tenesse

Sarebbe bello se tu mi amassi.
Se tu mi chiamassi tra tre minuti esatti.
Se ti arrabbiassi a vedermi parlare con un altro.
Se ti preoccupassi quando fuori è buio e io non sono ancora tornata a casa.
Se ti sfogassi con me.
Se mi regalassi un libro.
Se mi scrivessi una lettera.
Se tu volessi andare a fare l’amore in macchina, stasera.
Se mi aspettassi sotto casa ogni domenica.
Se tu mi amassi.
Se ti piacessero i miei capelli.
Se mi prendessi in giro per la mia voce da bambina.
Se piangendo mi confessassi cosa non smetterà mai di farti male.
Se fossi l’unica di cui ti fidi davvero.
Se potessimo mangiare un gelato insieme sul letto.
Se potessimo ubriacarci insieme.
Se potessimo fare un figlio, o anche due, o magari tre.
Se ci prendessimo un cane e un gatto o tutti e due.
Se tu mi amassi.
Se i miei occhi ti incantassero.
Se la voglia del mio corpo ti tenesse sveglio.
Se tu volessi baciarmi ORA.
Se tu volessi cenare con me.
Se tu volessi svegliarti con me.
Se tu volessi prendere un aereo con me, un treno con me.
Se tu volessi camminare accanto a me.
Se tu volessi baciarmi a Natale.
Se tu volessi baciarmi l’8 di ottobre, il 5 di dicembre, il 6 di febbraio, il 12 di agosto.
Se tu volessi baciarmi sempre.
Se fossi la più piccola, la più fragile e la più dolce per te.
Se fossi la più grande, la più incantevole, la più forte per te.
Se ti stessi simpatica.
Se tu ridessi pensando a me.
Se capissi il mio passato.
Se potessimo andare in America.
Se potessimo andare in Australia.
Se potessimo restare in casa.
Se ti piacessero le mie ciglia.
Se ti piacessero le mie gambe.
Se ti piacesse quello che scrivo.
Se ti piacesse quello che dico.
Se ti piacesse quello che non dico.
Se ti piacesse vedermi invecchiare.
Se ti piacesse sentirmi cantare.
Se ti piacesse vedermi felice.
Se ti piacessi quanto tu piaci a me.

Sarebbe bello, non ho nemmeno un dubbio.

—  Susanna Casciani.

Non si tratta di altruismo, ma di quella che dovrebbe essere la legge fondamentale dell'umanità.
Io tratto gli altri come vorrei che gli altri trattassero me e dato che lo scopo della mia vita è la massima felicità pretendo di operare in modo tale da non rappresentare un ostacolo per la felicità altrui o, comunque, di agevolarla, per quanto mi è possibile.
Perché vorrei, a mia volta, che chi si rapportasse a me tenesse sempre in conto la mia felicità.


Gabriella Ronza| apoteosidiparole.

mi disse che le cose erano cambiate e che non ci vedeva più come una volta. tutti quegli abbracci e quelle parole non avevano più importanza, perché le persone cambiano, perché prendono altre strade, e quando succede che si rincontrano per poco, rimane solo il silenzio che come un lenzuolo oscilla da una parte all'altra, impazzito.
mi disse che si era stancata, che di portare avanti rapporti che non avevano una base solida e un futuro altrettanto solido, non ne aveva proprio la voglia, e quando intendeva solido non era noiosa, non intendeva qualcosa di scontato, non ci aveva mai pensato in quei termini. Era stato come quel giorno di tanti anni prima, quando aveva capito che quel vecchio e logoro paio di converse fucsia dovevano essere buttate, per quanto ci tenesse, per quanti ricordi e posti lontani avesse nel cuore grazie a loro. era così, tutto spariva, tutto, anche le persone che pensavi non sarebbero mai sparite, quelle che a dieci anni credevi avresti avuto accanto per tutta la vita, e poi puff così addio e chi si è visto si è visto, grazie per le scarpe che mi allacciavi sempre e per le volte che avevamo sei anni e non sapevo soffiarmi il naso ma c'eri tu a fare tutto e grazie perché mi prendevi la mano quando non c'era nessuno a volermi bene e a tagliarmi la pizza, perché sono sempre stata un disastro
però ora la pizza me la faccio portare già a fette e le scarpe non le slaccio mai e la mia mano è fredda ma ci penso io a scaldarmi quando non ci sei, da quando non ci sei,
ho capito che a volte è giusto lasciare andare

Mi sono sempre chiesto che cosa tenesse unite le persone. E poi ho capito che non c'è una vera ragione. Solo una la tiene davvero insieme, il volere. Chi si vuole veramente resta, chi non si vuole veramente si perde.
Non contano le cose in comune, le affinità e tutto il resto, ma solo il volere.
—  Labellezzadellepiccolecose - (via labellezzadellepiccolecose.)
Il signor Palomar decide che d'ora in poi farà come se fosse morto, per vedere come se la cava il mondo senza di lui. Da un po’ di tempo s'è accorto che tra lui e il mondo le cose non vanno più come prima; se prima gli pareva che s'aspettassero qualcosa l'uno dell'altro, lui e il mondo, adesso non ricorda più cosa ci fosse da aspettarsi, in male o in bene, né perché questa attesa lo tenesse in una perpetua agitazione ansiosa.
—  Italo Calvino, Palomar (1983): I silenzi di Palomar, Le meditazioni di Palomar “Come imparare ad essere morto”

Vorrei che qualcuno tenesse realmente a me. Vorrei qualcuno che ha paura di perdermi,qualcuno che nota quella malinconia,solitudine che regna in me.
Un abbraccio dato senza chiederlo,del tipo “ cazzo quella ragazza ha bisogno di qualcuno o anche di un semplice abbraccio che può rallegrargli la giornata”,ma questo non succederà mai.
Ormai vanno a bellezza,a simpatia..nessuno riesce a capire chi ne ha bisogno e chi non.
I sguardi che capitano con qualcuno,i sguardi che si incontrano con i sorrisi. Saranno sempre illusioni,sperando che quel qualcuno gli importi. L'illusione regna su di me,su di noi.
Ti vedono e fanno “ ah è depressa,sti cazzi” e vanno da quelle belle e stupide..chiedendoti che cosa hai fatto per meritarti tutto questo,per non essere felice.
Perché nessuno mi vuole bene? Perché nessuno ha paura di perdermi? Di capire come sto? Che ho fatto? Perché devo meritarmi di stare sola?!

-Blackeyesandfakesmile

Mi sono sempre chiesta cosa tenesse legate queste tre persone. No, non è il carattere perché sono proprio differenti: una saggia, calma che sembra sappia sempre cosa fare, una casinista, terrorizzata dalla vita e l'altra? Bè l'altra un po’ sulle sue, nel suo mondo, mondo nel quale a volte non ti è possibile entrare. Non è il lavoro, ognuna immersa nelle sue cose, ognuna per la sua strada. Non saranno sicuramente i gusti musicali. Non c'è mai una canzone sulla quale si trovino d'accordo. Non leggono gli stessi libri, non frequentano gli stessi posti, non amano gli stessi film. L'unica serie TV che le accomuna è Grey’s anatomy ma anche in quel caso, discutono e discutono sulle ultime vicende di Meredith e mai una volta che fossero d'accordo. Tre mondi diversi, tre percorsi diversi, tre storie diverse. Cosa le accomuna è il punto. Innanzitutto quando c'è da soffrire , il dolore che prova una è il dolore delle altre due, la gioia di una è la stessa delle altre. Non c'è mai stata occasione dove una chiamasse e le altre non rispondessero, mai una volta in cui una lacrima è stata versata in silenzio, mai una voce che non sia stata ascoltata. Sono libere di parlare ma parlare proprio di tutto, perché nessuna si sente giudicata nè ridicola. E poi ridono, ridono fino ad avere i crampi alla pancia. Si divertono, si appoggiano, si difendono, si sentono speciali solo al pensiero che le altre due esistano. Anche se agli occhi di tutti sei un fallimento completo tanto che anche tu inizi a sentirti un disastro, le altre due riusciranno a trovare in te qualcosa di speciale, qualcosa di cui vanno fiere. Ti senti protetta e sentirsi protette e al sicuro in questo mondo, a volte, è tutto ciò che vogliamo. Potranno anche essere lontane e immerse ognuna nei suoi guai, ci potranno anche essere periodi di silenzio o di pausa ma a loro non importa.
Hanno capito ciò che le unisce: l'amore❤️


-aula16

Vorrei scriverti una lettera che ti tenesse compagnia per molti giorni, una lettera da chiudere e da riaprire come un carillon e che continuasse a suonare a lungo.
E ogni volta in un modo diverso.
—  Simona Vinci -  In tutti i sensi come l'amore

Sarebbe bello se tu mi amassi.
Se tu mi chiamassi tra tre minuti esatti.
Se ti arrabbiassi a vedermi parlare con un altro.
Se ti preoccupassi quando fuori è buio e io non sono ancora tornata a casa.
Se ti sfogassi con me.
Se mi regalassi un libro.
Se mi scrivessi una lettera.
Se tu volessi andare a fare l’amore in macchina, stasera.
Se mi aspettassi sotto casa ogni domenica.
Se tu mi amassi.
Se ti piacessero i miei capelli.
Se mi prendessi in giro per la mia voce da bambina.
Se piangendo mi confessassi cosa non smetterà mai di farti male.
Se fossi l’unica di cui ti fidi davvero.
Se potessimo mangiare un gelato insieme sul letto.
Se potessimo ubriacarci insieme.
Se potessimo fare un figlio, o anche due, o magari tre.
Se ci prendessimo un cane e un gatto o tutti e due.
Se tu mi amassi.
Se i miei occhi ti incantassero.
Se la voglia del mio corpo ti tenesse sveglio.
Se tu volessi baciarmi ORA.
Se tu volessi cenare con me.
Se tu volessi svegliarti con me.
Se tu volessi prendere un aereo con me, un treno con me.
Se tu volessi camminare accanto a me.
Se tu volessi baciarmi a Natale.
Se tu volessi baciarmi l’8 di ottobre, il 5 di dicembre, il 6 di febbraio, il 12 di agosto.
Se tu volessi baciarmi sempre.
Se fossi la più piccola, la più fragile e la più dolce per te.
Se fossi la più grande, la più incantevole, la più forte per te.
Se ti stessi simpatica.
Se tu ridessi pensando a me.
Se capissi il mio passato.
Se potessimo andare in America.
Se potessimo andare in Australia.
Se potessimo restare in casa.
Se ti piacessero le mie ciglia.
Se ti piacessero le mie gambe.
Se ti piacesse quello che scrivo.
Se ti piacesse quello che dico.
Se ti piacesse quello che non dico.
Se ti piacesse vedermi invecchiare.
Se ti piacesse sentirmi cantare.
Se ti piacesse vedermi felice.
Se ti piacessi quanto tu piaci a me.

Sarebbe bello, non ho nemmeno un dubbio.

—  Susanna Casciani