ti amo come

E qualsiasi angoscia che adesso sembra mortale, in confronto al perderti, non sembrerà uguale.
—  William Shakespeare.

Ti farà male,
però imparerai.
Imparerai a dimenticarlo.
Imparerai a dimenticare
come cammina.
A dimenticare
come si muovono
i suoi capelli
con il vento.
A dimenticare
la sua voce.
A dimenticare
come gesticola
mentre parla.
A dimenticare
il suo colore preferito.
A dimenticare
come gli piace il caffè.
A dimenticare
gli orari
del suo pullman.
A dimenticare
dove gli piace
sedersi al cinema.
A dimenticare
di che colore
mette il costume d'estate e
in che spiaggia
ama andare.
A dimenticare
la sua musica preferita.
A dimenticare
i messaggi
alle quattro del mattino
che dicevano
‘Giulia Ghironi sei la MIA vita!’.
A dimenticare
come salutava te.
A dimenticare
gli sguardi e
le occhiate.
A dimenticare
le domande assillanti.
A dimenticare
come strizza gli occhi
al mattino appena sveglio.
A dimenticare
come ti urlava “Giulia, ti amo!”.
A dimenticare
come ride.
A dimenticare
le facce buffe che fa per prenderti in giro.
A dimenticare
le date dei giorni che avete passato
insieme
e ogni dettaglio e particolare di questi.

A dimenticare tutto.

Farà male,
te lo giuro,
farà male ma
imparerai
a non cercarlo, 
a non guardarlo,
a non pensarlo,
a non parlare di lui,
a non riguardare
le vostre vecchie foto,
a non incrociare
la sua strada,
a non sederti al suo posto al cinema,
a non indossare il suo colore preferito,
a non prendere un suo pullman,
a non rifare le sue facce buffe,
a non fare battute che lo avrebbero fatto ridere.

Farà male.
Farà male da morire,
da non farcela più,
tanto che sentirai
il tuo cuore scoppiare
e straboccare
che vorrai
strappartelo via,
insieme a tutto
il dolore.
Farà talmente male
che ad un certo
momento dirai
‘basta!’
e vorrai andartene via.
Farà tanto male
che vorrai
solo gridare nel buio
e piangere
sotto le tue coperte.

Farà male,
te lo assicuro.
Più volte ti sentirai morire,
oppure ti sentirai
cedere le gambe
mentre sali le scale
per andare in classe,
oppure ti verrà
da nasconderti
in un vicolo
appena vedi uno
con lo suo stesso
giubbotto,
o vorrai evitare
chiunque beva il suo stesso caffè,
o non sopporterai
più quando ti chiederanno di lui
e come è andata
tra voi.

E sai perché farà così male?
Perché non puoi,
non puoi dimenticarlo.

Te lo giuro,
potrai fare tutto quello che vuoi ma
non ci riuscirai.
Potranno anche passare giorni,
mesi,
persino anni,
che sarai certa
di averlo lasciato
nel tuo passato
per sempre,
sarai certa
di averlo cancellato
dalla tua memoria. 

Ma ti basterà
risentire
la canzone
che ascoltava sul pullman,
conoscere qualcuno
con lo stesso
nome,
ripassare davanti
ad una vetrina
con in mostra
la stessa felpa
che gli hai regalato per natale,
e che usavi tu
perché era comoda,
grande e calda
come i suoi abbracci,
o magari
cambiando canale
ti fermerai
davanti alla televisione
a fissare
una scena del film
che siete andati
a vedere insieme,
o risentirai
una risata
simile
alla sua.

E lui sarà di nuovo in te.
Lo sentirai
di nuovo.
Lo risentirai
nelle vene,
nelle ossa,
nel profumo
di caffè,
nel vostro
film preferito,
nella sua musica,
nelle mani
che ti tremano,
nelle gambe molli che cedono,
nel giorno e nella notte,
nell'aria.

E sai perché non ce la farai?
Perché non potrai
mai
dimenticare
chi hai amato
in quel modo,
non potrai
dimenticare mai
chi hai amato così.

— 

GIULIA GHIRONI. - (via @queitaglisuipolsisporchi)

Ho passato molto tempo a scriverlo, per favore non togliete la fonte, ci tengo tanto.

Se prendi questo testo, ricorda di aggiungere il mio nome.

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@giuliaaghironi ✨

Oggi non so chi sono,
ieri nemmeno,
tra tutte le persone solo tu mi conosci davvero.
—  Mr.Rain-Carillon
Innamorarsi ogni giorno come il primo giorno
—  Cuffietterossofuoco
Giuro,
io ci provo a dimenticarti,
è che proprio non ce la faccio.
—  Citazione mia @sololemielacrime
La devi smettere di parlare con me
e di chiedermi come sto
[..]
Io ti amo
e ti amerò per sempre
ma non voglio amarti
io voglio essere felice
[..]
e se tu continui a tirarmi a te
io ritornerò da te.
—  Grey’s Anatomy - Lexie e Mark
Mi manchi ma non posso dirtelo, mi rideresti in faccia oppure non ci crederesti. Ma mi manchi, davvero. Mi manca quando parlavamo ogni giorno, mi manca quando facevi le battute squallide, mi manca quando mi facevi ridere, mi manca quando mi dicevi le cose dolci, mi manca anche quando mi facevi innervosire, giuro che mi manca anche questo. Mi manca quando io ti dicevo i miei problemi e tu mi capivi sempre. Mi mancano anche le nostre litigate, i nostri giorni senza parole, le nostre notti passate ad incazzarci, le nostre incomprensioni, le tue battute pessime al momento sbagliato. Mi manchi tu e fa tutto schifo da quando te ne sei andato. E so che a te non cambia la vita, che per te non ero nessuno, mi sono illusa. Ti ho dato tutto quello che avevo e ho fatto tutto quello che potevo fare per te. Davvero, non so dove ho sbagliato, forse non c’entrano neanche degli errori, forse ti eri solamente stancato di me. Avrei preferito me lo dicessi però, perché finirla in questo modo fa schifo, fa male, davvero. Mi manchi come quando sei sott’acqua e hai bisogno di aria nei polmoni. Peccato che non te ne freghi niente di tutto questo.
È un banalissimo ti amo, quello che sta sera sentirai.
È un banalissimo ti amo, per tenerti lontano dai guai.
È un banalissimo ti amo, quello che per sempre sentirai.
È un banalissimo ti amo, per noi che banali non lo saremo mai.
—  Cranio randagio, un banalissimo ti amo.

Ti ho cercato un sacco prima di trovarti.
La prima volta ti ho cercato in altri occhi, poi ti ho trovato mentre vagavano distratti.
La seconda volta ti ho cercato in altri posti, e ti ho trovato sulla solita panchina.
La terza volta ti ho cercato in altre braccia, ma non sapevano di te. Così ti ho trovato poggiato al muro, ma non ti ho trovato più. Mi sono allontanata, e ho fatto finta di non sapere che ti avevo già trovato. Ho continuato a cercare qualcosa che ti somigliasse, in altre mani, in altri giochi.

Cercavo le tue domande nelle risposte degli altri, ma nessuno era mai te. E allora mi facevo andare bene cose che mi facevano male perché non mi ricordavano te. Ed io volevo ricordarmi del tuo viso ma sotto altre luci era diverso. Io volevo ricordarmi del tuo odore, ma sugli altri lo stesso profumo non faceva lo stesso effetto.

Così io ti ho cercato, e nuovamente non ti ho trovato. Sempre un passo avanti e l'altro indietro, io e te.
Non ci capiamo più, io e te.
O forse ci capiamo ancora, il punto è che non vogliamo più la stessa cosa. Allora facciamo finta.
Io rido e ti passo accanto, ti guardo indifferente come se non m'avessi scosso l'anima.
Tu mi guardi e mi sorridi, ma lo so che non ti ho trovato, quando te ne vai e non mi guardi, mi fai male ma non ti interessa.
Fingo di stare bene ma ti spio in ogni dove, per sapere se tu hai trovato qualcuno di diverso che ti fa star bene uguale, per sapere se lei ha i miei stessi occhi, o magari li ha più simili ai tuoi. Se guardate dalla stessa parte. Se magari la capisci, se volete la stessa cosa. Se guardi lei come guardavi me, se non le fai male, se quando se ne va la guardi fino a quando non puoi più, se la aspetti a braccia aperte, se le hai dato tutto quello su cui pensavo di avere l'esclusiva.

Permettimi di essere egoista, una volta nella vita, perché lo sono solo quando ti riguarda. Perché tu non sai quante notti mi sveglio pensando che meriti di essere felice, però non essere innamorato di qualcun altro. Ti prego, aspetta me, cerca me, troviamoci.