un sacco di cibo

Domani ritorno in città, ho la valigia pienissima, lo zaino, la borsa del pc, un sacco di buste dove c'è del cibo, per fortuna ho un passaggio di fortuna altrimenti non saprei proprio come fare. Appena arrivata conoscerò le nuove coinquiline, pulirò casa, aggiusterò le cose nella mia stanza, e sicuramente cambierò anche disposizione dei mobili perché voglio che sia completamente diversa da com'era prima, come per simboleggiare un nuovo anno a tutti gli effetti. Penso che metterò il letto dove c'è l'armadio, o magari sposto l'armadio e le scrivanie mentre il letto lo lascio dov'è, o magari domani la mia stanza sarà totalmente stravolta al 100% spostando tutto e non solo qualche piccola cosina.

Poi farò sicuramente una lavatrice, o magari la faccio lunedì, per lavare gli asciugamani e poi parleremo di che offerta wifi fare perché quest'anno se mi faccio il wifi raga è la fine (in senso molto buono).

I complimenti delle persone proprio non riesco ad accettarli.
Ogni volta che mi dicono qualcosa di positivo, penso che in realtà non sia vero o che sia comunque esagerato. Non per cattiveria, ma per l'insicurezza. Non lo so come sono veramente. Quel che so è che ho imparato, invece, che la parola “abbastanza” è una delle più pericolose.
Perché non mi sento mai abbastanza in qualcosa.
Come non mi sento mai abbastanza magra, per fare un esempio. La bilancia mi dice che non sono duecento chili ma ogni volta che mi specchio o che mangio anche la minima cosa, mi sento come se ne fossi il doppio. E vorrei dimagrire e dimagrire ancora come se non ci fosse una fine. Persino quando viene usata con significato tendenzialmente positivo la parola “abbastanza” non perde il suo significato inzuppato di tristezza.
“Ma si dai, che quella ragazza è abbastanza carina”.
Vuol dire che sei guardabile ma non così tanto da essere carina nel vero senso del termine.
“Abbastanza” è come il 5 e mezzo a scuola, quando il professore, guardandoti con un'aria misto perplessità e compiacimento ti dice “hai studiato, ma non basta per prendere la sufficienza”.
È un surrogato di Mara Maionchi, se vogliam essere spiritosi, quando afferma “mi piaci, ma per me è no”.
È una parola che ti farà sentire non adeguata in un sacco di cose.
—  Blueocean