uliveti

lungomare.
due mericani di quarant'anni, ciascuno con un evidente marsupio di nzogna attorno alla vita, un panzone che dalla loro parte, del proprio pesce, il guardo esclude.

essi se ne andavano girando su quei monopattini elettrici che sembrano usciti da una serie distopica - non la versione per equilibristi, ma quella con manubrio.

invece di passeggiare, e cioè di usare quelle gambe di adipe e di vene varicose e di peli incarniti, essi giravano su un veicolo elettrico, ed elettrico significa che si carica rint ‘a currente, e per creare quell'energia servono risorse, risorse scavate chissà in quale posto del mondo e trasportate chissà con quali mezzi o tubature, e trasformate con chissà quali centrali, che producono chissà quali fumi in chissà quale campagna dove ci sono gli uliveti e le pummarole - se pure quei monopattini fossero a energia solare, ti pare normale che in vietnam, un bambino di dodici anni pagato quattro stagnarielli al giorno, che mangia venti grammi di riso a pranzo, deve assemblare monopattini per far atteggiare agli obesi dell'altra parte del mondo, cioè per permettere a quei due ciardoni del massachussettes di passeggiare senza passeggiare, e di godere dello splendido lungomare, del sole, e del mandolino, senza rischiare un crampo al polpaccio o un infarto al capitiello.

a un certo punto, con un motivetto suonato da una tuba, uno dei due fa na giravolta, il secondo va dritto, e si quagliano l'uno contro l'altro, formando un inestricabile blob di ferraglia e ciaccio e bacon.

tutto questo per dire che da sempre, una parte di me, non so se a torto o ragione, non riesce a non pensare che tutte le merdate che accadono quotidianamente nel mondo, dallo sfruttamento del sudore dei senzaddio fino ai missili furbi in medioriente, tutte queste cose sono solo una naturale conseguenza del fatto che abbiamo dato per scontato e normale, e vabbè, così funziona, e che ci vuoi fa’, che qualcuno debba farsi i kilometri a piedi scalzi per arrecogliere acqua potabile da un pozzo, e qualcun altro invece possa andare girando su un monopattino elettrico co na carlsberg in mano senza ricevere un paccarone dietro al cranio, 'o biso’, ncuorp a nonn’t, scinn a lloc ngopp e cammina, ca quann 'e piscià t'e truvà opesc a sentimento, e quindi vabbè, tuttappost, così funziona, ciao.

—  Luca Fiorentino (pagina Facebook)