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MONDAY INSPIRATION: SII LIBERO!

"Non ci sarebbe nulla a spaventarvi se rifiutaste di aver paura" - Gandhi

Ci sono sempre delle buone scuse che ci prevengono dall’intraprendere un nuovo sentiero, dal cambiare quella lunga abitudine che ormai ci sta stretta, dal ridere ballare ed essere felici nonostante tutte le circostanze. Perchè succede? E’ questa la paura del nuovo, la paura dello sconosciuto futuro, la paura di essere giudicati? Bene, per quanto mi riguarda mi sono fatta una nota oggi: ‘Ricordati di fare ogni giorno anche una piccola cosa che ti spaventa’. Rifiutiamo di aver paura, decidiamo di essere liberi!

MONDAY INSPIRATION: ED E' SUBITO SERA.

Ognuno sta solo sul cuor della terra
trafitto da un raggio di sole:
ed è subito sera.

Salvatore Quasimodo

Aspettiamo tutto l’anno le vacanze (e per noi in Italia questo significa essenzialmente le vacanze estive). Quanto sono attese, desiderate, sognate, e poi, all’improvviso, son già finite… Tutte le cose che avevamo pianificato di fare mentre non eravamo al lavoro, incluse le nostre grandi passioni, spesso sono ancora lì non fatte. E ci chiediamo: “Dov’è andato il tempo? Com’è possibile?”. Ieri sono tornata a casa dopo 10 giorni al mare e questa bellissima poesia di Quasimodo mi ha accompagnato per tutto il giorno.

Questo purtroppo succede non solo quando siamo in vacanza, ma in molti altri momenti della nostra vita… anzi, direi è in realtà la storia della nostra vita. In qualsiasi momento ci fermiamo per un attimo, realizziamo che il tempo passa troppo in fretta e che spesso non troviamo lo spazio nelle nostre giornate per le cose che per noi contano di più. Pertanto, questa settimana, analizziamo quelle che sono le nostre priorità - quelle a lungo termine, quelle che ci faranno sentire realizzati alla fine del nostro tempo - e facciamo un primo passo per concretizzarle. Il tempo non ci aspetta… e improvvisamente è sera!

MONDAY INSPIRATION: COME TRASFORMARE UN DESIDERIO IN UN OBIETTIVO

                     ‘Un obiettivo senza un piano è solo un… desiderio’

Lunedì scorso ho scritto di aver avuto un sogno dove uno sconosciuto mi ricordava quelle che sono le 3 chiavi per raggiungere il successo (potete leggere il post cliccando qui). Il primo era: ‘Provaci!’

Ora veniamo al secondo: 'Disegna un piano d'azione!'. Molto spesso desideriamo cambiare qualcosa nella nostra vita - il lavoro, una relazione, il modo con cui utilizziamo il nostro tempo - oppure desideriamo essere una persona diversa, esprimerci per quello che siamo veramente, ma poi non facciamo molto al riguardo… Bene, hai provato a trasformare il tuo desiderio in un obiettivo? Fin quando avrai l’aspirazione di cambiare ma non prendi azioni in linea con la nuova direzione, allora non potrai sperare che le cose cambino da sole… Definisci quelli che sono i passi necessari per arrivare laddove vuoi essere e poi, per cominciare, intraprendine il primo. E ricorda, dal momento che tutto nella vita è soggetto all’impermanenza e alla trasformazione, anche il tuo obiettivo potrebbe cambiare nel tempo… resta aperto nell’ascolto e aggiusta i passi man mano che procedi.

Seguendo questo approccio la mia vita ha subito un cambiamento straordinario nel corso degli ultimi 2 anni! Eh si, questo processo richiede un po’ di sforzo ma le ricompense sono maggiori di quanto tu ti possa aspettare!

INSEGNARE YOGA: UN LAVORO O QUALCOSA DI PIU'?

Lunedì sera, in direzione dello studio di yoga dove insegnerò ashtanga. Incontro un caro amico, scambiamo solo quattro chiacchiere dal momento che sono di corsa… mi piace arrivare in anticipo rispetto all’inizio della classe per avere qualche momento tutto per me prima di cominciare. Al momento dei saluti, il mio amico mi augura… ‘buon lavoro!’.

La parola lavoro ha fatto risuonare una strana corda in me ed ho osservato quella sensazione in questi giorni. Ok, sono ormai alcuni mesi che ho cominciato a insegnare yoga e questo è una parte di ciò che faccio per vivere, ciononostante ho realizzato che non ho mai pensato ad esso come ‘il mio lavoro’.

Lo yoga ha cambiato la mia vita e, come conseguenza, approccio ogni nuova classe con il forte desiderio di aiutare le persone a sentirsi meglio, chiedendomi come meglio posso servire in tal senso gli studenti, come aiutarli a diventare più consapevoli del proprio potenziale e a poterlo esprimere in prima battuta sul tappetino… (attenzione, non sto dicendo che riesco in ciò al 100%!). Sono ben consapevole che i motivi che spingono le persone a praticare yoga possono essere molto diversi tra loro, alcuni tanto profondi quanto la nostra pelle, ma ciò rende una classe per me ancora più preziosa. Fatte queste considerazioni, ammetto che trovo la parola lavoro quanto meno limitata se non addirittura inappropriata per esprimere il processo che si svolge nell’insegnare yoga con questo spirito: questo termine, infatti, mi ricorda più qualcosa che deve essere fatto, piuttosto che qualcosa che si ama fare.

In questi anni di pratica sono stata molto fortunata perchè ho incontrato insegnanti di yoga mossi da spirito altruistico, ma questo non è stato sempre il caso… Quindi, si, 'fare' l’insegnante di yoga può essere un lavoro ma io spero di incontrare sempre di più persone che amano 'essere' insegnanti di yoga. Qual è la vostra esperienza?

COSA FARE QUEI GIORNI QUANDO PRATICARE YOGA SEMBRA UNA COSA IMPOSSIBILE?

Anche tu hai quei giorni quando, già all’aprire gli occhi la mattina, la sola idea di fare la pratica di yoga sembra uno sforzo sovraumano?

Sarà a causa di un intenso periodo di lavoro, o di uscite/feste varie, o per ragioni talvolta non del tutto conosciute, ma il pensiero di alzarti dal letto e di stendere il tappetino o di andare alla tua solita scuola di yoga diventa inconcepibile.

Oppure ti sento stanco, ma arrivi comunque a srotolare il tappetino per poi realizzare, dopo pochi saluti al sole, che non hai più l’energia per continuare…

Che dire, a me è successo un po’ di volte di recente… un’agenda più intensa per quanto riguarda l’insegnamento dello yoga, il lavoro da fotografa di yoga, delle decisioni da prendere con impatto totale sulla mia vita che sono arrivate accompagnate dal loro caro amico stress, più tutte le solite incombenze della vita quotidiana mi hanno portato in alcuni momenti a sentirmi prosciugata, senza più energie.

Allora, cosa fare in quei casi?

Prima di tutto chiedi a te stesso: ‘è pigrizia stamattina o più di questo?’. Se la risposta è pigrizia, allora spingiti a srotolare il tappetino e vedrai che con molte probabilità, dopo pochi saluti al sole, andrà molto meglio :-)

Ma se la risposta è: ‘E’ più che pigrizia’, allora valuta di intraprendere una pratica di asana modificata o abbreviata rispetto alla routine. E non raramente, questa pratica, sebbene più leggera, consente di infondere in te una nuova energia. E quando dico ‘pratica modificata’, non intendo solo in termini di posture… nella mia esperienza, mi è stato molto di aiuto, ad esempio, praticare più tardi nel corso della giornata rispetto alla mattina presto. Lo yoga non è anche uno strumento per renderci più flessibili fuori dal tappetino? Allora, che flessibilità sia! :-)

E per finire, se senti che ciò di cui veramente hai bisogno quel giorno è riposare, allora che riposo sia! Goditi il tempo addizionale, magari dedicandone parte ad altre attività yogiche come il chanting, la meditazione, lo studio dei testi o semplicemente ESSERE.

Questo è il modo in cui ho gestito la mia pratica quotidiana durante quest’ultimo mese. E tu, qual è il tuo sistema in quei casi? Se lo desideri, puoi condividerlo lasciando un commento!

MONDAY INSPIRATION - FACCIAMO SPAZIO!

'Lavoriamo l'argilla per fare vasi, ma è dallo spazio vuoto che l'utilità del vaso dipende' - Lao Tzu

Cominciamo la settimana facendo spazio, liberandoci di qualcosa che ci trattiene verso il basso - sia esso un pensiero, un’emozione o un sentimento - in modo da recuperare le energie, la forza, la leggerezza che ci consentono di volare verso l’alto.

BREVE GUIDA DI RISHIKESH, LA CITTà DEI RISHIS E DELLE CONTRADDIZIONI Parte 1 di 2

Quando sono arrivata a Rishikesh 2 settimane fa, non sapevo cosa aspettarmi… avevo solo letto quello che la mia guida recita sulla stessa:

“La città dei rishi è diventata famosa negli anni 60 per aver ricevuto John Lennon e i suoi accoliti, venuti qui per imparare la meditazione trascendentale. Da allora la capitale mondiale dello yoga continua ad essere visitata da migliaia di saggi, occidentali in cerca della propria identità e persone desiderose di essere iniziate alla pratica dello yoga e della meditazione. Di conseguenza, non mancano pseudo-ashram e centri di yoga pronti a sfruttare le credenze di costoro. Si respira un’atmosfera un po’ “babà” ma che resta “bravi ragazzi”. Il centro città è intasato dal traffico e non è di alcun interesse. Invece, i quartieri conosciuti come Swargashram e Lakshman Jhula, entrambi pedonali, offrono pace e un ambiente favorevole al riposo dell’anima”

Le Routard, 2012

Ora dopo 2 settimane, di cui una passata con una cara amica (incontrata per caso qui il secondo giorno della mia permanenza, ma questo è un altro post :-D) che era a Rishikesh da più di 2 mesi e che si è presa la briga di mostrarmi tutt’intorno e spiegarmi come funziona la vita qui, sono d’accordo con la mia guida che l’atmosfera è un po’ “baba” ma non su molto altro… a partire dalla descrizione della città.

Rishikesh non è una città, piuttosto un’aggregazione di villaggi ognuno con le sue caratteristiche proprie. Per passare dall’uno all’altro ci vogliono circa 20/25 minuti a piedi: Rishikesh, Swargashram, Ram Jhula, Lakshman Jhula e Tapovan. Vediamoli brevemente:

Rishikesh

Non ci sono occidentali in questa parte della città se non perchè prendono un treno o un autobus o sono appena scesi da uno di essi. C’è un piccolo mercato giornaliero di frutta e verdura e qualche piccolo posto interessante da vedere, tra cui una corte e un paio di tempietti. I prezzi sono decisamente più bassi che nel resto della cittadina (circa 1/3) e quindi buono per lo shopping, ma si possono trovare solo cose che comprerebbe un cittadino indiano.

Swargashram

Secondo la mia guida, questo è il posto ‘da non perdere!’. In realtà, è la destinazione di molti pellegrinaggi induisti, in particolare di coloro che hanno bambini appena nati: mi è stato detto, infatti, che gli indù portano i loro bambini appena possibile dopo la nascita nei posti considerati più sacri affinchè possano ottenere la giusta ‘impressione’. Numerosi sono anche gli indù che oggi vivono all’estero e che tornano qui in vacanza.

Swargashram si compone per la stragande maggioranza di ashram (il nome sembra suggerire ciò, no? ;-D), in particolare lungo il Gange, e diventa particolarmente affollato la sera per il Ganga Aarti – la cerimonia del fuoco – che ha inizio alle 18h al Parmarth Ghat e che fa parte della ‘routine’ quotidiana del Parmarth Niketan Ashram.

L’area è pedonale, ma questa definizione include decine e decine di moto che si muovono rapide tra la folla e i cui clacson non arrestano mai per essere sicuri di aprirsi un varco nell’unica stradina affollata che va lungo il Gange.

Swargashram è anche la sede dell’ex Maharishi Yogi Ashram, oggi completamente abbandonato e meglio conosciuto come ‘Beatles’ Ashram’: l’ingresso è vietato, ma basta versare 50 rupie al ‘guardiano di turno’ per avere libero accesso allo spazio, dove i turisti e gli studenti di yoga brulicano tra i resti cadenti.

Io sono al Parmarth Niketan Ashram, in questo parte della cittadina, e ieri mentre pensavo allo stesso mi veniva in mente un’unica espressione per definirlo: ‘il villaggio turistico della spiritualità’!

In un villaggio ci sono attività programmate per fare in modo che i turisti non si annoino, così all’ashram fino ad un certo punto…. solo che c’è una classe di yoga invece di acquagym oppure una seduta di meditazione (senza che nessuno ti spieghi come meditare) invece del beach volley. E quando l’ora dell’aperitivo arrivo, allora eccoti il Ganga Aarti… A tutte queste attività partecipano per il 90% occidentali, eccetto per la cerimonia del fuoco, dove invece gli Indiani predominano incontrastati.

I VIAGGIATORI NON SANNO DOVE ANDRANNO

“I turisti non sanno dove sono stati, i viaggiatori non sanno dove andranno.” Paul Theroux

Stamattina stavo cominciando a prepararmi per il prossimo viaggio quando mi sono imbattuta in questa citazione.

Parto venerdì – eh si, proprio tra 2 giorni! - con destinazione madre India, sebbene questa volta sarò in un posto diverso, dove non sono mai stata prima: Rishikesh.

Cosa farò, quali sono le mie aspettative?

In verità, non so… Avrò con me la mia macchina fotografica, il mio tappetino per lo yoga e non molto altro. Starò in un ashram all’arrivo e poi… cercherò di approfittare di quello che il momento vorrà offrirmi, cercare ispirazioni, adattarmi a quello che sarà.

So già che 5 settimane passeranno velocissimamente… la mia unica aspettativa è quella di godermele il più possibile!

E tu, ti senti più viaggiatore o turista?

'LA TUA DONAZIONE HA UN IMPATTO!' via YOGA GIVES BACK

Stamattina ho trovato nel mio inbox la newsletter di Marzo di Yoga Gives Back e… sono stata così felice di leggere quanto segue:

Oggi abbiamo 237 persone finanziate in India! YGB ha più che raddoppiato nel 2013 il numero di coloro che hanno ricevuto fondi! Grazie all’enorme supporto ricevuto nel 2012 dalla comunità yoga mondiale e dai suoi sponsors, oggi stiamo dando fondi a 109 madri e 110 figlie in West Bengala, 17 orfani e 1 studente di medicina odontoiatrica in Karnataka!!! YGB si è impegnata a dare fondi a ognuna di queste persona per 5 anni.

Voglio di nuovo ringraziare ciascuno dei partecipanti alla mostra fotografica ‘Images of Yoga, Instants of Life’ per le donazioni a supporto di questa bellissima iniziativa. Potete leggere (in inglese) le storie di alcuni dei bambini che ricevono fondi e altri dettagli direttamente qui.

Fin dal primo giorno in cui mi sono unita ai rappresentanti di YGB mi sono sentita onorata e ancora di più oggi nel leggere questo. E sapete cosa? Sono proprio in buona compagnia… date un occhio a questa immagine!

PUNTI DI VISTA... E ANCORA DI PIU'!

L’esposizione fotografica ‘Images of Yoga, Instants of Life’ è giunta al termine. Di nuovo, grazie a tutti voi per averla resa un successo!

Vediamo ora quali sono state le foto più gettonate :-)

Al primo posto, Punti di Vista - con Virginia Tucci. Ripresa a Milano, Italia.

E subito dopo, ex-equo, ben 3 fotografie:

a/ Collegamenti (già copertina di Yoga Journal Italia, numero di febbraio 2013) - con Chiara Scapin. Ripresa a Mysore, India.

b/ Convivenza - con Chiara Scapin. Ripresa a Mysore, India.

c/ Espansione - con Alessandra di Prampero. Ripresa a Milano, Italia.

TUTTI NOI POSSIAMO FARE QUALCOSA

Ho da poco letto questo articolo che racconta la storia di Pooja Chopra, Miss India nel 2009, e il mio stomaco è ancora a fettine!

Siamo nel 2013, ma esistono ancora Paesi dove avere una bambina è considerata una disgrazia enorme, un peso, una bocca da sfamare e una dote da spendere… per cui, perchè non liberarsene appena messa al mondo?

E purtroppo tra questi c’è l’India, un Paese a me estremamente caro. Il suo fascino, la sua bellezza, i suoi colori mi fanno spesso dimenticare che la realtà va ben oltre rispetto a ciò che si vede. Dietro, purtroppo, c’è anche dell’altro ed è così facile dimenticarselo!

Nel mio piccolo ho deciso che voglio contribuire a cambiare questa situazione e non perchè spinta da una vena di femminismo, ma perchè credo fermamente che ogni creatura - sia essa maschio o femmina - ha il sacrosanto diritto di avere la possibilità di vivere la sua propria vita, qualunque essa sia, in qualsiasi Paese e condizioni.


Come? attraverso la scelta di supportare con il mio lavoro l’organizzazione non profit YogaGivesBack, Quest’ultima è nata negli Stati Uniti nel 2007 ed è volta a creare consapevolezza attraverso la comunità yoga sulle condizioni di povertà in India nonchè a raccogliere fondi per poterla alleviare. Questo avviene attraverso la concessione di microfinanziamenti a donne indiane escluse dai sistemi di finanziamento tradizionali nonchè attraverso la destinazione di fondi a bambini orfani affinchè possano studiare.


E se pensate che non sia nulla di speciale, aggiungo solo questo: le donne che ricevono i finanziamenti NON pagano interessi all’ente finanziatore… l’unica cosa che sono richieste di fare è di accontonare una piccola somma ogni mese vincolata a finanziare gli studi dei loro stessi bambini!

Un futuro migliore comincia anche da qui! Contribuisci anche tu! Ti aspettiamo sabato, 2 marzo per l’esposizione fotografica ‘Images of Yoga, Instants of Life’ al Sattva Studio di Milano a partire dalle 15h per dare il tuo piccolo contributo…