treccia

Una stazione, un treno, una ragazza.
La ragazza ha i capelli biondi, raccolti in una treccia, gli occhi marroni, cioccolato, liquidi.
Sale sul treno, cerca un posto vicino al finestrino, ma stranamente il treno è pieno, percorre tutto il vagone, fino a trovare un posto libero.
Quasi sbuffa, il posto accanto al finestrino è già occupato da un ragazzo.
“È libero?” Chiede.
Il ragazzo alza lo sguardo dal telefono.
È bellissimo.
Ha i capelli castani, un po’ ricci e scompigliati, come dopo una corsa, gli occhi marroni, così simili ai suoi, c’è qualcosa di profondamente dolce in quello sguardo.
“Certo” le risponde, accenna quasi un sorriso.
Lei si siede.
Non è più così dispiaciuta di non aver trovato un posto dove stare da sola.
Si trova spesso a guardare verso il finestrino, non osserva il paesaggio, quasi spia di nascosto il suo compagno di viaggio.
Qualche volta lui sembra fare lo stesso, no, non è possibile lui è troppo carino, ha degli occhi troppo dolci, perché si possa accorgere di una come lei.
Vorrebbe dirgli qualcosa anche solo un ‘ciao’ ma le parole le restano impigliate in gola.

Una stazione, un treno, un ragazzo.
Il ragazzo ha i capelli castani, un po’ ricci e scompigliati, come dopo una corsa, gli occhi marroni, color cioccolato, dentro ai quali si può cogliere qualcosa di dolce e triste allo stesso tempo, una specie di malinconia.
È seduto accanto al finestrino, è arrivato prima proprio per riuscire a trovare un posto in cui stare tranquillo, prende il cellulare e inizia a buttare giù qualche pensiero.
“È libero?” Chiede una ragazza.
La guarda meglio.
È bellissima.
Ha i capelli biondi, raccolti in una treccia, gli occhi marroni, così simili ai suoi, liquidi, quasi portassero dentro il mare.
“Certo” le risponde, accenna un timido sorriso.
Lei si siede.
Non è più interessato a guardare fuori dal finestrino, non vuole più scrivere i suoi pensieri, vuole perdersi dentro quell’oceano marrone.
Si trova spesso a osservare la ragazza, spia di nascosto la sua compagna di viaggio.
Qualche volta lei sembra fare lo stesso, no, non è possibile lei è troppo carina, ha degli occhi troppo liquidi, perché si possa accorgere di uno come lui.
Vorrebbe dirle qualcosa, anche solo un ‘ciao’ ma le parole gli restano impigliate in gola.

Il treno fischia, la stazione si avvicina.
I due alzano nello stesso momento lo sguardo, sembrano voler dire qualcosa ma restano in silenzio, entrambi.
La ragazza abbassa lo sguardo per prima e sorride, si alza e piano scende dal treno.
Lui era troppo per lei, cosa stava pensando?
Il ragazzo resta seduto, la sua è la prossima fermata, vede la ragazza alzarsi, non lo guarda neanche, probabilmente non si è neanche accorta si lui, eppure gli pare di scorgerle un sorriso prima di perderla di vista.
Lei era troppo per lui, cosa stava pensando?

—  portolealidiunangelo