utopial

La guardavo come si guarda qualcosa che si sa già che ci mancherá. Troppo bello per durare, per esser vero, troppo bello per diventare un'abitudine. La guardavo come si guarda il mare alla fine dell'estate, quando le giornate si fanno ancora piú limpide, ma si sa che presto le nuvole prenderanno il sopravvento insieme alla noia. La guardavo come si guardano i diciotto anni quando ne abbiamo quindici, chè un po’ si sa che poi le cose cambieranno.
—  @bibi92rm

E se avessimo sbagliato tutto? Se non fosse vero che dobbiamo per forza imparare a essere felici da soli, ad essere emotivamente autosufficienti, che non bisogna mai aspettarsi la felicità da un altro? Perché? Chi lo dice? Non si trasforma forse anche in “non voglio la responsabilità della tua felicità?” Forse dovremmo smetterla di farci vedere così forti e autosufficienti, così cinici e sprezzanti. Una giornata di sole è bella, ma in due lo è almeno il doppio. Idem per una cioccolata, per la pizza, per un successo lavorativo, per tutto. Quanto vi rende felici e appagati un abbraccio? Molto? Moltissimo? E l’abbraccio forse per avvenire anche solo fisicamente non ha bisogno di due componenti? E allora che cosa ci sarebbe di strano, di così brutto, nel dire “si, tu hai una buona responsabilità nel cammino e nella ricerca della mia felicità. Ma non temere, perché io ne ho e voglio averlo nella tua, e prenderò questa responsabilità molto seriamente, perché la tua felicità per me è una delle cose più preziose al mondo”.

E’ davvero troppo facile dire che dobbiamo imparare a essere felici da soli, a non dare questa responsabilità a nessuno. Sa tanto di scarica barile, di egoismo allo stato puro. Dobbiamo smetterla di far finta di essere terribilmente forti, e indipendenti, e intoccabili. Forse così si capirebbe davvero quanto male si può fare a una persona, invece di pensare “se la caverà”. La responsabilità della felicità altrui non è una cosa di poco conto. Alla fine, si tratterebbe solo di abbassare le difese, di far vedere la nostra vulnerabilità, non perché siamo sbagliati, ma perché siamo esseri umani. Human being. Siamo fatti di carne e di sogni. “Happiness is real only when shared” beh, non mi sembra tanto tanto una stronzata. Giù le corazze allora. 

Til alle jer der er blevet kaldt tyk eller føler sig overvægtig

Det er ikke et farligt ord. Tyk, tynd, det er bare en definition på en størrelse, som bare burde bruges neutralt og ikke som et skældsord, der kan råbes i kor.

Det er lige meget om man har lidt ekstra fedt på hofterne, eller en mave der buler ud. Om jeres bryster er for små, store, eller bare lidt tosset ud. Hvis vægten rykker en tand op, og er højere end i går, eller man bare ikke kan komme videre fra tallet hvor det altid står.

Til alle jer der har haft det svært ved matematik, dansk, eller kemi.

Det er et utopi at tro at den eneste måde man kan komme frem i verden på, er hvis man kun er boglig, eller skole klog.

Det er lige meget om du ikke kan huske decimaltallene for pi, eller om du ikke ved om (a)cosinus giver 10?

At kommaer kan være svært at finde rundt i, og det kun er punktum man kan finde ud af at gi’

Om kemi rapporten halter, og det kun er noget du halvhjertet eller slet ikke hjertet kan lave færdig

Til alle jer der har kæreste problemer eller bare er forvirret

Det føltes latterligt at bruge så meget tid på at lade ens tanker kredse om en person, men derfor burde man ikke være flov over at tage initiativ og stoppe med at opføre sig som en kujon

Det er ligemeget om at personen har set jeres snap og ikke svaret

Det er ikke verdens undergang, selvom det godt kan være irriterende og at man føler sig taget for narret

Så bare slip fri, spørg om i skal hænge ud, fordi det er så meget bedre end at bare at at spille kostbar og lytte til Vi unges råd om kærester og de 7  dating bud

Til alle jer er trætte af den kolde vinter og farven grå

Det du skal vide er, at hverdag er en ny dag, og lyt til Hans Philips ord når han siger at solen altid står op i morgen, så lad hver med at holde fast i sorgen.

Vinteren kan være kold, og skolen kan være kedelig, og det er mørkt når man står op, og mørkt når man går i seng. Det er en ond cirkel og det virker som om at det ikke ville holde op.

Vinteren for mig, er et sted hvor jeg finder nye sider af mig selv, og det håber jeg også for dig, at du også gør, og hvis ikke. Så er det fedt at du tør, at spise den avocadomad med smør.

Se volessi stare con qualcuno non vorrei che questi si sentisse vincolato inesorabilmente alla mia persona.
Non vorrei si sentisse privato della libertà.
Non vorrei costringerlo a mandarmi duecento messaggi al minuto.
Non vorrei impedirgli di vedere gli amici oppure andare ad una festa in discoteca.
Se stessi con una persona non la chiuderei in casa, magari sarei anche gelosa e l'unica cosa che pretenderei sarebbe la sincerità.
Sarebbe un po come stare soli, liberi, ma insieme.

stasera la mia coinquilina mi ha raccontato che ormai va in palestra cinque sere a settimana. cinque. su sette. lei che sportiva non lo è mai stata. perché poi nel suo campo ne sa a pacchi, e sta facendo carriera, e quel tanto le bastava. e alla mia richiesta di spiegazioni mi ha detto che sì, è sempre tutto vero, ma in qualche modo deve pur riempire i vuoti nella sua vita. e lei, di Varese, da più di dieci anni a Milano, non ha nessuno per riempire quei vuoti altrimenti. e io mi sono sentita fortunata. sono così tanto cazzo fortunata a essere qui da così poco tempo, e conoscere così tanta gente, e fare così tante cose, e a non averceli quei vuoti.

un’insalata carciofi, mele, parmigiano e limone è stata l’epifania di oggi.
dopo una vita senza carciofi, mi piacciono i carciofi. e mi piace da morire quando qualcuno cucina per me. mi piace il pranzo della domenica. mi piace il vino a tavola. mi piace la musica tranquilla. mi piace vedere i treni che passano alla finestra. mi piace uscire e rientrare col sole. mi piace ridere perdendo il controllo. mi piacciono i posti nuovi. mi piacciono anche le persone nuove, a volte. mi piace scoprire che ci sono sempre cose nuove che vale la pena assaggiare, sentire, vedere, annusare, provare. mi piace sapere che c’è ancora almeno una prima volta ad aspettarmi. mi piacciono i carciofi, insomma.

Aveva speso tante di quelle lacrime per il suo dolore che era rimasta in banca rotta. Non piangeva più. Non lottava più, nè aveva il bisogno di farlo per qualcuno. Non riusciva ad amare. Non aveva più niente da perdere. Un pianto così grande e lei così piccola. Aveva esaurito l’amore, quell’amore che ha cacciato fuori per se stessa, per non perdersi, per non smarrirsi in una sofferenza così grande. E diventò impermeabile ai sentimenti, alle offese, ai tradimenti, alle utopie, alle speranze, alle promesse troppo grandi, ai peccati.
Quando perdi qualcuno perdi metà cuore, la metà che conta però.
Pour les rêves qu'on a fait, et pour ceux qu'on fera.
Pour le poing qu'on a levé, pour celui qu'on lèvera.
Pour un idéal, pour une utopie.
Allons marchons ensemble enfants de la Patrie.
—  Saez, Fils de France