vice presidente

Quiero a una persona con sida para presidente y a un marica para vice presidente. Y quiero a alguien sin seguro de salud, y quiero a alguien que creció en un lugar donde la tierra esté tan saturada de desechos tóxicos que no tenga otra opción que vivir con leucemia.  Quiero un presidente que hubiera abortado a los 16, y quiero un presidente que su último amor tuviera VIH y hubiera muerto de eso, y que lo vea cada vez que se acuesta a dormir y que lo sostuviera en sus brazos mientras sabía que estaba muriendo.  Quiero un presidente que hayan violado, que hayan deportado, que se haya quedado sin empleo. Quiero alguien que haya amado y haya sufrido, alguien que respete el sexo. Alguien que haya cometido errores y haya aprendido de ellos.  Quiero una mujer negra para presidente.  Quiero alguien con dientes feos, alguien que haya comido alimentos de hospital, alguien que se haya travestido, alguien que haya consumido drogas y haya estado en terapia.  Quiero alguien que haya cometido desobediencia civil.  No quiero más un “Jhon” , quiero una prostituta.   No quiero más un Jefe, quiero un trabajador.

- Zoe Leonard’s 1992 poema ‘I Want A Dyke For President’

Autoridades (Authorities): Spanish vocabulary

Originally posted by historyvikings

(f) is for a feminine noun, (m) is for a masculine noun

authority: autoridad (f)

king: rey (m)

queen: reina (f)    

royal (adj): real (adj)  

kingdom: reino (m)    

prince: príncipe (m)  

princess: princesa (f)

president: presidente (m)  

vice-president: vicepresidente (m)    

senator: senador (m)  

monarch: monarca (m)  

ruler (sovereign): gobernador, soberano (m)  

dictator: dictador (m)

magnate: magnate (m)

director: director (m)  

chief: jefe (m)    

manager (director): gerente (m)

boss: amo (m)

tyrant: tirano (m)    

diplomat: diplomático (m)  

mayor: alcalde (m)

sheriff: sheriff (m)  

emperor: emperador (m)  

tsar, czar: zar (m)  

pharaoh: faraón (m)

khan: kan (m)    

Gaffe

Il primo Maggio 2017, durante la campagna per il ballottaggio delle presidenziali francese, la candidata Marine le Pen ha letto a Villepine un discorso di propaganda. Nulla di strano, se non che ha letto un discorso identico, persino nella punteggiatura, ad un altro discorso che il candidato alle presidenziali del partito Repubblicato, Fillon, tenne il 15 aprile 2017 (si, 2 settimane fa) a Puy-en-Velay. Il video postato dal canale Youtube di Ridicule Tv mostra chiaramente che i discorsi sono identici per interi paragrafi, e che sembra chiarissimo che Le Pen, o chi per lei, lo abbia copiato fedelmente. Il vice presidente del Front National, Florian Philippot, con una battuta che se fosse stata fatta in altro ambito sarebbe stata clamorosa, sostiene che la “ripresa” del discorso di Fillon è sostanzialmente  una “strizzatina d'occhio fatta di proposito a un passaggio emozionante di un discorso sulla Francia" (parole sue) all'elettorato di Fillon per il ballottaggio. 

La notizia ieri è stata ripresa in tv da almeno due tg ( Rainews e Sky, quelli che ho visto io) come una gaffe della Le Pen. Ho preso il dizionario, pratica che apre mondi incredibili (l’aforisma è di Stefano Bartezzaghi), e ho cercato gaffe:  Atto, comportamento, espressione e sim., commessi o detti per goffaggine, inesperienza o anche semplice distrazione, che creano comunque imbarazzo negli altri (corrisponde al termine ital., ormai raro, topica). L’etimologia è dibattuta: molti concordano, come il mio dizionario, che derivi dal francese gaffe (in italiano gaffa), che designa un bastone uncinato con cui riportare in barca il pesce grosso, e da cui forse deriva anche la definizione prendere un granchio, che vuol dire la stessa cosa. Altri invece fanno risalire gaffe dallo scozzese to gaf, che significa parlare in maniera inopportunamente volgare. In inglese, un sinonimo del termine è goldwynisms, che deriva dal cognome del fondatore degli studi cinematografici MGM, Samuel Goldwyn, che era un eccezionale gaffeur. Tra le più famose si ricordano: Le nostre commedie non sono roba da ridere, Non indosso mai un paio di scarpe se prima non le ho portate per almeno cinque anni,  Non date retta ai critici! Non degnatevi nemmeno d'ignorarli!,  Credo che nessuno debba scrivere la propria autobiografia, se non dopo la propria morte. 

Se paragoniamo le gaffe di Goldwyn a quello della Le Pen, mi sembra che uno dei due non rientri nella cerchia delle gaffe. E non lo dico perchè riguarda la politica: ne sono convinto perchè nei casi estremi dove la necessità di apparire meno inchiodati su certe tematiche, o per meglio dire, su certi schemi mentali, mette con le spalle al muro chi non ne è capace. La Le Pen, o chi per  lei, per risultare meno estrema di quello che è, non ha avuto altra idea che copiare qualcosa di meno estremo, nell'impossibilità di ritrarsi da quel ruolo che tanto bene sa fare (e che in fin dei conti ci dice davvero che tipo di personaggio è).  E aggiungete quello che è per ognuno di voi Marine Le Pen.

6

Sideways and Slantways and Longways and Backways By  hologramophone

—¡Te he llamado un esclavista!— Grito Stiles histéricamente. —¡Te he dicho un ogro! ¡Robe todos los clips azules! —
Derek levanto una ceja hacia él.
—¡Eso es propiedad de la compañía!—
Grito, agitando sus brazos locamente angustiado.
Derek se pasó una mano por la cara.
—No es robo si el vice-presidente de la compañía te da permiso.—

(También conocido como el Ascensor AU - Traducción -)

Il più pericoloso

Anni fa lavoravo come dipendente in una grossa azienda il cui vice presidente era già assai avanti con le primavere. In carenza di spazio mi lasciava usare il suo ufficio arredato con mobili risalenti alla belle époque, e spesso veniva a recuperare qualche libro dal gigantesco armadio in legno di castagno. 

Avevamo un buon rapporto. Mi portava a sistemare il suo cellulare - un glorioso quanto lercio Nokia 3310 - quando si impallava tutto. Era così zozzo che sentivo il bisogno di fare l’antitetanica ogni volta. Il telefono era zozzo, non lui. Cioè, anche lui non è che avesse un rapporto proficuo e continuativo col sapone, ma era ancora frequentabile.

Amava chiacchierare e approfittava dei momenti in cui armeggiavo con quel coso contundente per insultare qualche cliente o parlarmi dei suoi soci. A volte bene, spesso male. 

In particolare di uno di essi, un socio giovane, diceva: “Vede? Quello lì ha la faccia da scemo, cammina come uno scemo, parla come uno scemo. Si fidi, è davvero scemo. Sa però il motivo per cui è il più pericoloso? Perché è uno scemo coi soldi”.

“Se dichiarsi fascisti ed estimatori dell'opera di Mussolini comporta andare in galera ci andremo tutti. Allora però per la coerenza vorrei vedere Emanule Fiano e Laura Boldrini andare a distruggere il San Camillo a Roma, l'ospedale del Littorio, andare con le ruspe a gettare giù la Garbatella, ad allagare la pianura pontina. Buttate giù il Foro italico, l'obelisco, insomma. Devono essere pronti a tirare fuori gli ammalati dagli ospedali costruiti da Mussolini.”

Simone Di Stefano
Vice Presidente CasaPound Italia.

Este é Kim Kiho. Estudante do 2º período de Direito, ele vem de Busan, na Coreia do Sul, e nasceu no dia 17 de outubro de 1994. Faz parte do clube de Dança como vice-presidente, do time de Beisebol como rebatedor e reside no Dormitório S.

✔️ — HEADCANONS.

1. Muita gente pensa que ele e Ahri não são gêmeos pelo fato de suas datas serem diferentes, mas a realidade é que enquanto ela nasceu antes da meia-noite, ainda no dia 16, ele nasceu pouco depois, no dia 17.
2. Por fora filho de pastor; por dentro cria de Satanás.
3. Com a doença de Lyme, Kiho ficou um ano e meio em repouso e mudou bastante durante os anos. Realmente parece ser menos gêmeo de Ahri do que antes, ainda que haja certa semelhança entre os dois, mesmo que pouca.
4. Tem um senso de humor flexível; quando ele acorda de bom humor, acontece de ser simpático com muita gente – até se digna a auxiliar. Quando não, o sarcasmo e piadinhas fazem parte de sua rotina.
5. Pagou conta no DramaFever, Melon e tantas outras coisas que seus pais não fazem nem ideia, apesar de ter sido no cartão deles. Todavia, nem com Ahri ele divide as contas – garotos possessivos.
6. Tem uma mania feia de que quando olha para alguém e essa pessoa olha de volta, inconscientemente fica reparando até que a outra pessoa vá embora de sua vista. Boatos que foi assim que ele deixou de ser boca virgem.
7. Dançar sempre foi um desejo seu, por mais que seu pai dissesse que isso não é coisa que homem faça. Ele via vídeos de companhias de dança continuamente, e quando os pais saíam para trabalhar: ele dançava. Ahri é a única que compartilhou desse hobby com ele, tanto é que a desenvoltura para ser animadora de torcida saiu da paixão do próprio Kiho.
8. Após descobrir os prazeres da vida, tudo que é perfeito ele pega pelo braço; se joga lá no meio: mete em cima e mete em baixo.

Keep reading

Mi dici che hai una rabbia dentro tale da uccidere qualcuno
e come potrei dirti che sarebbe sbagliato?
Parli di selezione naturale
ti dico che sarebbe bello,
e poi dici che siamo dei pezzi grossi,
solo perché tu sei diventata coordinatrice ed io vice presidente del nulla.
E vivere dopo una fine alla fine è possibile
tanto abbiamo i libri che ci accompagnano ai parchi,
gli abbracci delle farmaciste,
i baci delle tabaccaie,
gli amici che ti salvano dai tram e dalle ex
e tantissimi schifosi obiettivi troppo ambiti da raggiungere.
E noi non vogliamo le capitali di Stato.
E noi vogliamo le foreste, il campeggio, l'alba e il tramonto, le cose cretine ai più.
E faccio ancora puzza di benzina.
E fai ancora puzza di benzina.
Mentre il vento forte ci porta a sbattere sui muri,
sulle paraboliche e sui condizionatori.
La tua lingua è super alcolica
come alcune parole della biografia della Fallaci che ti fanno arrossare gli occhi
e ti fanno capire nuove cose di te.

Due paroline su Mike Pence, il vice Presidente eletto, nel caso qualcuno avesse intenzione di sparare a Trump.

Mike Pence, governatore dell'Indiana, è un fondamentalista cristiano, di quelli radicali e bigotti e che per anni si è battuto contro il buon senso, la logica, la scienza, l’umanità, l’entropia e ovviamente gli omosessuali.

Nel 2000 si fece conoscere all’America con due idee che sembravano state scritte da Padre Baget Bozzo: togliere fondi federali ad ogni tipo di associazione responsabile di diffondere l’HIV - “federal dollars were no longer being given to organizations that celebrate and encourage the types of behaviors that facilitate the spreading of the HIV virus” - per poi darli a quelle istituzioni che curano l’omosessualità e i suoi comportamenti. 

Pence è uno che crede alla cura dell’omosessualità, qualsiasi cosa voglia dire.

Nel 2006 si batté con forza e tenacia per emendare una legge contro i matrimoni tra persone dello stesso sesso. Poi, per sottolineare che era un po’ più a destra di Adinolfi, si oppose anche ad una legge che avrebbe proibito la discriminazione contro gli omosessuali e le lesbiche. D’altronde, si possono curare, qual è il problema.

La chicca, però, fu quando si oppose alla legge ENDA - Employment non-discrimination act - ovvero la legge per vietare discriminazioni sul lavoro in base al sesso con la motivazione di veder poi la legge estesa pure alla religione. Per Pence era un attimo a passare dal vietare la discriminazione in base al sesso al vietare di leggere la Bibbia a lavoro, durante le pause o anche solo citarne i suoi versetti: “the employer has to ban employees from having a Bible at the workplace for their break time, or displaying Bible verses.”

Questo è vice-presidente degli Stati Uniti.

Pensateci prima di sparare a Donald J. perché poi lui sarà in automatico il 46esimo.

「 Who locked the door? 」

@bcu-donghae

Hyunjae não estava acreditando em sua atual situação, tinha escolhido não beber tanto naquela ocasião em especial, mas estava quase se arrependendo ao ser obrigado a ver a situação dos outros estudantes; havia uma quantidade considerável praticamente caindo pelo chão e outras se pegando loucamente nos mais diversos cantos, acharia a situação toda muito engraçada se não fosse um tanto trágica. Chegou ao ponto de quase agradecer mentalmente ao pedirem para o mesmo pegar mais algumas bebidas na dispensa já que as da festa estavam acabando, precisava realmente de um tempo de toda aquela loucura, então não fez cerimônia ao dizer para a amiga que estava o acompanhando pela noite esperar um pouco e que logo voltava, era o vice-presidente do Conselho afinal.

Apressou-se em atravessar o pequeno amontoado de pessoas que se formara na região em que se encontrava anteriormente, a sala em que eles da organização escolheram colocar as coisas que usariam não ficava muito longe justamente para ser mais prático. Respirou fundo ao cruzar o corredor, o barulho agora ficando consideravelmente abafado, gostava bastante de festas e aquela pegação desenfreada, no entanto admitia que depois de um tempo começava a se sentir um pouco sufocado. Mesmo estando um pouco distraído não pôde deixar de notar passos não muito atrás de si, mas preferiu apenas ignorar e entrar rapidamente na sala que servia de dispensa temporária pro luau. Não passara nem dois minutos direito vasculhando pelos freezers – numa posição um tanto constrangedora, por sinal –, e teve um leve sobressalto ao ouvir a porta bater com força, endireitando automaticamente sua postura. “Não sabe que é falta de educação se aproveitar da distração das pessoas para andar de fininho pelas costas dela?” Soltou falsamente irritado ao cravar os olhos nos orbes alheios, Donghae tinha praticamente um dom em aparecer em momentos extremamente propícios, adorava aquilo no mais novo.

anonymous asked:

Tem uma coisa que eu preciso entender... Como é que dois anos atrás os petistas ou apoiavam ou não se importavam com o fato de Temer ser vice presidente? O homem que vocês demonizam hoje recebeu os mesmo 54 milhões de votos. Michel Temer é presidente da república, e a culpa é de quem votou nele.

Beleza, vou explicar porque não é não. Mas antes de explicar eu vou dizer: EU não votei nele, nem na Dilma, e de fato não votei AT ALL, que fique claro. 

Ponto 1: As opções eram limitadas.
Eu mesma decidi não votar, mas muita gente que se viu entre Dilma e Aécio percebeu que não tinha exatamente uma escolha perfeita. Muita gente escolheu Dilma, mesmo estando aliada à Temer, porque era o que parecia que ia mais de acordo com seus interesses (votar no Aécio seria bem mais distante, já que a proposta dele era oposta, certo?).

Ponto 2: o PMDB é historicamente um partido de centro.
É histórico a aliança do PMDB à quem lhe dê mais vantagens, é de praxe que eles balancem para o lado que compense mais para o partido. É bem comum dizer que é quase um partido esquizofrênico, já que por conta dessas alianças você acaba com candidatos que já foram completos oponentes concorrendo juntos, como na chapa Marta (ex-PT) e Matarazzo (ex-PSDB) em São Paulo esse ano. Desse modo, ninguém esperava que eles dessem guinadas nem pra lá nem pra cá, e simplesmente se mantivessem em suporte a quem quiser que estivesse no governo, e se esperava que fosse quem eles apoiaram nas urnas, ou seja, o PT. Ninguém tinha como prever pra onde o Temer iria, se é que iria, então ninguém tinha como se importar com o vice, mesmo que estivesse em dúvida o suficiente pra ir olhar isso (e geralmente não estavam por conta do Ponto 1).

Ponto 3: Temer foi eleito, mas não com esse plano.
Mas, ok, se você mesmo assim quiser culpar quem votou na Dilma por eleger o Temer, até aqui, eu até entendo. O problema mais crucial vem agora: Temer foi eleito sob o plano de governo de Dilma. Foi eleito como aliado de Dilma. Foi eleito com um plano de país X. Agora, chegado ao poder, vai aplicar o plano de governo de outro partido, se aliou aos partidos opostos e tem um plano de país Y. Não foi isso que ninguém que votou na Dilma, ou nele, como quiser chamar, votou pra acontecer. É tipo eu votar num candidato a prefeitura que diga que, sei lá, vai construir várias praças e arborizar a cidade toda enquanto promove iniciativas pró lgbt e aí quando ele chega no poder ele resolve vender o Ibirapuera pra fazer estacionamento e promover o Bolsonaro à secretário de educação. Eu não votei pra isso, entende? 

Colocando esses três pontos, te digo: ninguém votou no Temer. Alguns aceitaram o Temer por falta de opção, outros aceitaram por simplesmente não poder prever o que ele faria, mas NINGUÉM, ninguém deu aval ao plano de governo que ele tem apresentado, NINGUÉM deu aval para as alianças que ele resolveu inverter, NINGUÉM deu aval ao projeto de país que agora ele quer implementar, um projeto de país que foi derrotado sistematicamente nas urnas, e que, de qualquer modo, ta aí, sendo enfiado goela abaixo de todos nós. Isso caracteriza transição de poder sem aval eleitoral, e isso caracteriza golpe, queira usar a palavra ou não. Tá permitido criticar ele sim, seja lá de que lado você tenha estado nas últimas eleições, porque ninguém votou nesse projeto e nessas pessoas que agora fazem parte dele.

Pedido: Do Louis que ele leva a secretária para passar alguns dias na casa deles (sem más intenções da parte DELE) e a s/n fica com raiva porque sabe como ela é – Anônimo

*Aqui nesse link http://hot-1d-imagine.tumblr.com/pedidos vocês podem ver quais e a ordem que em os imagines vão ser postados, se o seu não estiver na lista é porque infelizmente não chegou, vou estar sempre atualizando a lista*
***

Imagine do Louis:

Eu trabalhava junto com o meu marido Louis, sou a vice presidente da empresa e ele é o dono, hoje eu saí mais cedo porque estava com mal estar, uma dor de cabeça terrível e Louis ficou preocupado e pediu para que eu fosse para casa que depois quando ele chegasse ia ficar comigo.

Já era quase 19 horas quando escuto Louis chegar, esse é o horário que ele sempre chega em casa.

Estou colocando a comida na mesa quando vejo a porta sendo aberta e vejo Louis entrar lindo como sempre. Eu amo o meu marido, dou um sorriso para ele mas logo meu sorriso se fecha quando vejo Kate entrar na minha casa.

Caminho até eles e chamo a atenção dos dois. Louis sorri para mim e coloca sua mão na minha cintura e me puxa para ele e deposita com selinho na minha boca e sorri.

- Está melhor, querida? – Ele pergunta preocupado e eu dou um sorriso.

- Sim, estou melhor, amor – Digo e encaro Kate que me olha com uma expressão feia.

- Ah, a Kate vai passar a noite aqui em casa, porque o prédio dela está interditado para uma construção e ela não tinha para onde ir – Louis diz e eu sorrio falso para a mulher que é secretária do meu marido.

- Claro, depois do jantar eu mostro o quarto de hospedes para ela, vamos comer – Digo e Louis tira a gravata e segura minha mão e vamos de mãos dadas até a sala do jantar e Kate nos segue.

Ela tenta sentar ao lado de Louis, mas eu a encaro raivosa e isso faz ela recuar e se sentar de frente para ele. Nos sentamos e começamos a nos servir e a comer.

Kate puxa conversa o tempo todo com o Louis e noto que ela abriu três botões da blusa dela e mostra um pouco do sutiã vermelho que ela está usando. Ela está dando em cima do meu marido, que piranha, mas se ela acha que vai fazer isso e ainda vai sair ilesa, ela vagabunda está muito enganada.

Eu coloco minha mão em cima da coxa de Louis e ele me encara sorrindo e beija a minha testa. Louis é muito carinhoso comigo, mas quando estamos eu e ele na cama, ele não é tão carinhoso e isso é algo que eu amo nele.

Fico passando minha mão pela coxa dela escutando a conversa dele com a piranha, e sinto Louis levar minha mão até o seu membro e eu dou um sorriso discreto. Quando eu coloco a mão em cima eu vejo que ele está duro, dou um aperto fraco e Louis suspira.

- Amor, já que terminou de jantar vá tomar um banho e me espere, vou mostrar o quarto de Kate – Digo e Louis sorri malicioso para mim e me beija na boca e depois se despede de Kate e vai para o nosso quarto.

- Venha vou mostrar o seu quarto – Digo e Kate sorri falso para mim e me acompanha. – Iris, pode ir tirando a mesa e quando terminar pode ir para casa, peça para o meu motorista te deixar lá – Digo para a empregada da minha casa e ela sorri ternamente para mim e eu me despeço dela.

Subo as escadas com Kate atrás de mim e entro em um quarto que fique longe do meu e do Louis. Abro a porta e deixo ela entrar primeiro, assim que ela entra eu entro junto e fecho a porta.

- Escuta aqui, dá próxima fez que você ficar se insinuando para o meu marido eu faço você ser despedida e ainda deixo seu currículo um lixo para que nenhuma outra empresa te contrate, quem você pensa que é? – Pergunto me aproximando igual uma leoa para cima dela.

- Ah… mas eu não tentei nada – Ela diz e sinto que agora ela está com medo.

- Pensa que eu não notei o jeito que olha para o meu marido? O jeito que deixou os botões de sua blusa aperta mostrando esse seu sutiã? Ou o tamanho da sua saia para ir trabalhar na empresa, ah Kate, eu estou de olho em você á muito tempo, só falta um pouquinho para eu te colocar no olho da rua – Digo a encarando furiosa – Louis não precisa do que está escondido na sua calcinha, querida, porque ele me tem, e posso garantir que eu sou muito boa no que faço, ele não sai da cama sem gozar pelo menos umas quatro vezes, querida, Louis e eu nos conhecemos a anos, não vai ser uma secretariazinha que irá fazer ele me trair, Louis é fiel disso eu tenho certeza, agora acho melhor você parar de dar em cima do meu marido ou então teremos um problema enorme para resolver e posso te garantir que eu estou louca para arrancar esses seus cabelos, basta eu ver que você está dando em cima dele de novo que eu acabo com sua carreira profissional, está me entendendo? – Pergunto segurando o braço dela com força.

Kate engole em seco e assente, posso ver o medo exalar em todos os cantos do corpo dela.

- Ótimo, adorei nossa conversa, agora vou ir fazer um sexo selvagem com o meu marido, e tente ignorar os nossos gemidos, nós somos bem barulhentos na hora do sexo – Digo sorrindo maliciosa e saio do quarto onde ela está hospedada por hoje e caminho até o meu quarto e entro lá.

Vejo Louis sentando na cama e quando me olha ele sorri malicioso. Caminho até ele e paro no meio das pernas dele.

- Quero que você arrume um secretário e mande essa para outro setor – Digo desabotoando minha blusa na frente do rosto de Louis e ele encara meus movimentos e os meus seios que estão sendo expostos a cada movimento meu.

- Faço isso amanhã mesmo – Louis diz e eu sorrio e retiro minha blusa e ele me puxa e caio na cama onde lá teremos pelo menos cinco orgasmos com o passar da noite.

Espero que tenham gostado, se sim, me mandem uma ask me contando

*Os favoritos são importantes, então se você gostou deixa o seu fav lindo aí ;)*

Cap 52


POV Clara

Abri aquela porta a procura de encontrar minha noiva, minha futura esposa, triste pela nossa briga, mas ela estava nua com outra mulher no sofá que tantas vezes repetia seu amor por mim, meu corpo congelou, minha alma saiu de mim, meu coração parecia parar de bater, eu estava sangrando por dentro, a raiva tomou conta de mim, uma lagrima ia descer, eu segurei e peguei a primeira coisa que vi na frente e taquei nela, acho que era um vaso, infelizmente eu não acertei, minha vontade era de mata – la, o ódio era eu em pessoa….

Clara – sua vagabunda, desgraçada…. eu odeio você!

O meu mundo desabou, meus planos chegaram ao fim naquele momento, meu coração partiu em milhares de pedaços e minha alma não pertencia mais a esse corpo, minha cabeça agora estava centrada em acabar com a vida dela, eu nunca iria perdoa aquela traição, ela me enganou, me senti suja por amar uma pessoa tão nojenta… eu não chorei, acho que fiquei tão fria, virei uma pedra, eu queria morrer, mas antes mata-la, ela falava coisas que eu não conseguia mais escutar, chorava e tentava me pedir algo, eu so pensava na outra que estava no quarto, eu queria matar ela também, mas minhas pernas não me obedeceram e eu não consegui me mover, me senti tonta, consegui sair do apartamento, desci as escadas correndo, as lagrimas começaram a correr pelo meu rosto compulsivamente, era um choro silencioso, eu cheguei na rua e nem o carro eu consegui pegar, fui andando sem rumo durante a noite, não sabia nem mesmo que direção tinha tomado, eu sentia tanta dor, que acho que teria sido menos doloroso levar um tiro do que sentir o que estava sentindo agora, eu estava morta por dentro…

PoV Vanessa

Ela não ouvia o que eu tentava explicar, tentava eu explicar algo que não tinha explicação, feri a pessoa que fiz juras de amor, eu não conseguia parar de chorar, claudia voltou pra sala depois de ouvir a porta, me abraçou no chão da sala, eu não conseguia parar de chorar, senti que ela também chorava, agora eu estava machucando ela também, ela via o quanto eu amava Clara, mas por infantilidade cometi mais um erro, esse com certeza tinha sido o maior e o que mais me faria sofrer, eu vi nos olhos de Clara um ódio, uma frieza, suas expressões foram tão frias….

POV Clara

Acabou, eu só pensava nisso, andava na areia da praia, pensei nas maiores besteiras do mundo, chorei por muito tempo, ate não ter mais lagrimas, ate a dor ser tao grande ao ponto de não sentir mais, me levantei da areia esgotada, aquela vagabunda ia pagar por cada lagrima derramada, agora a raiva tinha tomado conta de mim, não havia mais dor, ate porque não tinha mais coração pra isso.

Voltei pra casa de táxi, pedi pro meu motorista buscar meu carro, não dormi, fiquei deitada com os olhos abertos, acho que nem pensar mais eu conseguia, estava tão sem chão, não podia ligar pra minha mãe, agora ela sentia raiva de mim por eu ter me assumido, pensei no Fabian, mas ele estava tão feliz com sua vidinha que resolvi não perturbá-lo com meu sofrimento, a ultima pessoa na qual eu poderia ligar foi exatamente a pessoa pra quem eu liguei, Mayra.

Liguei no meio da madrugada, precisava ouvir a voz de alguém pra saber que eu não estava morta, ela me atendeu com voz de sono, mas assim que percebeu que era eu, despertou, preocupada, minha voz demonstrava a derrota, ela perguntou o que tinha acontecido, eu dizia que nada, que só queria saber como ela estava, mas era obvio e evidente que ela percebeu que não era isso, disse que ia ate minha casa aquela hora mesmo, eu concordei na mesma hora, precisava da presença de alguém, companhia pra me sentir menos idiota….

POV Vanessa.

Eu chorei tanto que Claudia acabou me dando um remédio pra dormir, eu enlouqueci quando percebi o que tinha feito, queria me matar, correr atrás dela, explicar, suplicar por perdão, fazer qualquer coisa, mas Claudia me convenceu que naquele momento eu não ia conseguir nada disso, me deu o remédio e eu apaguei…

O dia seguinte acordei apenas pra ligar pro trabalho dizendo que não me sentia bem, não fui trabalhar, não conseguia nem levantar da cama, meu rosto estava inchado de tanto chorar, Claudia não estava mais no meu apartamento, nem sei como ficaria a situação dela na empresa, eu não sei bem o que Clara faria, ela estava com tanto ódio de mim que imagino que fará mil coisas pra prejudicar Claudia.

POV Clara

Quando Mayra chegou em minha casa a procurei pra um abraço, ela sentiu meu desespero…

Mayra – meu deus Clara, o que Houve?
Clara – me perdoa por tudo que eu fiz pra você, você não merecia…
Mayra – por que isso agora?
Clara – me desculpa mesmo…

Eu pedi perdão a ela por tê-la feito de boba quando estávamos juntas, ela disse que aquilo fazia parte do passado e que tinha conseguido superar tudo aquilo, contei tudo a ela, ficou surpresa não pelo fato de Vanessa ter me traído, mas pelo que eu sentia por ela, ela nunca me imaginou amando alguém como eu amava aquela safada, mas eu só conseguia sentir rancor nesse momento, existe uma coisa muito diferente entre fidelidade e lealdade, ela não tinha só me traído como mulher, foi desleal como pessoa, infiel, infantil, agiu como eu agia antigamente, mas eu nunca prometi nada a ninguém, nunca fiz juras de amor pra qualquer pessoa, ela foi infiel e desleal, me sinto tão idiota agora…

Eu e May passamos a noite conversando, tomando Uísque, amanheceu, eu e ela bêbadas, eu estava completamente um lixo, em vez de dormir, liguei pro vice-presidente da empresa, mandei o profissionalismo pro caralho, mandei ele assumir a empresa essa semana, exigi a demissão da putinha da Claudia, mas nem fui tão má, disse que poderia fazer boas referencias dela, lhe dar todos os direitos, enfim ,mandar alguém embora sem causa sempre causa problema, por isso mandei lhe dar mais dinheiro, primeiro empecilho resolvido.

Mayra foi pra casa, marcamos de fazer alguma coisa a noite, pra descontrair, eu não sou mulher de ficar chorando, tomei um belo banho, me arrumei e fui as compras, resolvi mudar meu armário todo, coisas fúteis são adoráveis….

POV Vanessa

Claudia me ligou dizendo que tinha sido demitida assim que colocou o pé na empresa, disse que a papelada já estava em sua mesa e que recebeu muito dinheiro, bem mais do que tinha direito, não reclamou da demissão, sabia que não tinha mais como ficar na empresa, eu disse a ela pra ir na empresa em que eu estava trabalhando, ela tinha as referencias necessárias, acho que não teria muita dificuldade…

Passei o dia jogada na cama, precisava descansar, resolvi fazer mais uma burrada, liguei pra Clara, que prontamente desligou na minha cara, obvio, so eu mesmo pra achar que ela ia me atender, tentei mais algumas vezes, em vão.

Liguei pro Edu e pedi que ele fosse em minha casa depois do trabalho, ate ele chegar foi o pior dia da minha vida, a hora não passava, aquele aperto no peito horrível, aquela sensação de ser um ser humano desprezível, depois que ele estava em minha casa e conversamos, me acalmei, ele me deu o maior esporro, mas disse que podia contar com ele, foi bem duro comigo, resolveu passar a noite na minha casa, preparou algo pra eu comer, eu não tinha comido nada o dia todo e nem sentia fome, ele aproveitou e me deu outro remédio pra dormir, eu tinha que trabalha no dia seguinte, não podia estragar minha vida profissional também, porque minha vida pessoal tinha acabado de se tornar um inferno.

POV Clara

A puta vadia ainda teve coragem de me ligar, ignorei sua ligação obviamente, tratei de ir numa loja e comprar um celular novo, mudar meu numero, fui no salão, fiquei linda como de costume, na verdade acho que estava mais bonita que o normal haha, comprei muitas coisas, me abasteci comendo frutos do mar em um restaurante caríssimo, queria gastar, só isso. Voltei pra casa e liguei pro meu agente de viagem, queria alguma idéia, já conhecia tudo quanto era lugar, estava sem muita vontade na verdade, desisti da viagem, tinha que ficar aqui e encarar as coisas de frente. Liguei pra May e combinamos um jantarzinho num restaurante a beira mar, entre nós duas não rolava mais nada mesmo, ela era uma mulher muito bem resolvida, madura, ficamos bem, amigas, colegas, sei lá qualquer nome serve.

POV Vanessa

Passei a semana toda um caco, tentei ligar pro celular, pra casa, não consegui falar com Clara de nenhuma forma, Junior me disse que ela tinha tirado alguns dias de folga, então na empresa não adiantava ir, durante a semana Thaís foi em minha casa me dar uma moral, sabia que eu estava na merda mor, tentei ate mesmo ir em sua casa, mas sempre que chegava lá os empregados diziam que ela não estava, ela resolveu me apagar da sua vida, mas eu queria poder ao menos olhar pra ela e pedir perdão, não que isso resolvesse algo, mas essa situação me deixava tão mal

Duas semanas depois, varias tentativas sem sucesso, dormindo a base de remédio, trabalhando quase que obrigada, sem vontade de viver, estava eu andando no shopping atrás de algumas coisas necessárias pro meu trabalho, comprando besteiras pro meu escritório dentro de uma papelaria, quando vejo Clara andando distraída, larguei tudo que eu tinha em mãos e sai da papelaria quase correndo, ela já estava um pouco na frente, eu corri e segurei seu braço numa violência, ela se assustou e se virou rapidamente, me olhou assustada…

Cap 70

E quem desistiu tão rápido foi ela, silenciosamente ela saiu do meu apartamento, eu fiquei em pé na sala durante algum tempo, ate cair em prantos ali mesmo, ela se foi e junto levou meu coração, mesmo partido, ela havia levado o que tinha sobrado dele….


Algumas hora depois eu estava jogada no sofá, entregue a uma tristeza sem fim, as lagrimas haviam secado, eu sentia uma dor tão grande no corpo, acho que fiquei tão abalada psicologicamente que teve reações físicas, uma dor de cabeça terrível…eu estava arrasada!

POV Clara

Quando senti seu abraço era como se encontrasse o rumo da minha vida novamente, as suas palavras foram como um balde de água fria, ela me amava, mas não confiava mais em mim, com toda a razão do mundo, desci o elevador do seu prédio sem a menor noção de tempo, peguei meu carro e andei pela cidade durante algumas horas, sem rumo…quando o cansaço tomou conta de mim, fui pra casa e desabei na cama…arrasada, sem o meu amor.

POV Vanessa

Os dias passaram devagar, eu estava um tanto quanto insatisfeita no trabalho, estava sem nenhuma vontade de ir trabalhar, sentia falta da função que eu desenvolvia na empresa da Clara, nessa empresa meu trabalho era diferente, apesar de receber muita atenção de todos por sempre desenvolver um trabalho muito sério, eu sentia falta da função que exercia na empresa dela, alem do que era uma das empresas mais conceituadas no mercado.

Uma semana depois Jordana me ligou, queria saber como eu estava, me pediu desculpa, eu afirmei que estava tudo bem, mas ela insistiu em querer me encontrar, não sei bem porque, mas eu concordei em ir, ela ainda estava tocando na boate daqui, fui numa sexta encontrá-la, cheguei cedo pra não ter que ficar esperando ela tocar, ela veio todo sorridente falar comigo, eu fui bem fria com ela, fomos ate a área vip pra conversarmos melhor…

Jordana – como você esta?
Vanessa – bem, e você?
Jordana – triste…por tudo que aconteceu!
Vanessa – haha sério?
Jordana – porque esse deboche?
Vanessa – porque esse cinismo?
Jordana – eu não estou sendo cínica, estou sendo sincera Vanessa.
Vanessa – as pessoas agora são sinceras de uma forma tão tocante…nossa!
Jordana – você esta um poço de deboche hoje!
Vanessa – você me chamou aqui pra me dizer o quanto eu sou debochada?
Jordana – eu te chamei pra gente conversar que nem adulta.
Vanessa – eu converso que nem adulta com quem age como se fosse uma…ir pra cama com outra estando num relacionamento como nós estávamos não é muito maduro. Eu nunca te cobrei nada Jordana, mas respeito é uma coisa que não precisa ser mencionada neh? ou você tem ou não!
Jordana – eu sei, eu faltei com respeito a você, isso não tem perdão.
Vanessa – eu não tenho que te perdoar em nada Jordana, afinal nós nem namoradas éramos, pra ser sincera você sabe muito bem que o que me incomodou não foi isso.


O papo durou mais alguns minutos, eu disse que ia pra pista falar com alguns amigos, pra minha surpresa dei de cara com o Junior se jogando na pista, hahaha ele não estava com ninguém, mas aquilo ali é no mínimo estranho, fui ate ele e ficamos dançando juntos por algum tempo ate eu puxar ele pro bar, tomamos uns drinks, ele havia marcado com Thaís ali, mas tinha tomado um bolo, o bom é que podemos curtir a noite juntos….

Já cansados de dançar, sentamos na ara vip e ele meio bêbado começou a puxar um papo, no mínimo estranho…

Junior – como esta la na empresa?
Vanessa – indo neh?! não to muito feliz por lá!
Junior – volta pra empresa!
Vanessa – que empresa?
Junior – ué…obviamente pra empresa Aguilar/Teassier
Vanessa – tu já bebeu demais Junior…só pode!
Junior – porque?
Vanessa – não inventa, isso é impossível. A dona da empresa e eu não temos um bom relacionamento, só por isso.
Junior – as coisas mudaram por lá…ela agora não tem muito contato com os empregados, atua mais como presidente mesmo, tudo passa pela vice presidência e por mim que estou sobre carregado…ela gostaria de ter você na empresa novamente!
Vanessa – duvido!
Junior – Van, independente do problema pessoal de vocês, você é uma ótima profissional, ela sabe disso, volta pra lá!
Vanessa – cara, eu não sei de onde você desenterrou essa historia, isso é impossível…
Junior – olha eu sei que a gente ta numa night, eu já bebi bastante, mas sei o que to falando, se você disser que quer voltar eu já entro em contato com o vice presidente pra ele comunicar a Clara, ela precisa autorizar porque você voltaria direto pro cargo de chefia.
Vanessa – já iam comentar que eu voltei a dormir com a presidente da empresa.. kkkkkkkkk
Junior – coordenadoria geral de marketing, o que você mais gosta de você, tem certeza que não quer voltar?
Vanessa – a Clara não ia concordar!
Junior – foi ela que pediu pra você voltar!
Vanessa – como assim?
Junior – ela me pediu pra tentar convencer você!
Vanessa – isso tem muito tempo?
Junior – não tem não, ela realmente quer você na empresa de novo, ela sabe que você é uma profissional excelente!
Vanessa – mas aconteceram alguma coisas na ultima semana, ela não vai querer…
Junior – ontem mesmo eu estive na sala dela e ela voltou a comentar comigo sobre isso, ela quer a profissional Vanessa Mesquita de volta!
Vanessa – eu vou pensar!


Não posso negar que um misto de felicidade tomou conta de mim, ela me queria de volta, na empresa, eu sei, mas só de estar mais perto dela seria maravilhoso, acho que pelo menos ter um bom relacionamento, mesmo que profissional, seria bom pra mim.

A noite acabou sendo muito divertida, eu e Junior voltamos a dançar, Jordana tentou uma aproximação algumas vezes, mas eu tratei de colocá-la no lugar, eu não fazia questão nenhuma de te-la por perto mais. Saímos da boate quase se manha, passei o sábado jogado na cama, descansando.

Pensei bastante na proposta que Junior havia falado comigo, mas seu quisesse voltar pra empresa, tinha que ser profissional, peguei o telefone e liguei pra Clara, meu coração quase saia pela boca no primeiro toque, meu corpo tremia de nervoso, lá estava eu agindo como uma adolescente novamente, no quarto toque, quando eu ia desligar, ela atende o telefone com certa surpresa ou com voz de sono, não sei bem.

Clara – alo?
Vanessa – oi, tudo bem? Tava dormindo?
Clara – é… to…tava! (meio desnorteada)
Vanessa – não queria incomodar… quer que eu ligue depois?
Clara – nãoooo….. já acordei! (aquela voz de quem acaba de acordar)
Vanessa – rsss…. então, desculpa acordar você, mas eu queria tratar de um assunto profissional com você…eu sei que hoje é sábado, mas se a gente puder conversar hoje…
Clara – trabalho? Hum…. (meio decepcionada) qual o assunto?
Vanessa – sua empresa…eu…é, voltar pra lá…o Junior….
Clara – hahaha sem se enrolar Vanessa…o Junior conversou com você?
Vanessa – conversou….
Clara – entao, você quer me encontrar hoje? Ou prefere ir na empresa segunda?
Vanessa – não sei, o que você preferir por mim tudo bem!
Clara – bem….que horas são? Eu to meio perdida, acordei agora…
Vanessa – são 19:30 hr…
Clara – janta comigo?
Vanessa – onde?
Clara – serve a minha casa ou prefere um restaurante?
Vanessa – tanto faz (na casa dela não ia dar certo, mas eu tava torcendo pra que ela dissesse que ia ser lá)
Clara – aqui em casa então… chega as 21 hrs tá?
Vanessa – tudo bem.


Nos despedimos e eu fiquei imóvel sentada no sofá, meu coração estava altamente acelerado e eu muito tensa, tem noção do que é colocar fim numa relação numa semana e na outra estar indo jantar na casa da própria pra falar sobre negócios? Bem, so posso dizer que é tenso!

Tomei um banho rápido, passei um hidratante no corpo, fiquei séculos olhando pro guarda roupa sem saber o que vestir, queria escolher algo bem casual, não queria parecer que tinha levado horas procurando uma roupa, peguei uma calça jeans escura e uma blusa de um ombro só na cor grafite, peguei minha bolsa e sai de casa quase na hora marcada, não estava a fim de dirigir e peguei um táxi ate sua casa, cheguei praticamente na hora marcada, o portão foi aberto e a empregada já me esperava na porta, me acompanhou ate a piscina, disse que o jantar seria servido lá, assim que desci as escadas na parte de trás da casa, onde se localizava a piscina, vi uma mesa posta com dois lugares e uma ao lado com as comidas, meu olhar logo buscou Clara, que estava de costas pro lugar de onde eu estavam ela olhava pra piscina com uma taça de champagne na mãos, suas costas nuas fizeram meu olhar se perder, ela usava um vestido curto preto, que deixava suas costas totalmente nuas, seu cabelo loiro claro davam um contraste maravilhoso, ela se virou pra mim com um belo sorriso nos rosto, esqueci até o que tinha ido fazer ali, so pensava na possibilidade de beijá-la, mas se eu fizesse isso estaria indo contra tudo aquilo que eu disse há uma semana atrás, eu ia perder a razão, fato.

Andei ate ela, a empregada já tinha sumido, aquele sorriso parecia me hipnotizar…