tuttos

Oggi sono invidiosa. Invidiosa di chi riesce a sorridere.

Capita.

Ho capito che poche parole possono sprigionare una delusione che ti blocca il respiro.

Ho capito che non basta aprire gli occhi, bisogna cambiarli. Cambiare il modo di vedere le cose, cambiare le “cose” da vedere. Cambiare ogni cosa.

Ho capito che era tutto nella mia testa, ho immaginato, ho sperato, ho sognato.

Ho capito che quando la tristezza si trasforma in rabbia, poi in delusione, manca poco all'indifferenza. Poi sarà tutto in discesa.

Ho capito che non ci si può fidare neppure degli occhi.

Ho capito che non bisognerebbe mai permettere alle belle parole di entrarti dentro, sono “solo” parole, se tu dai loro peso non è detto che tutti lo facciano. Dovrei scrivere un manuale per noi incredibili romantiche e chiamarlo “I fatti parlano, le parole ingannano”.

Ho capito che le persone che entreranno nella mia vita dovranno essere una certezza, una roccia, un raggio di sole dopo la tempesta, bianco o nero. Addio grigio, non esiste colore più triste.

Ho capito tantissime cose che avrei dovuto capire prima, era tutto scritto davanti a me, c’è sempre stato. Forse non avevo voglia di leggere, forse fingevo di essere analfabeta.

Ebbene sì, oggi invidio chi sa sorridere, ma un giorno non molto lontano sarà il mondo a invidiare il sorriso più splendente di tutti. Il mio.

2

Lo dedico a me questo tramonto, io che non mi sono mai dedicata niente.
Ho sempre dedicato ogni cosa a te, tramonti, albe, frasi dei libri, canzoni, secondi, minuti, ore, ogni cosa che a me piaceva era per te, ma per me non ho mai fatto nulla.
E tu queste cose neanche lo sai.
Ma è ora di pensare a me.
Dico sempre che sono io a non meritati, ma sinceramente sei tu che non meriti una come me, una che ha provato a darti tutto, ma tu non te sei neanche reso conto, neanche un minimo sguardo.

Sul treno provo invano a sistemare la valigia nel coso portavaligie che non so come si chiama, quindi per semplificare la narrazione da oggi sarà per sempre ‘coso portavaligie che non so come si chiama’, rischiando di farla cadere a più riprese sulla testa di una preoccupatissima signora che mi guarda con muto terrore.
Un tizio si muove a compassione, si alza, mi aiuta, sistema la mia valigia nel coso portavaligie che non so come si chiama e poi si risiede.
Che gentile, penso. Gli sorrido pure un sacco, che con 'sto caldo è una fatica vera.
Un attimo dopo si gira verso i suoi amici e tutto tronfio dice:
'e poi vogliono pure avere la parità dei sessi, capi’?’

Ora sono qui che lo fisso come Chucky, la bambola assassina, cercando di capire come porre fine alla sua vita senza destare troppi sospetti.

anonymous asked:

Di dove sei?

Non capita anche a voi, alle volte, di accorgervi di non aver in comune con le persone a cui volete bene le cose che un tempo pensavate avere? Sapete, tipo quella sensazione “gli parlerei di questa cosa, ma non gliene frega niente”, “gli direi questa cosa, ma fraintenderebbe”, “mi dice questa cosa che per lui non è nulla di importante, ma a me invece fa malissimo”, “la pensa in questo modo su questo determinato argomento, per me è assurdo e la vedo in maniera diametrialmente opposta”, “si comporta in questo determinato modo in certe situazioni, io mi comporto in maniera del tutto differente”. Non mi fa neanche sentire solo, questa cosa, quanto più che altro bisognoso e in cerca di qualcuno con cui condividere certe cose, certi modi di vedere la vita, di ragionare, di porsi, di pensarla, di esprimersi. Diverso, più che altro. E’ questa la parola, sì. Non solo, diverso. 

Buona serata a tutte le onde solitarie

“Meritate qualcuno che voglia volervi sul serio. Che vi stringa forte le mani se non trovate le parole, che vi sfiori gli angoli della bocca quando un bacio non sa bastare, che conosca a memoria le vostre debolezze e non ve le faccia pesare, che accarezzi la vostra anima nera e nonostante tutto decida di restare, rischiare, amare. Meritate mille sorrisi negli occhi e l’amore sulle labbra, i baci più belli e i brividi nel sangue. Meritate le decisioni affrettate e folli che non hanno tempo di pensare, le fughe al mare, e qualsiasi cosa che è amore da desiderare, e realizzare. Meritate qualcuno che tremi per voi, che vi senta nelle vene, che abbia voglia di correre, partire, andare, che non aspetti il sole, che voglia starvi accanto anche se fuori piove. Meritate qualcuno che voglia volervi davvero. Sempre. ”
Cit.

☆brezzamarina☆

Viviamo in un'epoca in cui ci sentiamo in colpa ogni volta che dobbiamo tagliare i ponti con qualcuno, ma la realtà è che alcuni rapporti devono morire. Non siamo fatti per essere così legati alla gente del nostro passato. Internet ci impone di non bruciare i ponti e tenere tutti in giro come reliquie, ma quelle sono le aspettative irrealistiche e malsane. In parole povere, non abbiamo bisogno di sapere tutto degli altri. Ci è permesso di essere esigenti su chi ci circondiamo online e nella vita reale, anche se ciò potrebbe ferire i sentimenti delle persone.
Una persona sensibile la si nota subito perché ha bisogno di continue sicurezze e quello che manca a lei, lo manifesta con te. Le persone sensibili le riconosci subito: hanno paura, paura che un giorno tutto possa cambiare e che non sia più lo stesso. Sono quelle che si fanno in quattro per le persone ma poi ne ricavano bastonate.
—  Jonathan Congiu