visivo

Provo una sorta di compassione, forse pena, verso tutti coloro i quali non riescono ad andare oltre il proprio campo visivo, verso tutti coloro i quali pensano che gli occhi siano l'unico mezzo con il quale osservare.
—  Me

Alla fine è facile capire i maschi.
Se non gli interessi non fanno niente, non ti considerano, vivono la loro vita come se tu non esistessi.
Al contrario invece se gli interessi ti osservano, non smettono di guardarti, sono gentili, fanno loro il primo passo nel cercarti, cercano il contatto sia visivo che fisico, si preoccupano e se arrivano ad innamorarsi beh.. sono capaci di fare qualunque cosa, presentarsi davanti casa senza preavviso e diventano le persone più dolci su questa terra, ma solo per te ovviamente.

Alla fine è semplice, no?

—  Mia.. ~Elis

Questa notte ti ho sognato. Ero al centro commerciale, stavano dando un concerto di un cantante che neanche mi piace, passo solo per dare un'occhiata veloce, e all'improvviso c'è la tua faccia che riempie interamente il mio campo visivo. Sei rimasto sorpreso anche tu, l'ho visto. Mi hai detto di raggiungerti, e ti ho raggiunto. C'erano le poltrone che ci sono al cinema, mi indichi il posto accanto al tuo. Mentre io fingo di ascoltare il concerto, tu fingi di fare uno sbadiglio e mi accarezzi i capelli. Però poi continui ad accarezzarli e allora non hai più bisogno di fingere, e io non ho più bisogno di fingere di ascoltare il concerto. Ti dico “sei contento di rivedermi dopo tutto questo tempo?”, “tantissimo” rispondi. Poi ci scattiamo una foto. Torno a casa e ti chiedo “ti dispiace se metto la nostra foto come immagine del profilo di whatsapp? dovrei far ingelosire un ragazzo”. Non mi rispondi. “Anche solo per due giorni” aggiungo. Non mi rispondi. Lo prendo come un no.

I segni quando si stancano di te
  • Ariete: ti evitano in ogni modo
  • Toro: ridono sarcasticamente quando provi ad offenderli
  • Gemelli: ti trattano come se non esistessi, non ti parlano nemmeno alle spalle
  • Cancro: si liberano di tutto ciò che gli ricorda di te
  • Leone: ti dicono direttamente che ti odiano e che non vogliono avere più niente a che fare con te
  • Vergine: smettono di essere gentili nei tuoi confronti
  • Bilancia: ridono sotto i baffi quando ti vedono
  • Scorpione: ti lanciano degli sguardi terrificanti
  • Sagittario: evitano il contatto visivo
  • Capricorno: lentamente si allontanano da te
  • Acquario: fanno qualcosa per ferirti
  • Pesci: rimangono gentili nei tuoi confronti ma niente è come prima

anonymous asked:

Ciao💖, vorrei chiederti un consiglio. Mi piace un ragazzo che vorrei tanto conoscere. È dall' inizio dell'anno che vorrei parlarci, ma ho tantissima vergogna, anche perché sono in carne è più piccola di due anni e ho paura di essere guardata male e la cosa non mi piacerebbe. Cosa mi consigli?

Se temi che un primo impatto visivo sia troppo rischioso, contattalo col cellulare… scrivici per qualche tempo, così che smorzi un po’ la tua ansia ;)

Credo che esistano persone che non possono stare al mondo in maniera normale, che possono esistere solamente alle loro condizioni nel loro habitat naturale e solo per un periodo ristretto di tempo. Persone troppo intelligenti rispetto a noi comuni mortali ma allo stesso tempo incapaci di riconoscere di star vivendo una continua pratica di autodistruzione personale dalla quale non riescono ad uscire. Sono persone geniali che non possono passare inosservate ma che, rapide come una cometa che solca l'oscuro mare del cielo notturno, scompaiono quasi improvvisamente dal nostro campo visivo. Ogni loro gesto è portato al suo limite estremo ed insuperabile, quasi a sfidare il Destino e le sue decisioni. Ecco, io credo che quando si ha la possibilità di occuparsi di queste persone non si possa soffrire di malinconia per il fatto che non siano più qui, non si possa piangere per la loro prematura morte e scrivere l'elogio funebre del padre fedele, della moglie devota o di altre frasi fatte usate nei coccodrilli dei grandi giornali. Esiste un gruppo ristretto di esseri umani che ha una propria visione prospettica della vita che è completamente diversa da quella che viene insegnata sui libri di Storia dell'Arte. Vivono in un mondo diverso dal nostro, nonostante sia lo stesso pianeta sul quale mettiamo i piedi noi. Non possono non essere riconosciuti, e per questo sono incredibilmente rari, perché non spariscono nella folla, ma si pongono sempre in maniera differente rispetto a chi lo circonda. Incontenibili affascinano la gente, si costruiscono leggende a cui i nostri nipoti faranno fatica a credere, lasciano su questa terra un paio di capolavori unici, qualche mollica di pane, pochi soldi in eredità ai figli e fuggono via, spaventati dal terribile oblio che è ai loro occhi la vita, verso un non posto dove non condurre una vita normale, come tutti noi.

Domenica, ore 7,02
Mi sveglio in preda all'angoscia, penso agli esami nonostante sia appena cominciato il semestre, penso a ieri sera quando Alessio mi ha parlato da ubriaco dopo tre settimane di silenzio e mi sento costretta a pensare a quanto mi prude il tatuaggio.
Se chiudo gli occhi non mi riaddormento e quindi tanto vale la pena alzarmi.
Ho voglia di un cappuccino e una brioche.
Sono appena le 7,10 e il tempo non sembra più passare quindi decido di ingannarlo: mi vesto con le prime cose che trovo, mi do due colpi di spazzola, mi sciacquo la faccia ed esco di casa.
Pedalo sotto il pallido e tiepido sole di marzo, accosto gli infinti campi del paese, assaporo il raro silenzio della mattina e non penso a nulla se non al panorama visivo e sonoro che mi allieta il cuore.
Arrivo alla piazza del paese, mi siedo accanto al panificio aspettando che apra ma sono ben consapevole che non accadrà, la domenica è chiuso e non lo sapevo. C'è un altro panificio nel quale potrei andare ma è quello dove ho lavorato per due anni, e per le circostanze e le persone che lo vivono non ci voglio tornare.
Non voglio alzarmi dalla panchina sulla quale sono seduta da almeno mezz'ora, qui ho il cuore in pace, in questa piazza vige una calma frenesia nutrita dalla gente che aspetta la messa, qui non c'è spazio per i miei irrequieti pensieri.

Aspetto ancora due minuti ed poi inforco la bici.

Normalmente, siamo programmati per distogliere lo sguardo quando in una situazione sociale qualcuno ci fissa negli occhi per più di un paio di secondi, lo percepiamo come un'invasione del nostro spazio e ci mette a disagio.
Ma quando siamo innamorati, senza rendercene conto prolunghiamo di qualche secondo il contatto visivo.
—  David Givens, laragazzaconlamaschera
L’uomo è più vicino alla scimmia di quanto non lo sia la donna, non c’è il minimo dubbio. Sono più pelosi, hanno le braccia più lunghe e per loro l’impulso sessuale parte dalla vista, in quanto eredi dei loro antenati primati che le femmine in calore richiamano grazie ad un’evidente modificazione delle loro parti intime, che si infiammano acquistando il morboso aspetto da melagrana matura. Per qualche motivo, funzionano da semaforo per i maschi distratti. Tra gli esseri umani lo stimolo visivo è altrettanto irresistibile e ciò spiega il successo delle riviste con donne seminude. Si è cercato di ottenere lo stesso successo editoriale con pubblicazioni destinate al pubblico femminile, ma le immagini di ragazzi ben dotati che dispiegano le loro grazie su paginoni a colori sono risultate un fiasco; più che le donne, le comprano gli omosessuali. Noi abbiamo un senso del ridicolo più sviluppato e inoltre la nostra sensualità è legata all’immaginazione e alle terminazioni nervose auditive. Probabilmente l’unico modo per far sì che ascoltiamo è sussurrarci qualcosa all’orecchio. Il punto G è nell’udito, chi lo cerca più in basso perde il suo tempo e anche il nostro.
—  Isabel Allende, estratto da “Sussurri”, in Afrodita. Racconti, ricette e altri afrodisiaci, 1997
Avrei voluto che ti girassi, proprio mentre stavo passando con la macchina davanti al bar. Eri seduto fuori e davi le spalle alla strada, ma avrei voluto che sentissi i miei occhi su di te e ti girassi, mi vedessi con quel sorriso ebete rivestirmi le labbra. Quel sorriso che entra in scena solo quando compaiono i tuoi occhi verdissimi nel mio campo visivo. Avevi la barba, come di solito in queste ultime settimane; una camicetta a quadri bianca e blu, i pantaloncini beige fino sopra il ginocchio. Mi hai squassato il cuore, violentemente. Avrei tanto voluto fermare la macchina, parcheggiare e scendere, venire da te, lì, e chiederti di aspettare il tramonto insieme, anche in silenzio. Poi sono tornata alla realtà, ho respirato a fondo e mi sono detta che certe cose accadono solo nei libri o nei film. Ti ho carezzato con gli occhi, la schiena. Ti ho detto ciao, a mezza bocca e ho accelerato, volendomi lasciare indietro tutti quei pensieri che mi parlano di te, troppo spesso.
—  Viviana V.