uovo fritto

Sole e Luna non dormono mai

I tira e molla, sempre odiati. Lui sta lì per i fatti suoi e a un certo punto qualcosa lo chiama, lo attira. Qualcuna. Le prime sbadate distratte attenzioni; come si osa guardare la luna tra le sagome dei palazzi, in giro su una macchina, scompare e ricompare. Ciò che rimane sempre di una luna, la sera, con le nuvole o senza, è quel grigio alone di pace o inquietudine. Lo sfiorarsi lento di sguardi sulla superficie, prima di ogni cosa. Girarla la superficie, come la terra gira sul suo asse, e arrivare nell’ombra, esplorare sempre più. Giù lungo i crateri e le crepe della pelle. E sia fatto così il giorno, e venga poi la notte. Il buio cotonato di raggi lunari sospesi su ogni misfatto. Lui così luminoso chiuso in una macchina dai vetri neri, oscurati, che sterza a ogni curva, percorre ogni strada, e cerca la luna, la spia, si è ormai invaghito. La luna ha il ciclo, quando c’è, si sente. E venga il giorno in cui il ricordo è ormai passato e dall’alto del cielo nessuna luna compare, quando il sole invece vola come mongolfiera a lavoro sulle città e su tutta la terra. Chi lavora di giorno e chi invece di notte. Eppure ci sono istanti che durano anche ore in cui sole e luna, nello stesso cielo, si ritrovano. E mentre la luna fa la colazione e beve il suo primo caffè, il sole cena con un uovo fritto. Sono due vicini di rione che si guardano dai vetri sporchi di due appartamenti l’uno di fronte all’altro, agli ultimi piani di due grattacieli altissimi che fanno a gara a chi ce l’ha più lungo. E sia fatta la notte del sole insonne che come la luna non dormono mai, ma scompaiono all’ombra e alla luce. È una storia di giorni, è una storia di mesi, un’attesa costante, un amore paziente, come quegli amori estivi che aspetti di rivedere l’estate che verrà. Si mandano le lettere sole e luna, epistole stellari, spedite dal vento col suo comodo e coi suoi ritardi. L’affetto che si emanano irradia sulla terra e laggiù la vita scorre per ogni persona, diversa, più concreta, meno lontana. Sole e luna si scrivono, progettano viaggi. Sole e luna per anni si amano distanti. Ma un giorno vogliono sposarsi e che l’universo sia presente, per onorare e consolidare la loro unione. Il giorno è deciso, l’universo è d’accordo. Gira e rigira col passare degli anni, cambia l’assetto, le stelle si spostano, il viaggio è lungo, ma l’universo è arrivato. Sotto il suo sguardo benedicente, all’alba di un nuovo giorno, sole sta sul balcone a fumare, luna fa lo stesso e legge prima di dormire. Si salutano così, ancora, da un balcone all’altro. Luna è in piedi e sole sale, sul parapetto. Sole è in piedi sul parapetto; si lancia. Luna non può vedere non può credere ai suoi occhi e non può vivere da sola, non vuole; e lo segue nel tuffo. Si raggiungono e si abbracciano nell’aria, cadendo nel vuoto, tra gli alti edifici. La gravità della situazione, la gravità che li sospende. Universo li benedice: «Vi dichiaro Marito e Moglie… Lo sposo adesso può baciare la sposa…». E Sole bacia Luna. Ed è eclissi d’amore.