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La mia maturità

Ho sempre odiato le persone che non capiscono cosa voglia dire sentirsi feriti ed umiliati quando si subisce una frecciatina, un commento più o meno velato, un cambiamento di comportamento da parte di chiunque su questo mondo conseguente alla grande rivelazione del proprio orientamento sessuale. Le ho sempre odiate queste cazzo di persone. Pensavo: “Ma come puoi non capire quanto possa far male sentire un peso del genere sul proprio petto? Come puoi non renderti conto che stai ferendo una persona dandole la colpa di essere ciò che è?”. Non riuscivo proprio a spiegarmi come potesse essere così difficile comprendere che queste ferite lasciano un segno, un segno profondo con cui si deve avere a che fare ogni singolo giorno. Ma poi mi sono resa conto che, forse, io queste persone mica le odio. Sono fatte così, sono fatte male e io dovrei fregarmene come ho sempre fatto. E allora perché non posso fare a meno di pensarci? La realtà è che un po’ le invidio, le invidio perché si sa… è più facile vivere nell'ignoranza. È più facile vivere in un mondo che senti talmente tuo da arrogarti il diritto di modellarlo a tuo piacimento, in cui senti di dover decidere tu cosa sia giusto e cosa sia sbagliato. È dannatamente più facile essere dall'altra parte. È un pensiero che sto davvero faticando a togliermi dalla testa. Ho capito che il mondo è diviso in due grandi schieramenti opposti: chi si arroga il dovere di decidere per gli altri e chi perde il diritto di decidere per se stesso. Io non voglio far parte né di uno né dell'altro, non più. Voglio decidere per me stessa, voglio sentirmi libera in un mondo che sia anche mio, voglio poter dire ad alta voce al mondo che sono bisessuale e che sì, cazzo, ne vado fiera. Farei la stessa cosa mostrando a tutti il colore dei miei occhi, o la piccola fossetta che compare sulla mia guancia sinistra durante un sorriso perché sì, sono nata così e questa sono io, niente di più e niente di meno.
Appunto a me stessa e a chiunque altro (ma più a me stessa): è arrivato il momento di prendere le redini della propria vita, e di strapparle di mano a chi ha sempre pensato di poterla guidare al posto tuo.

anonymous asked:

Se dovessi fare una vacanza al nord, dove andresti?

Nu saccio, dicono che il Trentino sia bello per i turisti, sopratutto fresco.
Anche tipo Torino, Milano o Venezia oh.
Ma sono povero, quindi rimango in Calabria.

mio fratello ed io stamani siamo partiti in auto da Torino per andare dai nonni a Como e ad un certo punto abbiamo visto due che camminavano lungo la corsia d'emergenza.
ci siamo fermati ad una piazzola e gli sono andato incontro per vedere se avevano bisogno.
erano marito e moglie, che andavano a piedi a Milano ed avevano davanti ancora più di 130 km sotto il sole.
non parlavano in italiano, ma con un poco di arabo ed inglese ci siamo capiti comunque.
venivano dall'Eritrea ed hanno attraversato il Sudan, la Libia, il mare e percorso tutta l'Italia.
siamo anche riusciti a chiamare il fratello del marito, in Olanda e spiegare la situazione.
in auto avevamo solo succo di pera che però hanno rifiutato, dell'acqua e delle mandorle.
li abbiamo portati in Centrale dove hanno subito incrociato dei connazionali che li hanno accolti. hanno organizzato una colletta, volevano pagarci, ed erano piuttosto increduli quando abbiamo rifiutato i soldi.

e poi c'è gente che è convinta che basti costruire muri.