testa che scoppia

Vorrei solo sparire dal mondo. Vorrei isolarmi.
Io, la mia solitudine, un foglio e una penna.
Nient altro.
Non voglio nulla.
Nessuno si accorge di come sto in realtà. Nessuno.
Devo ritrovare me stessa.
Mi sento fuori luogo.
Un disastro ambulante, con due braccia, due gambe e una testa che scoppia, pensieri che fanno male.
Vorrei piangere…ma non posso. Non voglio. Ho un blocco. Sono un blocco. Sono un intero problema, cazzo.
—  FreeSoul02
la ginnastica artistica è tutta la mia fottuta vita. la ginnastica mi ha ricomposta quando ogni pezzetto di me si era perso tra i pensieri..così come mi ha ammazzata ad ogni fallimento.
una delusione che mi porta la ginnastica,è pari a cento di quelle nella vita di tutti i giorni..e la soddisfazione dopo un esercizio pulito è più bella di quella di un dieci ad un compito in classe. io non sono nulla di che,ma non smetterò mai di reputarmi una ginnasta. perché la ginnasta non è quella ragazza perfetta,con un corpo perfetto e che sa fare tutti gli elementi del mondo. la ginnasta vera,non è ‘l'orgoglio di papà’. la ginnasta vera non è quella che 'devo assolutamente vincere’. essere una ginnasta comporta sacrifici enormi. essere una ginnasta significa cadere e rialzarsi,con ancora più grinta. essere una ginnasta,significa entrare in quella palestra,e provare quella strana sensazione che si ha prima di piangere. essere una ginnasta significa riconoscere lo scricchiolio della trave,lo scatto della pedana ed il rumore provocato dalle molle del trampolino ad ogni salto.. essere una ginnasta significa riconoscere i propri errori,prima di ricevere una sgridata e lavorare su ogni piccolo movimento affinché il proprio obiettivo venga raggiunto. essere una ginnasta significa 'no,non posso uscire,devo allenarmi,domenica devo gareggiare’ essere una ginnasta significa uscire da scuola e correre in palestra,per poi studiare al ritorno,con la testa che scoppia e i calli mezzi rotti alle mani. essere una ginnasta significa alzarsi al mattino con gli addominali che vanno a fuoco e le gambe che se potessero farlo non smetterebbero di gridare aiuto. essere una ginnasta significa contusioni,strappi,slogature e fascia ovunque. essere una ginnasta significa 'sono viva per miracolo,se la testa andava lì morivo,ma infondo è stato fighissimo.’ essere una ginnasta è pianti e fisioterapie. essere una ginnasta è 'cazzo,siamo arrivate prime.’ essere una ginnasta è tutto questo racchiuso. essere una VERA ginnasta..è mettere questa al primo posto e combattere per i propri obiettivi. la ginnastica è quella cosa che mi ha insegnato a combattere e a non fermarmi mai.  a cadere e rialzarmi. ecco,questa è la forse la parte più importante di me.
— 

quellaconilcuoredighiaccio

Vorrei solo sparire dal mondo. Vorrei isolarmi.
Io, la mia solitudine, un foglio e una penna.
Nient altro.
Non voglio nulla.
Nessuno si accorge di come sto in realtà. Nessuno.
Devo ritrovare me stessa.
Mi sento fuori luogo.
Un disastro ambulante, con due braccia, due gambe e una testa che scoppia, pensieri che fanno male.
Vorrei piangere…ma non posso. Non voglio. Ho un blocco. Sono un blocco. Sono un intero problema, cazzo.
Pensieri blu | Rebecca D'Anna

Pensieri.
Frastornati, accesi e insistenti pensieri.
Fluttuano come i pianeti nella galassia.
Ardono come la legna sul fuoco.
Sprofondano come un sasso lanciato nel fiume.
Affollano la mia mente come la gente affolla i centri commerciali nei fine settimana.
Volano via come un soffione oppure si diramano sempre di più, come le radici ben piantate di un albero millenario.
Sovrastano la mia testa, si scontrano e tentano di eliminarsi a vicenda.
Fanno a gara per essere presi in considerazione più degli altri.
Pensiero dopo pensiero, ricordo dopo ricordo.
Quanti sono stati rimossi, quanti sono ancora saldamente incisi.
Si scagliano uno contro l'altro come delle saette, formando un groviglio annodato e confuso.
Non ho nemmeno il tempo di focalizzarmi su uno di essi che subito viene spazzato via dal successivo e, di conseguenza, il precedente viene annoverato tra le cose dimenticate.
Il bello è che io non dimentico. Non dimentico mai niente. Ed è per questo che la testa mi scoppia così tanto.
Provo ad addormentarmi, ma non funziona: i pensieri non svaniscono se chiudi gli occhi.
Ho suddiviso ciò che mi passa per la testa in due categorie ed ho assegnato ad ognuna di esse un proprio colore di appartenenza.
I pensieri che si battono per restare in evidenza sono rossi, di un rosso in grado di far bruciare gli occhi se lo si osserva troppo a lungo. Un rosso apposito per attirare l'attenzione.
Invece, i pensieri che si nascondono nella parte più buia della mente, come se avessero paura di essere tirati fuori, sono blu. Di quel blu tranquillo, pacato e senza pretese. Un blu che rilassa ogni parte del corpo, un blu che calma il cuore.
Sono quasi del tutto sicura che la maggior parte della gente noterebbe la prima categoria di pensieri. Forse cadrebbe nel tranello. Si lascerebbe ingannare o addirittura tentare da quel colore ardente.
Ma, riflettete, solo perché è ciò che notereste a primo impatto non vuol dire che sia il più importante.
Sono del parere che i pensieri rossi siano egoisti ed esibizionisti: fanno di tutto per mettersi in mostra, eppure sono i più superflui.
I pensieri blu, invece, sono insicuri. Hanno il timore di risultare inutili e di poco conto, messi a confronto con quelli rossi.
Eppure non è così, anzi, la maggior parte delle volte risultano fondamentali.
Ci vuole un occhio particolarmente attento per notarli, focalizzarsi su di essi e comprenderli.

Ho detto che quasi tutti, a primo impatto, noterebbero i pensieri rossi come il fuoco ardente invece che quelli blu come il mare notturno. Ecco, io faccio parte di quel quasi.

Avvicinatevi, voglio dirvi una cosa: il blu è il mio colore preferito.

- @stayxpeculiar

anonymous asked:

Ti é mai capitato di sentirti sola mentre sei con altre persone? Ti é mai capitato di volergli urlare in faccia tutto il dolore che ti ha provocato? Oppure che nessuno riesca a dirti nulla oltre a "dimenticalo scema"? Io non riesco più a vivere...

Mi è capitato tante volte, poi passa.
Passa se tu smetti di ascoltarli, passa se smetti di parlargli di te, così che loro non possano darti i soliti “consigli” inutili, che fanno stare solo peggio.
Passa se inizi a pensare che le cose che vorresti urlargli devi urlarle a te stessa per capire che devi lasciarlo andare, passa se continui a fare lunghe risate finte, che prima o poi sarai così abituata a fare che diventeranno vere.
Passa se fai tutto quello che ti passa per la testa, senza pensare agli altri. Passa se inizi a pensare al tuo bene, passa se quando proprio non ce la fai più senza di lui gli scrivi e capisci che non ne vale la pena, passa se alla sera, o quando sei da sola, metti in riproduzione continua la vostra canzone e, guardando le vecchie foto o le vecchie conversazioni non riuscirai più a vedere niente perché gli occhi saranno annebbiati dalle lacrime. Passa se in quei momenti piangi forte, piangi da urlare che non ce la fai più, piangi così tanto che la testa ti scoppia.
Quando le lacrime saranno finite del tutto e pensando a lui non riuscirai più a provare niente, quando avrai in testa un altro sorriso ed altre canzoni troppo belle per ascoltare la vostra, quando riderai tanto da farti venire mal di pancia, forse sarà passata, o almeno ti sembrerà così, ma in realtà lui rimarrà sempre dentro di te, perché ormai è impossibile farlo uscire dalla tua mente, parlerai ancora di lui e ricorderai solo le cose belle, però non starai male, a volte ti mancherà, a volte ti sforzerai di piangere per eliminare quell'ansia che hai dentro, ma ti sarai abituata alla sua assenza e a te senza di lui. Forse passerà, ma sta solo a te provarci.

Perché poi ti fermi a pensare.
Hai la testa che ti scoppia ma non puoi farne a meno.
Anzi! Forse pensi anche più del solito..
Pensi che forse sei tu ad essere il problema.
Pensi che forse non è la società che deve cambiare.
Forse, essendo tu il problema, sei tu a dover cambiare. Forse sei tu a dover addirittura sparire.
Perché alla fine è quello l'unico modo per far finire i problemi, le incomprensioni, la tristezza, il vuoto.
È quello.
L'unico, estremo, modo. La soluzione.
E la testa inizia a pulsare, ancora di più.
Come se ti stessero a prendere martellate.
Come se ti mettessero sempre più pensieri nella testa.
E devi soffocarli. Devi soffocare te stessa, quello che pensi, quello che provi.
Non puoi fare altrimenti. È inevitabile.
Il dolore. Le pulsazioni. Il sangue scorre più velocemente nelle vene. La testa fa male. Sembra colpita da cento martelli, come se fosse una campana che deve suonare.
La mia testa suona pensieri. Note stonate. Pensieri suicidi, pensieri distruttivi.
Alcune volte sarebbe meglio non pensare affatto.

— 

Ilvuotodentro.

« Quanto tempo ci vuole prima che una persona si innamori di te? »
Le chiesi così, dal nulla, nel bel mezzo di un altro discorso.
« Perché ‘sta domanda? C’è qualcosa che non va? »
« Rispondi. Secondo te quanto tempo devono stare insieme due persone prima di amarsi realmente? »
« Cazzo ne so, non credo ci sia un tempo limite, possono passare giorni o mesi e in casi estremi anni, non lo so. Ma che domanda è questa? Che succede? »
« Succede che ho già aperto il mio cuore ad una persona che l’ha preso in mano e l’ha fatto a brandelli. Succede che ho già amato per due facendomi carico di tutte le responsabilità, di tutte le accuse e di tutti gli insulti. Succede che ho ricominciato una nuova storia e succede che mi ritrovo inevitabilmente ad amare per due e succede anche che sono debole, troppo debole per ricominciare ad amare per entrambi »
« Lo sai che non ti mentirei mai, sai cosa penso di lui e di quanto bene ti abbia fatto, sai che se posso ti difendo, ma stavolta no, stavolta devi affrontare tutto da sola, stavolta devi avere la forza di alzare quel culo e far uscire da quella bocca le tue preoccupazioni. Sai che ti ascolto e sai che lo farò sempre, ma io non posso darti queste risposte, io ti amo da anni ormai, io ti amo perché sei la mia persona, la mia compagna di avventure, la mia migliore amica, ma l’amore tra due fidanzati o come vuoi chiamarli è differente e io non so proprio cosa risponderti. So solo che non riesco a vederti così, non di nuovo, non dopo tutto quello che è successo. Fin troppe volte hai lasciato scorrere tutto, hai lasciato marcire i tuoi pensieri dentro di te ora tira fuori la grinta e parlaci perché fai sempre la ragazza forte, quella che non piange mai, la cinica e la menefreghista ma io lo so che non sei così »
« Grazie, davvero »

E intanto i giorni passano, i pensieri rimangono chiusi nella mia testa che giorno dopo giorno scoppia sempre più, si fissano nello stomaco che non smette di far male, si infilano tra le costole che non smettono di provocarmi dolorose fitte. E intanto sorrido, faccio finta di niente. Ho gli occhi sempre lucidi ma non importa, continuo a ripetermi che il dolore prima o poi passerà o forse mi trapasserà. Ma a chi importa? A me no di certo ed è per questo che mi lascio portare nel baratro più profondo, di nuovo, senza opporre resistenza.

—  sonoquichetiaspetto | tumblr
Hey ciao angioletto

Sono già passate due settimane da quando te ne sei andato, e mi manchi sempre di più.

Non riesco quasi più a prendere il  bus per andare nel centro città, perchè ogni volta passo davanti a dove hai fatto quell’ fatidico incidente, e mi viene un fitta al cuore, proprio come ora che ti sto scrivendo.

Sai vorrei piangere,ma non ce la faccio, mi sono sempre chiesta cosa sarebbe successo se andavate meno forte, se avessi avuto la cintura di sicurezza, se quelle cinesi avessero messo la freccia, se non si fossero drogate, se non avessero bevuto. Tutte domande che mi assillano.

Io sorrido o almeno ci provo, ma ogni tanto crollo e piango, oh se piango!

Finisco le lacrime, che scendono giù fitte fitte quando parlo di te o ti ricordo, e non so come farle smettere.

Come facciamo ad andare avanti senza il nostro ballerino migliore, senza colui che faceva le battute più belle, senza chi chiamava la nostra compagna “Slow Motion”.

Voglio piangere piccolo angelo, scusami se scenderà qualche lacrima, non lo faccio apposta.

Ho il cuore in gola, ho la testa che mi scoppia, ma so che devo rimanere forte per te. 

Ti scrivo per sfogarmi, per non piangere, per non dimenticare, ma ho paura, tanta paura e non so perchè, non ho motivo eppure ne ho tanta.

Non so nemmeno cosa raccontarti, il paese è totalmente morto, non esce più nessuno e si respira aria pesante,

Forse queste parole non ti arriveranno nemmeno, chi lo sa, non so nemmeno se ogni sera ti arriva la mia preghiera e la mia buona notte, ma fa lo stesso, un minimo ci spero che tu le senta, per farti capire che anche se non ci parlavamo da diversi mesi io continuo a volerti bene come un fratello.

Ciao piccolo angelo