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Intervista all'arch. Giorgio Rosental - Spirito e materia: architettura e spiritualità a confronto
Due luoghi simbolo – la Sinagoga e l’abbazia di Sant’Andrea – due relatori d’eccellenza – l’arch. Mario Botta e l’arch. Giorgio Rosental – per uno degli even...

Ecco l'intervista all'architetto Giorgio Rosental, relatore del convegno “Spirito e materia: architettura e spiritualità a confronto” che ha illustrato il suo progetto per il Museo Nazionale dell’Ebraismo Italiano e della Shoah di Ferrara

Il trend del brand

Vittorio Cerulli Irelli  | Il Giornale delle Fondazioni

L’enorme ricchezza del patrimonio artistico italiano e la sua grandissima frammentazione ne rendono difficile una valorizzazione adeguata sui mercati internazionali. Ma una maggiore consapevolezza del ruolo del brand culturale e della sua tutela attraverso la proprietà intellettuale potrebbe essere di grande aiuto, prendendo a modello alcuni esempi tratti dalla recente esperienza internazionale

La valorizzazione è una necessità

È un dato di fatto che il nostro patrimonio culturale versa in una situazione di grave crisi. I fondi a disposizione delle istituzioni museali italiane spesso non bastano neppure per la gestione ordinaria e la stessa conservazione di larga parte del loro immenso patrimonio è oggi sempre più a rischio. Di questo passo, i danni rischiano di essere irreversibili.

Urge quindi al più presto un cambio di prospettiva, un passaggio dall’attuale approccio prevalentemente passivo di attesa di risorse, evidentemente non più sostenibile nell’attuale crisi delle finanze pubbliche, a un approccio attivo capace di generare risorse autonome.

È un cambiamento di prospettiva possibile, già ampiamente esplorato in altri ordinamenti molto simili al nostro, e si è dimostrato perfettamente in grado di preservare e valorizzare tanto il patrimonio culturale quanto l’immagine internazionale di quelle istituzioni «pioniere» del nuovo trend. Le potenzialità, del resto, sono enormi. Al riguardo basti qualche numero. Abbiamo in Italia oltre 200 musei statali (in Francia ve ne sono 30), 108 aree archeologiche statali, 112 monumenti statali aperti al pubblico. Abbiamo poi oltre quattromila istituzioni non statali (di cui 3.409 musei, 802 monumenti aperti al pubblico, 129 siti archeologici), il 45,5% dei quali dipendenti da Comuni. Solo in Toscana vi sono oltre 600 musei, uno ogni seimila abitanti. Si tratta di numeri senza pari nel mondo. A questi numeri, tuttavia, non corrispondono equivalenti ritorni. Come ci ha ricordato Gian Antonio Stella sul «Corriere della Sera» dell’11 aprile, tutte le biglietterie statali italiane messe insieme hanno realizzato introiti nel 2012 per circa un centinaio di milioni. Meno del 25% del solo Louvre. In definitiva, vi è un enorme patrimonio, purtroppo sottoutilizzato e fortemente parcellizzato nella gestione, che non possiamo esimerci dal valorizzare. A tal fine, una maggiore consapevolezza del ruolo del brandculturale e della sua tutela attraverso la proprietà intellettuale potrebbe essere di grande aiuto.

Che cos’è un brand culturale?

Quando si parla di proprietà intellettuale collegata al mondo dell’arte, la mente va automaticamente al solo diritto d’autore. È questo però oggi uno strumento insufficiente rispetto alla stragrande maggioranza del patrimonio artistico italiano, ormai, da un punto di vista di tutela cosiddetta «autoristica», nel pubblico dominio (ciò in quanto quasi tutto il patrimonio culturale italiano non è più coperto da diritto d’autore essendo ormai trascorsi i termini di protezione, ossia settant’anni dalla morte dell’autore). A ciò si aggiunga che il ritorno economico dei beni culturali dipende oggi sempre meno dal solo «corpus mechanicum», ossia dall’opera intesa nella sua fisicità. Al contrario, si sta oggi sempre di più accentuando l’importanza del brand e dei valori immateriali associati al patrimonio culturale. È questa una conseguenza del crescente valore comunicazionale acquisito dal patrimonio culturale, a sua volta conseguenza dei fenomeni di globalizzazione e della crescente domanda di cultura proveniente da tutto il mondo. L’attrattiva esercitata dal patrimonio artistico e dalle istituzioni culturali è sempre più funzione di questi fenomeni culturali di massa. Detta in altri termini, nel mondo di oggi i beni e le istituzioni culturali sono le «nuove reliquie», hanno acquisito un valore iconico, sono dei veri e propri brand. Ma che cosa si intende esattamente per brand?

Il brand si compone di tutti quegli elementi simbolici che veicolano l’insieme dei valori e del patrimonio di storia e tradizione associato all’istituzione titolare del brand. Si compone tipicamente di un nome, di un logo figurativo e del patrimonio di immagini e simboli associati all’istituzione culturale.

Da un punto di vista giuridico, per poter essere valorizzato e poter evitare dispersioni del valore a esso associato, il brand deve essere tutelato attraverso la creazione di diritti di esclusiva. Ciò presuppone l’adozione da parte delle nostre istituzioni culturali di strategie dinamiche e manageriali di creazione, tutela e gestione dei diritti di proprietà intellettuale sui brandculturali italiani.

Due esempi macroscopici

Per dare un’idea dei possibili ritorni che una corretta e dinamica gestione dei nostri brandculturali potrebbe generare, alcuni esempi tratti dall’esperienza internazionale possono essere indicativi. Al riguardo, il caso del Louvre di Abu Dhabi è forse l’esempio più emblematico di come, attraverso un corretto «leverage» dei diritti di marchio sull’immagine di un museo iconico, sia stata possibile una fortissima valorizzazione economica del brand e del patrimonio di quella istituzione museale. L’operazione prevede, in particolare, l’apertura di una succursale del Louvre ad Abu Dhabi, apertura finanziata dagli Emirati Arabi che nel corso dei prossimi anni corrisponderanno al Louvre parigino oltre 500 milioni di euro per la licenza del marchio «Louvre», la fornitura di prodotti espositivi e di know how museale e il prestito di opere selezionate. Tali somme andranno a beneficiare direttamente il Louvre e le sue attività istituzionali. Altro esempio emblematico è quello del Boston Museum of Fine Arts, che alla fine degli anni Novanta ha aperto, con partner giapponesi, il Boston Museum of Fine Arts di Nagoya, ottenendo oltre 50 milioni di euro per la licenza del proprio marchio e il prestito di opere per 20 anni. Gli esempi non si esauriscono certo qui (per ulteriori dettagli, cfr. box qui a sinistra).

Le lezioni per l’Italia

Come si possono importare in Italia le esperienze ricavabili da tali modelli? Come le si possono adattare alle specificità, ai punti di forza e alle problematiche italiane?

Caratteristica del sistema Italia è la ricchezza del patrimonio artistico, accompagnata da un enorme numero di musei, monumenti, istituzioni culturali. Tale frammentazione rende difficile una valorizzazione efficace sui mercati internazionali. Sarebbe quindi opportuno individuare in primo luogo alcuni brand «cappello», già affermati, su cui concentrare le attività di valorizzazione all’estero. Parallelamente, occorrerebbe individuare nuovi assetti organizzativi per rendere maggiormente efficienti le attività di valorizzazione e di gestione dei nostri brand culturali. Queste sono del resto questioni ben note al nostro Ministero, sulle quali il dibattito va ormai avanti da anni. Gli esempi stranieri dimostrano anche come i nostri immensi depositi di opere d’arte, ad oggi del tutto inutilizzati e anzi a forte rischio conservazione, possano divenire degli asset altamente fruttuosi. La valorizzazione dei nostri brand culturali passa, quindi, anche attraverso una maggiore circolazione di tutte le opere che oggi non sono esposte nei nostri musei, permettendo ritorni economici e favorendone la conservazione (è questo, ad esempio, il modello adottato dai principali musei francesi che organizzano numerosi eventi espositivi all’estero e fanno pagare al committente estero gli interventi di restauro e l’acquisto delle costosissime cornici protettive a isolamento climatico di ultima generazione).

Attraverso brand culturali sarebbe anche possibile promuovere il «savoir faire» delle istituzioni culturali italiane.

Un esempio potrebbe essere quello della vendita di eventi espositivi all’estero. Vi sono numerosissimi esempi e, di nuovo, i nostri vicini francesi sono all’avanguardia. Basti ricordare che il Centre Pompidou realizza numerose mostre all’estero altamente redditizie che si reggono interamente sul suo brand (ad esempio, a Shanghai si è chiusa il 15 marzo «Electric Fields: Surrealism and Beyond. La Collection du Centre Pompidou»). Lo stesso vale per ilMusée d’Orsay, che realizza regolarmente eventi espositivi all’estero fondamentali per il finanziamento di tutte le attività istituzionali a Parigi e per la realizzazione di progetti più di nicchia. È ovvio come anche l’Italia avrebbe grandi potenzialità in questo senso. Ciò che occorre sono solo nuovi strumenti manageriali, accompagnati da un’attenta gestione e valorizzazione, anche attraverso gli strumenti della proprietà intellettuale, dei nostri brand culturali.

BENE DETERIORABILE

La qualificazione  di una cosa come deteriorabile è intesa a porre un criterio naturalistico volto a chiarire la distinzione, avente invece natura eminentemente giuridica, tra cose consumabili e cose inconsumabili.

Anche una cosa inconsumabile (cioè a fertilità o utilità multipla) è pur sempre deteriorabile. Si pensi ad un vestito, ad un paio di scarpe.

Il concetto di cosa deteriorabile dunque richiama un aspetto materiale del bene e si riferisce al naturale deperimento che si riscontra con l'uso di esso.

Come è complicato, vero?

Io volevo solo dire che anche la categoria dei diversamente abiliè un bene  deteriorabile.

Ti spiego.

Le nostre esperienze hanno lasciato come “souvenir” l'esigenza di una maggiore forza mentale e fisica che però non deve privarci della dignità.

Il disabile è etichettato come diverso e troppo spesso viene ingiustamente poco apprezzato mentre proprio a causa della sua condizione è umanamente arricchito di notevole sensibilità.

Tale sensibilità potrebbe risultare un'enorme risorsa per la collettività se solo si educasse l'individuo al rispetto del diverso e a non “puntare il dito" alla vista di una sedia a rotelle o di stampelle.

Valorizzazione del Riso Italiano nel nel mondo

Valorizzazione del Riso Italiano nel nel mondo

Chef Magazine http://chef-magazine.com/ in collaborazione con Risoitaliano  http://www.risoitaliano.eu/per la Pubblicazione di articoli e interviste a chef, per la  valorizzazione del Riso Italiano nel nel mondo.

Risoitaliano è un portale giornalistico, specializzato nella divulgazione del prodotto riso. Siamo seguiti soprattutto da produttori di riso, in Italia e nel mondo. Realizziamo –…

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Disegno di legge su sostegno e valorizzazione piccoli comuni

Ieri c’è stata una seduta congiunta tra le commissioni Ambiente, Territorio e Lavori Pubblici e Bilancio della Camera dei Deputati, l’esame del disegno di legge riguarda le “Misure per il sostegno e la valorizzazione dei comuni con popolazione pari o inferiore a 5.000 abitanti e dei territori montani e rurali”.

Ermete Realacci, Presidente della Commissione Ambiente Territorio e Lavori Pubblici della Camera, è stato il primo a firmare il ddl, sottoscritto da oltre 70 parlamentari di vari gruppi, a partire da Borghi, il quale è il relatore per la Commissione Ambiente insieme a Misiani per la Commissione Bilancio.

Realacci ha spiegato che :“La legge nasce per difendere le identità custodite dai nostri centri minori, ma non necessariamente le entità amministrative che li rappresentano. Non è dunque contraria a priori alle unioni se queste garantiscono servizi di qualità per i cittadini e razionalizzazione dei costi per i contribuenti. E soprattutto nasce da un’idea di sviluppo e di futuro che coniuga cultura e saperi tradizioni con l’innovazione e la diffusione delle tecnologie della comunicazione. Dall’idea che si possa essere competitivi nel mondo anche da un piccolo centro montano se c’è la banda larga”.

Tra le misure che sono contenute nel disegno di legge c’è la possibilità di introdurre agevolazioni sull’affitto dei nostri centri minori, la promozione della cablatura e della banda larga, garantendo la presenza e la qualità di servizi indispensabili come sanità, trasporti, istruzione, servizi postali, il recupero dei centri storici e la tutela del patrimonio ambientale. Si vuole, poi puntare sulla promozione dei prodotti tipici locali, andando ad indicare anche nei cartelli stradali le produzioni tipiche.

Legnini, sottosegretario all’Economia, ha anche proposto di incastrare l’esame della legge sui Piccoli Comuni anche con il dibattito sull’allentamento dei vincoli del Patto di Stabilità interno.

Leggi l'articolo completo -> Disegno di legge su sostegno e valorizzazione piccoli comuni

docusud è un progetto del collettivo frameOFF, un gruppo di operatori video e fotografi professionisti con base a Noto (SR).
Figure con esperienze diverse accomunate da professionalità e studio nel campo dell’arte, del cinema, del video, della fotografia che si incontrano al fine di sviluppare il documentario come strumento di informazione, promozione culturale, turistica e aziendale.

Lavorano a docusud

  • Francesco Di Martino: fotografo – operatore audio-video;
  • Francesco Valvo: ricerca e documentazione, operatore audio-video;
  • Giuseppe Spina: ricerca, montaggio, operatore audio-video;
  • Giuseppe Portuesi: fotografo, operatore audio-video;
  • Giulia Mazzone: segreteria – assistente fotografo.
Privatizzazioni: si stringe su Poste, avanti anche Enav e Gs Retail/Adnkronos (2)

(AdnKronos) - Un altro degli obiettivi indicati è quello di garantire, nel processo di privatizzazione, l'equilibrio tra gli interessi degli shareholder e degli stakeholder: per questo, l'offerta di azioni riserverà quote rilevanti all'azionariato popolare e privilegi specifici per i dipendenti.
Intanto, martedì scorso, è arrivata l'attesa fumata bianca per i nuovi vertici dell'Enav. L'assemblea degli azionisti ha ampliato il cda a 5 membri e ha nominato presidente Ferdinando Beccali Falco e ha invitato il cda a procedere alla nomina di Roberta Neri quale amministratore delegato. La riunione del board è stata convocata per il 7 luglio prossimo. Chiara la mission affidata dall'azionista ai due top manager, quella di proseguire “nel processo di valorizzazione della società, in linea con il piano di privatizzazioni del Governo”.
Per l'Enav, è prevista la cessione di una quota del 49%. Il Tesoro ha conferito a Rothschild e allo Studio Shearman & Sterling l'incarico, rispettivamente, di consulente finanziario e di consulente legale del ministero. Gli advisor dell'Enav sono, rispettivamente, Equita Sim e Allen&Overy.

Teatri di Pietra Lazio, XVI edizione #Inscena dal 4 luglio al 2 agosto

Teatri di Pietra Lazio, XVI edizione #Inscena dal 4 luglio al 2 agosto

di Gaiaitalia.com

Si apre il sipario sulla nuova edizione della rassegna Teatri di Pietra Lazio: la rete culturale per la valorizzazione dei teatri antichi e dei siti monumentali attraverso lo spettacolo dal vivo, con oltre venti aree coinvolte in diverse regioni, dalla Toscana alla Sicilia, che ospiteranno gli appuntamenti di una programmazione dedicata ai temi del Mediterraneo e del Mito,…

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Be social - parte I

Nellambito del progetto Empower Woman Together è stato promosso un seminario sulluso dei social network con lobiettivo di fornire gli strumenti necessari per la valorizzazione e la diffusione delle competenze e delle attività lavorative di ogni singola partecipante.

Attualmente è quasi impensabile non essere letteralmente travolti dalle nuove forme di comunicazione che passano attraverso il web. Basti pensare che secondo le statistiche il 40% delle persone sostiene che i social sono in grado di condizionare le loro scelte e consumi, per capire quale importanza hanno questi nuovi strumenti di comunicazione.

“Qualche anno fa la conversazione on line avveniva sui forum o sui blog, oggi si è spostata quasi esclusivamente sui social”, afferma Francesca Ventura, presidente di Città delle Mamme e architetta dell’informazione presso Engineering.

Spesso, però, chi non ha dimestichezza con i social network teme di non poter gestire adeguatamente una conversazione on line. Cerchiamo, quindi, di dare delle indicazioni di massima per capire come destreggiarsi e usarli al meglio.

Prima di iscriversi a qualsiasi piattaforma bisogna “ascoltare”, capire quali sono le aree di conversazione di nostro interesse, stilare una lista di siti e gruppi da monitorare, analizzare quali sono nella rete gli argomenti che animano maggiormente un dibattito e studiare come agire per crearsi una reputazione on line. Solo dopo si passa all’azione.

In base a cosa vogliamo comunicare possiamo decidere quale strumento usare. Oggi i social più noti e con un maggior numero di utenti sono: Facebook, Twitter, LinkedIn, Instagram e Pinterest.

Facebook

Nasce nel 2004 ed è considerato il social network per eccellenza. E’ il più diffuso e utilizzato, adatto a un pubblico generalista che intende tenersi in contatto con gli amici e conoscerne di nuovi, ma anche alle aziende e a chi vuole promuovere la propria attività in rete.

Facebook fornisce vari servizi:

pagina personale in cui inserire una foto di profilo (avatar), i propri dati e condividere lo stile di vita con gli amici della propria rete anche attraverso immagini, video, link ad altri contenuti multimediali. La propria rete sociale si crea inviando e accettando richieste di amicizia a conoscenti e amici che è possibile rintracciare grazie al motore di ricerca interno alla piattaforma. I contenuti sono leggibili sulla bacheca o wall, luogo di scambio di informazioni in cui tutti gli amici possono commentare, esprimere la propria opinione  e contribuire così alla conversazione

gruppi tematici dedicati a un argomento specifico. Ogni utente può decidere di iscriversi a un gruppo o di aprirlo. I gruppi posso essere chiusi a un numero ristretto di persone o aperti a tutti gli utenti

pagine pubbliche (fan page) destinate maggiormente a personaggi pubblici o ad aziende che vogliono far entrare in rete social il loro brand, ma anche a liberi professionisti che vogliono far conoscere la propria attività

creare Eventi che possano essere collegati alla pagina personale o alla fan page per pubblicizzare un’iniziativa e invitare gli utenti di Facebook a partecipare

Facebook permette di interagire e conversare in diversi modi. Si può manifestare apprezzamento attraverso un like, si può esprimere la propria opinione rispetto a una notizia con la funzione commenti e si può condividere una news attraverso il pulsante condividi. Inoltre, è possibile coinvolgere qualcuno in una conversazione con un tag che riporta al profilo della persona chiamata in causa.

La piattaforma, quando si usa la fan page, permette anche di monitorare i risultati attraverso la sezione Insights in cui è possibile vedere, attraverso diversi grafici, il numero di persone che hanno visitato il profilo, controllare l’andamento dei post, capire quanti like e commenti ci sono stati complessivamente in un determinato arco temporale e individuare il target della pagina in base a età, sesso e localizzazione.

Per usare al meglio questo strumento bisogna “pubblicare 1 o 2 post al giorno, scriverli adeguatamente e individuare l’orario migliore per diffonderli”, suggerisce Francesca Ventura.

Twitter

Strumento molto diverso da Facebook, è caratterizzato dall’immediatezza e dalla brevità del messaggio. Si tratta di una piattaforma più aperta in cui non esistono gli “amici”, ma i follower e i following. I follower sono le persone che decidono di seguirti, i following sono le persone che tu decidi di seguire e non necessariamente le due categorie hanno un rapporto reciproco.

Questo sistema ha fatto sì che la notorietà di un personaggio o di un’azienda possa calcolarsi anche attraverso il numero di follower.

Brevità del messaggio, dicevamo: sì, perché su Twitter ci si esprime in 140 caratteri (questa la dimensione massima di un tweet). Per citare o menzionare una persona in un messaggio si usa la @ seguita dal nome dell’utente, mentre se si vuole contestualizzare il tweet e inserirlo in una conversazione specifica, va usato il # (hashtag) seguito dalla parola chiave. Con il pulsante Retweet, invece, è possibile condividere il tweet di un altro utente con tutti i propri follower.

Twitter permette, come Facebook, anche di intrattenere conversazioni private e di condividere foto o video.

Se per Facebook bastano due post al giorno per non essere dimenticati dalla rete, per Twitter è necessario un impegno maggiore: il flusso delle informazioni è tale che con pochi tweet al giorno non è facile incrementare il numero di follower e arrivare a “influenzare” gli utenti.

Anche questa piattaforma ha un suo motore di ricerca interno che ti permettere di trovare gli utenti che intendi seguire, individuare le news in base al loro contenuto e partecipare alle conversazioni che ti interessano.

Per “conversare” al meglio su queste due piattaforme finora analizzate non bisogna perdere di vista qual è il proprio target e cosa si aspetta da noi. Non ci si può tirare indietro di fronte a commenti negativi né si può perdere la pazienza, ne va della nostra reputazione digitale.

“I social network non sono un passatempo”, sostiene Francesca Ventura. “Se, ad esempio, si lavora 5 ore al giorno, due di queste devono essere spese per valorizzare la nostra attività attraverso i social media”, conclude.

CONTINUEREMO A PARLARE DI SOCIAL MEDIA NEL PROSSIMO POST…

di Monica Mastroianni

Professionisti fuori dal regime premiale

Premessa – Anche quest’anno sono esclusi dal regime premiale gli studi di settore relativi alle attività professionali, giudicati dall’Amministrazione Finanziaria non idonei a cogliere i possibili casi di omessa fatturazione a causa delle specifiche funzioni di stima previste per la valorizzazione… (segue)



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Enav: assemblea nomina Beccalli Falco presidente, Neri indicata ad

Roma, 30 giu. (AdnKronos) - Fumata bianca per i nuovi vertici dell'Enav. L'assemblea della società, che si è riunita oggi in prima convocazione, in aggiunta ai consiglieri di amministrazione già in carica, Maria Teresa Di Matteo, Nicola Maione e Alessandro Tonetti, ha nominato Ferdinando Beccalli Falco in qualità di presidente e Roberta Neri. Il cda risulta così ampliato a cinque membri. L’assemblea ha invitato il cda a procedere alla nomina di Roberta Neri quale amministratore delegato, “evidenziando la necessità - si legge in una nota - che il management prosegua nel processo di valorizzazione della società, in linea con il piano di privatizzazioni del Governo”.
L’Assemblea di Enav ha approvato il bilancio d’esercizio 2014 che chiude con un utile netto di 38,8 milioni di Euro.

Architettura internazionale, partnership con la Lituania

Catania, 3 luglio 2015 – Politiche di recupero, valorizzazione di beni storico-architettonici e ricerca delle criticità nei rispettivi Paesi, per la gestione e l’utilizzo dei fondi europei. Questi i temi trattati durante gli incontri istituzionali, che si sono tenuti a Vilnius, in Lituania, tra il presidente dell’Ordine degli Architetti di Catania Giuseppe Scannella e i…

Architettura internazionale, partnership con la Lituania was originally published on ITALREPORT

#turismo Territori e prodotti d'eccellenza, ecco perché "Why in Italy" @whyinitaly

See on Scoop.it - ALBERTO CORRERA - QUADRI E DIRIGENTI TURISMO IN ITALIA

Un team composto da un professore universitario, alcuni imprenditori e un qualificato gruppo di giovani dà vita a “Why in Italy”, progetto tra comunicazione, turismo e prodotto che si pone l'obiettivo di creare una rete commerciale per la valorizzazione…


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