venere di botticelli

Ti avrei portato nei musei, e davanti al quadro più bello mi sarei soffermata, non ad osservare questo, ma ad osservare te. Che eri più bello di qualunque quadro esposto al Louvre o all'Hermitage, che davanti ad una Venere di Botticelli o ad una Notte Stellata di Van Gogh, eri tu a farmi mancare il fiato. Che davanti alla sinuosità delle figure e alla bellezza di Apollo e Dafne, avrei preferito guardare la tua meraviglia, il tuo stupore, la tua appassionata ricerca di frutti del bello da contemplare.
Ti avrei portato a guardare i più disparati tramonti, come per dire “il giorno sta per finire, ma tu sei con me”. E davanti a quello spettacolo, sarei rimasta ad ammirare così tanta bellezza, così tanto splendore. E non parlo del sole che cala, ma di te. Tu che eri il mio più bel tramonto, meraviglioso in tutte le sue sfumature, in tutte le sue varianti e sfaccettature.
Ti avrei portato al concerto del tuo cantante preferito e ti avrei dedicato una, due canzoni, giusto per non esagerare. E ti avrei baciato, quando ad essere cantata sarebbe stata quella canzone, quella che ci rappresenta, o che ti rappresenta. E quando ci avrebbero chiesto “com'è stato?”, tu avresti risposto “bellissimo”, il concerto. Io avrei risposto “bellissimo”, tu.
Ti avrei portato in giro per il mondo, che scoprire posti nuovi è bello, ma con te al mio fianco di più. E fra tutte le città da sentire “mie”, mi sarei trovata a casa in ognuna di esse, perché la mia casa eri tu.
Ti avrei portato in uno di quei posti pieni di libri, non importa se una libreria, una biblioteca, o un mercatino. Ti avrei portato in mezzo a tutta quelle storie, e vite, ed emozioni, in cui potremmo perderci entrambi. E in quella mischia di odori, che sai quanto ami, non avrei potuto che pensare al tuo profumo.
Ti avrei portato sotto un cielo pieno di stelle, quel cielo che mi mozza il fiato ogni volta, come se fosse la prima. Un po’ come facevi tu, che più ti guardavo più volevo guardarti, e non mi stancavo, non avrei potuto. Che ogni volta che ti amavo era come la prima volta, ma con più intensità, e con più forza. Come amavo un cielo stellato, da morire, ma te un po’ di più.
Ti avrei reso protagonista indiscusso dei miei scritti, e ti avrei dedicato le più belle poesie. Tu, che per me eri la prosa più bella, la metafora più sfuggente e al contempo limpida e significativa, l'ossimoro della mia poesia.
Ti avrei donato il mio cuore, col quale amarti; le mie mani, con le quali avrei scritto di te, di noi, con le quali avrei dipinto di un tempo migliore; i miei occhi, con i quali vederti, viverti, sognarti, ammirarti, e amarti; le mie labbra, con le quali dar vita alle poesie che di te scrivevo; e me, così che tu te ne prenda cura, come io ho fatto con te.
Ti avrei reso immortale, nel mio cuore, nella mia anima, in quelle parole che ho scritto per te solamente, nei miei gesti, nelle mie pene e sofferenze, e nella mia felicità.
Ti avrei dipinto eroe, e nefando. E avrei dipinto di quell'amore crudele di cui eravamo vittime inconsce, la cui unica sorte scelta e voluta è sempre stata la fine.
Ma avrei continuato anche allora, nel buio, con le mani legate, a “scrivere” di te. Ad amarti come si ama qualcosa di infinito, senza limiti, senza misure. Ad amare, te, e me. Tu, che eri il mio pathos, ed io, che ero il tuo logos.

  • Title: The Birth of Venus  (Nascita di Venere)
  • Artist: Sandro Botticelli (Italian, 1445-1510)                                            
  • Date: 1485                                                                          
  • Style: Early Renaissance                                              
  • Media: tempera on canvas.                                                   
  • Dimensions: 180 x 280 cm                                                             
  • Location: Galleria degli Uffizi, Florence                    

This is one of the artist’s most recognized paintings. It depicts Venus, the goddess of love, born out of a seashell, a fully mature woman. It is worthy to note that in classical times, the seashell was the symbol for the female genitalia, and as such, Botticelli was artfully referencing the goddess’s actual birth.

For Plato, Venus had two aspects: she was an earthly goddess who aroused humans to physical love or she was a heavenly goddess who inspired intellectual love in them. Plato further argued that contemplation of physical beauty allowed the mind to better understand spiritual beauty. So, looking at Venus, the most beautiful of goddesses, might at first raise a physical response in viewers which then lifted their minds towards the godly. A Neoplatonic reading of Botticelli’s Birth of Venus suggests that 15th-century viewers would have looked at the painting and felt their minds lifted to the realm of divine love.

(Source: Wiki)

***This post is part of my Art side-blog “The–Elusive–Muse

Pensieri.

credo che si stia travisando la vera bellezza, ovvero quella che va oltre la magrezza estrema.
quando sono dimagrita ed ho perso oltre trenta chili, stavo entrando in un girone di quelli pericolosi, quasi un buco senza uscita. non mi piaceva mangiare, rifiutavo la pizza, rifiutavo le persone. io volevo solo stare da sola e sentirmi perfetta.

non so bene cosa fosse, ma ero perennemente condizionata da ciò che era magro ed io non lo ero mai stata fino a quel punto. piano piano però ti accorgi che quella non è felicità. la solitudine, l'avere il controllo di tutto, non è essere sereni della propria vita, significa solo tentare il raggiungimento di un obiettivo obsoleto e privo di qualunque gioia (anzi, l'unica gioia prevale quando invece delle solite sei melanzane ne mangi cinque e ti senti potente, inutile negarlo).

chi finge di essere felice sopportando tutto ciò, in realtà si sta prendendo in giro da solo, si sta convincendo che quella sia la strada giusta, ma Dalì oltre alle tante cose diceva “Non aver paura della perfezione: non la raggiungerai mai”, giacché è vero che siamo terrorizzati dall'essere “realmente perfetti”.

prendiamo spunto dalla Venere di Botticelli che pur essendo un insieme di curve era considerata l'ideale di bellezza. siate semplicemente “arte”.