tia&niece

8

Doctor Who episodes | Story: 071 | season 11 [2/5]
↳ Invasion of the Dinosaurs

“Look, I understand your ideals. In many ways I sympathise with them. But this is not the way to go about it, you know? You’ve got no right to take away the existence of generations of people.”

Se lo scrivi, la tristezza resta.

Ieri e oggi sono state giornate tristi. È questo il motivo per cui tardavo a parlarne, e anche perché fondamentalmente non accade niente di nuovo sotto il cielo, la mia tristezza dipende sempre dagli stessi motivi e cerco di non pensarci, ma in alcuni giorni torna a galla. E poi mi sembra che se lo scriva vuol dire che è successo davvero, e in fondo spero sempre che non sia così nel mio mondo fatto di nuvole e personaggi immaginari.
Questa mattina la giornata era partita bene perché la mia città/paese, come la chiamo io perché non è né un paese né una città, quando arriva l’estate si desertifica, tutti vanno al mare e soprattutto nel weekend c’è poca gente per strada. Gioia per me. Meno gente c’è, meglio sto, si sa.
La nonna peggiora sempre di più e infatti la sto andando a trovare sempre meno, forse sarà egoistico, ma non ce la faccio a vederla in quello stato. Ormai sta sempre sulla sedia a rotelle e da sola non muove più un passo. Non mi sorride neanche più, non mi dice buongiorno. Prima quando entravo almeno sorrideva e mi riconosceva. Adesso non mi ricordo quando è stata l’ultima volta che l’ha fatto. Quando ho visto la badante trascinarla dal bagno alla cucina me ne sono andata in un’altra stanza perché non voglio neanche ricordarmele queste cose quando lei non ci sarà più veramente, non voglio accumulare questi ricordi, voglio dimenticarli. Voglio dimenticarli. Voglio dimenticarli.
Tra l’altro riflettevo l’altro giorno sul fatto che quando parlo di lei lo faccio sempre con i verbi al passato e le persone che non mi conoscono credono che non ci sia più. Alla fine non è un po’ vero? È veramente lei la donna in quello stato? Non me la sento di parlarne al presente, perché per me lei non è mia nonna. Lei era gioiosa, forte, loquace, anche rispustera, e questo perdonate, non so tradurlo, chiedete a Eduardo. E adesso è sempre triste, nervosa, si sente impotente e non lo sa dire, ma lo si legge dal suo sguardo e dai suoi silenzi.
Lo zio d’America domani parte di nuovo, ormai in questi anni non so neanche più quanti post gli ho dedicato, dovrei contarli. Ogni volta che se ne va giura che sarà l’ultima volta e noi un po’ ci crediamo e piangiamo, però poi torna sempre a venire. Dice che vuole stabilirsi a Dublino, lui e Andrea (tia) vogliono trascinarmi con loro per la storia che qui non c’è futuro. Ma a me casa mia piace, sarò l’unica pazza a voler restare. E se proprio me ne devo andare da un’altra parte, perché proprio Dublino dove si muore di freddo? Infatti Andrea continua a mandarmi l’emoji degli scii mentre è in Brasile, e io continuo a mandarle quella del mare. Abbiamo proprio gli stessi obiettivi, vero? Almeno spero di trovare tante biciclette e un irlandese che mi ami per la vita. O anche no. Ma poi quanta coerenza c'è in me che dico di voler andarmene e di voler anche restare? Ah, sono cretina forte.
Ieri sera la notizia che mio fratello starà per via per un mese mi ha sconvolto ulteriormente e forse avrei dovuto iniziare questo post parlando di lui, ma non ho pensato alla cronologia delle emozioni. È già capitato che non ci siamo visti per mesi interi, tre al massimo, quindi questa volta dovrebbe essere anche meno massacrante, ma ero sempre io a partire e a dover fare delle cose altrove. Questa volta è lui ad andare e svegliarmi ogni giorno e vedere la stanza vuota sono sicura che mi causerà un piantino quotidiano e mi annoierò a morte, e i pasti senza di lui di fronte saranno un tormento, e basta, non faccio altri esempi perché solo per mettermici a pensare di nuovo mi vengono gli occhi lucidi e non posso scrivere.
E le persone che mi chiedono “Quest’anno dove vai in vacanza?” non mi disturbano neanche più perché ormai ho collaudato una risposta basilare insieme a madre che diciamo meccanicamente a chiunque ce lo chieda. Come se quest’anno fosse diverso dall’anno scorso… come se la gente sapesse che non faccio una vacanza da tre anni e che vivo una vita di merda costante. Ma alle persone cosa gliene frega? Lo chiedono per educazione, mica vogliono sentire i tuoi guai. E allora rispondiamo meccanicamente e andiamo avanti.
Il bianco e il blu mi fanno stare bene però. Pensiamo a questo.

One of the posible paths of “Choices” but  if the characters will arrive tho this point is entirely  up to you.

As a clue, he will always, always tempt Tia into a path that befits his interests, what those are, are for him to know and for her to figure out.

Patrons will get the HIgh RES version and the PSD right away.

5

Can we talk about how, during the wakunan match when yamaguchi decided to not jump for his serve, tsukishima instinctively knew before anyone else did? He knew how nervous about the first bad serve yamaguchi was and knew something was off before the serve toss even went up. That means, before any clue was given that something was wrong with yamaguchi, tsukishima already had some idea of it. In the five seconds yams took to get back into position, tsukishima was able to pick up that something was seriously wrong from the sideline. With the timing, it almost looks like he started to worry before yamaguchi himself even knew how he was going to proceed. 

And then after the toss went up, only tsukishima and ennoshita understood immediately what was happening and the significance of it. Ennoshita knew because he’s experienced running away before. Tsukishima just knows yamaguchi that well, I guess. And ofc ennoshita and tsukki are the only two who have enough understanding of the situation to offer yamaguchi support later. Tsukishima knew something was wrong before anyone else and he was one of the two who knew how much not jumping would kill yams. Tell me again that tsukishima doesn’t pay yamaguchi any mind.

So I went to a party last night and got drunk as hell. So of course, I had to write a drunk kabby fic. I had time to kill babysitting my niece anyway. This was nothing like i had intended it to be but then it just kind of…happened. I guess i was reminded of this one big bang theory episode. Anyway, enjoy!

Mild crack fic, cannon compliant, set post S2 pre S3.

                                                         Intoxicating

Abby Griffin was drunk.

She wasn’t just tipsy or a little unsteady on her feet, but stumbling, face flushed, laughing and throwing her arms around Jackson, smashed off her face.

It had been three months since Clarke had brought down Mt Weather and rescued their people. Since then, everyone had been picking up the pieces and starting again, enjoying their period of peace, something that everyone (specifically Clarke, Raven, Monty, Harper and Jasper) believed was well worth celebrating. So with much persuasion and Marcus’s eventual support, the kids managed to convince Chancellor Griffin to let them throw a party.

Fortunately for them, free trade between the Skaikru and Trikru meant that their people could purchase goods they hadn’t had access to before; ripe grapes, apples and pears, and extracts from other fruity, spicy plants. This meant that moonshine was no longer their only alcoholic option, but Monty and Jasper were now able to brew wine, cider, and a rage of alcoholic spirits for the party.

Marcus wasn’t sure how much Abby had to drink, or how she came to drink so much when she had never been a heavy drinker; although he suspected that Jasper and Monty - who were sharing wide eyed, disbelieving looks and bursts of laughter as they watched their drunken Chancellor dance on the floor - had something to do with that.

Nonetheless, Abby had drunk enough that she felt as light as a cloud of helium balloons and tingling all over, alcohol clouding her mind so she was filled with nothing but the dizzying desire to keep on spinning, dancing and laughing with Raven, freeing her spirit from her body.

And Marcus couldn’t stop watching her.

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