un domani migliore

Non bisogna trattenere chi vuole andar via. Chi vuole starti veramente accanto resta, nonostante tutto.
—  Francesca Sinatra.
A te che stai leggendo, sì proprio a te. Comunque sia stata questa giornata. Se è stata bella, te ne auguro altre tali. Se invece non lo è stata, spero in un domani migliore. Forse ti chiederai il perché stia augurando a uno sconosciuto/a una bella giornata, ma sai non lo so nemmeno io, forse perché conoscendomi mi scaperebbe un sorriso a leggere queste parole o forse per il semplice fatto che tu sei una persona stupenda e ti meriti il meglio.
Spero solo di averti fatta/o sorridere ♡
Ho paura. Ho paura delle aspettative, degli obiettivi e dei progetti alti come l’Empire State Building che da solo mi sono costruito attorno. Ho paura dei miei 25 anni, della strada che sto percorrendo, dell’aria che entra dal finestrino leggermente aperto e di quel temporale che intravedo in lontananza. E’ una sensazione strana, mi soffoca. E non riesco a capire se questo timore sia dovuto dal tempo o dalla vita in sé. Io la trovo inevitabile, va vissuta. E’ più di una fobia e poco meno di una tortura. Il passaggio dall’essere adolescenti all’essere adulti è doloroso da far schifo. Ti scandaglia le viscere alla ricerca di una qualsiasi parte più tenera e innocente da mortificare. Ho paura, in fin dei conti, che il futuro che mi si sta ponendo dinanzi somigli tanto a quel passato che, con tanta, troppa, fatica, ho lasciato alle mie spalle. E questa, in effetti, è la paura più grande.
Ho paura di vivere una vita già vissuta, senza avere la possibilità di dire la mia. E in questo momento, non so perché, non riesco a dire a me stesso quello che vorrei.
Vorrei dirgli che mi conosco fin troppo bene e che tutta la forza tirata fuori nel passato aiuterà a rendere il domani un posto migliore per affrontare questi timori. Che il tempo, visto da vicino, va avanti un minuto alla volta e che questa strada ha due corsie: si potrà sempre fare inversione e non è detto che sarà sempre troppo tardi. La vita sa essere puntuale e meschina, ma anche saggia e accondiscendente.
E, infine, vorrei dirgli che è vero, le paure sono tante ma non abbastanza da non darmi una sola opportunità.
Vorrei e in effetti dovrei.
Devo!
— 

Alessio Dandi

[ps. sono tornato! ❤]

I brufoli. Ma sapete cosa sono per me? Una tortura. Non lo dico tanto per fare, perché so cosa vuol dire.
So cosa vuol dire svegliarsi alla mattina, guardarsi allo specchio e provare una specie di disgusto e di tristezza, perché sai che non se ne andranno. Sono sempre li!
So cosa vuol dire cercare di coprirseli tutti i giorni, fondotinta,BB cream, correttore e chi più ne ha più ne metta. Poi non parliamo di quelli sotto pelle, fanno malissimo e se sono grossi si vede una ridicola cunetta sulla tua faccia che sembra che una zanzara tigre obesa c'aveva le palle girate. E poi quando li schiacci?(anche se non si dovrebbe) quel coso giallo di merda, io non so come faccio a non vomitare. E tutto quel rossore sul viso, insopportabile.
So cosa vuol dire parlare con qualcuno che non ti guarda negli occhi ma si mette a fissarli e a farti sentire sempre più a disagio. Sempre più brutta.
L'acne non è una tortura più che altro fisica, ma psicologica. Ormai io vedo solo quello quando mi guardo. Non posso uscire tranquilla da quanto mi faccio schifo. Con tutte quelle creme e quei trattamenti che non portano a niente. Ne avrò provate almeno una trentina, nessun risultato. (O almeno all'inizio, illudendoti che funziona)
So cosa vuol dire, ci sono quei momenti che proprio vorresti strapparti la pelle da quanto fa schifo. Da quanto fa male.
So cosa vuol dire, quando guardi le tue coetanee, pelle perfetta, color pesca. Zero imperfezioni, zero macchie, niente. Lì, in quel momento, vorresti sparire.
Anche con i ragazzi è un problema. “Se non avesse quelli in faccia sarebbe perfetta” “Bah, troppi brufoli” “ma si lava la faccia?” SI PORCO DIO MI LAVO LA FACCIA, LA PURIFICO, CI METTO MILLE CREME, ANTIBIOTICI, FONDOTINTA, ANCHE L'ACQUA SANTA GUARDA MA PORCAPUTTANA NON SUCCEDE MAI UN CAZZO LO SO CHE SONO UN CESSO E ANCHE SE ME LO FAI CAPIRE NON È CHE SEI MIGLIORE DI ME STRONZETTO PUTTANIERE DI MERDA.
E così finisce la mia giornata, dopo aver purificato la pelle e dopo aver guardato la mia faccia orribile, me ne vado a letto, sperando a un domani migliore, con meno brufoli, con meno problemi.
—  Scusate lo sfogo, ma in questo periodo non ce la faccio proprio più.
Ora torneranno i sabato sera davanti ad un film.
Torneranno i vestiti pesanti, i pomeriggi monotoni con gli amici seduti sempre nel solito bar del centro.
Torneremo a correre per non perdere l'autobus, la metro.
E ci mancherà quando pensavamo che non sarebbe mai giunto questo momento.
Ci mancheranno i pantaloncini corti, i tramonti in riva al mare, la musica a tutto volume e chi ci rimproverava di fare piano.
Ci mancherà cambiare posto, vedere un mare diverso.
Conoscere persone nuove, incontrare quei occhi che ci hanno fatto innamorare e ci hanno lasciati in sospeso per il tempo di un estate.
Ci mancheranno pure le piogge estive, quelle che di prima mattina ci hanno ricordato che tra una cosa e l'altra sarebbe arrivato Settembre e che avremmo dovuto ricominciare.
E torneremo ad aspettare un domani migliore.
Torneremo ad occupare i nostri spazi, il tempo degli altri, ad affondare le mani ghiacciate nelle tasche dei giubbotti.
Settembre ogni anno mi insegna che posso fuggire dove voglio ma che dove vado conta fino ad un certo punto, quando non so più cosa guardare.
Che non la dimentichi una persona con una vacanza, a volte ci vuole una vita intera.
Settembre agli illusi come me insegna che il peggior sentimento è quando ci fanno sentire speciali e poi dobbiamo fingere per un anno intero che dell'amore vissuto in quei tre mesi non ci è mai importato nulla.
L'estate è finita.
—  Antonio Distefano.

Ti senti dire ‘Ma io non immaginavo cosa stesse succedendo, ti vedevo sempre ridere e scherzare, e per me stavi bene per davvero’. E invece no, proprio quando qualcuno mostra un sorriso come scudo, ironizza su tutto, e ride sempre non vuol dire che vada sempre a meraviglia. È proprio in questi casi che combatti contro qualcosa di terribile, stai cercando di superare uno dei periodi più orribili della tua vita. Non puoi mica inondarti il viso di lacrime tutti i giorni, questo mai. Impari ad andare avanti  solo quando la forza e il coraggio ti vengono incontro..perché quando cadi non è detto che qualcuno ti aiuti a rialzarti, accade raramente … è così che impari a convivere con le tue paure con la speranza in un domani migliore

Pochi sanno cosa significhi trovarsi in un buco nero senza via d'uscita, cosa significhi non trovare un'unica ragione per svegliarsi la mattina se non l'istinto di sopravvivenza.
Cosa significhi non riuscire neanche a farsi una doccia o a mangiare o ad uscire di casa. Cosa significhi voler solo morire e non poter fare quell'unica cosa perché comunque c'è una forza più forte che ti tiene in vita.
Vuol dire toccare il fondo.
E si può risalire ma è faticoso, fa malissimo ed è una lotta continua tra la te che vorrebbe stare bene e la te che vorrebbe rimanere lì per sempre.
Poi alla fine ne esci, ti impegni, attacchi i foglietti in cui il tuo psicologo ha scritto che vai bene come sei sul muro. Te lo ripeti davanti allo specchio. Ti dici che non sei una brutta persona tu, hai solo un mostro dentro, che può essere sconfitto, che puoi mettere a tacere, se vuoi.
Ti ami, finalmente, ti senti forte e capace di dare. Conosci un ragazzo, ti innamori di lui e lui si innamora di te.
E tu pensi che è proprio vero, che le cose possono cambiare, che puoi essere amata, che puoi fare del bene, che puoi essere felice, che il mostro non uscirà più, che starai bene e progetti un futuro bellissimo con la persona che ami.
Pensi che il passato è passato e tu non sei più così, non commetterai più gli stessi errori, sei forte, sei brava, sei bella, sei amata davvero, adesso.

E poi, ad un certo punto, la sua voce cambia, sei riportata a sei anni fa: la voce della persona che più amavi al mondo che ti diceva che non avevate più niente da dirvi. Il mondo ti cade addosso, non riesci più ad essere forte, sei terrorizzata.
E poi succede: lui ti lascia sola, lui non vuole più stare con te, lui non ti risponde ai messaggi, lui non vuole vederti neanche un'ultima volta.
E capisci che sei tu, che non sei cambiata affatto, che fai questo alle persone che ami, le costringi ad abbandonarti. Fai loro del male e le costringi a fartene.
Non è servito a niente il lavoro, la fatica per rialzarsi e sperare in un domani migliore, non lo sai fare, fai solo questo, solo del male.
Se anche la persona a cui diventavano gli occhi lucidi al pensiero che tu soffrissi ti fa questo, vuol dire che non c'è speranza, che puoi smettere di lottare e forse puoi dare retta alla voce che ti dice di andare giù.
Non puoi più amare ed essere amata perché è questa la fine.
Non puoi neanche vivere sapendo di non poter essere amata perché fa troppo male questa consapevolezza.

Fai un piano, credi in te stesso.
Goditi ciò che sei.
Accetta la tua umanità.
Chiedi aiuto, e accetta ciò che gli altri hanno da darti.
Ringrazia.
Cambia, senza indugio e con coraggio.
Accetta ciò che non puoi cambiare.
Sii paziente.
Mantieni le promesse, quelle del tuo cuore.
Non indugiare sul passato.
Vivi con amore ogni momento.
Costruisci un domani migliore.
Apri il tuo cuore, esplora la tua anima.
Ricorda, i miracoli accadono.
Sorridi.
—  Stephen Littleword

-Ci sono tutti questi amanti vuoti che dicono sempre “morirei per te”, come se fosse una cosa romantica da ammettere all'altra persona, eppure io li vedo alla fine, che scappano l'uno dall'altra senza neanche accorgersene. E ok, morire pur di salvare la persona amata suona poetico, ma non a me. Poiché, se due si amano davvero ed uno dei due muore, l'altra persona non muore un po’ anche lei? Quel romanticismo è sopravvalutato. Dal mio punto di vista, bisognerebbe dire “vivrei per te”.
Questo è difficile. Morire, sai, è un attimo. Per vivere invece ci vuole molto tempo, più fatica. Sarebbe bello sentire queste parole perché c'è troppo amore che marcisce nel mondo, e la vita poi si ritrova troncata a metà. Se invece vivessimo ancora per qualcuno, continueremmo a sperare in un domani migliore, a sognare, senza morire ogni giorno per un cuore spezzato.

E mi mancherà prendere il sole sulla spiaggia, i pantaloncini corti, le canotte, gli smalti colorati, le risate. Mi mancheranno le ore piccole, i falò sotto la luna, vedere l’alba alle sei di mattina. Mi mancheranno i baci rubati sotto le stelle in riva al mare; quelli voluti, desiderati dall'inverno prima, e ancor di più quelli inaspettati. Mi mancherà il suo respiro caldo alle tre di notte, abbracciati sulla sabbia con la sua felpa addosso. Mi marcheranno i bagni a mezzanotte sotto la pioggia, le feste in piscina, le collane di fiori, gli alcolici e la musica a tutto volume. Mi mancheranno le corse in moto cantando a squarciagola. Mi mancherà questa vita frenetica senza sosta. Mi marcheranno le granite, lo zucchero filato, il gelato, le auto scontro, le giostre e i fuochi d’artificio. Mi mancheranno i nuovi incontri, i nuovi amici che vanno via lasciandoci con un po’ di cuore in meno. Mi mancherà quest’estate da film che oramai è volata via, una piccola tregua dagli autobus, dalla monotonia. Questo giorno è arrivato, non posso più scappare, non mi resta che aspettare un domani migliore.
—  pauradidimenticare

Resta con me un altro giorno, non ce fretta di tornare alla realtà. Resta perché da quando sei qui riesco di nuovo a sognare. Resta perché tu mi fai di nuovo sperare in un domani migliore. Resta perché senza te non riesco ad amare. Resta perché senza te la vita è insapore, ma il mio gusto preferito è sempre stato il sapore morbido delle tue dolci labbra..