un week end

Suite de ma vie d’organisatrice: on envisage de partir en voiture à Amsterdam avec L’espagnol, La Lilloise, Le footeux et Bn, ainsi que monter un blog de voyage “Les paumés en vacances”

anonymous asked:

Ti manca?

Londra mi manca da morire!
La pizza “carnoso” da Zizzi, il bicchiere di vino bianco nel locale Boheme, il locale vietnamita nella zona Gay, Soho.

I musei gratis ovunque e stupendi ogni volta, perfetti per le giornate libere e/o di pioggia.

L’infinità di gente nella strada della moda a tutte le ore di tutti i giorni.

Le volpi che ti accompagnano fino a casa la sera o nei cimiteri, gli scoiattoli che ti attaccano nei parchi, solo per un boccone di cibo; i pavoni nel Kyoto Garden.

Greenwich! Cazzo! La vista dal parco di Greenwich su tutta Londra.

La metro!
La folla infinita nella metro, il rumore fastidioso dei freni di ogni fermata.
Il “Mind the door, mind the gap” alla chiusura e apertura delle porte della metro.

L’odio delle persone nei tuoi confronti che ti fa crescere.

Le offerte di qualsiasi cosa, dai panini al mac, al biglietto aereo a 2 euro.

Camden Town! Cazzo se mi manca Camden e i matti che ci stanno.

Poi c’era casa mia, quella con una vista altrettanto stupenda al quinto piano sui palazzi della City!

Casa mia..

Dio quanto mi manca Londra e tutta la sua magia.
Ci tornerò quest’anno, anche se per un ciao, anche se per un week-end! Lo prometto a me stesso. 

Però mi piacerebbe tornarci con qualcuno in particolare, così da mostrare la bellezza di quella stupenda città, che io ho chiamato casa.

anonymous asked:

Hai perso un pezzetto di te stesso tornando in Italia?

Quando sono partito ho fatto passi da gigante, ora sto facendo lo stesso, ma all’ indietro.
Sono sempre stato abituato a domandare ai miei genitori il permesso per tutto e, dopo un anno di autonomia, dover chiedere: “Mamma, papà, posso andare via questa sera?” non avete idea di quanto male mi faccia.

Loro non mi negano mai nulla, o quasi, ma è il gesto che mi fa male.

Quando lavoravo a Londra, ogni mese mi facevo un viaggio da qualche parte per l’Europa e vorrei precisare che non ho mai chiesto soldi ai miei genitori per questo.
Dopo essere tornato, la voglia di viaggiare e non poterlo fare, non parlo economicamente, mi faceva piangere tutte le sere.

“Mamma, papà, ho trovato un’offerta, 150 euro un week end lungo a Cracovia” 

“No, Luca”

Io però non mollavo, ogni settimana tornavo con offerte simili, in paesi diversi, ma la risposta era sempre quella: “No”
Col tempo però, ho dovuto sopprimere questo desiderio di scoprire il mondo, perchè quel tipo di “Permesso” i miei genitori me lo respingevano.

Non vedeteli come dei mostri, hanno le loro ragioni e gli voglio un bene dell’anima.

Il fatto è che mi sono sentito dire così tanti “no” nella mia vita, ma solo quando ero via da tutto e tutti, mi permettevo di dirmi “Si”.

Quindi, che sia Londra, che sia un’altra città chissà dove, ciò che ho lasciato nel mondo è il me che si permette di dirsi “SI”

Bonsoir, en l'espace de 4 jours j'ai décroché un stage et un poste en remplacement dans l'ehpad en bas de chez moi. J'ai pas tout compris à ma vie mais je suis contente

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TEIGLACH are a traditional Ashkenazi dessert that originated in the Jewish communities of Lithuania. Eaten on Rosh Hashanah, the Jewish New Year, teiglach are balls of sweet dough boiled in honey, often with added nuts, raisins, citrus, and ginger. Teiglach are said to keep un-refrigerated for weeks on end, but they rarely last long enough for anyone to find out!

Introducing Gnegno, il mio gatto anziano mezzo cieco. Gnegno ama i grattini sulla pancia, i sonnellini, infilare le unghie nella carne, il programma tv Vite al limite e farmi le feste quando torno a casa dopo un week end fuori 

Un fond de tiroir : Pacific Ice Rim

Une fusion Yuri on Ice/Pacific Rim que je ne finirai jamais, mais je voulais absolument partager ce bout qui est peut-être mon seul regret.

Contexte : Viktor et Chris sont co-pilote, Viktor est à l’infirmerie. Yuuri répare leur Jaeger. 

Keep reading

Dreaming Rovigo. Due giorni, una notte, emozioni All-Inclusive

di Lorenzo Innocenti


Quale ragione può condurre un viaggiatore a scegliere la campagna rodigina per un’escursione (poniamo) domenicale?

Perché non un fine settimana di delicatezza nel Chianti? Perché non un week end lungo sulle verdi colline d’Umbria? Perché non una gita nella vicina – ma più rigogliosa e ipocalorica – countryside trevigiana?

Il fatto è che Rovigo sa di avventura.

Profuma di interrail nei Balcani, di autostop nel Wisconsin, di viaggio indietro nel tempo. È un percorso nuovo, una tratta imbattuta, una rotta che chi può evita… figlia com’è del gigantesco fraintendimento con cui la borghesia delle province limitrofe al Polesine educa la propria pettinatissima prole: “Con Rovigo non m’intrigo” recita infatti il detto, tramandato di padre in figlio e di figlio in nipote lungo la linea Maginot eretta dalle province di Padova, Venezia e Verona.

Ma – si sa – ciò che è proibito assume sempre una tonalità più accesa nella mente degli uomini; esercita sempre un fascino maggiore, un ascendente più deciso, una seduzione più perversa e sottile.

Uscire dalla A13 a Boara è un’esperienza mistica.

Ricorda – a chi le ha viste con occhio e toccate con mano – quelle strade di Miami e di Los Angeles in cui le uscite per i quartieri più poveri sono segnate sui cartelli col bollino nero, per avvertire i forestieri di non entrarci mai.

Arrivati a questo punto le strade si diramano come i rivi di un delta, come tanti rigagnoli d’acqua che sfuggano al corso principale.

Paesini dai nomi mitologici aspettano soltanto di essere scoperti, punti bianchi sulla mappa della nostra personale geografia come sono: Ariano, Papozze, Ficarolo… ed anche Anguillara, ingiustamente relegata dalla burocrazia nel demanio di Padova, ma interamente, interiormente, spiritualmente rodigina.

O rovigotta, che non s’è mai capito se si possa dire oppure no, se sia un’offesa o meno: ennesimo tabù di tutta questa sporca storia.

Ma poi ti addentri e a tutte queste cose non ci pensi più.

Ti perdi nelle melanconiche suggestioni che ti regala un tramonto lungo il fiume, dove spiccano due degli innumerevoli campanili che ci condannano a lotte fratricide.

Ti perdi nelle rovine struggenti di una civiltà contadina ormai quasi estinta.

Ti perdi nei segni più violenti e decadenti del progresso, nella astonishing contraddizione tra bellezza e monnezza, esteticità e comodità, pensiero e azione.

Questi palazzoni che sfregiano le campagne, queste cattedrali nel deserto di fanga e letame che sono le nostre terre un tempo vergini… servono a tirar su qualche decimale di Pil – sicuro – ma bisognava davvero farli così brutti?

Ti perdi in vecchie fabbriche abbandonate (chiazze di cemento armato in balia di una natura che spinge e graffia e morde, per riprendersi il proprio legittimo lebensraum)… nel fordismo sconfitto da crisi cicliche e cadute tendenziali del saggio di profitto.

Ti perdi in segni di civiltà passate e ormai defunte – come in un tempo futuro lo sarà la nostra: nel cartello Piramidi che annuncia un maxi-parcheggio con relativa discoteca per notti indiavolate al ritmo di samba.

Ti perdi, insomma. Esattamente in the middle of vita selvaggia.

Saison 3 épisode 10: First Encounters of the Close Kind

Cet épisode se déroule sans Pacey ni Jen du coup je me demande si ça vaut le coup de vous le résumer?


On commence dans la chambre de Dawson pour changer, avec Dawson qui se touche la nounouille intellectuelle en regardant et rereregardant son documentaire blairwitchien de merde qu’il a soumis à une compétition de films de merde (pourquoi? pourquoi pas son film de merde Creekside plutôt que ce truc sur Wtich Island qui n’était qu’un devoir pour l’école à la base? Mystère.)

Joey débarque par la fenêtre parce que apparemment elle fait de nouveau ça jusqu’à la prochaine engueulade, et ils discutent de trucs nuls.


Le lendemain nous retrouvons Jack, Andie, Dawson et Joey sur ce qui semble être un campus d’université où vont avoir lieu simultanément:

- le concours de films de merde de Dawson

- le week-end “immersion à l’université” où s’est inscrite Joey forever alone

- l’entretien d’entrée à l’université d’Andie.

Comme c’est pratique!


Et Jack? Ah oui on se demande bien ce qu’il fout là jusqu’à ce qu’on le suprenne a lire un livre GAY! OMG! Il est venu à la ville pour voir un peu le monde des pink pages!


Commençons par la partie avec Dawson qui s’enregistre pour ce concours de films de merde. Première mégasurprise:

14 mars 1983! Dawson et moi on est presque jumeaux!!!

Enfin dites-le si vous vous en foutez.


Donc Dawson s’enregistre pour le concours, et la fille en charge des inscriptions a la même réaction que nous tous:

Et aussi le meilleur dialogue de toute la série, au bas mot:

(Dawson PLEASE OH NO MY SYNOPSIS IS TOO BIG FOR YOUR FORMULAIRE WINK WINK *eyeroll*)




Un peu plus tard, pendant la projection de Witch Island que bien sûr c’est super mauvais

le public n’est pas tendre et Dawson ne sait plus où se foutre

Quand l’intervenant demande à Dawson de venir au pupitre pour parler de son film, même la meuf de l’accueil du festival a mal au coeur pour lui:

Elle essaie d’aller le consoler après la projection, pour être sympa mais bien sûr MOSSIEU DAWSON est sur ses grands chevaux et lui dit qu’il n’a pas besoin de l’avis de la secrétaire bénévole des inscriptions merci au revoir

Sérieux va mourire Dawson.

A la projection suivante, le film présenté a beaucoup plus de succès, les gens dans la salle sont #impressionnés

et là ben BOUM c’est miss enregistrement des particpants qui l’a réalisé. Prends ça dans ta gueule Dawson stp!


Dawson va la féliciter, mais comme il ne peut pas s’empêcher d’être un amer connard il lui sort un compliment pourri (”technically accomplished”)et se barre, putain mais virez-moi ce personnage!



Bon passons à Joey. L’histoire est tellement pourrite et useless (Dawson’s Creek quoi) que je vais essayer de vous squeezer ça le plus possible:

suite à un #malentendu elle doit partager sa chambre avec un #garçon pour le week-end intégration. Joey qui ne veut pas passer pour la pucelle de service dès le premier jour, la joue téméraire genre c’est pas un problème. Ce mec est censé être son guide pour lui montrer comment que ça sera la vie à l’université, et ça m’a l’air d’être un sacré connard lui aussi, du genre qui s’assied en tailleur sur son bureau avec un mac.

Du coup vu le caractère de Joey, ça se passe mal et ils s’engueulent. Manque de bol, ce #garçon étudiant se trouve être aussi le remplaçant (?) du prof de littérature du cours de littérature où s’est inscrite Joey (?) (pour moi non plus c’est pas clair).

Le mec lui parle comme de la merde et l’humilie en lui disant qu’elle a des goûts de chiottasse en matière de livres et cela devant toute la classe.

Finalement après le cours, l’étudiant-prof, qui a l’air d’avoir 12 ans, s’excuse:

et pour se faire pardonner, il emmène Joey dans un endroit secret: la bibliothèque des livres rares. Alors regardez bien et dites-moi si vous pensez tout de suite à la même chose que moi:

On est d’accord que c’est la même scène que dans la Belle et la Bête?

Enfin voilà.


Andie, c’est encore pire comme histoire, elle se présente à son entretien d’entrée à l’université (je me demande bien dans quelle université ils sont, il ne me semble pas que ce soit précisé, et connaissant Andie ça doit être au moins Harvard enfin j’y connais rien, mais en même temps ils ont tous débaroulé en train donc ça doit pas être super loin de là où est supposé se situer Capeside non plus, en tout cas vers Boston). Donc Andie va s’annoncer au secrétariat, la meuf vérifie et lui dit que son entretien d’inscription n’est qu’en mars c’est à dire dans 2000 ans. Et la, Andie lui explique qu’elle a préféré venir en avance…

Ptn Andie mais qu’est-ce que l’on va faire de toi? Cette forceuse squatte toute la journée le bureau de la secrétaire, Fran, qui est quand même bien sympa, je t’aurais foutu tout ça dehors moi

en essayant de la convaincre de lui donner un rendez-vous plus tôt. Fran emmène Andie boire un chocolat chaud et lui raconte un peu sa life et la morale de l’histoire c’est qu’il y a plus important dans la vie qu’être la première de la classe, super merci.


Enfin Jack, grace à son guide du routard gay prend le gay bus jusqu’à la gay city:

Il est tout gêné/étonné de voir des couples homo dans le bus, ça doit le changer de Capeside où il se sent bien seul.

Il arrive dans un bar où rebelote, il est tout gêné et mal à l’aise.

Il se fait draguer et comme pour Ben Street, il ne se sent pas prêt et il se taille.


Le lendemain, tout le monde prend le train retour pour Capeside.

Jack est le premier à prendre place et en face de lui il y a un garçon qui a l’air bien mignon, bien sympa, bien célibataire et qui comme de par hasard va à Capeside! ça nous met un peu de baume au coeur pour Jack ❤

Dawson retrouve tout aussi comme par hasard la meuf du concours cinéma, qui se trouve être la fille du principal du lycée de Capeside…


Joey et le mec connard (A.J.) sont finalement copains au dernier moment et elle lui laisse son numéro de téléphone, écrit direct sur sa main ouhlala sexy

Evidemment, Dawson aperçoit la scène depuis train et ne peut pas s’empêcher de faire son jaloux à 4 balles

mais Joey lui cloue bien la gueule, yay!

Voilà, tout le monde retourne à Capeside pour de nouvelles aventures, c’est tout pour aujourd’hui, tchoutchou les amis!

Ma nervosité atteint son paroxysme,
l’âme : en bataille,
les muscles : contractés,
la mâchoire : crispée,
le r’gard : plus noir,
les cernes : violacés,
cours te shooter, Trainspotting c’est pas la vraie vie. La réalité me dégoute. Cette incapacité à vivre est masquée par cette fille qui finit ivre
Traumatisme incurable.
Traumatisme inconscient.
Trop mal pour aller bien.
Tro-mé, boulot, dodo me fait pas rêver.

La haine m’envahit, à en devenir l’idole de la haine je suis. Bordel, c’était pas comme ça qu’j’avais vu venir mon avenir. Joan Baez résonne, « here’s to you » pour être précise. Cette chanson me rappelle mon grand-oncle, décédé il y a un an. C’était un chic type, un anarchiste, un vrai de vrai, dans les premiers même. Vent de progrès, le front populaire espagnol prend forme, et dans les yeux de ce jeune natif de la Mancha, des rêves aussi fous que ceux de Don Quichotte. Il se rappelle de tout, des réunions, de Franco, de la guerre civile, des brigades internationales. De sa voix encore roque et ferme malgré l’âge, il me comptait sa vie à 100 à l’heure, avec son lot de malheurs, mais « toujours vaincre l’horreur » qu’il me répétait incessamment. À son enterrement, il a tenu à ce que retentisse Joan Baez, la famille Saez s’est alors mise à pleurer d’un seul homme.
Devant mon verre de gin-coca à moitié vide, un joint d’herbe au bec, j’ai cogné dans le mur à m’en exploser les vaisseaux sanguins.

- La souffrance ne s’extériorise pas, elle s’agrippe, elle m’assassine. -

Aujourd’hui je me suis levée à 7h, le ciel était gris et j’avais la nausée. Avant de me coucher je m’étais shootée aux anxiolytiques de la pharmacie, un joint à moitié consumé git dans le cendrier de mon chevet. À moitié nue, quatre heures de sommeil sous la paupière, les bras encore engourdis et les poumons encrassés, j’ai allumé ce pilon nonchalamment. Ma vie ressemble à un éternel début de week-end, la bringue a perdu de sa saveur, le sommeil m’a dit « à tout à l’heure », et mon cerveau est anesthésié à n’importe quelle heure. Quelle faiblesse d’esprit, incapable de supporter la réalité, in-ca-pa-ble.

C’est quand qu’on se réveille ? Je commence à prendre peur.

1983 - Un week-end à la campagne

Tous les gamins du village possèdent un 103 kitté et les font tourner jusqu’à la dernière goute d’essence. Le voisin, juste en face, lave son 4x4 en faisant hurler Johnny pour couvrir le bruit du karcher. Celui de droite tond sa pelouse et celui de gauche répète ses cours de trompette. Derrière la maison, le dernier voisin étrenne son motoculteur flambant neuf.
Mon père scie du métal, ma mère ponce du bois et ma soeur couvre le tout avec le top de la variété collégienne.
Je ferme les volets, tire les rideaux et simulerai un mal de crâne jusque lundi soir pour rester à la maison et retrouver le silence de cette banlieue campagnarde.

Bon ben voilà. Après 2 semaines de love un peu précipité et incompréhensible, je vais plus voir ce petit garçon pendant 2 semaines. Bon. Ça me fait chier. Mais je pense que ça va être bien pour qu’on se pose un peu. Parce que là on se pose pas. Bon en même temps on est in love de ouf. Mais voilà. Un week end chez papa maman, 3 jours de cours avec écrit blanc, 2 jours à Marseille, une semaine à Athènes avec Sarah, et un retour à la maison avec mon mec qui vient me chercher à la gare. Ça va être bien.

Passez un excellent week-end et profitez-en pour venir observer la Tour Eiffel, de près comme de loin. Have an excellent weekend and enjoy it by admiring the Eiffel Tower, closely or from far away. (photo Antonio Gaudencio Photographer).