villanella

Alzheimer

Mi sono alzata apposta di buon'ora
e ho messo in tavola delle genziane:
ma tu, mio caro, non ritorni ancora.

Ho rammendato il vestito di allora,
quando c'eran le guerre partigiane;
mi sono alzata apposta di buon'ora.

La colazione ti aspetta da un'ora
(ormai non la vorrà nemmeno il cane),
ma tu, mio caro, non ritorni ancora.

Non sai più che hai una moglie che ti adora?
Per te, che insegui forse altre sottane,
mi sono alzata apposta di buon'ora.

S'è fatta quasi sera. Il sole sfiora
le mie pupille appese alle persiane.
Ma tu, mio caro, non ritorni ancora.

Scende una fitta nebbia, che scolora
perfino le memorie più lontane.
Mi sono alzata apposta di buon'ora,
ma tu, mio caro, non ritorni ancora.

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Ho avuto la fortuna di vedere molte volte il maestro Gaslini dal vivo, sia in solo, sia con formazioni jazz che, al Teatro San Carlo, come direttore d'orchestra. È stato una persona fondamentale per la diffusione del jazz in questo paese e per la mia personale formazione di ascoltatore di musica improvvisata, colta, popolare e civilmente impegnata.

Qui lo potete ascoltare in duo con il bassista Roberto Bonati in un suo arrangiamento della villanella napoletana del XVI secolo “Oi ricciulina”, un brano diffuso negli anni ‘70 dalla Nuova Compagnia di Canto Popolare e ripreso nel '97 dal maestro milanese.

O Mistério da Criação

A mão insuspeita dorme
O cão guarda a noite clara só
Ou o que quer que ela se torne.

Quatro ventos num passeio enorme
Pó levanta poeira, levanta pó
A mão insuspeita dorme.

Sem que a aurora lhe informe
Sabiá começa um verso em dó
Ou o que quer que ele se torne.

Num tom rasgado e disforme,
Nuvens trançam um estranho nó
A mão insuspeita dorme.

Torcendo pra que a água amorne
Rebentos cozinham o gogó
Ou o que quer que ele se torne.

Tire o bolo agora e desenforme
Prepare o café e o pão de ló
A mão insuspeita dorme
seja lá em quem ela se torne.