tenzon

La complessitudine di Piperno

Sono una specie di impostore. Padre ebreo e madre cattolica. Sono ebreo per la parte che conta meno. Il lato che trovo affascinante nella mia genealogia diciamo complessa lo spiegherei con un verso di Saba: «Ed io più tardi in me stesso lo intesi. Eran due razze in antica tenzone»

Alessandro Piperno

Sulla spada

I,82

“ Un maestro di spada, in punto di morte, chiamò il suo allievo migliore e pronunciò le sue ultime volontà: “Ti ha trasmesso tutte le tecniche segrete della mia arte, e non ho più niente da aggiungere. Se anche tu pensi di avere un discepolo, dovresti esercitarti ogni giorno con la spada di bambù. Non si eccelle solo con le tecniche segrete, ma anche con la pratica quotidiana”. Allo stesso modo, negli insegnamenti di un maestro di renga, veniva detto che il giorno prima di un tenzone di poesia si dovrebbe placare la mente e leggere una raccolta di testi poetici. Questa è la vera concentrazione. Tutte le professioni dovrebbero essere esercitate con concentrazione. “

  II,87

“ La vergogna e il pentimento sono come un boccale d'acqua capovolto. Un amico provò compassione dopo aver ascoltato la confessione di colui che gli aveva rubato l'ornamento della spada. Se si vuole rimediare agli errori, le loro tracce si cancellano rapidamente. “

 II,120

“ Un samurai disse: “Esistono due tipi di orgoglio: quello interiore e quello esteriore. Il samurai che non li possiede entrambi non vale niente”. L'orgoglio può essere paragonato a una spada, la cui lama deve essere affilata e riposta nel fodero. Di tanto in tanto viene sguainata, brandita, poi pulita per essere rinfoderata. Se la spada del samurai è sempre sguainata e levata minacciosamente, tutti ne avranno paura ed egli avrà difficoltà a farsi degli amici. Se, al contrario, la spada non viene mai tolta del fodero, la lama perderà la l'affilatura e si coprirà di ruggine, e nessuno temerà più chi la porta. “

IV,18

“ Tutte le sere, il daimio Nabeshima Katsushige era solito bere sakè e fare conversazione fino a quando i fumi del liquore erano scomparsi, poi andava a dormire. Prima di coricarsi, si sistemava la cintura, sguainava la spada dal fodero, contemplava la lama, quindi si addormentava. Non smise di compiere questo gesto fino alla morte. “

 VII,40

“ Si racconta che al termine di ogni riunione del suo clan, Oki Hyobu dicesse sempre: “I giovani devono sforzarsi di accrescere la loro determinazione e il loro coraggio. Ciò è possibile solo se il coraggio è radicato nel cuore. Quando la spada è spezzata, bisogna attaccare con le mani. Quando sono amputate, è necessario servirsi delle spalle. Quando le spalle sono ferite, bisogna mordere il collo di dieci e persino quindici avversari. Ecco cos'è il coraggio “

 XI, 134

“ La Via del samurai va cercata nella morte. Si mediti quotidianamente sulla sua ineluttabilità. Ogni giorno, quando nulla turba la nostra mente e il nostro corpo, dobbiamo immaginare con tranquillità la nostra fine: trafitti da frecce, proiettili e lance, toccati dalla spada, inghiottiti da onde impetuose, divorati dalle fiamme in un incendio immenso, folgorati da un fulmine, travolti dal terremoto, precipitati in un abisso senza fine, vittime della malattia o di una morte improvvisa. Dobbiamo iniziare la giornata pensando alla morte. Come diceva un anziano: “Quando lasci la tua casa, entri nel regno dei morti; quando varchi il tuo cancello, vai incontro al nemico”. Questa massima non raccomanda la prudenza, ma la ferma risoluzione a morire “