the-volt

“Lo so che non sono la ragazza di cui ci si innamora, che spesso non sono una compagnia piacevole e che se mi trovo a disagio scappo e non torno. So che è difficile starmi vicino, che non so aprirmi e che non ho nulla di speciale per cui valga la pena spendere tempo ed energie.
So che non sono il tipo di ragazza solare, allegra, sempre pronta a dire la sua. Io spesso non dico ciò che penso, per paura di ferire gli altri, per paura di ricevere solo un sorriso infastidito.
So che non è facile mettermi a mio agio, che a volte i miei occhi diventano lucidi e non riesco a piangere ma che se mi chiedi che cos'ho, non te lo so dire. Non puoi semplicemente lasciarmi piangere? A volte i miei pensieri sono pesanti. E no, non li voglio condividere con te. Non li condivido con nessuno.
So che le mie idee spesso restano nel mio silenzio, che quando so di aver ragione non mi metto a litigare perché sono semplicemente a posto con me stessa. E che questo lascia spiazzati perché non sono brava a litigare, mentre tutti sembrano essere esperti in quest'arte.
Io odio litigare. Odio i rumori forti, odio le parole dette senza conoscere, mi odio quando non sono come vorrei essere. Il che capita spesso.
So di non essere la ragazza più dolce, o la più bella, o la più intelligente. So che non c'è molto da amare in me.
So che le persone si aspettano che io stia male per questo.
So che non è facile amare per una come me. Una che ama la sua indipendenza, la sua libertà, che a volte piange ma che se qualcuno si offre di asciugarle le lacrime si arrabbia e se ne va.
So che a volte sembro essere vicina e invece sono così lontana. E tu potresti abbracciarmi, darmi un bacio, dirmi che mi ami.
E io non ci sarei.
Sarei altrove. Da qualche parte dentro me stessa in cui non potresti mai raggiungermi perché io non ti ci porterei mai.
E tu la strada del mio cuore non la sai.”

Cara me,
queste settimane sono state caotiche, piene di litigi, riconciliazioni, incazzature e poi fare di nuovo pace..
Tutti ti dicono che sei forte, troppo paziente, speri sempre.. e aggiungono di continuare ad essere così.. ti preoccupi per tutti, cerchi di non far soffrire nessuno, anche se alcune volte è inevitabile, dici che hai torto sapendo di avere ragione; alcune volte vorresti scappare, urlare contro il cielo, mandare tutti a fanculo e rifugiarti nella tua camera a piangere e ad ascoltare musica.. ma non lo fai.. forse è proprio per questo che gli altri ti vogliono bene, perchè, come ti ha detto una persona cara, “Noi ci sareno sempre per te”..
Tieniteli stretti, ti vogliono bene.

Ciao.
PS: Resta come sei.

Valaki mondja már meg, hogy miért esik nehezemre kidobni valamit, amit
- nem használok
- lejárt a szavatossága
- nem volt jó, hasznos
- foglalja a helyet feleslegesen
Megőrülök magamtól!

biztos velem van a baj, de unalmasnak találom a 22-es csapdáját. pedig annyira készültem rá, és vártam, hogy mikor kezdődik a történet, de már 120 oldal óta tart a karakterek bemutatása, és semmi nem utal arra, hogy a maradék 380 oldalon történni fog valami, leszámítva a totális tébolyt, ami egymás leőrültözésében, szimulálásban, rinyálásban és üvöltözésben nyilvánul meg. már kétszer hosszabbítottam a könyvtárban, és lassan vissza kell vinnem. még Szodoma százhúsz napját is könnyebb volt olvasni, mert ott legalább történt valami. azt hiszem, elengedem Yossarian-ékat, repüljenek (vagy ne) egyedül.

Ho un debole per tutto ciò che fai.
O meglio, ho un debole per te.
E non importa se mi fai stare bene o se mi fai stare male. Perché sinceramente a pensarci poi, sono più le volte in cui maledico il giorno in cui ti ho incontrato piuttosto che quelle dove sono felice di starti accanto.
Ma è così, io non so starti lontano.
E odio questa cosa, odio aver bisogno di te sempre e comunque.
Però non posso farne a meno.
E’ più forte di me, voglio la tua felicità anche a costo di non farne parte, è più importante il tuo sorriso piuttosto che il mio.
Ed è assurdo il continuare a volerti dopo tutto quello che mi fai passare, ma credo che ci siano sentimenti che non si possono controllare e beh, questo è uno di quelli.
Padlón zokogtam.

Megroppant valami idebent,megint a szívem,gondoltam.
Igaz volt,hiszen könnyek árasztották az arcomat.
Minden elzárt fájdalmam,most a felszínre jött.
Az emlékeim se jobbak,hisz mind előre tört.

Sírtam,eddig bírtam,a démon belül újra felébredt,de valahol sejtettem.
Iratrendező kapocs a becsületes neve,majd a kezemre csíptettem.
A fájdalom elárasztotta a kezemet,a harapásom is besegített.
A zokogásnak vége,megint kiborultam,mert a lelkem szenvedett.

Borzalmas gondolatok,megfáradt szemek,melyek könnyeztek.
Sebzett test,melyben törött szív, és reménytelen helyzetek.
Tehetnék ellene,de nem merek,mert senki se törődik velem.
Sajnálom,hogy nem veszem észre mim van,de rád van szükségem.

Haldoklok legbelül,de enni sincs kedvem,hogy javítsam a kedvem.
Hamis mosolyomra én is néha elhiszem,hogy minden rendben.
Minden napi sírások,de nekem nem megy,hogy ne érdekeljen.
Mert csak az lesz,hogy belülről pusztít el a démoni lelkem.

(LM)

félig felmondani, ez is annyira jellemző rám. indokolatlanul szorongtam tegnap az egészen, és bent a fiúk végig rajtam vigyorogtak, hogy ennek mennyire semmi értelme. mondtam, hogy tudom, de most mit csináljak, ilyen vagyok. aztán mikor megvolt, meg lettem dicsérve, hogy jól van, szerencsére nem kellett kihívni hozzám a mentőket és csak tudok én mosolyogni. :D
a főnök szinte rám se nézett, mikor bementem hozzá az irodába, mert neki most más dolga van, majd inkább beszéljük meg holnap, de azért köszi, hogy szóltál. annyira jellemző rá.

o fim do mundo

hoje. corram. vocês não existem.

ninguém mais existe. como você se sente? só você agora, e esse texto do passado. você não o faz mais. porque o mundo acabou e agora, agora, marvin, é só você. e você nem existe. que triste. o mundo na mão de um vão. que pena. pegue uma pena e volte a fazer o mundo. todo mundo já morreu. eu também. você é outra. luta contra si na busca de um pouco de outras dimensões. ah, o mundo acabou querida, só resta você e suas dívidas. 

ti tengo nascosta, ti penso di fretta, porta pazienza è una vita di merda. faccio la guerra nei giorni più tristi, quelli migliori nemmeno esisti. ti vedo ovunque (sei un riflesso), ti vedo comunque (e nemmeno esco). e quando ci penso poi non ci riesco vorrei fossi diverso. ti penso di corsa ma non ti do retta, porto pazienza ma non mi interessa. faccio la guerra nella solitudine a volte sublime ma spesso è terribile. ti vedo ovunque (sesto senso), ti vedo comuque (e nemmeno esco). poi mi stresso per quanto ti penso, volo compenso