tengono

hibiscusx asked:

40, 84🌸

40. Hai mai pianto per un messaggio? Se sí, cosa c'era scritto?
Ho pianto sí, ma erano lacrime di gioia. Il messaggio è:

“ "Non devi decidere niente, perché tanto mi hai già perso”
Siamo scelte?
Siamo decisioni prese per paura di perdersi?
Siamo questo?
Non decidiamo noi di chi innamorarci, chi sognare, chi ci riempie le giornate, chi ci fa ridere.
É questo, ridere, ridere tanto, e io ci tengo a farti ridere perché, diciamoci la verità, sono le risate, quelle rumorose, quelle che ti spaccano le orecchie, i sorrisi, che tengono vive le emozioni; le tue, le mie.
[…]

Io ogni cosa che faccio per te a partire dal ‘buongiorno amore’ per finire con 'sfogati, parlami’, lo faccio perché realmente voglio che tu stia bene e non per un secondo fine.
Voglio farti ridere, voglio farti felice, voglio che tu vada a portare fuori il cane con un sorriso da orecchio a orecchio, che tutti ti guardano e automaticamente pensano che vorrebbero essere felici come te, per causa mia.
Fanculo, frega un cazzo con chi, l'importante sei tu, é la tua di felicità.
Tu non sai quanto ti amo, ti amo quando scazzi, quando ti incazzi, quando bevi, quando fumi, quando hai la canotta bianca, quando ti sciogli i capelli, quando ridi, quando mi mandi affanculo perché me lo merito, quando mi mandi affanculo e non me lo merito, quando mi guardi con quegli occhi che non so se devo svenire o andare in coma, quando mi guardi ridi forte con quella risata che fai solo ogni tanto perché magari te ne vergogni ma credimi, sei il mio pezzo preferito in un album infinito.

Quando ti ho visto ci ho messo ore per trovare le parole, questo é o non é amore?“

Ma sì, accontentatevi di quelle facili.
Accontentatevi di quelle che ad ogni vostra richiesta sono sempre pronte, quelle che vi inviano messaggini dolci e sono sempre lì, pronte a cercarvi.
Perchè siete così deboli che avete paura di quelle che vi tengono testa, che non sono quasi mai dolci o romantiche, che preferiscono litigare di brutto per giorni per poi far pace piuttosto che far finta di nulla. Accontentatevi di quelle che alla prima occasione si spogliano per voi, perché vi fa tremendamente paura una donna che vi spoglia delle vostre paure, che con uno sguardo vi gela. Preferite quelle donne banali che parlano di cose banali, piuttosto di quelle che con orgoglio conservano le storie più belle.
Riuscirete a dire “ Ho scelto lei,con l'altra non andava bene. Aveva un carattere troppo difficile.”
Però lo sapete che un carattere debole e facile non vi colmerà a differenza di uno difficile, uno che ti fa pensare “ Ne vale la pena.”
—  Erica D
youtube
Surrender in Cernobbio
Everybody should see this. I’ve lost count of how many times i’ve watched it tbh. It’s hilarious, they keep messing up and just being generally weird. silviaerre and mathematicianheart know what I’m talking about since i’ve basically ruined their night with this
1.00 AM

Vorrei sfidare
tutti gli ostacoli
che mi tengono lontana
da te
ma puntualmente
ho bisogno
della tua forza
di tutto
di te

Sai di cosa avrei bisogno adesso ? Di affondare il mio volto nel tuo collo, di odorare il tuo profumo che mi rassicura, di abbracciarti forte e sentire il tuo respiro sui miei capelli, le tue braccia che mi tengono stretta.

Ecco, avrei bisogno solo di questo. Avrei bisogno di te.

—  Volevoimparareavolare (scritta da me)

Mi piacciono gli uomini, quelli che non urlano le proprie ragioni.
Le fanno valere, in silenzio, dignitosamente.
Mi piacciono gli uomini, che usano le mani,
per accarezzare.
Mi piacciono gli uomini che usano le braccia per proteggere
e la forza ce la mettono tutta, solo per risollevarti il cuore.
Mi piacciono gli uomini che si imbarazzano
ma scelgono sempre una rosa per farsi perdonare.
Mi piacciono gli uomini che sorprendono,
con un bacio in un mare di affanni.
Che ti tengono stretta da dietro, senza farti mai male.
Che si arrabbiano ma solo per paura che tu possa decidere di non restare.
Mi piacciono gli uomini che hanno coraggio.
D'amare.
Una donna.
Semplicemente


Daniela Sasso

Tieniti strette quelle uniche persone che riescono a renderti le giornate migliori, quelle che ti strappano un sorriso non appena ti è scesa una lacrima, quelle persone che riescono sempre a dimostrarti che per loro tu sei indispensabile. Tieniti strette quelle uniche persone che non ti dicono mille volte quanto tengono a te ma te lo dimostrano costantemente, anche con piccoli gesti.
Capitolo I

16 Ottobre

Sono distesa sul letto ancora in pigiama, con i capelli legati in un comodo chignon che non vuole proprio saperne di stare al suo posto. La leggera e serena voce di Ed Sheeran e il mio fidato smartphone mi tengono compagnia in una noiosa domenica pomeriggio. Ho sempre odiato la domenica, ha un non so che di malinconico e deprimente e quando ero più piccola anticipava l’angoscia della nuova settimana scolastica che mi aspettava. Nonostante tutto però questa volta è una giornata carica di aspettative. Solo quattro giorni fa ho conosciuto un ragazzo, il genere di ragazzo che può piacere a chiunque, una di quelle persone che riescono a penetrare l’anima della maggior parte delle persone. Forse fino a poche ore fa non avrei mai pensato di concedergli un’occasione. Ci eravamo conosciuti per puro caso su uno di quei social network che tutti usano e già dal primo approccio avevo capito che era il genere di ragazzo che avrebbe potuto farmi innamorare in modo devastante. Non era per nulla banale e di una sincerità disarmante. Da quella prima chiacchierata avevo avuto l’impressione di dovermi proteggere, di dover in qualche modo impedirgli di vedere all’interno della mia anima e quindi avevo deciso di avere un approccio tutt’altro che accondiscendente. Venivo da una frequentazione andata male. Forse non ci avevo neanche più di tanto tenuto a quel rapporto se non fosse perché fu il primo dopo tanto tempo a farmi sentire viva, ma nonostante tutto non c’era molto che mi legava a lui. Probabilmente era stata più una di quelle conoscenze fatte per incontrare nuove persone. Già dal primo incontro sapevo che non sarebbe stato l’amore della mia vita e infatti le cose fecero il loro corso in un tempo molto veloce. Sicuramente questo mi tratteneva dal ributtarmi dopo così poco tempo in un’altra relazione. Erano molti i dubbi che mi ronzavano per la testa. Il giorno seguente mi aveva scritto un messaggio dal tono un po’ geloso e possessivo riguardo una foto con un mio amico e la cosa mi era piaciuta. Avevo avuto la strana sensazione di dover dare giustificazioni per evitare di fargli credere che non ci fosse alcun tipo di interesse da parte mia. Mi sembrava una persona insicura ma che sapeva come legare con una ragazza. Il giorno successivo trascorse senza molti contatti tra di noi. Ormai ogni giorno, quotidianamente chiedeva di conoscermi di persona per poter approfondire. Il mio subconscio tentava di mandarmi segnali ma non riuscivo ad accettarlo. Avevo paura di incontrarlo e avevo deciso di sfuggirgli. Non era una tattica, non era un voler fare la misteriosa, era semplice paura; avevo paura di non piacergli, paura di non essere all’altezza delle sue aspettative. Tutto il mio comportamento era dettato da grande insicurezza ma ai suoi occhi era sembrata l’esatto opposto. E così ero riuscita a non incontrarlo anche di sabato sera in una piccola cittadina come la nostra. Stamattina al mio risveglio, dopo aver dormito in modo decisamente discontinuo, avevo controllato il mio telefono ed avevo trovato un suo messaggio.

Ore 3:45
Da: Edoardo Mercanti
A: Fleur Ricciardi

E così anche stasera sei riuscita ad evitarmi. Prima o poi ti braccherò, promesso. 

Ero stata davvero contenta di notare che mi aveva pensata, che il suo ultimo pensiero prima di addormentarsi ero stata io. La giornata di domenica era passata in modo davvero noioso finché nel pieno del pomeriggio non avevo pensato che forse un’opportunità dovevo concedergliela. Forse più che a lui, la stavo concedendo a me stessa. E quindi dopo circa un’ora sul decidergli cosa scrivergli eccomi qui, sul letto a riflettere se sia giusto o meno agire in questo modo. Prima che tutti i dubbi e le perplessità prendano il sopravvento decido di mandargli un messaggio.


Ore 18:03
Da: Fleur Ricciardi
A: Edoardo Mercanti

Vuoi vedere come ti stupisco?


Appena premo invio il mio cuore inizia a palpitare domandandomi se sia stata la cosa giusta da fare, se risponderà ma soprattutto cosa dirà se lo farà. Passano tre interminabili minuti quando lo schermo si illumina.

Ore 18:06
Da: Edoardo Mercanti
A: Fleur Riccardi

Mi hai scritto, non posso far altro che essere contento :)


Un sorriso mi spunta sul viso appena leggo la sua risposta. Penso che forse non ho fatto un grosso errore e quindi prima che possa pentirmi digito un messaggio e premo invia subito, senza rileggerlo, senza trovare motivi per tentennare.

Ore 18:08
Da: Fleur Ricciardi
A: Edoardo Mercanti

Ti andrebbe di strapparmi un’uscita stasera?


Ora l’ansia è davvero palpabile. Non faccio altro che cambiare canzoni sul mio ipod in modo da trovare una distrazione. Il mio stomaco al momento è sulle montagne russe alla massima velocità, le mie mani proprio non vogliono saperne di smettere di sudare. Passano cinque minuti e della sua risposta neanche l’ombra. Un mix di emozioni attraversano il mio corpo. Prima ansia, poi pentimento, tristezza, delusione, rabbia e infine speranza. Dopo tredici lunghi e angosciosi minuti ecco il suo messaggio.


Ore 18:21
Da: Edoardo Mercanti
A: Fleur Riccardi

Mi andrebbe e come. Per che ora facciamo?

Appena lo leggo i miei occhi si illuminano. Okay, ora sarò io a farlo aspettare. Metterò in pratica anni di esperienza per una volta. Mi alzo e mi dirigo in cucina a versarmi un bicchiere di coca-cola. La sorseggio il più lentamente possibile. Terminato di bere decido di andare a spazzolarmi i capelli. Cerco ovunque diversivi per impedirmi di cedere alla tentazione di rispondergli subito. Passano venti minuti ed un altro suo messaggio appare sullo schermo del mio iPhone.

Ore 18:41
Da: Edoardo Mercanti
A: Fleur Ricciardi

Già hai cambiato idea?

Bene, credo sia arrivato il momento di rispondere senza tanti giochetti. Digito il messaggio e do il via a una nuova agonia appena premo il via.

Ore 18:43
Da: Fleur Ricciardi
A: Edoardo Mercanti

Non vorrei fare troppo tardi, prendere o lasciare :)

La sua risposta arriva quasi immediatamente.

Ore 18:44
Da: Edoardo Mercanti
A: Fleur Ricciardi

Facciamo per le 22:30?

Mmm no, 22:30 non va bene. Non sarebbe neanche troppo tardi ma nel messaggio precedente ero stata chiara. Decido di diventare quasi autoritaria ma in modo scherzoso.

Ore 18:47
Da: Fleur Ricciardi
A: Edoardo Mercanti

21:30. Avevo detto prendere o lasciare :)

Neanche premo invio che mi appare la sua risposta.

Ore 18:48
Da: Edoardo Mercanti
A: Fleur Ricciardi

Prendo decisamente. A dopo :*


Fisso lo schermo ancora titubante se sia o meno la cosa giusta. Mille pensieri mi ronzano in testa. Provo ad immaginare come sarà la nostra prima uscita, cosa dirà, come si comporterà.