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Un bel saluto a ogni amico sparito, a quella stronza del cazzo che so che m'ha tradito, terzo dito si ma col sorriso.
—  Le belle frasi. ( via @tisorridomentresparicazzate).

Fateci caso:
A chi vi tiene per mano,
A chi vi dà un regalo,
A chi se vi guarda sorride,
A come vi accarezza,
Agli occhi che ha quando vi parla,
A quanto vi scrive,
A cosa vi scrive,
A che voce ha quando canta,
A chi vi aspetta,
A chi vi bacia oltre le labbra,
A chi crede ai vostri sogni,
A chi parla al plurale,
A chi pensa in due,
A chi ha freddo e vi presta il suo giubbotto,
A chi, quando piove, vi dedica l'arcobaleno.

Se siete così fortunati da avere qualcuno che vi ami,
Fateci caso.

Io vi auguro di sbagliare tanto.
Di fare una marea di cazzate.
Di ritrovarvi col tempo a dire “ma chi me l'ha fatto fare?”, di ripensare all'indietro senza un briciolo di nostalgia.
Di dire “sono stato un idiota” oppure “è il ricordo più bello che ho”, ma senza un solo frammento di rimpianto.
(Non negatevi nulla.)
Vi auguro di trovare l'amore della vostra vita solo dopo aver aperto ferite incolmabili per quella sbagliata, o non sarete mai capaci di apprezzarla davvero.
Vi auguro di arrivare a capire che la felicità è uno stato d'animo e non una condizione di vita, che non la si prova in assenza di delusioni ma nonostante.
Mi auguro che troviate il coraggio di ritrovarvi in meno libri, film, canzoni, e più in voi stessi.
Vi auguro di sentirvi a terra, allo stremo, di dire che non potete più farcela solo per sorprendervi del fatto che invece, ancora una volta, potete.
Di imparare a non giudicare le scelte degli altri, anche se in minima parte lo facciamo tutti, solo perché le sentiamo distanti e in contrasto con le nostre.
Di ricevere gentilezza, tenerezza, dolcezza e non per forza da un partner, ma da qualsiasi persona sappia capire che a volte per stare bene basta qualcuno che ci ascolti e si prenda cura di noi. Anche nel suo piccolo, anche da lontano.
Per una volta, io non auguro a nessuno l'amore, la salute, la felicità o i soldi, ma la vita.
—  Senpaicoco
I rapporti veri, quelli sani, quelli che dovreste portare avanti non sono quelli che vi annichiliscono, quelli che col passare del tempo vi fanno perdere voi stessi, quelli che vi costringono a cambiare per andare bene, quelli che smussano i vostri angoli per farvi combaciare..
I rapporti che vale davvero la pena tenersi stretti sono quelli che vi aiutano ad elevarvi, a crescere, a migliorare.
Son rari e quando li trovi lo capisci; perché ti fanno sentire speciale, non un errore.
Volete le donne forti, dalla grande personalità, dal bell'aspetto, e poi non siete in grado di sostenerle e di reggere il confronto, di stare al passo. Mettetevi d'accordo fra quello che volete e ciò che potete permettervi.
—  Le belle frasi (via @tisorridomentresparicazzate)

Ragazzi e ragazze, questa è per voi.

Vi mando un po’ di fortuna.

Ogni volta che la vedrete in dash, esprimete un desiderio e rebloggate.

E’ sorprendente e forse un po’ inquietante, ma a me ha funzionato. 

Vi auguro di trovare una persona che “insista”; che non molli, non vi molli per stupide “incomprensioni caratteriali”, al primo no o che si spaventi dei vostri muri, ma che vi tiene stretti per non farvi scivolare dalle sue mani, dal cuore, che trovi e provi qualsiasi armatura e attrezzatura per buttar giù ogni mattone. Vi auguro di trovare quel qualcuno che non vi dia modo di elemosinare l’amore, mai. Non lasciatevi fregare dalle giustificazioni, l’amore come le attenzioni, non ne hanno bisogno.
— 

Maria Auriemma.

Originally posted by dreaminfinityme

René Magritte, 1928. 

I volti degli amanti sono coperti, ciascuno dei due è avvolto in una stoffa bianca.

L’intensità dell’immagine è suscitata dal paradosso. Spicca, infatti, l’antinomia tra il bacio e l’assenza di sguardo, l’incontro e l’impossibilità di uno scambio.
Il dipinto è quasi un ossimoro: il corpo che si tocca accostato al corpo che non vede.
La potenza sta proprio in questo: la presenza del contatto stride con l’assenza della vista.
In questo contrasto si cela un messaggio molto profondo, veicolato proprio dall’elemento inanimato.
L’unico elemento privo di vita diventa prioritario, quasi a sottolineare il rischio di morte in assenza di comunicazione con l’altro ma anche e soprattutto con sé stessi.
Questo pezzo di stoffa dà corpo al messaggio profondo sotteso: rappresenta l’ostacolo, il muro che crea impossibilità di comunicazione. Un divisorio che impedisce lo sguardo ed elimina, essendoci, la possibilità di contaminarsi, come sempre avviene nell’incontro profondo con l’altro. Ed ancora, nasconde le caratteristiche personali. Ostacola la reciproca conoscenza e, di conseguenza, il vero incontro, che può essere autentico solo quando vi è la possibilità per ciascuno di vedersi e  definirsi in quanto individui. Passaggio fondamentale e prioritario sia per se stessi che per la creazione di una relazione.
Il tema dello sguardo, qui negato, e del contatto, qui filtrato, rimandano alla possibilità non solo di guardare ed incontrare l’altro, ma anche sé stessi, per potersi, appunto, definire nell’incontro.
Perché si realizzi un dialogo sono necessarie due voci, quindi due individualità, autonome, distinte e separate. Solo da questo punto di partenza, l’incontro può costituire un’opportunità, in cui arricchirsi reciprocamente, senza bisogno di confondersi con l’altro.

Non scrivete subito poesie d’amore che sono le più difficili, aspettate almeno un’ottantina di anni.
Scrivete su un altro argomento, che ne so… sul mare, vento, un termosifone, un tram in ritardo.
Non esiste una cosa più poetica di un’altra. La poesia non è fuori, è dentro.
Cos’è la poesia? Non chiedermelo più, guardati allo specchio, la poesia sei tu.
Vestitele bene le poesie.
Cercate bene le parole, dovete sceglierle.
A volte ci vogliono otto mesi per trovare una parola.
Scegliete, perché la bellezza è cominciata quando qualcuno ha cominciato a scegliere, da Adamo ed Eva. Lo sapete quanto c’ha messo Eva prima di scegliere la foglia di fico giusta? Ha sfogliato tutti i fichi del paradiso terrestre.

Innamoratevi.
Se non vi innamorate è tutto morto.
Vi dovete innamorare e diventa tutto vivo, si muove tutto.
Dilapidate la gioia, sperperate l’allegria.
Siate tristi e taciturni con l’esuberanza.
Fate soffiare in faccia alla gente la felicità.

Per trasmettere la felicità, bisogna essere felici e per trasmettere il dolore bisogna essere felici.

Siate felici.
Dovete patire, stare male, soffrire.
Non abbiate paura a soffrire. Tutto il mondo soffre.
E se non vi riesce, non avete i mezzi, non vi preoccupate, tanto per fare poesia una sola cosa è necessaria: tutto.
E non cercate la novità. La novità è la cosa più vecchia che ci sia.
E se il verso non vi viene da questa posizione, da questa, da così, buttatevi in terra, mettetevi così.
E’ da distesi che si vede il cielo. Guarda che bellezza, perché non mi ci sono messo prima?!
Cosa guardate? I poeti non guardano, vedono.
Fatevi obbedire dalle parole.
Se la parola è “muro” e “muro” non vi dà retta, non usatela più per otto anni, così impara!
Questa è la bellezza come quei versi là che voglio che rimangano scritti lì per sempre..

- Roberto Benigni

Così stamattina andando a caricare il concime per gli ulivi passo davanti a un uliveto che ha comprato un miliardario della zona e trovo sto cartello, mi dico… buah, i soliti contributi dove io non rientro mai. Sta cosa continua a ronzarmi in testa tutta la mattina (non nego un leggero rodimento di culo) e così adesso torno a casa per pranzo e mi metto a cercare su internet questo contributo….

-RIENTRO SU TUTTI I PARAMETRI DEL BANDO

-DOMANDA SCADUTA IL 17 GENNAIO 2017