the giudices

C'è una storia dietro ogni persona. C'è una ragione per cui coloro sono quel che sono.
Loro non sono così perché lo vogliono.
Qualcosa nel passato li ha resi tali, e alcune volte è impossibile cambiarli.
—  Sigmund Freud - ricordoiricordi
Dicono che è perchè sono una donna che non posso camminare da sola la notte per strada.
Sono una donna e mi dicono sempre di fare attenzione a cosa versano nei drink in discoteca. Dicono che sono una donna , per questo non posso mangiare troppo o troppo poco e vestirmi come mi pare. Gonna corta :puttana, lunga: ce l’ha di legno .
E non posso dire “no” perchè non può non piacermi andare a letto con qualcuno.
Dicono che sono una donna quindi ho fatto cose che non si possono ripetere ad alta voce per un lavoro e se le ripetessi risulterei cafona. Sono una donna ed è solo per questo che non posso aver guardato i film che ha visto il mio compagno di banco perché non sono adatti.
Sono una donna,affermano, e non posso non occuparmi della casa;se lavoro devo fare il doppio per avere lo stesso stipendio del mio collega. Sono una donna, continuano, e non posso non avere un uomo fisso perché è immorale, non posso fare lo sport che più mi piace perché è da maschi e la laurea me la compro con due servizi al professore.
Sono una donnadicevo, ed ho una dignità, un pensiero e un’ideale.
Sono una donna, sono libera e sono mia.
Ho una vita, avrò un lavoro e una casa dignitosa.
Sarò assunta per i miei meriti, per ciò che so e che ho studiato.
Sono una donna e se me ne vado in giro con un vestito corto il problema è del tuo autocontrollo e della tua sconsideratezza, non mio.
Sono una donna e se dico di “no” tu togli le mani altrimenti te le trovi in manette.
Sono una donna e valgo che abbia un uomo accanto o meno.
Non è lui che mi sfama, che ha né il diritto nè il dovere di proteggermi o dettare leggi sulla mia vita. Sono una donna e cammino a testa alta sperando che un giorno i miei diritti siano gli stessi degli uomini e i miei comportamenti siano valutati allo stesso modo dalla società e da chi mi sta intorno.
Sono una donna e voglio che quelle che verranno dopo di me non siano giudicate se non per qualcosa che hanno scelto di essere.”
—  About a moonlight
Un sistema scolastico colpevole.

Albert Einstein una volta disse, ognuno di noi è un genio ma se giudicate un pesce dalla sua capacità di salire su un albero, lui vivrà tutta la sua vita credendo di essere uno stupido.

Ragazzi, oggi faremo qualche domanda al nostro attuale sistema scolastico. Questo sistema non solo chiede ai pesci di arrampicarsi sugli alberi ma anche di calarsi giù e correre per dieci chilometri. 

Trovate divertente aver trasformato milioni di persone in robot? Quanti bambini hai trattato come se fossero quel pesce? Messi a nuotare controcorrente nelle aule senza trovare i loro talenti…a pensare di essere degli stupidi. A credere di essere inutili.

Ma il momento è arrivato, non voglio sentire altre scuse, chiedo che il sistema scolastico sia accusato di assassinio della creatività, originalità e di violenza intellettuale. E’ una istruzione antica ed obsoleta.

Voglio darvi delle prove, immaginatevi un cellulare moderno, dopo immaginatevi un cellulare vecchio di 20 anni, quante differenze potete notare? Tante, vero?

E se continuiamo, possiamo immaginare le auto di oggi, qualcosa come una macchina sportiva di ultima generazione contro un’auto del scorso secolo. Abbiamo fatto tanti progressi, non credete?

E ora vorrei che pensiate a una classe di scuola di tanti anni fa e una di oggi. Cos’è cambiato? Niente. Non è una vergogna? In molto più di un secolo non è cambiato nulla.

E tu, sistema scolastico, affermi di preparare gli studenti al futuro? Ma con prove come questa le devo chiedere, prepari gli studenti per il futuro o per il passato?

Ho studiato il tuo passato e gli archivi mostrano che tu sei stato ideato per insegnare alla gente a lavorare nelle fabbriche ciò chiarisce il perché disponi gli studenti in file rettilinee, piacevolmente ordinate. Gli dite di restare seduti. Di alzare le mani se vogliono parlare. Gli date una breve pausa per mangiare e per 6 ore al giorno gli dite cosa devono pensare. Oh, e li fate comprendere che devono prendere un 10 per essere bravi, un numero che determina la loro qualità. E dunque loro lottano per un numero.

Ma prima le cose erano diverse, io ad esempio non sono Gandhi, ma oggi non abbiamo bisogno di creare dei robot zombi. Il mondo è progredito ed ora c’è bisogno di persone che pensino in modo creativo, in modo innovativo, critico, indipendente, con capacità di connettersi.

Vedete, non c’è scienziato che dica che esistono due cervelli uguali ed ogni genitore con due o più figli confermerà questa affermazione. Dunque spiegatemi perché trattate gli studenti come formiche per biscotti o cappellini da baseball. Una stupida taglia unica per tutti. Se un dottore prescrive la stessa medicina a tutti i suoi pazienti il risultato sarebbe tragico. Molte persone si ammalerebbero. E quando vanno a scuola questo è esattamente quel che succede. Questo è un pessimo sistema scolastico nel quale un insegnante sta in piedi davanti a 20 ragazzi, ognuno dei quali ha differenti punti di forza, differenti bisogni, diversi talenti, diversi sogni. E questo sistema insegna le stesse cose nello stesso modo. E’ orribile.

Questo potrebbe essere uno dei peggiori crimini che sia stato commesso.

Vorrei dichiarare questo sistema scolastico colpevole.

Prince EA

@ragazzo-fenice

Nouns in Italian are either masculine or feminine. Usually, you can guess the gender and number of a noun based on the ending it takes. Here’s how to guess most of them based on their endings.

masculines in -o and femenines in -a

Generally, nouns ending in -o are masculine and those ending in -a or -tà are feminine. Usually, masculine nouns end in -o in the singular and -i in the plural, whereas femenine nouns end in -a in the singular and -e in the plural, e.g.

  • il libro - book
  • i libri - books
  • la casa - house
  • le case - houses
  • la lealtà - loyalty
  • la bontà - goodness

Note: nouns ending in -tà have no plural form.

There are, however, some feminine nouns ending in -o, e.g.

  • la mano - hand
  • l’auto - car
  • la libido - libido
  • la radio - radio
  • la moto - motorcycle
  • la metro - underground, subway
  • l’eco - echo

and some masculine nouns ending in -a, e.g.

  • l’aldilà - afterlife
  • il lama - llama
  • il duca - duke
  • il gorilla - gorilla
  • il pigiama - pyjamas, pajamas (US)
  • il sofà - sofa

nouns ending in -e

Most nouns ending in -e can be either masculine or feminine, e.g.

  • l’arte (f.) - art
  • l’amore (m.) - love
  • il cuore - heart
  • il re - king
  • il mese - month
  • il sole - sun
  • il mare - sea
  • il latte - milk
  • il giudice - judge
  • la croce - cross
  • la fede - faith
  • la luce - light
  • la pace - peace

-e / -a pairs

  • signore, signora - lord, lady
  • padrone, padrona - master/owner

nouns ending in -(is)ma, -(e)ma, -(o)ma, -ta and -arca 

Nouns ending in one of these endings are masculine nouns of Greek origin and change to -i for the plural, e.g.

  • l’aforisma - aphorism
  • il carisma - charisma
  • il cinema - cinema (UK), movie theatre (US)
  • il poema - poem
  • il clima - climate
  • il dramma - play, drama
  • il problema - problem
  • il programma - programme (UK), program (US)
  • l’idioma - language
  • il pirata - pirate
  • l’asceta - ascetic
  • il pilota - pilote
  • il poeta - poet
  • il monarca - monarch
  • il patriarca - patriarch

nouns ending in -ore, -one

Generally, nouns ending in one of these endings are masculine, e.g.

  • l’errore - error
  • genitore - parent
  • il fiore - flower
  • il calore - heat
  • l’autore - author
  • il colore - colour (UK), color (US)

nouns ending in -tudine, -zione, -sione, -gione and -tù

Nouns ending in one of these endings are feminine, e.g.

  • la solitudine - solitude, loneliness
  • la nazione - nation
  • la definizione - definition
  • la visione - vision
  • la ragione - reason
  • la virtù - virtue
  • la gioventù - youth
  • la tribù - tribe

nouns that can be both masculine and feminine

Words that refer to people can be either masculine or feminine, e.g.

  • amico, amica - friend
  • bambino, bambina - child
  • figlio, figlia - son, daughter
  • maestro, maestra - teacher, master
  • orso, orsa - bear
  • gatto, gatta - cat

Note: a lot of animals only have a masculine or feminine form, e.g. l’uccello (bird), il serpente (snake), la lucertola (lizard), la volpe (fox), etc.

nouns ending in -essa, -ina, -trice

Nouns ending in one of these endings are feminine

  • poeta, poetessa - poet, poetess
  • principe, principessa - prince, princess
  • elefante, elefantessa - elephant
  • dottore, dottoressa - doctor
  • leone, leonessa - lion, lioness
  • campione, campionessa - champion
  • eroe, eroina - hero, heroine
  • re, regina - king, queen
  • imperatore, imperatrice - emperor, empress

nouns ending in -ista and -ante

Nouns ending in -ista can be either masculine or feminine. To form their plural an -i or an -e is added.

  • il giornalista, i giornalisti - the journalist (m. s.), the journalist (m. pl.)
  • la giornalista, le giornaliste - the journalist (f. s.), the journalist (f. pl.)

Nouns ending in -ante can be either masculine or feminine. To form their plural an -i is added.

  • il cantante, i cantanti - the singer (m. s.), the singer (m. pl.)
  • la cantante, le cantanti - the singer (f. s.), the singer (f. pl.)

nouns ending in -ente

Nouns ending in -ente are usually masculine (but not always), e.g.

  • lo studente (studentessa) - student (female student)
  • il presidente (la presidentessa) - president (female president)
  • il paziente - patient

nouns ending in -iere

Nouns ending in -iere are always masculine, but a feminine noun can sometimes be obtained by changing the final vowel if the word refers to people, e.g.

  • il paniere - basket
  • il panettiere, la panettiera - male baker, female baker
  • l’infermiere, l’infermiera - male nurse, female nurse
  • il parrucchiere, la parrucchiera - male hairdresser, female hairdresser

irregular plurals

§1 a lot of nouns describing people present a distinct form depending on the natural gender of the person, e.g.

  • uomo, donna - man, woman
  • fratello, sorella - brother, sister
  • padre, madre - father, mother
  • mamma, papà - mum, dad
  • dio, dea - god, goddess

§2 a lot of nouns are masculine in the singular and feminine in the plural, e.g.

  • l’uovo, le uova - egg, eggs
  • il dito, le dita - finger, fingers
  • braccio, braccia - arm, arms
  • riso, risa - laugh, laughs

You can read about it here and here.

Dicono che è perché sono una donna che non posso camminare da sola la notte per strada. Sono una donna e mi dicono sempre di fare attenzione a dove vado e con chi esco. Dicono che sono una donna, per questo non posso mangiare troppo o troppo poco e vestirmi come mi pare. Gonna corta: Puttana. Lunga: Me la tiro. E non posso dire “No” perché non può non piacermi una persona e quindi rifiutarla. Sono una donna, affermano, se lavoro devo fare il doppio per avere lo stesso stipendio di un mio collega. Sono una donna, continuano, e non posso non avere relazioni serie perché è immorale, non posso andare tranquillamente in discoteca e la laurea me la compro con due servizi al professore. Sono una donna dicevo, ed ho una dignità, un pensiero e un’ideale. Sono una donna, sono libera e sono mia. Ho una vita, avrò un lavoro e una casa dignitosa. Sarò assunta per i miei meriti, per ciò che so e che ho studiato. Sono una donna e se me ne vado in giro con un vestito corto il problema è del tuo autocontrollo e della tua sconsideratezza, non mio. Sono una donna e se dico di “No” tu togli le mani altrimenti te le trovi in manette. Sono una donna e valgo, sia se ho un uomo accanto o meno. Non è lui che mi sfama, che ha né il diritto nè il dovere di proteggermi o dettare leggi sulla mia vita. Sono una donna e cammino a testa alta sperando che un giorno i miei diritti siano gli stessi degli uomini e i miei comportamenti siano valutati allo stesso modo dalla società e da chi mi sta intorno. Sono una donna e voglio che quelle che verranno dopo di me non siano giudicate se non per qualcosa che hanno scelto di essere
Certe volte bisogna prendere le decisioni sbagliate, perché quelle giuste sono tali solo col senno di poi. Ma noi viviamo adesso, non poi.
E bisogna imparare a sbagliare bene, a fare gli errori giusti, e magari a non rifarli più. O a rifarli altre centro volte, dipende.
Chi non sbaglia mai non è saggio. È morto.
Sbagliate, e fatelo continuamente. Col cervello, con la cognizione di ciò che comporterà, consci delle conseguenze, ma felici di incontrarle. Perché gli errori giusti esistono. Sono traslucidi momenti di libertà che ci permettiamo di prendere per seguire noi stessi. Perché la coerenza, come la definisce la gente, non esiste. Cosa c’è di più coerente del dar retta ai propri istinti? Chi l’ha detto che se quattro anni fa eravamo contrari ad una cosa, ora non possiamo farla? Chi è il giudice? Dov’è il tribunale?
Ascoltatevi. Assecondatevi. Pentitevi. E vivrete una vita intera sapendo di aver fatto una marea di cagate, certi però di essere stati davvero voi stessi. Di aver vissuto una vita che è appartenuta a voi, e a nessun altro.
Irripetibile. Unica. Vera.
—  Lpdp