velocious

“Scegli me. Per una volta, scegli me. Scegli la mia timidezza, scegli i miei sorrisi, scegli le mie incazzature. Scegli me anche se sono un disastro. Anche se su cinque parole che dico tre sono parolacce. Scegli i miei occhi che ridono, quegli occhi che hai imparato a leggere. Scegli il mio profumo. Scegli i miei pensieri che corrono veloci, le mie mille idee. Scegli i battiti del mio Cuore. Scegli le risate con me. Scegli le mie paranoie, le mie insicurezze. Scegli i miei baci a metà, le mie mani che tremano, i miei occhi che brillano. Scegli di farmi ridere, di farmi il solletico, di portarmi ovunque.”

- Cit.

Volevo dirti una cosa, una cosa piccola, mi stai a sentire un minuto? Volevo dirti che ti amo e forse ti sembrerà banale perché te lo ripeto la sera prima di addormentarmi, te lo dico quando siamo a casa in cucina o nel letto abbracciate. Ma oggi voglio dirti di più, voglio dirti che in quel “ti amo” ci chiudo dentro un po’ di tutto. Ci metto il calore dei nostri abbracci e le tue risate, ci metto l'amore con cui ti guardo quando siamo da sole o con mille altre persone, ci metto anche le mie mani, perché no, con cui giochi per addormentarti meglio. Ci metto i baci, quelli veloci tra una cosa e l'altra, ci metto le promesse e i miei pianti, dio solo sa quanti e le tue di mani, che mi asciugano ogni volta le guance. Ci metto la dolcezza e i tuoi dispetti quando sei stanca, le promesse e le foto a tradimento, i musei e i viaggi. Ci metto dentro tutto, in modo che quando ti dico “ti amo”, tu sappia che intendo “sei la persona che mi ha cambiata, che mi ha cresciuto, sei la mia migliore amica e la donna della mia vita, e non potrei stare solo un giorno senza di te”. Quindi ecco, io ti amo amore mio.

Forse mi chiamerai quando non sarò più tua, quando ormai mi troverò dall’altra parte del mondo a dare un altro senso alla mia vita, un senso che non sei più tu.
Forse mi cercherai quando ormai sarà troppo tardi per tornare indietro e troppo presto per dimenticarci del tutto di noi.
Mi cercherai con la speranza di ritrovarmi ancora lì per te, senza pensare che il tempo passa e con esso anche le occasioni.
Nella vita bisogna essere pronti a tutto e veloci nel cogliere i momenti giusti e le opportunità.
C’è chi dice che i treni passano una volta sola e che ogni lasciata è persa; io di treni ne ho persi, così come ho perso te, ma ho sempre trovato la forza di aspettarne un altro, lì su una panchina di una vecchia stazione dove tu mi hai lasciata ad aspettare un nuovo treno.
E te ne sei andato, chissà dove.
Chissà a cosa pensavi mentre ti allontanavi da me, se pensavi di perdermi, di ritrovarmi, di ricercarmi o se semplicemente pensavi solo a te.
Ogni lasciata è persa, ed io mi sono persa in quella ferrovia. Forse un giorno tornerai e lo farai quando ormai un posto per te non ci sarà più in questo treno, ma so che non lo farai mai, perchè io, quel posto te lo sto ancora conservando accanto a me.
—  Odissea
Ricordo ancora
il tuo ultimo bacio,
il tuo ultimo tocco,
così veloci come a prometterne altri,
il tuo sguardo su di me
quegli occhi tuoi che mi sussurravano
‘ci vediamo presto’
quegli occhi tuoi meravigliosi
che cercavano una conferma nei miei.
Ed io già lo sentivo
che quella era l'ultima volta
in cui mi avresti baciata,
in cui mi avresti sfiorata,
in cui mi avresti guardata
con così tanto amore,
perché sarebbe passato troppo tempo
e quegli occhi tuoi splendidi
sarebbero diventati
il mio incubo peggiore.
Sanremo 2016 - Prima serata

Finalmente ci siamo: abbiamo superato la prima serata del Festival di Sanremo 2016 e abbiamo quell’orgoglio e la fatica delle mamme che hanno appena partorito e guardano il figlio con quegli occhi metà tra il “sono stata brava” e “sembra un piccolo Danny de Vito”. 

L’evento dei popoli e delle nazioni si apre con un omaggio a tutti i vincitori. Gli anni ‘50 e ‘70 scorrono veloci, ma appena si arriva agli anni ‘90 e 2000 comincia la confusione, perché nessuno sa esattamente fare il conto dal 1993 e soprattutto perché il 2005 è durato quei sette anni buoni. Comincio a distrarmi.

Si apre il tutto e il palco viene svelato. Mi piace l’entrata cosmica optical piena di luccichii e tutto questo splendore abbagliante viene assorbito benissimo dalla pelle di Carlo Conti. Conti non mi pare più nero del solito, il livello è da ultima settimana di Agosto che alle otto già fa buio, quindi non lo trovo esagerato. Non capisco e mi annoiano le solite battutine su di lui, ma d’altronde io ho l’arguzia di uno stendino per i panni che si sviluppa in verticale, quindi COSA NE POSSO CAPIRE?

I cantanti

Lorenzo Fragola - Infinite volte

Il problema di Lorenzo Fragola (ricordo che io sono un proud fragoliner) è che è giovane e non ha molto da dire. Ma canta di storie d’amore finite, di cose. Si è sciupato troppo e sembra un ragazzino portato con la forza a un matrimonio di cugini. L’aria da chansonnier malaticcio andrebbe pure bene, ma non a 20 anni e non nel 2016. So già che la canzone in versione radiofonica mi piacerà, quindi preparo i miei braccialetti fatti di perline e i pomeriggi a produrre urlettini con le mie amiche (Cinzia e Cinzia)

Noemi - La borsa di una donna

A me Noemi non è mai piaciuta né è mai stata simpatica. Sarà una delle tante cantanti a presentarsi sul palco con dei nastri rainbow (brave), ma nessuna parlerà mai apertamente della causa (no brave) perché giustamente poi i chierichetti ti vengono a bucare le gomme. La canzone è una di quelle di rappresentanza delle storie delle donne, ma senza nessun guizzo. Ma di canzoni del genere non ce ne sono poi così tante, quindi bene fare numero

Dear Jack - Mezzo respiro

Stanotte ho sognato Alessio Bernabei, ex cantante dei Dear Jack, e questo la dice lunga. Ora c’è Leiner di X Factor, che è quello che aveva il groove, ma subito dopo la fine della trasmissione gli fu consegnato il Premio Silver alla carriera. Lui cerca di fare Marco Mengoni, io mi sforzo di fare quello che è contento di essere vivo

Giovanni Caccamo e Deborah Iurato - Via da qui

Lo showbusiness italiano è stato fin troppo clemente con questi due lasciando loro il cognome, ma noi possiamo esserlo altrettanto? Noi, persone disgraziate e incattivite dalla vita. La canzone è la solita tassa da pagare a Sanremo e a me non è neanche dispiaciuta. Lui è molto elegante nei modi e nel vestiario, lei è un lavoretto di Pasqua con le mollette. Mi piace molto il passaggio “sei sempre lì che aspetti di indossare le mie scuse come fossero medaglie da mostrare al mondo intero”

Stadio - Un giorno mi dirai

Gli Stadio tentano il colpaccio Roberto Vecchioni, io sono più interessato alle maniglie degli stipetti in cucina

Arisa - Guardando il cielo

La canzone di Arisa è molto elegante, così come lo è quasi tutta la sua musica. Ma il distacco tra musica e personaggio (colpa sua e della sua connessione internet) ormai mi ha reso totalmente estraneo a tutto quello che la riguarda. Il suo trucco è il migliore stasera, ma non posso dire lo stesso del vestito e dei capelli, sfortunatissimi

Enrico Ruggeri - Il primo amore non si scorda mai

Come si è sciupato

Bluvertigo - Semplicemente

Il mio aneddotto sui Bluvertigo è: in gita, anni e anni fa, andammo a Gardaland dove c’è lo Space Vertigo, e i miei compagni continuavano però a dire “andiamo sul Bluvertigo”. Ovviamente non ho più contatti con nessuno di loro. Morgan canta di dolore e sì, ok, loro sono loro e non possiamo dire niente, ma a quest’età sarebbe opportuno operare una transizione in direzione serata ramino con le ragazze

Rocco Hunt - Wake up

La sua è la canzone migliore: divertente, simpatica, sveglia. È piena colma di luoghi comuni e immagini facili, ma serve sempre una canzone simile. Lui mi è sempre stato molto simpatico e ignoro totalmente il motivo. Ci sono dei passaggi isterici che mi hanno fatto impazzire (la pensione del nonno - la signora vuole sempre i soldi). La gente dice che non capisce quello che dice. Ma perché, voi capite tutto quello che dicono alla tele? Pure cose come “reddito lordo” e “amminoacidi”?

Irene Fornaciari - Canzone di Irene Fornaciari di Sanremo

Ha i capelli migliori e un collo estremamente carismatico.  La canzone non è neanche pessima, peccato che lei abbia la presenza scenica di uno di quei serpenti di stoffa imbottiti per parare gli spifferi 

E il resto?

Carlo Conti è ancora più fermo e imbolsito dell’anno scorso. Il problema principale di Carlo Conti e che è fatto principalmente di legno di banano e quindi i guizzi artistici sono a lui estranei. La valletta ha lo spessore di una conversazione in ascensore. L’attrice comica dopo un po’ è fastidiosa (avete presente quando vi piglia quel solletico di strangolarvi con le tende?) Ma il vero problema è Gabriel Garko. Gabriel Garko non esiste. Lui è un’idea, un ritaglio dal giornalino di fotoromanzi. Interpreta quello che pensa dovrebbe essere. Gli viene detto che è un sex symbol e sia lui che le casalinghe con le ciocie ci credono. Questo, il carisma inesistente e i capelli. Oltre a i tratti somatici molto confusi. Un disastro completo.

Laura Pausini ormai Madonna del Rosario e prossima Regina d’Italia. Elton John impeccabile, ma democristiano. Degli altri non intendo nemmeno parlare.

Serata noiosissima.

- Tienimi stretta a te - diceva lei. E lui la tirava a se, stringendola forte e in quell'abbraccio silenzioso, sterno contro sterno, i loro cuori scalpitavano nel petto, veloci e rumorosi, felici di stare così vicini.
—  Lucrezia Beha
Scegli me. Per una volta, scegli me. Scegli la mia timidezza. Scegli i miei sorrisi. Scegli le mie incazzature. Scegli i miei capelli disordinati e sempre sciolti. Scegli le mie mani, che ti stringerebbero in ogni momento. Scegli me, anche se sono un disastro. Anche se magari non sono perfetta, se non sono la ragazza che tutti vorrebbero. Anche se magari a volte bevo un po’ troppo. Anche se su cinque parole che dico tre sono parolacce. Anche se non son poi così femminile e guardo le partite di calcio e gioco alla Play. Scegli i miei occhi che ridono, quegli occhi che hai imparato a leggere. Scegli il mio profumo. Scegli le mie mani poco curate. Scegli i miei pensieri che corrono veloci, le mie mille idee. Scegli le mie scarpe consumate per i passi che ho sprecato cercando di stare dietro alle persone. Scegli i battiti del mio cuore. Scegli il mio letto ad una piazza per incastrarci meglio. Scegli le risate con me. Scegli la mia parlantina, scegli di stare ad ascoltare tutte le cazzate che ho da dirti, ché con te mi vien voglia di parlare perché mi stai ad ascoltare. Scegli le mie paranoie, le mie insicurezze. Scegli i miei baci a metà, le mie mani che tremano, i miei occhi che brillano. Scegli le mie unghie mangiucchiate. Scegli casa mia, come tua seconda casa. Scegli le mie braccia, come rifugio. Scegli di farmi ridere, di farmi il solletico, di portarmi ovunque. Scegli me, per una volta scegli me. Potrebbe valerne la pena. Potresti non pentirtene.
Del non leggere

In libreria con l’opera di Proust
non ti danno un telecomando,
non puoi cambiare
sulla partita di calcio
o sul telequiz con in premio una volvo.

Viviamo più a lungo,
ma con minor esattezza
e con frasi più brevi.

Viaggiamo più veloci, più spesso, più lontano
e torniamo con foto invece di ricordi.
Qui sono io con uno.
Là, credo, è il mio ex.
Qui sono tutti nudi,
quindi di certo in spiaggia.

Sette volumi – pietà.
Non si potrebbe riassumerli, abbreviarli
o meglio ancora mostrarli in immagini?
Una volta hanno trasmesso un serial, “La bambola”,
ma per mia cognata è di un altro che inizia con la P.

E poi, tra parentesi, chi mai era costui.
Scriveva, dicono, a letto, per interi anni.
Un foglio dopo l’altro,
a velocità ridotta.
Noi invece andiamo in quinta
e – toccando ferro – stiamo bene.

- Wislawa Szymborska, da “Due punti - Qui”

anonymous asked:

Caro cartofolo, ormai è da quando ho iniziato la scuola che faccio sempre più fatica a studiare, sono demotivata e non trovo interesse in ciò che faccio. Certe volte vorrei solo buttarmi dalla finestra ed alleggerirmi l'esistenza. Mi sento così pensate... Tutti che credono così tanto in me che un minimo cambiamento lo spaventa, devo restare la persona che ero. Io però mi sento così vuota, arrivò a dei livelli di misantropia ed egoismo che non ho mai toccato, e non so veramente che fare.

Vedi Anon, quando dicono che gli anni più belli sono quelli dell'adolescenza, mi viene da ridere.
Sono belli per come si ricordano, ma mai per come si vivono.
Vi sono cambiamenti ormonali, emotivi e mentali così veloci e violenti, che verrebbe da chiedersi se davvero si possono superare indenni.
E’ l'età più difficile ed è anche quella che determinerà tutta la nostra esistenza futura.
Quindi, se ti rendi consapevole di questo e forte del movimento che senti in te, senza subirlo, allora vedrai che potrai cogliere la forza da tutta quell'energia che si sta sviluppando, senza sprecarla in dubbi e tristezze.
Credimi, tutto passerà così velocemente che ti chiederai se l'hai veramente vissuto, e il frutto del tuo lavoro lo potrai cogliere con quella maturità che ti renderà padrona del tuo destino che non deve appartenere a nessun altro.
Stai costruendo una vita, Anon; non sottovalutarti e specialmente non sprecarti.
…oltre la tempesta…

Forse mi chiamerai quando non sarò più tua, quando ormai mi troverò dall’altra parte del mondo a dare un altro senso alla mia vita, un senso che non sei più tu.
Forse mi cercherai quando ormai sarà troppo tardi per tornare indietro e troppo presto per dimenticarci del tutto di noi.
Mi cercherai con la speranza di ritrovarmi ancora lì per te, senza pensare che il tempo passa e con esso anche le occasioni.
Nella vita bisogna essere pronti a tutto e veloci nel cogliere i momenti giusti e le opportunità.
C’è chi dice che i treni passano una volta sola e che ogni lasciata è persa; io di treni ne ho persi, così come ho perso te, ma ho sempre trovato la forza di aspettarne un altro, lì su una panchina di una vecchia stazione dove tu mi hai lasciata ad aspettare un nuovo treno.
E te ne sei andato, chissà dove.
Chissà a cosa pensavi mentre ti allontanavi da me, se pensavi di perdermi, di ritrovarmi, di ricercarmi o se semplicemente pensavi solo a te.
Ogni lasciata è persa, ed io mi sono persa in quella ferrovia. Forse un giorno tornerai e lo farai quando ormai un posto per te non ci sarà più in questo treno, ma so che non lo farai mai, perchè io, quel posto te lo sto ancora conservando accanto a me.
—  Non è mia. (via @brokeen-proomises)

Domenica sei bella
Ma l'ombra del lunedì
Si allunga sulla tua coda
E io guardo le ore
Passare veloci.
L'ansia non riposa
Durante i festivi.