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Oceano mare, Lettera di Ann Deverià
Alessandro Baricco
Oceano mare, Lettera di Ann Deverià

“Lui dice che salirai le scale, aprirai la mia porta e senza dirmi nulla mi prenderai tra le braccia e mi bacerai.
Lo so che sembra sciocco. Ma mi piacerebbe succedesse davvero. E’ un bel modo di perdersi, perdersi uno nelle braccia dell'altra.
Niente potrà rubarmi il ricordo di quando, con tutta me stessa, ero la
Tua Ann”

Ricorderai di me

Ricorderai di me cose che ormai non sono più. Ricorderai che odiavo il periodo natalizio, che cercavo ogni pretesto per litigare, che l’estate era il periodo più bello e che amavo la matematica più di ogni altra cosa.

Non ci sentiamo da tempo e piano piano sto dimenticando persino i tuoi occhi, non ricordo più la sensazione che provavo a essere guardata da te, né ricordo il tuo profumo. Non mi torna più alla mente il tuo sorriso ogni istante, né la tua voce quando mi chiamavi “piccola” e spesso mi chiedo se utilizzi questo soprannome per chiamare qualcun’altra.

Eravamo piccoli.

Ti volevo dire che adesso aspetto il Natale con una tale euforia che ho iniziato a settembre a pensare ai regali da acquistare, i litigi adesso mi mettono di cattivo umore e, dio, quanto mi piace l’inverno.

Le cose sono cambiate, vecchio mio, e chissà quanto ancora cambieranno. Ma una cosa che non cambia c’è, ed è il sapore di felicità che provavo ogni volta che stavo con te.

Torneremo.

Non sentirò ragioni, non vorrò consigli né aiuti. Non voglio sentire gente che mi dice “Ciò che è rotto non può essere riparato” o, peggio ancora, “Lui non è quello giusto per te”. Non voglio che gli altri mi dicano cosa devo fare, quanto stia sbagliando, quanto questo rapporto non sia giusto.
Non mi farò incantare da un bel viso, da un corpo perfetto, dalle belle parole di qualcuno che mi vuol solo portare a letto.

Mi è servito. Non avrei mai capito quanto tu mi faccia star bene se non ci fosse stato questo distacco, mai. 

Ma dobbiamo tornare.

Torneremo. 

Ci siamo lasciati. Ci abbiamo provato, abbiamo sfidato i pregiudizi, le noncredenze, le persone che non facevano altro che buttare merda su te, su me, su noi, cui unico interesse fosse il rassicurarci: tanto non durerete. Abbiamo messo da parte l’orgoglio e fatto tacere le malelingue. Abbiamo lasciato parlare i nostri cuori perché da sempre si sono capiti, dal primo giorno in cui il tuo sguardo si posò su di me.

Eri tutto, ci sei stato per tutto, anche quando non avresti dovuto, quando lasciavo i tuoi occhi per andare a trovare quelli di qualcun altro. Ci sei stato quando andava bene, ci sei stato quando andava male. C’eri, tu c’eri, e questo bastava. Eri con me sempre, ogni istante, mi giravo ed eri lì. Da Dublino ogni tuo sorriso faceva ridere anche me, ogni tua parola, ogni tuo abbraccio. A ogni tuo sguardo stavo bene ed ero felice perché lo eri tu.

Come abbiamo fatto a sbagliare così tanto?

Perché non ci siamo accorti di stare sbagliando tutto? Perché non abbiamo iniziato subito, perché non siamo andati fino in fondo? Perché non ci siamo amati da lì?

Perché non siamo rimasti amici da lì…?

L’importante è saperla far ridere, e perché non è bastato?

Sono solo pensieri confusi in una pagina altrettanto confusa. E mi manchi, mi manchi come l’aria. Mi basterebbe un sorriso, un abbraccio, uno sguardo sincero come è sempre stato tra di noi, per sapere che stai bene, che te la cavi, che stai cercando di andare avanti perché ormai il ponte è rotto e indietro non si può tornare. Voglio sapere che non mi pensi ogni istante, che il tuo cuore ha ripreso a battere a battiti normali, che non sei distrutto.

Che non ti ho distrutto.

Probabilmente tra di noi non ci sarà mai più neanche un “ciao” incontrandoci per strada, ma solo uno sguardo fuggitivo. Oppure no. Non so come finirà tutto questo, non so se finirà, ma so che non troverò mai due occhi che mi guardano come i tuoi.

E non ci sarà mai nessuno che mi amerà come mi hai amato tu, fin dal primo giorno.

Sei la parte migliore di me!

4

Sono stata fidanzata per 2 anni, forse di più, forse solo per qualche mese. La nostra relazione era caratterizzata da litigi insensati, da periodi rosa e fiori e da altri fulmini e tempeste. Ci siamo amati, ci siamo amati tanto, ma poi è finita.

Vi siete mai chiesti cosa succede quando la ragione vince sul cuore?