tengono

pasolinimerymarzia  asked:

Non è un consiglio, ma più uno sfogo, suppongo... la mia vita è piuttosto monotona, atona, lineare. Ho molte amiche e riconosco quelle false da quelle che tengono realmente a me, sono in cerca di un lavoro, perché sono appena uscita da scuola, ma ciò che mi manca più in assoluto, anche se sono una persona molto fredda e che non dà a vedere che possiede un cuore, è un ragazzo che mi ami veramente per ciò che sono, come nei libri o nei film, quel tipo di ragazzo che ti può cambiare la vita...

Un mese e mezzo fa quasi pensavo la tua stessa cosa sai? Stavo “bene” ma volevo condividere la mia vita con una persona vera. Sai cosa è successo? Ho conosciuto il mio ragazzo per caso, mi ama per quella che sono e da allora lui mi sta cambiando la vita. Sono certa che all’improvviso incontrerai anche tu una persona del genere

Psicologia

- Non dire mai i tuoi problemi a qualcuno. Al 20% delle persone non importa, il restante 80% spera che tu ne abbia.

- Alcune persone che non socializzano non sono depresse. Preferiscono stare lontani da superficialità e falsità.

- Coloro che ti temono parlano male di te alle persone sperando che si facciano una brutta idea di te.

- Più una persona dice di essere qualcosa e meno lo è.

- Le persone che tendono a nascondere le loro emozioni sono coloro che ci tengono di più.

- Molte persone cercano solo una prova per convincersi che sono tristi.

- Il testo della tua canzone preferita esprime tutto quello che non riesci a dire.

- Colui che dice la verità tende a fare molti gesti, mentre colui che mente tende a restare immobile.

- Pensare troppo porta a pensieri negativi.

- Quando qualcuno si rifiuta di dire cosa non va, la maggior parte delle persone pensa che sia colpa loro.

- Coloro che fanno molti pisolini nella giornata sono soggetti a molta tristezza.

- Solitamente coloro che sanno dare ottimi consigli sono anche coloro che hanno molti problemi.

- Se due persone che nel passato erano una coppia riescono a restare amici significa che non si sono mai amati oppure si amano ancora.

Smettetela di cercare la ragazza che vi fa i pompini, la ragazza facile che mollerete dopo una settimana, la ragazza conosciuta in discoteca dopo averle infilato la lingua in gola e quella che ve la da come se non ci fosse un domani. Cercate le ragazze vere, che darebbero il mondo per voi, che vorrebbero aiutarvi con i vostri problemi, quelle ragazze che tengono alla loro prima volta e che prima di fare qualcosa aspettano di essere sicure. Date una possibilità a chi non l'ha mai avuta e smettete di preferire un pompino alle farfalle nello stomaco.
—  Ilragazzopienodiemozioni.
@ilragazzopienodiemozioni
E tutti quelli che dicono che ci tengono a te, in realtà andranno via anche loro appena troveranno una persona migliore.
E le persone sono tutte migliori di te, quindi rimarrai sempre sola.
—  thealternativegirlworld

Ho bisogno di qualcuno che insista, che non mi lasci stare nonostante le mie lune storte, che non molli la presa anche quando le cose sembrano impossibili, anche se starmi accanto è un'impresa.
Ho bisogno di mani che mi tengono, che di mani che mi stringono ne ho avute fin troppe, per poi lasciarmi a metà strada.

“Come stai?”
Vorrei dirti che sto bene, che sono andata avanti anche senza averti accanto, che tutto va come ho sempre desiderato, che passo dopo passo sto realizzando ogni mio sogno. Vorrei poterti dire che i capelli sono diventati lunghi, che io sono cresciuta ma la sera per dormire metto ancore la musica con le cuffie, che a volte mi viene da aver paura anche a me, io che non ho mai paura di niente. Vorrei poterti dire che ho conosciuto altre persone, che ci tengono a vedermi sempre sorridere, che forse la speranza che qualcuno possa amarmi c'è, che di speranza che io possa amare di nuovo, ce n'è poca.
Vorrei poterti dire che mi torni sempre in mente, ogni volta che sento il tuo nome, ogni volta che vedo gli occhi di qualcun altro, ogni volta che resto a fissare il vuoto, ogni volta che la vita mi paralizza, tu mi ritorni in mente. Vorrei poterti dire che ti amavo così tanto, così tanto da strapparmi quasi il cuore dal petto e porgertelo, perché non c'era cosa che potesse farmi stare meglio. Vorrei poterti dire che ti ho sognato cosi tante volte, alcune mattine mi svegliavo piangendo perché la realtà che mi trovavo davanti era una merda ed io volevo solo stare con te. Io volevo solo stare con te. Mi chiedi come mi va ed io scrivo e poi cancello, perché vorrei dirti che la tua mancanza la sento ogni giorno, come un qualcosa che manca qui, nel petto. Forse il mio cuore te lo sei preso davvero, ma senza nemmeno chiederlo. Maledetto te, mi hai tolto tutto, ogni cosa buona che c'era in me, non riesco più ad essere forte, per colpa tua, non riesco più ad innamorarmi di qualcuno, per colpa tua. Vorrei dirti tante cose, ma prendo coraggio ed invece di scriverti che sto bene, ti scrivo che mi manchi.
Perché, cazzo, quanto mi manchi.

Ho un carattere di merda.

Ho un brutto carattere.
-Sono spesso scontroso, permaloso e geloso. Se le cose non mi stanno bene, lo devo dire. Se non riesco a trovare le parole per farlo, lo lascio intendere.
-Sono sarcastico, a volte cinico e stronzo. Sono acido, ma è solo un meccanismo di difesa. Non attacco mai, mi difendo. Ho tanti scudi, ma nessuna spada.
-In realtà se mi conosci sono anche dolce e molto sensibile.
Diffidente con gli estranei e amorevole con i conoscenti. Riesco a dare l'anima a chi amo davvero.
- Mi piace fare l’offeso, per sentirmi dire cose dolci o per consolarmi. Mi piace litigare per poi far pace. 
-Sono insicuro, ed è per questo che ho sempre bisogno di conferme. Ho bisogno che la gente mi dica che vado bene, che sono importante, perchè se no mi sento di non valere nulla.
-Piango guardando un film o una serie TV e non mi vergogno a dirlo.
-Non sopporto chi giudica senza sapere niente, non sopporto l’odio gratuito.
E quindi spesso risulto antipatico perchè rispondo male quando dovrei solo ignorare.
-Mi piace dire la mia opinione, anche se è sempre l’opposto di quel che pensano gli altri, e quindi risulto sempre strano e diverso.
-Non scrivo mai a nessuno per primo, perchè voglio che siano gli altri a farlo, è il mio modo di verificare se ci tengono davvero a me, anche se so che è sbagliato.
-Sono empatico. Se un amico soffre, io soffro tanto quanto lui. E questo mi impedisce di far finta di niente.
-Odio le persone troppo ottimiste o troppo pessimiste. MI IRRITANO PERCHE’ VIVONO IN UN MONDO FALSO BASATO SUL NIENTE.
-Festeggio il compleanno ogni anno con gente diversa.
Sono io che non sono bravo a tenermi gli amici o sono loro che se ne vanno?
-Sono tutt’altro che misterioso. Sono un libro aperto, trasparente. Per questo a volte si stancano di me.
-Sono timido, forse troppo. Non ho il coraggio di fare una telefonata, ordinare una pizza, comprare un giornale, parlare con gli sconosciuti. Ma se prendo confidenza e un argomento mi interessa davvero riesco a parlare senza limiti (e anche questo è un difetto).
-Spesso mi sento inutile, di troppo, facilmente sostituibile. E in effetti ho ragione, dato che vengo sempre sostituito.

In effetti non sono sicuro di niente. Soprattutto so di non essere la persona che qualcuno vorrebbe avere accanto.
Però, nonostante tutto, rimango sempre me stesso, ho una personalità mia, non mi importa di ciò che pensa la gente.

E anche se ci provano ogni giorno, nessuno riuscirà a cambiarmi.
So che posso risultare strano agli occhi degli altri, ma non voglio rinunciare al mio essere per seguire qualcuno che mi vuole personalizzare a sua scelta, come la cover di un cellulare.
Non voglio cambiare maschera come cambio i vestiti.
Io sono così come sono, prendere o lasciare.

“Prendo quello che prendi te
qualche bicchiere di Chardonnay
piene di ma piene di se ci si rivede fra un po’
vieni alle tre
non ho ancora visto la Tour Eiffel
ti blocco a Malpensa e ci vediamo a Charles de Gaulle
woo
sembrava nulla e invece eccoci qua
tu la mia calamita io la tua calamità
una dose di certezza per le mie velleità
per sempre sarà.

Non servono anelli che ci tengono assieme
perché di anelli son fatte le catene
seppur così presto non ne faccio altrimenti
cuore in arresto
favorisca i sentimenti
nel pomeriggio lasciamo la stanza
io che non dormo sui voli Lufthansa
tu stai ancora un po’, ancora un po’.

Non ho mai fatto il nodo alla cravatta fino ad ora
la vita m’ha insegnato a farmi il nodo alla gola
mi spiace ti sei presa un paranoico d’adozione
per questo ho un problema per ogni soluzione
mm non ci pensi no, faccio un salto nel vuoto dei nostri silenzi
e ti ho detto se mi tocchi stai attenta che ti sporchi
a casa ho un cuscino con vista sui tuoi occhi.

Sembrava nulla e invece eccoci qua
tu la mia calamita io la tua calamità
una dose di certezza per le mie velleità
per sempre sarà.

Non servono anelli che ci tengono assieme
perché di anelli son fatte le catene
seppur così presto non ne faccio altrimenti
cuore in arresto
favorisca i sentimenti
nel pomeriggio lasciamo la stanza
io che non dormo sui voli Lufthansa
tu stai ancora un po’, ancora un po’.”

L’opera nasce in un momento di grande dolore per l’autrice, causato dalla sofferenza per il divorzio dall’amato marito, Diego Rivera.
Il dipinto raffigura uno sdoppiamento: a sinistra la Frida vestita di bianco, in un abito dalla foggia occidentale, a destra la Frida colorata, con indosso gli abiti della tradizione messicana. La Frida lasciata da Rivera e la Frida da lui amata.
Le due siedono di fianco, sulla stessa panchina, ma non si guardano.
Si tengono per mano e sono legate da una vena che connette il cuore vivo, dal colore rosso acceso, all’altro impallidito, che sembra ardere.
Il rosso: colore della passione, ma anche del sangue.
Simbolo di vitalità ma anche di dolore.
Quel dolore che si connette tipicamente ad ogni separazione e che si caratterizza con vissuti di grande sofferenza interiore. Quella che l’individuo ferito tenta di eliminare.
A questo fanno pensare le forbici.
La lacerazione ma anche la volontà di recidere. Il desiderio di arrestare vissuti dolorosi e tagliarli fuori in modo più o meno consapevole.
La fatica di entrarci è simboleggiata dall’assenza di uno scambio visivo.
La Frida colorata ed amata non guarda la Frida addolorata, appiattita nei colori e sanguinante.
Spesso il dolore diventa una barriera che logora e non consente né una integrazione al proprio interno, né una condivisione con l’esterno.
Ma l’afflizione che ogni separazione comporta, è parte inevitabile ed ineliminabile dell’esperienza umana.
E riguarda tanto il rapporto con l’altro, quanto quello con sé stessi.
Anche nella costante crescita individuale, cambiamento e sviluppo richiedono passaggi che implicano sempre dolore. Questo è connesso con il processo di distacco da parti di sé ormai superate. Lasciarle andare è necessario per fare spazio a nuovi aspetti personali. Essi sono frutto della scoperta e dell’arricchimento del confronto con l’altro e con sé stessi.

Il problema delle persone orgogliose è che non dicono quello che provano per paura di soffrire. Si tengono tutto dentro e soffrono lo stesso, ovviamente. Le persone orgogliose, vanno prese di sorpresa e abbracciate.

A me piace la gente che se ne sta sulle sue, che non ha bisogno di sentirsi dire tutti i giorni “ti voglio bene” o ricevere regali. Io frequento solo persone che amano avere il proprio spazio e il silenzio, che tengono gli occhi fissi sull'orizzonte e pensano a godersi la vita senza piegarsi davanti a qualcuno. Persone che vivono per provare emozioni e con fierezza camminano più avanti degli altri.

- oggihainiziolarivoluzione

Non è da tutti amare le donne difficili, spigolose, quasi inaccessibili. Solo apparentemente sono solari ed estroverse, anche sicure di sé, ma in realtà sempre diffidenti e insicure, sempre sulla difensiva. E si tengono tutto dentro. Non guardatele troppo negli occhi, perchè non vogliono far vedere a nessuno la loro rabbia, delusione, paura, fragilità. La solitudine le accompagna, anche quando hanno decine di corteggiatori. Perchè amano ma non dipendono mai dall'amore, da quell'amore che per loro è solo un sogno. E sono dure, prima di tutto con se stesse. Solo chi sa guardare oltre il sorriso riesce a vedere il muro impenetrabile che hanno eretto. Che difende la loro interiorità ricca ma ferita, spaventata, la loro sensibilità troppe volte ferita. Il difficile vissuto che solo loro conoscono. Perchè sono donne spigolose, difficili, quasi inaccessibili.
Quelle con l'anima in fiamme e il sorriso splendente.
—  Labellezzadellepiccolecose - (via labellezzadellepiccolecose.)
Ad un certo punto devi prendere una decisione.
I confini non tengono fuori gli altri, servono solo a soffocarti.
La vita è un problema e noi siamo fatti così.
Quindi puoi sprecare la tua vita a tracciare confini, oppure puoi decidere di vivere superandoli.
Ma ci sono dei confini che è decisamente troppo pericoloso varcare.
Però una cosa la so: se sei pronto a correre il rischio, la vita dall'altra parte è spettacolare.
—  Grey’s Anatomy - 1x02
Ti vuoi uccidere? Immagina questo. 
Un giorno torni a casa da scuola. Hai avuto ancora un’altra giornata orribile. Sei pronta per mollare tutto. Così vai nella tua stanza, chiudi la porta, e prendi la lettera che hai scritto e riscritto riguardo il tuo suicidio. Tiri fuori la lametta, e ti tagli per la vera ultima volta. Apri la bottiglietta delle pillole e le prendi tutte. Ti distendi sul letto, stringendo la lettera al tuo petto, e chiudi gli occhi per l’ultima volta. 
Qualche ora dopo, il tuo fratellino bussa alla tua porta per dirti che la cena è pronta. Non rispondi, così lui entra. Tutto ciò che vede sei tu che giaci sul letto, così pensa che tu stia dormendo. Lo dice a vostra madre. Lei entra nella tua stanza per svegliarti e nota subito qualcosa di strano. Prende il foglio di carta tra le tue mani e legge parola per parola. Singhiozzando, prova a svegliarti. Sta urlando il tuo nome. Il tuo fratellino, così confuso, corre a dire a vostro padre che la mamma sta urlando e che tu non ti svegli. Vostro padre corre nella tua stanza. Guarda tua madre, che piange e tiene la lettera stretta al petto, sedere vicino al tuo corpo senza vita. Ciò che sta succedendo lo colpisce, così inizia ad urlare. Urla e tira verso le pareti tutto ciò che trova. E poi, cadendo in ginocchio, inizia a piangere. Tua madre va al suo fianco e si siedono a terra, stretti l’uno all’altra, piangendo. 
Il giorno dopo a scuola, c’è un annuncio. Il preside racconta a tutti del tuo suicidio. La notizia impiega solo qualche secondo a colpire tutti e, una volta fatto, regna il silenzio. Tutti incolpano se stessi. I tuoi insegnanti pensano che sono stati troppo duri con te. Le ragazze più popolari della scuola, pensano a tutte le cose che hanno detto su di te. Il ragazzo che era solito prenderti in giro, non può aiutare in alcun modo ma odia se stesso per non averti mai detto quanto bellissima tu fossi in realtà. Il tuo ex ragazzo, l’unico a cui avevi detto tutto, che poi aveva rotto con te.. Non può sopportarlo. Si scompone e inizia a piangere, poi corre fuori da scuola. I tuoi amici? Anche loro stanno singhiozzando, domandandosi come non avessero mai notato che qualcosa non andasse per il verso giusto, sperando di averti aiutato almeno un po’ prima che fosse troppo tardi. E la tua migliore amica? Lei è traumatizzata. Non riesce a crederci. Lei sapeva cosa stavi attraversando, ma non avrebbe mai pensato che saresti andata così in là.. Così in là abbastanza per mettere fine a tutto. Non può piangere, non sente nulla. Sta in piedi, cammina fuori dalla classe, poi si butta a terra. Scuotendosi, urlando, ma nessuna lacrima esce dai suoi occhi.
Qualche giorno dopo c’è il tuo funerale. Accorre l’intera città. Tutti ti conoscevano, eri la ragazza col sorriso luminoso e una personalità unica. C’eri sempre per loro, eri la spalla su cui piangere. Un bel po’ di persone parla dei bei ricordi avuti con te, e ce ne sono molti. Tutti stanno piangendo, il tuo fratellino ancora non sa che ti sei uccisa, è troppo piccolo. I tuoi genitori gli hanno semplicemente detto che sei morta. E l’ha ferito ciò, molto. Tu eri la sua sorella maggiore, tu avresti dovuto esserci sempre per lui. La tua migliore amica sta restando forte per l’intera cerimonia, ma nello stesso momento in cui iniziano a calare la tua bara nella terra, non lo è più. Piange e piange e non smette per giorni interi.
Due anni dopo. L’intera scuola parla ad uno psicologo almeno una volta a settimana. I tuoi insegnanti hanno quasi tutti lasciato il lavoro. Quelle ragazze popolari e cattive ora hanno disordini alimentari. Il ragazzo che ti prendeva in giro ora si taglia. Il tuo ex fidanzato non è più in grado di amare, e non esce più con nessuna. I tuoi amici sono tutti finiti in depressione. La tua migliore amica? Ha provato ad uccidersi. Non c’è riuscita, al contrario tuo, ma ci ha provato.. Tuo fratello? Ha finalmente saputo la verità riguardo la tua morte. Ora si taglia, piange ogni notte, fa esattamente ciò che tu hai fatto per anni. Ciò che ti ha portato al suicidio. I tuoi genitori? Hanno divorziato. Tuo padre è dipendente dal lavoro, per distrarsi a non pensare alla tua morte. A tua madre è stata diagnosticata la depressione e passa i giorni al letto.
Le persone ci tengono. Magari non ne sei convinta, ma è così. Le tue scelte non hanno solo effetto su di te. Hanno effetto su di tutti. 
Non mettere fine alla tua vita, hai molto per cui vivere. Le cose non possono andare bene, se ti arrendi.