, senza quel contatto visivo, saremmo diventati vapore, entrambi. Ci guardavamo come per salvarci. Ma poi mi sono svegliata e tu non c'eri. E mi sono accorta di quanto mi manchi. I tuoi occhi nei miei, le tue labbra unite alle mie, le nostre mani intrecciate, il tuo profumo sulla mia pelle. Tutto di te, di noi, mi manca da morire.
—  Cristiana De Sciscio

Ci sono questi due ragazzi che, dio bono, si amano da impazzire.
Li osservo mentre passandosi accanto si guardano e mantengono il contatto visivo fino all'ultimo istante.
Sono sicura che lui avrebbe voglia di baciarla continuamente, ora con passione, ora con dolcezza, ma in qualsiasi caso, con amore.
E sono sicura che lei ha sognato tante di quelle volte un momento del genere.
Ma è insicura, cazzo se lo è!
Lei sa che lo vuole, sa di amarlo, ma è tremendamente orgogliosa.
Allora io la osservo, mentre con la coda dell'occhio lo guarda e vedo entrambi cercarsi tra la folla.
Vedo lui che dice di star bene, ma non è vero. Quel sorriso è così falso, il suo sguardo così strafottente!
Eppure, quando vede lei si addolcisce, quello sguardo.
Perché sì, lei a volte sarà anche infantile, non avrà alcuna esperienza quando si parla di rapporti, di amore, forse anche un po’ di vita.
Lei non sa forse come va’ il mondo.
Ma lui, sono sicura, alla fine deciderà di prendersi cura di lei.
Della sua ‘piccola’.
Perché è vero, si lamenta di lei continuamente, ma sono sicura che lui voglia essere l'unico a insegnarle qualcosa.
Che l'idea che un altro possa sfiorarle la pelle, anche solo una guancia con le sole nocche, lo mandi in bestia.
Lui non può pensare a lei che sorride a qualcun altro, che fa le sue scenate 'infantili’ ad un altro.
Non potrebbe sopportare di sapere che lei, potrebbe dire 'ti amo’ a qualcun altro.
Lui non vuole questo, perché la sente sua.
Lei, invece, non lo sente suo, per niente.
Forse non si sente abbastanza, ride forzatamente, visto che lui continua ad andare via, a scivolarle dalle mani.
Si sente abbandonata.
E ogni volta che accade, ogni volta che lui torna, si fida e poi va nuovamente via lasciandole l'amaro in bocca,
ogni santa volta,
diventa sempre più difficile perdonare, i muri si rialzano, magari intorno, per rafforzare le mura, si aggiunge una sorta di filo spinato, meglio noto come orgoglio, che complica ancora di più le cose.

Vedo questi due, volersi tanto e non riuscire a tenersi stretti l'un l'altro.
Ed è brutto, vedere questi due coglioni, amarsi da impazzire, ma da lontano, perché insieme non ci sanno ancora stare, senza farsi male.

—  ossigenomancato.
Tipi di inquinamento:
Quello ambientale, dove fumi nocivi impediscono di respirare l'ossigeno.
Quello sonoro, dove suoni troppo assordanti impediscono di sentire ciò che ti circonda.
Quello visivo, dove luci troppo forti impediscono di osservare il cielo stellato.
E quello emotivo, dove troppi sentimenti preconfenzionati impediscono di capire davvero cosa si prova per gli altri.
Che poi alla fine io sono la ragazza da storia seria.
Sono quella che legge libri lunghi infinite pagine e scrive lettere con infinite parole.
Sono quella delle canzoni che ti spaccano i timpani perché alla fine lei ha il cuore a pezzi e la musica forte è l'unica cosa che può rimetterli un po’ al suo posto, quei pezzi.
Sono quella che se la guardi dritta negli occhi la vedresti crollare e proprio per quello evita il contatto visivo con qualsiasi persona.
Sono quella che darebbe la vita per un ragazzo, che si farebbe i chilometri anche a piedi pur di vederlo, che darebbe e farebbe di tutto.
E, parliamoci chiaro, ai ragazzi queste ragazze non piacciono.
Quella volta mi sono detto che le coincidenze, forse, sono dei fenomeni molto comuni. Si verificano in ogni momento intorno a noi, nella nostra vita quotidiana. Ma della metà non ci accorgiamo neanche, le lasciamo passare così. Come dei fuochi artificiali che vengono fatti scoppiare in pieno giorno. Fanno un po’ di rumore, ma nel cielo non si vede nulla. Però se desideriamo fortemente qualcosa, le coincidenze affiorano nel nostro campo visivo portando il loro messaggio.
—  Haruki Murakami, I salici ciechi e la donna addormentata

Alla fine è facile capire i maschi.
Se non gli interessi non fanno niente, non ti considerano, vivono la loro vita come se tu non esistessi.
Al contrario invece se gli interessi ti osservano, non smettono di guardarti, sono gentili, fanno loro il primo passo nel cercarti, cercano il contatto sia visivo che fisico, si preoccupano e se arrivano ad innamorarsi beh.. sono capaci di fare qualunque cosa, presentarsi davanti casa senza preavviso e diventano le persone più dolci su questa terra, ma solo per te ovviamente.

Alla fine è semplice, no?

—  Mia.. ~Elis
Top 10 delle merende in ufficio

1. I cracker
E’ il novantesimo percentile delle merende in ufficio. Il più popolare degli snack nasconde un animo schietto, pulito e diretto, un'indole libera e indipendente, che se ne frega di essere coperta da una coltre di briciole

2. Il frutto
Abitudini sane, una vita pulita, attaccamento alle tradizioni: questo il vostro motto. Sapete chi siete e dove state andando. Non temete di sporcarvi con l'arancia, non avete paura del contatto visivo con la banana, aggredite con morsi vigorosi la mela. Nessuno vi puà criticare, e lo sapete bene: siete voi a criticare gli altri

3. Lo snack dolce (la merendina)
Fate già un lavoro di ufficio, pensate sia il caso? Sul serio? Un mars? Malattia cardiovascolare entro i 38 anni

4. I pavesini
Siete a dieta dal 1989

5. Il panino
Ruspante, forse impegnativo, sicuramente diretto al punto: il paninetto ve lo invidiano tutti. Siete un po’ bambini dentro, e anche fuori, a giudicare dal metabolismo

6. Niente (no merenda)
Siete NOIOSI

7. Una bevanda (calda o fredda)
Sociali e dinamici, intensi nel lavoro, sicuramente onesti nel cercare una botta di caffeina o zucchero che vi riporti in vita e vi faccia continuare la giornata, perchè dopotutto, chi lo voleva fare il vostro lavoro? Di certo non voi

8. Torta/biscotti
Il conforto, l'abbraccio, il contatto umano. Siete persone dal cuore generoso e desideroso d'affetto, ottimisti ma anche bisognosi di dolcezze e conforto. Avete pianto almeno una volta al lavoro

9. Yogurt
Siete persone fantastiche e vi amano tutti

10. Le barrette dietetiche
Smettete di mentire a voi stessi e ai vostri cari

Io sapevo giocare. E giocavo bene.
Ero divertente, fantastica e sexy.
Andavo nei bar e facevo questa cosa: un solo contatto visivo e poi distoglievo lo sguardo.
Conquistavo gli uomini senza mezza parola.
—  Amelia Shepherd // Grey’s Anatomy, 11x12.  
Avrei voluto che ti girassi, proprio mentre stavo passando con la macchina davanti al bar. Eri seduto fuori e davi le spalle alla strada, ma avrei voluto che sentissi i miei occhi su di te e ti girassi, mi vedessi con quel sorriso ebete rivestirmi le labbra. Quel sorriso che entra in scena solo quando compaiono i tuoi occhi verdissimi nel mio campo visivo. Avevi la barba, come di solito in queste ultime settimane; una camicetta a quadri bianca e blu, i pantaloncini beige fino sopra il ginocchio. Mi hai squassato il cuore, violentemente. Avrei tanto voluto fermare la macchina, parcheggiare e scendere, venire da te, lì, e chiederti di aspettare il tramonto insieme, anche in silenzio. Poi sono tornata alla realtà, ho respirato a fondo e mi sono detta che certe cose accadono solo nei libri o nei film. Ti ho carezzato con gli occhi, la schiena. Ti ho detto ciao, a mezza bocca e ho accelerato, volendomi lasciare indietro tutti quei pensieri che mi parlano di te, troppo spesso.
—  Viviana V.