vespasiani

Vedo nero

[…] tutte le più importanti decisioni della tua vita sono gestite da un altro. Ti sposi, e invece di affermarlo con parole tue devi sentire un uomo vestito da donna che in teoria non ha mai avuto rapporti sessuali d’alcun tipo che ti spiega gioie e vincoli del matrimonio; hai un figlio, ed è un altro, sempre con la sottana ma anche con i coglioni, e questo è già un bel po’ promiscuo, che te lo smaneggia, gli butta dell’acqua in testa e di fatto te lo requisisce, almeno in ispirito; pecchi, e invece di confrontarti con la tua coscienza vai a sussurrare a uno dietro una grata, come noi finocchi quando ci spiamo attraverso i vespasiani, e quello eccitandosi tutto ti dà le formulette per tornar fuori bello pulito; le persone che ami di più muoiono, e la voce del tuo dolore è quella di un prete che manco una volta in vita sua ha parlato con il defunto, ed il cui solo intento è confermare i presenti nell’idea che la sua è la fede migliore, proprio quella che ci vuole per casi del genere. Capirai che bella formazione etica, che crescita morale, da un sistema simile. “Dopo il nero fascista il nero prete” diceva Saba; ma aveva torto, il nero fascista c’è stato in quanto prima siamo stati cresciuti per secoli da neri preti.

H. Tuzzi, Il maestro della testa sfondata [2002], Torino, Bollati Boringhieri ebook, 2016.