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Oggi, nell’ambito dell’edizione romana della Social media week sbarca nella Capitale “Over meet Under”, un momento di incontro e confronto fra giovani professionisti e startupper under30 e professionisti Over50. L’iniziativa, organizzata da The Vortex e da Teresa Cardona, è partita a marzo a Milano qui introdotta dall’Assessore Cristina Tajani.

Per avere maggiori informazioni sull’evento è possibile consultare il sito della Social media week: Fra i relatori vi sarà Francesco Gerbino, CEO di GEOWEB e Presidente della Rete di Imprese Geodrones. Lo abbiamo voluto intervistare in previsione dell’evento.

Andrea Boscaro. Caro Francesco, l’8 giugno sarai uno dei protagonisti della tappa romana di Over meet Under, all’interno della Social media week. Ci racconti meglio della tua attuale attività a sostegno dei professionisti e della loro associazione e collaborazione?

Francesco Gerbino. Da qualche anno la mia attività lavorativa è al servizio di GEOWEB, società nata da un’iniziativa del Consiglio Nazionale Geometri e Geometri Laureati insieme a Sogei. GEOWEB è stata costituita per lo sviluppo e la diffusione di servizi tecnologici innovativi rivolti ai professionisti, con l’obiettivo di semplificare l’attività lavorativa dei propri iscritti, migliorarne il rapporto con la Pubblica Amministrazione e generare nuove opportunità di lavoro.

In questo senso, il mio contributo insieme a quello dei colleghi si è concentrato nel passaggio dal contesto analogico a quello digitale, ferma restando la peculiarità della nostra platea. Abbiamo quindi unito i momenti di confronto fisico sul territorio, costituiti soprattutto da eventi e seminari presso i Collegi provinciali, a momenti di confronto sui nuovi media, quali Facebook e gli altri principali social network. Abbiamo migliorato l’assistenza ai professionisti fornendo loro, oltre al nuovo strato di social caring, una vera e propria scrivania virtuale completa di tutti i servizi telematici utili alla categoria. Proprio in questi giorni, con l’obiettivo primario di far incontrare gli utenti con il professionista giusto, stiamo promuovendo un’apposita applicazione mobile chiamata GEOAPP.

Andrea Boscaro. Di cosa si tratta?

Francesco Gerbino. Attraverso l’App, ciascun utente può geolocalizzarsi e sfogliare la rubrica dei Geometri iscritti, individuando quello più vicino oppure quello specializzato in un particolare ambito di interesse.

Il target dei Geometri a cui ci rivolgiamo in via prioritaria non è ancora completamente maturo, deve superare i temi connessi al digital divide e, soprattutto, svolge un’attività che prevede una forte componente di fisicità, tuttora prevalente. Ma il nostro impegno a colmare i gap sul fronte dell’innovazione produce risultati sempre più concreti e tangibili.

Andrea Boscaro. Da professionista e uomo d’azienda, qual è l’immagine che hai tratto dell’attenzione che in questi anni ha associato il digitale alle start-up: è stata un’attenzione proficua all’interno del nostro mercato? Cosa è mancato?

Francesco Gerbino. In realtà le start-up hanno fatto e fanno di tutto, non solo digital. Molte start-up che ho avuto l’occasione e il piacere di conoscere hanno come core-business attività anche molto tradizionali, come la gestione degli immobili piuttosto che l’amministrazione di condominio e così via. Rilevo quindi una forte componente mediatica nella creazione del binomio digital e start-up.

Certamente l’informatica è entrata in ogni settore, diventando funzionale al raggiungimento degli obiettivi più differenti. La tecnologia è un fattore abilitante, ma non necessariamente centrale, di tutte le start-up. Rispetto a campi applicativi “tradizionali” quali i rilievi fotogrammetrici e termografici, anche noi abbiamo da poco costituito una start-up, denominata Geodrones, nella forma della Rete di imprese. Al suo interno, la tecnologia ha un ruolo chiave perché sfrutta la disponibilità dei SAPR – Sistemi Aeromobili a Pilotaggio Remoto, comunemente noti come “droni” – con l’obiettivo di favorire una profonda e rilevante innovazione di processo. Attraverso tale innovazione, ci proponiamo di consentire ai professionisti l’accesso a soluzioni tecnologiche di “classe professionale”, senza necessità di investimenti e a costi compatibili con i propri budget di investimento e di costo. E, al contempo, di intercettare commesse pubbliche e private, attraverso una struttura di eccellenza, idonea a gestire commesse “importanti”, normalmente non assegnabili a soggetti individuali.

Andrea Boscaro.  I riflettori sono puntati sul mondo delle start-up tecnologiche e create da ragazzi e ragazze giovani. Si può dare l’avvio ad una start-up anche quando si sono superati i 50?

Francesco Gerbino. Chi ha maturato seniority anagrafica e professionale può certamente beneficiare di agevolazioni frutto dell’esperienza accumulata. Le start-up in Italia devono affrontare il problema del rapporto con la complicata burocrazia del nostro Paese, e lì entra in gioco l’esperienza di chi è più senior.
Guardando a colleghi e amici Over50 più orientati al lancio di start-up, constato un maggior orientamento e ricorso agli spin-off. Il patrimonio di contatti e di know-how rende infatti possibile la diversificazione di business partendo da quello dove si è già impegnati: una volta giunta ad adeguata maturazione, da una costola aziendale può nascere una nuova impresa guidata dal senior.

Andrea Boscaro. Dove vedi una possibile sinergia fra Under30 e Over50?
Francesco Gerbino. Come accennavamo in precedenza, un Over50 è “skillato” per affrontare le difficoltà dell’ecosistema. Può quindi essere molto utile e complementare rispetto all’Under30 per tutti quegli aspetti che richiedono una formazione più strutturata, l’accesso alla burocrazia, la capacità di gestire business plan, marketing e amministrazione. Gli Advisor Over50 già esistono, e supportano in varie forme la crescita delle start-up. Più raro, viceversa, trovare Over50 che facciano parte da subito della compagine societaria neo-costituita da Under30, sin dalla sua fondazione. Personalmente ritengo che il motivo sia semplicemente la mancanza di uno spazio di confronto e incontro, che Over meet Under cerca brillantemente di creare.

Andrea Boscaro. Roma, capitale del Paese, è territorio spesso associato al mondo della Pubblica Amministrazione e delle grandi imprese: eppure nel corso degli anni si è rivelata essere città capace di produrre iniziative interessanti anche nell’ambito dell’economia digitale. Quale pensi possa essere, in questo, il contributo della Social media week?

Francesco Gerbino. Roma ha visto nascere e crescere molti gruppi informatici all’interno del proprio territorio, così come non mancano attualmente le iniziative a sostegno dell’economia digitale. Fra le altre, rimanendo nel perimetro del nostro incontro, cito il progetto “Energie esperte”  lanciato da Confindustria e Federmanager che ha portato 30 manager, momentaneamente disoccupati, a seguire un percorso formativo in Luiss Enlabs, la “fabbrica delle start-up” nata oltre tre anni fa all’interno della stazione Termini di Roma.

Ben vengano, quindi, eventi e iniziative quali la Social media week in grado di divulgare la cultura dell’innovazione e i suoi impatti sulla società e sul business. E’ molto stimolante avere una piattaforma mondiale come la SMW: mentre noi ci incontreremo a Roma, altri faranno lo stesso a Los Angeles e a Città del Messico creando i presupposti per un confronto davvero globale.